Argentina, 1985 (2022): una buona riproposta storica, fra dramma e commedia. Venezia 79

Argentina, 1985 (2022) di Santiago Mitre è un film drammatico che narra il processo, realmente accaduto, ai capi della giunta militare del paese che governarono dal 1976 al 1983.
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Trailer del film Argentina, 1985

La pellicola sudamericana è stata presentata in concorso alla 79.a Mostra del Cinema di Venezia, dove ha riscosso l’apprezzamento della critica arrivando ad aggiudicarsi il FIPRESCI Prize. Il lungometraggio, che ha ottenuto il premio come miglior film straniero al Golden Globe del 2023, è disponibile sulla piattaforma Amazon Prime dal 21 ottobre 2022.

Trama di Argentina, 1985

Gli eventi trattati riguardano il processo, realmente avvenuto, ai militari che governarono il Paese durante e dopo il regime del Presidente Videla, che durò dal 1976 al 1983. La storia è incentrata sul lavoro dei pubblici ministeri Julio César Strassera e Luis Moreno-Ocampo – interpretati rispettivamente da Ricardo Darín e Juan Pedro Lanzani. Uno scontro fra la verità e la negazione di una realtà difficile da accettare, più per una possibilità di vita che di codardia.

Recensione di Argentina, 1985

L’Argentina è un paese che, ai meno appassionati di cinema, riporta subito il pensiero al calcio piuttosto che a personaggi come Belén Rodríguez. Per quanto sia uno dei maggiori stati del Sud America, si riesce ad associarvi poco altro. Coloro che fanno parte della Generazione X è possibile che abbiano, fra i loro ricordi, quelli legati alla politica: dalla più nota Eva Duarte de Perón – first lady argentina la cui morte in giovane età (33 anni) contribuì a renderla un mito – al Che Guevara – i cui trascorsi lo fanno sempre pensare boliviano.

Il cinema argentino viene considerato in secondo piano rispetto a quello brasiliano, ma non per questo deve essere sottovalutato. Santiago Mitre, regista della pellicola, fa parte di una nuova generazione di artisti cinematografici d’oltreoceano fra cui possiamo includere anche Pablo Trapero, vincitore del Leone d’Argento alla regia veneziano nel 2015 per Il clan. Mitre non ha alle spalle molti film: la sua opera precedente, e forse anche quella più rilevante, si intitola Il presidente (2015) e anche in questo caso andava a raccontare le vicende di un presidente argentino – in questo caso, di pura immaginazione.

Argentina, 1985 - scena del film
Argentina, 1985 – scena del film

In questa pellicola si cerca di unire l’aspetto drammatico alla commedia, in una sorta di necessario alleggerimento, con alcuni momenti che rendono il prodotto Amazon più accessibile a un pubblico di massa: la musica di Pedro Osuna aiuta in tal senso, mantenendo una linea molto vicina a quella classica hollywoodiana. La drammaticità inevitabile di alcuni momenti – come gli interrogatori – vengono smorzate da situazioni familiari che riportano lo spettatore a un genere comedy, andando anche a trovare momenti in cui la risata diventa inevitabile.

L’interpretazione dei protagonisti Ricardo Darín e Juan Pedro Lanzani è commisurata al prodotto che si voleva creare. Il primo, dopo anni passati nella serialità televisiva locale, si è fatto notare grazie a due pellicole dal successo internazionale ovvero El hijo de la novia (2001) e El secreto de sus ojos (2009), con quest’ultimo vincitore del Premio Oscar come miglior film in lingua straniera e per cui Darín ricevette la prima candidatura al Goya Award come miglior attore. Anche Lanzani si forma grazie alla serialità televisiva argentina e il suo primo ruolo importante è nel film di Trapero del 2015. Anche i comprimari non sono da meno: non vi sono personaggi meno studiati o interpreti non efficaci, a partire dal gruppo dei giovani aiutanti dell’ufficio del Pubblico Ministero ai componenti della famiglia Strassera.

Argentina, 1985 - frame del film
Argentina, 1985 – frame del film

Se ci si limitasse a una osservazione oggettiva superficiale, la pellicola avrebbe solo note di merito, le stesse che la davano fra le papabili vincitrici della Mostra del Cinema veneziana. In realtà, tutta questa perfezione porta il film ad essere sicuramente un buon prodotto di svago, cotto e mangiato: tutto funzionale per un consumo immediato e prefagocitato ma gli manca quell’aura di artisticità, quegli elementi estetici che possano cullare l’osservatore verso ciò che per cultori come Edoardo Sanguineti sono fondamentali. Il cinema può essere rappresentazione della realtà, ma se si limita a ciò risulta una doppia finzione che ha il solo fine di condurre a sé stesso.

Argentina, 1985 - Peter Lanzani e Ricardo Darín
Argentina, 1985 – Peter Lanzani e Ricardo Darín

In conclusione

Amazon, grazie a tutti gli elementi del cast, è riuscita a produrre un film sicuramente godibile, interessante dal punto di vista storico – un po’ meno dal punto di vista critico, visto che è tutto limitato allo sguardo dei procuratori mentre altre visioni, come quelle dei giudici, non vengono approfondite. Nonostante le oltre due ore, le immagini e le situazioni scorrono senza creare un particolare peso allo spettatore, oramai abituato a un consumo più televisivo. La sua mancanza d’anima lo rende commerciale a livello estremo, ma compensa questo limite grazie al buon lavoro d’assemblaggio.

Note positive

  • Storia avvincente
  • Stile comedy che alleggerisce
  • Ottimi interpreti

Note negative

  • Mancanza di coraggio registico
  • Prodotto commerciale
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Renato Soriano
Renato Soriano

Mi occupo di spettacolo ed eventi culturali dal lontano 1991. Nasco come attore per diventare poi regista e autore teatrale. I miei studi mi hanno portato a specializzarmi verso la rappresentazione omonormativa nel cinema, italiano e non. Inoltre, sono ideatore del progetto TeatRealtà, legato alla consapevolezza delle nuove tecnologie usando il teatro come realtà.

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