
A Real Pain
Titolo originale: A Real Pain
Anno: 2024
Nazione: Stati Uniti d’America, Polonia
Genere: Commedia, Drammatico
Casa di produzione: TSG Entertainment, Topic Studios, Fruit Tree, Lego Park, Extreme Emotions
Distribuzione italiana: Searchlight Pictures
Durata: 90 minuti
Regia: Jesse Eisenberg
Sceneggiatura: Jesse Eisenberg
Fotografia: Michał Dymek
Montaggio: Robert Nassau
Musiche: Fryderyk Chopin
Attori: Jesse Eisenberg, Kieran Culkin, Will Sharpe, Jennifer Grey, Kurt Egyiawan, Liza Sadovy, Daniel Oreskes, Ellora Torchia
Trailer di “A Real Pain”
Informazioni sul film e dove vederlo in streaming
A Real Pain, scritto e diretto dal candidato all’Academy Award Jesse Eisenberg (The Social Network, Benvenuti a Zombieland), è un lungometraggio interpretato da Eisenberg insieme al vincitore dell’Emmy e del Golden Globe Kieran Culkin, vincitore di numerosi premi grazie alla sua performance all’interno di questa pellicola che gli è valso l’oscar come miglior attore non protagonista agli Oscar 2025.
Il film è prodotto da Dave McCary (Saturday Night Live, I Saw the TV Glow), Ali Herting (Bodies Bodies Bodies, The Curse), Emma Stone (Povere Creature!, Crudelia), Eisenberg, Jennifer Semler (Theater Camp) ed Ewa Puszczyńska (La zona d’interesse, Cold War).
Trama di “A Real Pain”
David (Jesse Eisenberg) e Benji (Kieran Culkin), due cugini dal carattere opposto, partono per un viaggio in Polonia per onorare la memoria della loro amata nonna. Quella che inizia come un tour commemorativo si trasforma ben presto in un confronto acceso, quando vecchie tensioni e divergenze mai risolte riaffiorano. Sullo sfondo della loro storia familiare, il viaggio si trasforma in un percorso di scoperta e riconciliazione, tra momenti di malinconia e un’ironia tagliente che mette alla prova il loro legame.

Recensione di “A Real Pain”
Un film piccolo, corto e semplice, tutte caratteristiche che nel cinema di oggi sembrano mancare, anzi, ormai è un trend, quello degli ultimi anni, di prolungare una storia che non necessita di essere raccontata in tre ore e mezza. Riflettiamo sui film di un passato non troppo distante, durante gli anni ’80, dove molte pellicole sono state in grado di raccontare grandi storie in ’90 minuti. Certo, prima venivano girate in 35mm, e i rulli all’epoca costavano, e certo, i film lunghi di tre ore ci sono sempre stati e sempre ci saranno, ma è questa costante insopportabile di insistenza nel prolungare un brodo che se va troppo per lunghe si raffredda e non piace più. A Real Pain, invece, riesce a scappare da questo sistema prolisso e regala una storia breve e concisa.
Jesse Eisenberg, scrive un film capace di emozionare con poco, con dialoghi pieni di sottotesto ed una comicità innocente, superficiale, che nasconde un “dolore vero”. Racconta un frammento della vita tra i due cugini David e Benji, che dopo la morte della loro nonna, decidono di fare un viaggio in Polonia, riscoprendo le loro radici, il passato del loro credo e di ciò che il popolo ebraico ha subito durante la seconda guerra mondiale. C’è un esorcizzazione del dolore attraverso un viaggio di un dolore passato, che non se ne è mai andato, ma è rimasto, un dolore che in Benji può essere un lutto sfociato in depressione ed in David una gelosia silenziosa diventata disturbo ossessivo compulsivo.
Pochi personaggi accompagnano i protagonisti, che non cambiano il loro modo di essere, ma anzi lo espandono, dove ogni conversazione diventa una dimostrazione di qualcosa, un raccontare se stessi, forse, una seduta psicologica, perché tenersi dentro il dolore ti fa marcire, mancare l’aria. Per quanto tu possa essere la persona più divertente e felice della stanza, il dolore che hai dentro ti cambia, ti arrugginisce e basta poco per stare meglio, una sfuriata con tuo cugino ed un abbraccio riconciliatore per alleviare un dolore che in fin dei conti non se ne andrà mai.

In Conclusione
Eisenberg scrive una commedia che funziona in tutto, che non perde tempo nel raccontare i personaggi, li mette subito in moto ed in contrasto fra loro, personaggi che non sono coerenti con se stessi perché semplicemente umani. Kieran Culkin regge il gioco benissimo, fresco dalla vittoria agli Oscar come miglior attore non protagonista, il suo Benji è la rappresentazione umana di ciò che si nasconde dietro alla nostra maschera fatta di falsi sorrisi, è l’agire senza pensare, che diverte, ingombra, da fastidio, ma che soffre come tutti noi.
A Real Pain è una rappresentazione dolce di una sofferenza amara.
Note Positive
- Regia
- Sceneggiatura
- Recitazione
Note Negative
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