AIR – La storia del grande salto (2023): Ben Affleck stupisce ancora

Recensione, trama, cast del biopic movie di Ben Affleck: Air - la storia del grande salto, dal 6 aprile 2023 al cinema per Warner Bros.
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Locandina de AIR - La storia del grande salto

AIR – La storia del grande salto

Titolo Originale: AIR

Anno: 2023

Nazione: Stati Uniti d’America

Genere: Biografico

Casa Produzione: Amazon studios, Mandalay Vision, Skydance Media

Durata: 112 min

Distribuzione italiana: Warner Bros

Regia: Ben Affleck

Sceneggiatura: Alex Convery

Fotografia: Robert Richardson

Montaggio: William Goldenberg

Musica: –

Attori: Matt Damon, Viola Davis, Jason Bateman, Ben Affleck, Chris Tucker, Chris Messina, Marlon Wayans, Julius Tennon, Gustaf Skarsgard, Barbara Sukowa, Joel Gretsch, Dan Bucatinsky, Tom Papa

Trailer italiano de Air – La storia del grande salto

Dopo l’insuccesso commerciale di Live by night (in italiano La legge della notte) Ben Affleck torna dietro la macchina da presa dirigendo una storia scritta nel 2021 da Alex Convery ritrovata nella black list hollywoodiana (contenente le sceneggiature mai prodotte). Amazon un anno dopo decide di comprarla affidando la regia al cineasta di Berkeley, e scegliendo tra i protagonisti la star Matt Damon. Air – la storia del grande salto racconta non tanto il gesto atletico come potrebbe far intendere il sottotitolo italiano, bensì lo scenario e le dinamiche dietro alla strategia vincente della Nike, che permise all’azienda statunitense di sponsorizzare una leggenda dello sport. Una mossa rischiosa voluta fortemente dal talent scout Sonny Vaccaro (Matt Damon) che avrà il merito non solo di stravolgere le regole del gioco ma anche di far “saltare” in testa al mercato il marchio di Phil Knight (Ben Affleck) battendo la concorrenza di Adidas e Converse. Quest’ultimo addirittura acquisito nel 2003 per 305 milioni di dollari. Il lungometraggio è stato distribuito al cinema il 6 Aprile 2023 da Warner Bros.

Trama di Air – il grande salto (2023)

Sonny Vaccaro, talent scout universitario, viene ingaggiato da Nike per sondare future stelle NBA a cui far indossare il marchio. L’azienda soffre da tempo la concorrenza di Adidas e Converse, rispettivamente al primo e al secondo posto del settore basket, perciò nonostante alcune idee di Sonny siano andate a vuoto, ora più che mai al CEO Phil Knight sarà necessaria un’intuizione geniale per evitare l’uscita dal mercato. Il colpo di coda consisterà quindi nell’ingaggiare niente di meno che l’allora rookie Michael Jordan con un unico aggancio disponibile: la madre del ragazzo, Deloris Jordan (Viola Davis). Una trattativa asfissiante, già anticipata nel quinto episodio del documentario The Last Dance, precorritrice di un cambiamento radicale negli accordi tra brands e sportivi.

Matt Demon in Air - La storia del grande salto (2023)
Matt Demon in Air – La storia del grande salto (2023)

Recensione di Air – Il grande salto (2023)

“Una scarpa è solo una scarpa fino a quando mio figlio non la indossa”

Air – Il grande salto

Ha iniziato filmando i sobborghi di Boston con Gone Baby Gone (2007) e con The Town (2010) in seguito la “consacrazione” con i tre Oscar di Argo (2012) e infine l’insuccesso targato La legge della Notte (2016). Poi più nulla. Sembrava essersi perso il cineasta californiano e invece nel 2023 torna in sala cercando nuovamente l’apprezzamento del pubblico con una sceneggiatura firmata Alex Convery. Una storia che, come descrive meglio il sottotitolo originale “courting a legend”, racconta il corteggiamento di una leggenda piuttosto che soffermarsi sul gesto atletico del cestista. Una leggenda dietro le quinte del mondo del basket in una delle retrovie forse meno interessanti da un punto di vista cinematografico. Qui, la presenza minimale di Michael Jordan non è che un pretesto necessario a entrare nel vivo delle fasi di una trattativa impossibile, ma anche uno strumento elogiativo a una figura troppo grande per essere rappresentata. Arrivare all’accordo (e qui può essere più consona la traduzione italiana) per i protagonisti difatti significherà a tutti gli effetti compiere un “grande salto” superando la concorrenza di due colossi come Adidas e Converse.

