Caterina Caselli – una vita, cento vite (2021): il casco d’oro

Caterina Caselli - una vita, cento vite (2021) locandina

Caterina Caselli – una vita, cento vite

Titolo originale: Caterina Caselli – una vita, cento vite

Anno: 2021

Paese: Italia

Genere: Documentario

Casa di Produzione: Sugar Play, Rai Cinema, The New Life Company

Distribuzione: Nexo Digital

Durata: 96 minuti

Regista: Renato De Maria

Fotografia: Filippo Corticelli

Montaggio:Clelio Benevento

Musiche:Tiziano Crotti

Attori: Caterina Caselli, Mauro malavasi,Giorgio Moroder, Stefano Senardi,Filippo Sugar,Paolo Conte, Francesco Guccini

Trailer del lungometraggio

Caterina Caselli – una vita, cento vite è il documentario sulla mitica Caterina Caselli, cantante e produttrice discografica, oltre che conduttrice televisiva e attrice. Il film è stato presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma del 2021 e uscirà nelle sale come evento speciale il 13,14 e 15 dicembre.

Trama di Caterina Caselli – una vita, cento vite

Il documentario è il racconto in prima persona di Caterina Caselli che si svela in un dialogo intenso e serrato tratteggiando la figura di una donna che ha fatto della sua passione per la musica la vocazione di un’intera vita. Alternando aneddoti intimi a testimonianze pubbliche, ne emerge il ritratto di una donna che ha attraversato il tempo e spesso lo ha anticipato, attraverso un percorso esistenziale coraggioso, controcorrente, e una vita che non sempre è stata facile: da artista rivoluzionaria negli anni ’60 a imprenditrice che ha saputo portare la musica italiana nel mondo.

La vita della Caselli – ciò su cui il film ci concentra.

Caterina ci racconterà che fin da bambina ha una passione per la musica e un carattere molto vivace, tanto che a quattordici anni, contro il volere della madre, comincerà a prendere lezioni di canto. Proprio in quell’anno la sua vita viene scossa da un tragico evento che coinvolge tutta la sua famiglia: il padre, effetto da anni da una depressione acuta, si suicida.

Nonostante alcuni problemi familiari, Caterina formerà il gruppo Caterina Caselli e amici, con cui si esibisce in vari locali fino a spostarsi nella capitale d’Italia, Roma, dove inizierà a frequentare il conosciutissimo Piper. La vera scossa (e colpo di fortuna) giunge nel 1966, quando le verrà affidato, per il Festival di Sanremo, il brano Nessuno mi può giudicare, singolo scritto per Adriano Celentano, ma fortunatamente rifiutato da quest’ultimo. Con questo pezzo la Caselli si farà conoscere in tutta Italia e verrà soprannominata Casco d’Oro, per i suoi capelli a caschetto, da Corrado Corradi, giornalista di TV Sorrisi e Canzoni. La canzone avrà un successo straordinario, tanto che nel medesimo anno verrà girato sul pezzo musicale un musicarello per la regia di Ettore Maria Fizzarotti.

L’anno successivo Caterina avrà successo anche al cinema, diventando la protagonista del film musicale Io non protesto e di Io Amo, dove recita al fianco di un giovanissimo Terrence Hill. Nel 1967 ritornò anche sul palco dell’Ariston con la canzone Il cammino di ogni speranza insieme a Cher e Sony, un edizione amare, perché, proprio durante il festival, avverrà un tragico evento: Luigi Tenco si suiciderà, provocando tristezza in tutto il mondo della musica italiana.

Nel frattempo la cantautrie conquisterà anche la televisione diventando co-conduttrice insieme a Giorgio Gaber del programma musicale Diamoci del tu.Nel 1970 si sposerà con Piero Sugar, figlio di Ladislao Sugar, proprietario dell’omonima casa discografica, e dopo il matrimonio Caterina si ritirerà dalle scene, e le sue canzoni usciranno sempre più raramente. Ritornerà in televisione nel 1981, dove in una intervista sponsorizzerà la sua casa discografica e dirà che è diventata scopritrice di nuovi talenti. Attualmente, il dirigente d’azienda della Sugar Music è Filippo Sugar, suo figlio, ma c’è da dire che durante gli anni la Sugar ha scoperto diversi talenti come: Andrea Bocelli, Elisa, Giuni Russo e molti altri.

