Bad Roads – Le strade del Donbass (2020): quattro storie nell’epoca della guerra ucraina

Bad roads - Le strade del Donbass locandina film

Bad Roads – Le strade del Donbass

Titolo originale: Plokhiye dorogi

Anno: 2020

Nazione: Ucraina

Genere: Drammatico

Casa di produzione: Kristi Films

Distribuzione: Trent Film

Durata: 105 min

Regia: Natalya Vorozhbit

Sceneggiatura: Natalya Vorozhbit

Fotografia: Volodymyr Ivanov

Montaggio: Alexander Chorny

Attori: Igor Koltovskyy, Andrey Lelyukh, Vladimir Gurin, Anna Zhurakovskaya, Ekaterina Zhdanovich, Anastasia Parshina, Yuliya Matrosova, Maryna Klimova, Yuri Kulinich, Zoya Baranovskaya, Oksana Voronina, Sergei Solovyov

Trailer italiano di Bad Roads – Le strade del Donbass

Presentato alla 35.a Settimana della Critica a Venezia 2020, dove è stato insignito del Premio Circolo del Cinema di Verona, la pellicola della regista ucraina Natalya Vorozhbit, alla sua opera prima, è tratta dall’omonima pièce teatrale, scritta e diretta dalla medesima cinesta, attualmente rappresentata nelle piazze e nei teatri delle capitali europee. Bad Roads – Le strade del Donbass, che uscirà in Italia due anni dopo la sua uscita, ovvero il 28 Aprile 2022 grazie a Trent Film, è stato designato dall’Ucraina come lungometraggio nazione candidato agli Oscar 2022 come miglior film Internazionale.

Trama di Bad Roads – Le strade del Donbass

Quattro storie di uomini e donne sulle strade del Donbass, ambientate durante il conflitto della guerra civile Ucraina. Non ci sono spazi sicuri e nessuno può dare un senso a quello che sta succedendo. Pur essendo tutti in una trappola, alcuni riescono a esercitare l’autorità sugli altri. Ma in questo mondo, dove sembra non ci sia un domani, non tutti sono indifesi e miserabili. Anche le vittime più innocenti possono improvvisamente prendere il controllo. Dentro il Donbass seguiamo le vicende di un uomo bloccato a un check point, di una ragazza che attende insieme a delle amiche il fidanzato militare a una fermata di autobus mentre poco più in là si ode il rumore del conflitto in corso, poi abbiamo la storia di una giornalista fatta prigioniera da un violento e psicopatico militare e infine la vicenda di una donna che ha investito la gallina di una coppia anziana di contadini e che cerca in tutti i modi di scusarsi terminando però dentro l’avidità di quel mondo.

Anna Zhurakovskaya in Bad roads - Le strade del Donbass
Anna Zhurakovskaya in Bad roads – Le strade del Donbass

Recensione di Bad Roads – Le strade del Donbass

Un film corale, fatto di storie apparentemente sconnesse l’una dall’altra, ma profondamente unite sia dalla geografica e dal medesimo tragico periodo storico, il 2020 nel Donbass, la terra dilaniata dalla guerra civile tra filo-nazionalisti e filo-russi, sia per quel senso di speranza e di vittoria della bontà che i quattro racconti ci propongono dove è la fiducia verso l’altro, l’amore per una nonna, la forza di combattere per sopravvivere e il comprendere di essere diventati dei mostri avidi a causa della povertà intorno a loro a vincere e ad annientare quel mondo fatto di crudeltà e violenze. Il bene vince, l’umanità vince dentro il racconto teatrale – cinematografico di Natalya Vorozhbit, che vuole donare ai suoi concittadini un messaggio di speranza per un mondo migliore, un richiama alla bontà semplice verso chi ci circonda, unico mezzo per non perdere l’umanità in tempi disumani dove il demone della guerra è sopra le teste dell’Ucraina.

La cineasta non s’interessa al conflitto armato, al mostrare i due eserciti in battaglia, ma decide di raccontare la vita semplice e cruda, il tutto dando un senso neorealistico e documentaristico alla narrazione. Non udiamo mai musiche, ma il suono è quello dell’ambientazione, dell’acqua che scende da un rubinetto, sentiamo distintamente i pugni e i calci che la giornalista (interpretata da un’ottima Maryna Klimova al suo debutto cinematografico) prende dal suo carcerario stupratore, un uomo ambiguo che ricerca amore ma non sa più come ottenerlo essendo diventato un assassino per il suo esercito, che nonostante i suoi mille delitti lo considera un eroe nazionale. Questo quadro, il terzo, è indubbiamente quello più accattivante dell’intera pellicola, sia per ritmo, essendo il più dinamico, sia per la violenza sia per la dolcezza malata che traspare da questo episodio, l’unico che parla realmente dei due fronti armati e che vogliono vincere questa battaglia a discapito dei civili stessi che soccombono a causa loro. In questo terzo racconto Natalya Vorozhbit, tramite le voci del soldato, mostra come in entrambi gli armamenti esistono persone come lui, che violentano e uccidono i civili per il loro piacere di fare.

Maryna Klimova in Bad roads - Le strade del Donbass
Maryna Klimova in Bad roads – Le strade del Donbass

Bad Roads, come detto, ha un’impronta neorealistica, priva di una trama reale ma è costituito da quattro episodi che vanno a costituire un racconto emotivo e intenso, il tutto possiede una sua impronta proveniente dal mondo teatrale, dove la storia nasce, difatti non abbiamo cambi di location, o meglio, ogni racconto vive entro un “quadro”, un’unica ambientazione. Noi difatti conosciamo solo quei personaggi entro quella location, nel momento in cui escono da quel luogo la storia termina e noi facciamo la conoscenza di altri personaggi e di nuovi pericoli e drammi.

In conclusione

Pur non amando pellicole suddivise in storie, Bad Roads è riuscito a tenermi incollato alla visione grazie a una scrittura dialogica ben scritta e a una regia statica che ottiene forza e dinamismo grazie alle impeccabili recitazioni del cast tra cui quella di Igor Koltovskyy, nei panni del professore, di Anna Zhurakovskaya, la ragazzina che attende l’amato, o quella di Maryna Klimova, la prigioniera del soldato. Loro donano potenza emotiva alla storia e noi riusciamo a empatizzare con loro e con i loro drammi, mentre il mondo cade sotto le macerie della guerra, portatrice di morte.

Note positive

  • Recitazione
  • Sceneggiatura

Note negative

  • A tratti il film è troppo statico, ciò potrebbe renderlo di difficile visione per chi è abituato a visionare pellicole hollywoodiane

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