Anatomia di una caduta (2023): della Morte e dell’Amore

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Trailer di Anatomia di una caduta

Informazioni sul film e dove vederlo in streaming

Arriva il 26 Ottobre 2023 nelle sale italiane “Anatomia di una Caduta”, il film della regista Francese Justin Triet, vincitore della Palma d’Oro al Festival di Cannes 2023, è già una delle opere decisive di quest’annata cinematografica. Per forza d’impatto e capacità di far discutere intorno a un’idea ci ricorda che il miglior cinema è quello capace di creare una tensione, di giocare sulla caduta di ciò che è certo, privilegiando invece il dubbio. La pellicola, in Italia, è stata presentata alla Festa del cinema di Roma.

Trama Anatomia di una Caduta

Sandra, Samuel e il loro figlio di 11 anni, Daniel, non vedente, vivono da un anno in una località remota in montagna. Un giorno Samuel viene trovato morto ai piedi della loro casa e Sandra diventa una sospettata.

Sinossi ufficiale

Sandra è una scrittrice che vive con il marito Samuel e il figlio non vedente Daniel
in un remoto chalet di montagna sulle Alpi francesi. Quando Samuel muore in
circostanze misteriose, Sandra viene accusata di omicidio e il processo mette a
nudo la relazione tumultuosa che aveva con il marito, nonché la sua personalità
ambigua. Le cose si complicano quando anche il giovane figlio arriva al banco dei
testimoni…
Fotogramma del film Anatomia di una Caduta
Fotogramma del film Anatomia di una Caduta

Note di regia

Justine Triet

La mia intenzione era quella di girare un film che raccontasse la caduta di una coppia. La discesa fisica ed emotiva di un corpo diventa il simbolo del declino della storia d’amore dei due protagonisti. Questa coppia ha un figlio che scopre la natura burrascosa della relazione tra i genitori durante un processo, in cui viene esaminato ogni aspetto del loro passato. Più il processo va avanti, più il dubbio si insinua nel ragazzo, che prima aveva una completa fiducia nella madre: questo segna una svolta cruciale nella sua vita. Il film vuole sollevare delle domande importanti sulla reciprocità, sulla fiducia e sulle dinamiche di un rapporto di coppia. La protagonista, Sandra Voyter, è una scrittrice di successo, mentre suo marito, anche lui scrittore, si dedica di più all’insegnamento e all’homeschooling per il figlio non vedente: già da qui capiamo che il tradizionale schema di una coppia ha i ruoli invertiti. La ricerca da parte di Sandra della propria libertà e la sua volontà forte creano uno squilibrio nella relazione e il film ci invita a mettere in discussione le nostre nozioni preconcette di democrazia in un rapporto di coppia e come questa possa essere danneggiata da impulsi di sopraffazione e di rivalità. Nonostante le loro difficoltà, l’idealismo dei due protagonisti e il rifiuto di rassegnarsi a una situazione tutt’altro che perfetta resta ammirevole: anche nelle loro discussioni e nelle loro trattative continuano almeno a essere onesti l’uno con l’altro, rivelando in questo un amore profondo che persiste nonostante le sfide. Ho scritto il film con il mio compagno, Arthur Harari, condividendo ogni scelta. Inoltre ci siamo affidati alla consulenza di un avvocato penalista per gli aspetti più tecnici del processo. Anche per il modo in cui funziona la giustizia in Francia, ho preferito un approccio diverso dalla spettacolarizzazione dei drammi giudiziari americani: il ritmo è meno frenetico e ho deciso di mantenere uno stile diretto e senza abbellimenti. Non volevo un film troppo rifinito e prevedibile.

