Celts (2021): una festa di compleanno tra alcol, Tartarughe Ninja e sesso

Celts locandina

I contenuti dell'articolo:

Celts

Titolo originale: Kelti

Anno: 2021

Paese: Serbia

Genere: drammatico

Casa di produzione: EED// Productions, Film Danas

Distribuzione:

Durata: 1h 46m

Regia: Milica Tomovic

Sceneggiatura: Tanja Sljivar, Milica Tomovic

Fotografia: Dalibor Tonkovic

Montaggio: Jelena Maksimovic

Musiche:

Attori: Dubravka Kovjanic, Stefan Trifunovic, Katarina Dimic, Anja Djordjevic, Olga Odanovic, Konstantin Ilin, Milica Grujicic, Slaven Doslo, Nikola Rakocevic, Nada Sargin, Jovana Gavrilovic, Jelena Djokic, Jovan Belobrkovic

Trailer di Celts

Primo lungometraggio della cineasta classe ’86, nata nell’ex Jugoslavia, Kelti è un opera autoriale presentata direttamente all’interno della sezione panorama della Berlinale 2021, mentre in Italia il film serbo è stato reso disponibile per la prima mondiale all’interno del festival cinematografico Trieste Film Festival andato in onda in modalità live e virtuale dal 21 al 30 gennaio 2022, dove la giura ha dato alla pellicola di Milica Tomovic, una menzione speciale: per la capacità di raccontare tutto un mondo attraverso un solo gruppo di famigliari e amici, una sola casa e una sola sera, per come costruisce un film corale attraverso una sceneggiatura minuziosa e un uso indagatore della macchina da presa.

Trama di Celts

Belgrado 1993. La Serbia è in guerra, in Croazia e Bosnia e la società che vive nella più totale inflazione è governata da politici senza scrupoli e da gruppi criminali. Siamo con una famiglia che vive nel sobborgo belgradese di Borča e seguiamo tre generazioni, una donna anziana, Otac (Stefan Trifunovic) e sua moglie Marijana (Dubravka Kovjanic), e le figlie della coppia: Tamara (Anja Đorđević), una ragazza ribelle che ascolta il punk, e Minja (Katarina Dimić). Quest’ultima deve festeggiare il suo ottavo compleanno così la sua famiglia organizza nell’abitazione una festa per la bambina, invitando i suoi amici, tutti con indosso i costumi delle tartarughe Ninja, mentre agli adulti, specialmente gli amici di Otac, iniziano a discorrere di politica e sesso, bevendo e fumando.

Fotogramma di Celts
Fotogramma di Celts

Recensione di Celts

La cineasta Milica Tomovic vuole osare, senza freni, interessata a narrare una situazione narrativamente molto complessa sia a livello di scrittura che registica, con dei personaggi che viaggiano sul confine netto tra razionalità e follia, tra mente e sentimentalismo. La storia inizia immediatamente con una scena esplicita, dove assistiamo una donna masturbarsi sotto le coperta, lei è Marijana, la moglie di Otac, l’uomo esce dalla doccia trovandosi dinanzi quel fatto ma lui non interagisce con la moglie, anzi in silenzio se ne va dalla stanza lasciandola in solitudine, questa scena serve per rimarcare il bisogno di passione e sessualità che il personaggio di Marijana ricerca, una passione sessuale che però il marito non sembra più in grado di dargli. Proprio durante la serata di compleanno il rapporto tra i due avrà uno scossone, soprattutto da parte del personaggio interpretato da Dubravka Kovjanic, che abbandona la casa nel bel mezzo della festa per ricercare una sua identità individuale di essere umano, andandosi a perdere per i vicoli oscuri e loschi di Borča. Il sesso però non compare solo attraverso il personaggio di Marijana ma anche negli altri individui adulti che si muovono nell’appartamento andando a trattare la sessualità, soprattutto dal punto di vista lesbo poiché la maggioranza dei personaggi messi in scena sono donne facenti parti di questa “comunità”.

I dialoghi inizialmente connessi all’elemento esclusivamente politico del mondo Serbo divengono man mano più sboccati e spinti creando una sorta di atmosfera surreale ma al contempo realistica della serata, una serata fatta di conflitti e dispiaceri. Minja si troverà a svolgere un compleanno che non la soddisferà minimamente lasciandola triste e sconsolata sia a causa del rapporto di coppia presente nei suoi genitori Otac e Marijana, che presi dai loro problemi, sembrano scordarsi del tutto della loro figlia tanto da fare dei pasticci riguardo alla torta di compleanno, sia a causa di un conflitto tra lei e i suoi compagni di classe dove un bambino la va a sfidare spudoratamente indossando il costume di Leonardo, il leader delle tartarughe Ninja, maschera che avrebbe dovuto indossare solo la festeggiata, un atto che la va a sminuire dinanzi a tutti i suoi amici.

Scena di Celts
Scena di Celts

Il conflitto però è presente tra tutti i personaggi della narrazione sia dal punto di vita interiore, dove ogni individuo mostra la sua perdita di sé autentico, che da quello esteriore, dove sono presenti delle azioni poste al fine di creare una reazione conflittuale nell’altro, come avviene tra il marito e Marijana, oppure in Zaga (Nada Šargin) che porta alla festa la sua nuova giovane fidanzata (Jovana Gavrilović) solo per ingelosire la sua ex (Jelena Djokić), che ama ancora, e in cui spera in una reazione d’orgoglio.

Milica Tomovic sa scrivere in maniera complessa i personaggi ma al solito tempo non riesce bene a narrare il tutto creando un atmosfera realistica caotica e complessa del tutto interessante a causa di una regia piuttosto statica e che trasmette alla vicenda un senso di appiattimento emozionale, dove il tutto vive solo a livello mentale e razionale, ma proprio a causa di ciò l’elemento ironico o emotivo (elementi che dovrebbero far parte della storia, da come dichiara la cineasta in varie interviste) non trasudano fuori, creando così un film che si rende nel suo procedere alquanto noioso. Le scene che trasmettono un senso di maggior simpatia e che donano un ritmo interessante al film riguardano esclusivamente il bambino dal nome Fica. Lui, timido ed emarginato, gironzola per l’abitazione immergendosi nell’osservazione, come quella rivolta verso Tamara che vede da uno spioncino della porta mentre si sta vestendo. Il bimbo inoltre si troverà occupato nel pulire i suoi indumenti che ha sporcato e bagnato, facendo solo dei danni dato che i suoi pantaloni si bruciano sullo scaldabagno. Ecco la semplicità della vita vengono ben narrate nella loro quotidianità trasmettendo quel senso di dolcezza che manca al resto, dato che la festa e molti dei personaggi vengono registicamente mostrati malamente dando poco e niente alla visione, come anche il party di compleanno, in cui la piccola festeggiata viene mostrata fin troppo poco all’interno del lungometraggio. Tutto ciò dimostra come questo film, seppur interessante, risulta essere imperfetto, e indubbiamente, lo si può consigliare solo a un pubblico cinefilo e non a coloro avvezzi al cinema hollywoodiano.

Note positive

  • L’idea alla base
  • La tematica del conflitto
  • Fotografia
  • Intepretazioni

Note negative

  • Il ritmo narrativo: la pellicola alla lunga tende ad annoiare

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