Intelligenza artificiale recensione film

A.I. – Intelligenza artificiale (2001): L’omaggio di Spielberg a Kubrick

A.I. - intelligenza artificiale locandina film

A.I. – Intelligenza artificiale

Titolo originale: Artificial Intelligence: AI

Anno: 2001

Paese: Stati Uniti d’America

Genere: Fantascienza

Produzione: DreamWorks SKG, Warner Bros. Pictures, Amblin Entertainment, Stanley Kubrick Productions

Distribuzione: Warner Bros.

Durata: 146 min

Regia: Steven Spielberg

Sceneggiatura: Steven Spielberg

Fotografia: Janusz Kaminski

Montaggio: Michael Kahn

Musiche: John Williams

Attori: Haley Joel Osment, Jude Law, Frances O’Connor, Sam Robards, Jake Thomas, William Hurt, Ken Leung, Theo Greenly, John Prosky, Brendan Gleeson, Haley King

A.I. Artificial Intelligence International Trailer #1 (2001)
Trailer di A.I. – Intelligenza artificiale

Realizzato nel 2001 da Steven Spielberg, A.I. – Intelligenza artificiale venne premiato nel 2002 al Saturn Award come miglior film di fantascienza venendo inversamente poco considerato all’interno degli Academy Award dove ottenne solo due nomination per gli effetti speciali e la colonna sonora, non riuscendo nemmeno a rientrare nella cinquina dei miglior film dove però erano ben presenti dei mostri sacri del cinema come A Beautiful Mind e Il Signore degli Anelli – La Compagnia dell’Anello.

La storia dietro il film inizia a metà anni ’90 quando Stanley Kubrick lesse il racconto del 1969 Supertoys che durano tutta l’estate di Brian Aldiss, decidendo di partire da questo materiale per andare a realizzare il suo prossimo film, purtroppo si trovo in un epoca in cui la realizzazione di un opera di tali dimensioni era una sfida quasi impossibile a causa di una tecnologia digitale ancora all’inizio nella sua evoluzione e che non gli avrebbe consentito di realizzare l’opera come lui desiderava. Così abbandonò il progetto e si concentro sulla sua ultima pellicola Eyes Wide Shut, nutrendo dentro di sé la speranza di poter riprendere in seguito questa storia, che doveva essere prodotta dall’amico Steven Spielberg, che proprio per volere della famiglia Kubrick, si trovo nel 2001 con in mano le bozze del cineasta di Arancia Meccanica per realizzare il film che quel grande regista sognava di realizzare. Indubbiamente creare questo film per Spielberg è stato un enorme sfida tecnica ed emozionale, essendo anche un omaggio al più grande cineasta americano del dopo guerra.

scena film di A.I. - intelligenza artificiale
scena film di A.I. – intelligenza artificiale

Trama di A.I. – Intelligenza artificiale

Siamo nel 2125, il pianeta Terra ha dovuto affrontare una crisi atmosferica, causata dall’effetto serra che ha dato vita a l’innalzamento degli oceani, tale evento ha portato molte delle più belle città del mondo ha scomparire, finendo sotto il livello del mare, come Manhattan. Nonostante ciò la tecnologia ha svolto passi da giganti nel mondo della robotica andando a realizzare robot evoluti e piuttosto simili esteticamente all’essere umano, questi prendono il nome di Mecha. La Cybertronic di Allen Hobby non si accontenta di ciò che ha realizzato ma vuole osare divenendo lei stessa un Dio e nel fare ciò decidono di creare un bambino robot in grado di provare un amore immutabile nel tempo verso i suoi genitori. Tale tecnologia viene proprio pensata per quegli individui che hanno perso il proprio figlio o che non possono averli, ma il dubbio dei creatori non sta tanto se il robot riuscita ad amare ma se la società umana riuscirà ad accettarlo e a volergli bene, come un essere umano vero?

Nonostante i dubbi il progetto prosegue e dopo solo venti mesi viene realizzato il primo mecha bambina che viene affidato dalla Cybertronics ai coniugi Swinton, Monica e Henry, quest’ultimo lavora all’interno dell’azienda. I due hanno già un loro figlio biologico, Martin, ma questo si trova ibernato all’interno di una capsula a causa di una malattia incurabile. Inizialmente Monica risulta fredda e distaccata verso il bambino robot ma pian piano si affezionerà a lui, fino a quando deciderà di effettuare l’imprinting una procederà che legherà i due eternamente, da questo momento per David Monica diviene la sua mamma e per lei nutrirà un forte ed eterno amore; ma proprio quando tutto sembra andare per il meglio ecco che il ritorno di Martin distruggerà la felicità di David.

Rapporto madre e figlio in A.I. - intelligenza artificiale
Rapporto madre e figlio in A.I. – intelligenza artificiale

Recensione di A.I. – Intelligenza artificiale

Se parliamo di grande cinema non possiamo non nominare A.I. – Intelligenza artificiale, un film innovatore e rivoluzionario delle tecniche cinematografiche nel settore degli effetti speciali e della CGI trasportando la settima arte entro un mondo robotico, realizzato proprio mixando una buona dose di computer grafica con l’artigianato stesso del cinema, dove grandi artisti nel campo del trucco sono entrati in gioco per ricreare un mondo che solo qualche anno prima sembrava quasi impossibile da realizzare. Entro ciò però Spielberg non ha avuto la possibilità (come lui stesso avrebbe voluto inizialmente) di ricreare un bambino robot attraverso la robotica e la CGI ma proprio questa pecca tecnologica gli ha permesso di sfruttare l’ingegno, prendere un giovanissimo attore capace come Haley Joel Osment e attraverso uno stile di trucco rendere la sua pelle così lucida da sembrare inumana. Questa scelta alla fine dei conti si è dimostrata la chiave vincente della pellicola poiché il mecha David risulta ottimamente interpretato dal giovanissimo attore che dà la sensazione di essere un vero e proprio androide, soprattutto nella primissima parte del lungometraggio dove si denota il suo comportamento ancora inumano. H.J.Osment ha la forza di trasmette emozioni al pubblico attraverso il suo sguardo melanconico e triste che trasporta la storia entro una cornice da favola drammatica.

