Alabama Monroe: una storia d’amore (struggente e vera)

alabama monroe locandina

Alabama Monroe: una storia d’amore

Titolo originale: The broken circle breakdown

Anno: 2012

Paese di produzione:Belgio, Paesi Bassi

Distribuzione: Satine film

Genere: Drammatico

Durata:  110 minuti

Regia: Felix Van Groeningen

Sceneggiatura: Felix Van Groeningen; Carl Joos

Fotografia:  Ruben Impens

MusicheBjorn Eriksson

Attori: Johan HeldenberghVeerle Baetens; Nell Catrysse

Trailer Albama Monroe

Il titolo originale di questo film The broken circle breakdown (alla lettera: la rottura del cerchio spezzato) rende molto meglio l’idea di ciò che racconta. Una storia d’amore comune e non comune, quello che può superare l’amore e quello che è impossibile da accettare perfino per un  grande sentimento. Un cerchio perfetto in cui non si distingue più l’inizio e la fine che si rompe inesorabilmente.

Trama di Alabama Monroe: una storia d’amore

Didier e Elise si incontrano ed è subito colpo di fulmine. Lui è un suonatore di benjo in una band bluegrass, lei una tatuatrice dal fisico da pin up e con una voce estasiante, tanto da entrare a far parte della band di Didier. La passione li travolge nella vecchia roulotte in campagna di lui. Ben presto il frutto di questo amore sarà una bambina: Maybelle. Ma un’ombra oscura minaccia la serenità familiare, la malattia improvvisa e mortale della piccola Maybelle. La giovane coppia affronta il dolore in modo diverso, non mancheranno le recriminazioni e quel senso d’impotenza inaccettabile. Tutto diventa una lotta per ritrovare un senso alla vita.

Lo sapevo. In effetti l’ho sempre saputo. Che era troppo bello, che non poteva durare… che la vita non è così. La vita non è generosa. Non puoi mai amare. Non puoi mai affezionarti. La vita non te lo permette. Ti strappa tutto dalle mani. Tutto! E non fa che riderti in faccia… e ti tradisce.

cit. da Alabama Monroe

Recensione di Alabama Monroe: una storia d’amore

Questo film di produzione belga, è molto intimo e struggente, sulla scorta di film angoscianti come La custode di mia sorella, affronta il tema del dolore da un altro punto di vista, forse più veritiero: il dolore che separa anziché unire.

Da metà film in poi i nostri protagonisti, che credevamo così saldi in questo amore travolgente e totalizzante, cambiano, si scontrano, ci fanno riflettere sulla difficoltà che nasce in certi momenti. Alabama Monroe viaggia su una linea temporale intrecciata. Si passa dal passato al presente e viceversa, dando spunti che solo più avanti verranno chiariti. I momenti più dolorosi vengono stemperati da momenti musicali o comunque più leggeri  e direi che sono quasi necessari perché il film tocca punti di drammaticità e commozione molto alti. A metà lungometraggio il cerchio, dunque,  si è rotto, del loro amore restano due soprannomi impressi sulla pelle di Elise Alabama Monroe, appunto, che ora appaiono vuoti privi di significato e allo stesso tempo struggenti.

Johan Heldenbergh (Didier) è autore del testo teatrale rimaneggiato con maestria da Felix Van Groeningen per il cinema. La chimica teatrale tra Heldenbergh e Veerle Baetens (Elise) non si discute nemmeno sul grande schermo. Uno dei più importanti punti di forza di questo film, assieme a un montaggio originale che smonta la sceneggiatura e la ricostruisce, è proprio la recitazione degli attori.

Indubbiamente non è un film leggero, ma adatto a chi vuole emozionarsi guardando momenti che, purtroppo, sono di vita vera.

NOTE POSITIVE

  • Invoglia a continuare la visione
  • Emozionante
  • autentico

NOTE NEGATIVE

  • In alcuni punti dramma un po’ forzato fino all’esasperazione

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