Cimitero vivente (1989): Pet Sematary di Stephen King dal romanzo al cinema

cimitero vivente locandina film

Cimitero vivente

Titolo originale: Pet Sematary

Anno: 1989

Nazione: Stati Uniti d’America

Genere: horror

Casa di produzione: Laurel Productions

Distribuzione: Paramount Pictures

Durata: 103 min

Regia: Mary Lambert

Sceneggiatura: Stephen King

Fotografia: Peter Stein

Montaggio: Daniel P. Hanley Mike Hill

Musiche: Elliot Goldenthal

Attori: Dale Midkiff, Denise Crosby, Miko Hughes, Blaze Berdahl, Fred Gwynne, Brad Greenquist, Michael Lombard, Susan Blommaert, Andrew Hubatsek, Stephen King

Trailer de Il cimitero vivente

Opera seconda di Mary Lambert, che esordi alla regia con Siesta, un thriller del 1979, Cimitero vivente (Pet Sematary) è tratto dall’omonimo romanzo di Stephen King del 1983. L’autore di libri horror ha più volte sottolineato come si sia ispirato, per realizzare Pet Sematary, al breve racconto dell’orrore scritto da William Wymark Jacobs dal titolo: La zampa di scimmia del 1902. Dal film, sceneggiato da King stesso, che recita anche una particina all’interno nel lungometraggio, è stato tratto un sequel nel 1992.

Trama di Cimitero vivente

Una famiglia decide di trasferirsi per motivi lavorativi. Louis Creed viene incaricato di prestare servizio in una scuola di Ludlow, in un piccolo paesino del centro di Maine. L’uomo giunge nella cittadina insieme alla moglie Rachel e i due figli piccoli: Ellie e Gage e acquista una villetta in campagna, dove stringe amicizia con il suo nuovo vicino di casa, Jud Crandall, che lo mette in guardia sulla pericolosità della strada adiacente alla casa, un percorso trafficato da camion e autocisterne che viaggiano a tutta velocità.

Il primo giorno di lavoro si dimostra subito movimentato e tragico non riuscendo a salvare la vita a un giovane, Victor Pascow, investito da un’auto. Il ragazzo gli muore sotto gli occhi. La sera però il deceduto gli appare in sonno invitandolo a seguirlo fino al cimitero degli animali, costruito nella foresta che circonda la loro casa. Pascow lo conduce dentro il bosco, dinanzi a una enorme catasta di legno che sembra separare il cimitero da un sentiero che conduce nel folto della foresta. Il “fantasma” spiega a Louis che quella catasta non dovrà mai essere oltrepassata poiché oltre quel sentiero ci sono i morti che camminano.

Scena del film horror Cimitero vivente
Scena del film horror Cimitero vivente

Recensione del Cimitero vivente

Perdere una persona a noi vicina è terribile. Perdere un figlio lo è di più. Ci rende inconsapevoli di tutto. L’inesistenza ci domina internamente spingendoci al gesto più insano che ci sia. Non prestiamo attenzione alle conseguenze perché il nostro unico fine è riportare indietro nostro figlio. Con questo incipit riassumo il romanzo di King, Pet Sematary, e i due film da esso scaturiti.  “Il cimitero degli animali” è una di quelle opere horror che si potrebbe riallacciare al filone dei morti che tornano in vita ma King anche stavolta rivisita il genere in chiave differente, un po’ come ha fatto con Le notti di Salem. Allo scrittore del Maine piace rimodellare gli argomenti e farli suoi, sortendo il massimo dalla sua inventiva.

Il primo film tratto dall’inquietante romanzo è del 1989, affidato a Mary Lambert. La pellicola non rispecchia fedelmente il libro ma ne trae l’essenza più terrificante, sbattendo in faccia allo spettatore gli aspetti funerei più macabri, ricavando dal lutto un’atmosfera lugubre e disumana. Difatti, quest’opera cinematografica pone al centro dei suoi punti di forza i personaggi, personaggi caratterizzati da una storia crudele. A spiccare tra di essi, oltre naturalmente al piccolo Gage, investito da un camion, è la sorella di Rachel, Zelda, morta di meningite. Zelda è uno dei soggetti più impressionanti del film e ciò è dovuto al suo stato fisico, di malessere, che la rende emaciata, scheletrica, artritica e dalla pelle giallognola. Ricurva sul suo letto, mentre la sorella minore la guarda morire: Rachel non riesce a togliersi dalla mente questa scena raccapricciante, una visione che la tormenta per tutta la vita. È il suo inconscio infatti a risvegliare quell’infanzia segnata dal tragico lutto.

Se Cimitero vivente fa leva su tre momenti principali ossia la morte del gatto Church – abbrivo della sventura – , la tragica perdita di Gage e infine il suo ritorno infernale, la nuova trasposizione del 2019 si discosta dalla regia di Lambert rimanendo sì ancorata alle pagine del 1983 ma apportando allo stesso tempo ricami sulla trama. Il nuovo film, diretto da Kevin Kölsch e Dennis Widmyer, infatti, strizza fino all’ultima goccia distillata da quel che di buono si può estrapolare dall’ambientazione del libro di King. Fin dall’inizio, Pet Sematary fa sfoggio dell’aura fosca e minacciosa come se l’ambiente circostante fiutasse la debolezza dell’essere umano e ne approfittasse per colpirlo nella sua parte più fragile. I personaggi passano in secondo piano per dare spazio a un luogo malsano, a un richiamo tendente al male e al diabolico, una nebbia quasi pestilenziale che ricorda la Londra seicentesca. Kölsch e Widmyer vogliono spaventare, vogliono far saltare dalla poltrona il pubblico, tralasciando in questo modo le angosce profonde di una famiglia dilaniata dal dolore e angustiata dalle pene dell’anima. Quello che Lambert, contrariamente ed efficacemente, ha saputo cogliere con bravura dandone risalto.

Fotogramma del film Cimitero vivente
Fotogramma del film Cimitero vivente

In conclusione

Note positive

  • La pellicola riesce a mantere il senso di terrificante presente nel testo letterario
  • Scrittura e resa visiva del personaggio di Zelda

Note negative

  • Regia non sempre convincente

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