Recensione Anatomia di una Caduta

Se solo voi uomini sapeste…” dichiarava tremolante una nuda Nicole Kidman di fronte a un imbolsito Tom Cruise, rivelando di averlo tradito. Dopo aver detto quella frase, che sembrava aprire a un universo di possibilità e combinazioni esistenti nella mente femminili la donna crollava al suolo, sul pavimento, in una risata isterica. Kubrick, in Eyes Wide Shut, cristallizzava la caduta simbolica dell’amore e del matrimonio nella caduta (letterale) di Kidman sul pavimento della camera nuziale. 1999. Oggi, 2023, Justine Triet sceglie per certi versi un simile terreno scivoloso. Il suo “Anatomia di una caduta” è, come il capolavoro kubrickiano, un film sul crollo delle certezze, sulle ambiguità del reale che alimentano un’insanabile frattura fra uomo e donna.

C’è un morto, caduto dalla finestra, mentre una canzone Rap rimbomba in loop in tutta la casa (P.I.M.P dei 50 Cents nel remix di Snoop Dogg), nessuno sa se Samuel si sia suicidato o se sia stato ucciso dalla moglie Sandra.

Sul filo di quest’ambiguità si muove il film della Triet (che già col precedente Sibyl aveva messo in scena un racconto fumoso che, per quanto incerto, non mancava di affascinare tramite la sua atmosfera conturbante e una particolare attenzione per una narrativa “disallineata”), c’è un processo, c’è una verità che però fatica a emergere, l’opinione pubblica si sfalda sul caso, la Triet orchestra una radicale e incessante seduta psicanalitica per la coppia che altro non è che l’anatomia della loro caduta, del fallimento del loro matrimonio che ha portato solo ferite. Lei scrittrice affermata, lui senza successo. E poi un figlio che ha perso la vista a causa di un incidente causato da una distrazione di lui: un fatto che Sandra non gli ha mai realmente perdonato, un “peccato originale” alla base della loro caduta.

Tramite gli schemi del thriller (che vengono però fatti saltare) il film indaga incertezze e falsità nella vita di una coppia, un rapporto incrinato messo alla luce solo al momento della misteriosa morte di lui: la “caduta” di un amore è quindi come il sangue sulla neve nella profetica immagine-simbolo che fa anche da poster al film.

Lo sguardo di Triet coincide con quello del figlio della coppia? Non del tutto e solo in parte, sarebbe stato troppo semplice. Triet decostruisce una relazione mostrandone le crepe ma non cerca appigli facili o falsi moralismi, né offre verità. Ed è in questa mancanza di risposte che circonda tutto che Anatomia di una Caduta mostra la sua grandezza, la sua radicalità, il suo procedere incerto in un processo che un colpevole deve trovarlo per forza. Perché in Amore, nonostante ciò che si dice, purtroppo non si è mai uguali, ci sono colpevoli e innocenti, vincitori e vinti. Ed è questo che il film afferma senza pietà. Scene di una caduta di un matrimonio.

Frame di Anatomia di una caduta
Frame di Anatomia di una caduta

In conclusione

“Anatomia di una Caduta” è dunque un’opera complessa, che si muove fra i chiaroscuri di un processo mostrandone bugie e verità, mettendo alla luce il corpo morto di una relazione sofferente. La grandezza registica di Triet (che già andava perfezionandosi in opere precedenti) tende all’astrazione, mettendo in luce momenti di freddezza stoica che sfociano poi in determinati acuti in cui la tempesta emotiva esplode in tutta la sua violenza.

Note positive

  • Costruzione narrativa chirurgica e feroce
  • interpretazioni attente, controllate ma pronte a esplodere
  • montaggio perfettamente architettato

Note negative

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Marco D'Agostino
Marco D'Agostino

Nasco nel 1998, inizio fin da bambino ad amare il cinema, arte che mi permetteva di proiettarmi in mondi e storie lontane.
Da allora guardo continuamente film, provenienti da ogni parte del mondo, di ogni genere e epoca.
Amo perdermi nell'immaginario di Wong Kar Wai e ho continuamente in mente il cinema di Terrence Malick.
Mi piacciono anche tanti film brutti che eviterò di citare.

Articoli: 49

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