I cantanti italiani Caterina Caselli e Adriano Celentano passeggiano insieme. Roma, 1981
I cantanti italiani Caterina Caselli e Adriano Celentano passeggiano insieme. Roma, 1981

Recensione di Caterina Caselli – una vita, cento vite

Il film è diretto da Renato de Maria, noto regista nel campo cinematografico e televisivo.La scelta del titolo non è stata casuale, infatti Una vita, cento vite richiama la famosissima canzone di Caterina Cento Giorni, citata all’interno del documentario per essere il brano preferito di Paolo Conte. Il brano, inoltre, verrà fatto sentire integralmente all’interno dei titoli di coda della pellicola.

Il documentario, prodotto da Sugar Play in collaborazione con Rai Cinema e The New Life Company, strutturato come una lunga intervista in cui Caterina Caselli in prima persona, si apre davanti alla macchina da presa, per ripercorrere tutta la sua vita, dall’infanzia ai nostri giorni. L’intervista alla cantautrice però non è l’unica, infatti verranno interpellati anche altri personaggi a lei vicini, come suo figlio Filippo Sugar oppure dei suoi colleghi provenienti dal mondo dello spettacolo come Francesco Guccini, Stefano Senardi, Paolo Conte e Giorgio Moroder. Inoltre non mancano anche documenti d’archivio come degli estratti di alcuni programmi, film e interviste d’epoca.

Caterina Caselli – una vita, cento vite non è solo incentrato sulla cantautrice italiana e sulla sua casa discografica la Sugar Music, la quale ha scoperto tantissimi talenti, come Andrea Bocelli (al quale daranno molto spazio nel lungometraggio) o che ha prodotto diversi tormentoni come Un’estate al mare di Giuni Russo, che diventerà tormentone estivo nel 1981 e Notti Magiche di Gianna Nannini ed Edoardo Bennato, inno per la nazionale di calcio italiana dagli anni novanta, ma vengono ben tratti anche gli anni ’60, sia attraverso il mondo culturale popolare dei Musicarelli, che hanno avuto un importante vitalità in quel periodo storico, sia donando uno sguardo sul settore musicale, dal Cantagiro fino popolarissimi 45 giri. In aggiunta la narrazione darà molto spazio a due morti significativi nella musica: la prima il suicidio di Luigi Tenco, il quale si sparerà nel 1967 dopo la squalifica al festival di Sanremo, e la morte di Ennio Morricone, noto compositore nel campo cinematografico e direttore d’orchestra, il quale ci ha lasciati un anno fa.

Caterina Caselli - Una vita cento vite
Caterina Caselli – Una vita cento vite

La colonna sonora del film è unica, e Caterina racconta la storia dietro alle sue canzoni più famose comprese Nessuno mi può giudicare e Insieme a te non ci sto più, quest’ultima usata anche da Nanni Moretti in due film Bianca e La stanza del figlio tutti e due con la straordinaria Laura Morante. Inoltre verranno anche ricantate da diversi cantanti, come Gianna Nannini od Ornella Vanoni.

Durante l’intervista Caterina Caselli fa svariati riferimenti culturali riguardo a vari fatti storici e il suo modo di raccontare, pieno di forza, carisma e simpatia, risulta l’arma in più della narrazione, anche se a volte può capitare che l’oratrice tenda a non seguire un filo logico e temporale, che può creare un po di confusione nello spettatore, soprattutto se non conosce bene gli eventi trattati.

Il documentario si conclude con una esibizione di Caterina Caselli nel programma adesso musica del 1972 con la canzone com’è buia la città. Qui si può notare una Caterina cambiata con i capelli lunghi e scuri e senza più il suo casco d’oro. Prima dei titoli di coda la cantante emiliana ci tiene a dedicare il lungometraggio al padre, alla madre e al cugino, con il quale era molto legata.

Note positive

  • Colonna sonora
  • Riferimenti culturali

Note negative

  • Alcuni eventi non seguono un filone logico

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