A.I. ha avuto la fortuna di avere un ottimo budget a sua disposizione, budget che ha reso grande il progetto soprattutto denotando la perfezione raggiunta a livello visivo nella seconda parte del lungometraggio dove entriamo entro il mondo del robot in cui compare una complessa scena da realizzare come quella della Fiere della Carne, dove il regista per rendere il tutto dal vivo ha dovuto chiamare una grande quantità di burattinai e comparsi in grado di dare vita alle creazioni robotico, creando uno spettacolo per gli occhi.

Il film si divide nettamente in tre parti distinte, che segnano in maniera importante il percorso di crescita e di sviluppo del protagonista. La prima parte è la sua nascita come essere umano consapevole dei suoi bisogni e portatore di emozioni, emozioni però che difficilmente lo spettatore sarà in grado di comprendere quanto siano reali e autentico oppure se non sono altro che causa del suo programma interiore. Tale dubbio rimarrà per tutto l’arco narrativo di David, poiché se anche lui compirà un viaggio alla ricerca dell’ottenimento dell’amore di sua madre questo suo obiettivo è pressoché mosso dal suo bisogno innato stabilito dalla cybertronic, quello di amare eternamente il suo genitore. La prima parte dunque pone le basi e il background stesso del protagonista che prende forma entro un dramma familiare e che si ricollega in maniera ottimale con la seconda parte dai connotati maggiormente futuristici, sia di luci, di ambientazione, di costumi e di scenografia, ovvero l’odio stesso degli umani verso i robot, quei robot immortali che rischiano di superare di numero la razza umana. In questa pellicola gli A.I. non sono altro che i nuovi schiavi dell’umanità, ma questi schiavi provano ugualmente delle emozioni (o pensano di provarle) e vengono per la loro natura di “esseri inferiori” maltrattati per il divertimento stesso dei loro proprietari, tale elemento lo possiamo denotare già nella prima parte quando i bambini non si fanno nessun tipo di problemi nell’asserire che David non fosse un organico ma un mecha e dunque un giocattolo, creato per il loro divertimento. Se la seconda parte risulta prettamente d’avventura e fantascientifica e la terza che mantenendo quel tema fantascientifico porta David entro la consapevolezza di ciò che è: un robot e dunque niente di speciale questa parte lo condurrà verso un finale alquanto angoscioso e allo stesso tempo di speranza, l’inquietudine viene resa maggiore grazie alla splendida colonna sonora semplice ma dal sapore futuristico.

Fata turchina in A.I. - Intelligenza artificiale
Fata turchina in A.I. – Intelligenza artificiale

A.I. – Intelligenza artificiale non risulta una classica storia di robot ma un viaggio per trovare l’amore di una madre e l’unica cosa che potrebbe riportarlo da lei, ovvero la fantasiosa Fata Turchina che conosce attraverso la storia di Pinocchio che sua “madre” gli aveva letto svariate volte. L’elemento fiabesco entra preponderantemente entro la storia che diviene in fin dei conti una rivisitazione del romanzo per ragazzi di Carlo Collodi, Pinocchio, il burattino che voleva essere umana. In questo senso il film ha una forte connotazione letteraria essendo la somma di tre testi come il manga Astroboy di Osamu Tezuka., il racconto del 1969 di Brian Aldiss e il romanzo italiano di Pinocchio, quest’ultimo diviene l’elemento centrale della storia stessa: un bambino robot alla ricerca della fata turchina per divenire umana, insieme a lui c’è Teddy, l’orsacchiotto che non è altro che il grillo parlante del lungometraggio. Interessante però è la riflessione sul senso di credo e di favola e di come i robot non siano realmente in grado di comprendere cosa sia organico e cosa non lo sia, lo denotiamo nella scena della luna ad esempio ma anche nella storia di David, lui crede veramente che la fata turchina sia viva e possa rendere veri i suoi desideri, per lui Le avventure di Pinocchi divengono una sorta di bibbia, dove la fata turchina è il suo Dio che può salvarlo dalla sua tristezza. Un idea ben sviluppata e piuttosto interessante.

Da menzionare anche la fotografia e la regia che si dimostrano impeccabili, la prima creando un atmosfera futuristica sfruttando una luce piuttosto semplice ma sfruttando i fumi che creano quella dimensione di non – visibile che risulta altamente interessante. La regia di Spielberg è impeccabile muovendosi entro atmosfere varie da quelle più classiche come nel momento dell’abbandono dove vediamo la macchina sfrecciare e David visibile nello specchiato laterale della macchina, oppure troviamo atmosfere quasi thriller quando David arriva nella famiglia e tale sensazione inquietante resta fino a quando il piccolo non viene accettato dalla donna. Insomma A.I. – Intelligenza artificiale è un film incredibile che vale la penna visionare, inoltre se non avete il blu-ray del film vi voglio dare un consiglio compratevi lo steelbook della Warner Bros. qui potete trovare il poster del film e numerosissimi contenuti speciali sul dietro le quinte, speciali di ottimo valore con sottotitoli italiani, il tutto con un ottima qualità video e audio (consiglio però la visione in lingua inglese essendo l’audio con maggior qualità)

Note positive

  • Ampie sottotrame simboliche e testuali
  • Regia
  • Sceneggiatura
  • Fotografia
  • Costumi
  • Interpretazione del protagonista
  • Effetti speciali

Note negative

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