Ben Affleck nel mettere in scena privilegia dunque gli interni “sequestrando” i personaggi in spazi chiusi e angusti, costretti a passare un intero week end lavorando all’unico scopo di aggregare M.J alla scuderia Nike. A Sonny Vaccaro del resto è bastata la visione del tiro che nel 1982 diede il titolo a North Carolina contro Georgetown per convincersi a intraprendere una vera e propria impresa. Questa raccontata attraverso un registro colloquiale che alterna leggerezza a lapalissiane considerazioni sull’impatto delle meta narrazioni nell’immaginario collettivo statunitense. Così come, citando una considerazione del personaggio di Jason Bateman, al primo ascolto Born in The Usa cantata a squarciagola possa sembrare un’esaltazione nazionalista del “We will make America great again”, ma invece col testo davanti si rivela al contrario una cruda rappresentazione degli orrori americani in Vietnam.

Air non pone di fronte né a un “rompicapo” economico sul marketing e nemmeno all’irriverenza di The Wolf of Wall Street (2013). Tuttavia cogliendo scenari aziendali, dialoghi e rimandi visivi della pellicola di Martin Scorsese, crea a suo modo un piccolo mondo in cui ogni personaggio è ben caratterizzato e dove seppur troppo spesso si ripetano i medesimi ambienti l’occhio dello spettatore non ne esce mai appesantito. Un comfort visivo merito del montaggio eclettico di William Goldenberg, il quale alterna prove eccelse (Heat – la sfida (1995), Michael Mann – Zero Dark Thirty (2012) , Kathryn Bigelow – Pleasantville (1998), Gary Ross o lo stesso Gone Baby Gone di Affleck) a virtuosismi sterili come in Transformers 3 (2017) o nel penultimo film di M.Bay: 6 Underground (2019). Ma anche grazie al d.o.p. tre volte premio Oscar Robert Richardson (JFK un caso ancora aperto (1991), Oliver Stone – Hugo Cabret (2011), Martin Scorsese e The Aviator (2004), Martin Scorsese) il cui lavoro contribuisce non poco a una resa agevole nonostante la monotonia delle location.

Air - La storia del grande salto (2023)
Air – La storia del grande salto (2023)

In Conclusione

Ben Affleck come con Argo (2012), ripescando nella black list una sceneggiatura dimenticata da Hollywood, la mette in scena coinvolgendo e interessando sopratutto i non appassionati alle esilaranti e sconvolgenti vicissitudini in casa Nike. Su questo ultimo punto però è doveroso un plauso all’ottima direzione degli attori tra cui spiccano l’amico e compagno di sceneggiature Matt Damon (Will Hunting (1997), Gus Van Sant e The Last Duel (2021), Ridley Scott) e la star Viola Davis (Prisoners (2013), Denis Villeneuve – Barriere (2016), Denzel Washington e Widows – eredità criminale (2018), Steve McQueen).

Air – la storia del grande salto si rivela un film corale ben orchestrato da un ottimo regista, che con una storia anni 80′ arriva sino a noi, descrivendo uno scenario capitalistico tutt’ora consolidato ma che tuttavia rimane competitivamente stimolante.

Note Positive

  • Messa in scena coinvolgente tra leggerezza e riflessioni amare
  • Fotografia necessaria e sufficiente a non appesantire e a non rendere troppo omogenea la visione
  • Montaggio eclettico e scorrevole lontano da virtuosismi eccessivi
  • Direzione del Cast con un particolare plauso a Matt Damon e Viola Davis

Note Negative

  • Ambientazione troppo monotona
  • Uso limitato di Marlon Wayans
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Baldoni Edoardo
Baldoni Edoardo

Mr Manhattan è un blog personale sul cinema, cultura e attualità, ispirato ad uno dei film più belli della storia della settima arte : Manhattan di Woody Allen (1979) 🎥

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