Conferenza di Tim Burton su Mercoledì (Netflix) | Lucca Comics & Games 2022

Il 31 ottobre 2022 presso lo storico evento toscano dedicato al mondo dei fumetti, Lucca Comics & Games 2022 si è tenuta la conferenza stampa della serie evento Netflix Mercoledì, che vede nel ruolo di Showrunner e regista Tim Burton. La serie arriva sulla piattaforma il 23 novembre 2022.
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Il 31 ottobre 2022 presso lo storico evento toscano dedicato al mondo dei fumetti, Lucca Comics & Games 2022 si è tenuta la conferenza stampa della serie evento Netflix Mercoledì, che vede nel ruolo di Showrunner e regista Tim Burton. La serie arriva sulla piattaforma il 23 novembre 2022.

Conferenza integrale

Una storia teen dai toni soprannaturali, una serie con al centro una famiglia, di cui hai diretto i primi quattro episodi. Un mistery con toni investigativi che ripercorre gli anni di Mercoledì Addams come studentessa della Nevermore Academy e al centro di tutto questa meravigliosa famiglia. La famiglia Adams sembra un progetto nato per Tim Burton. Ci può raccontare come sei arrivato a lavorare su Mercoledì e che cosa dobbiamo aspettarci.

Intanto io sono cresciuto guardando la serie televisiva però devo dire che per la creazione di questa serie sono partito dai fumetti, che mi sono sempre piaciuti molto e che mi hanno trasmesso un grande interesse nei confronti di questa famiglia. Devo dire che Mercoledì tra tutti è stato il personaggio che mi interessava maggiormente, anche perché io mi sono sempre sentito come lei sin da quando ero ragazzino e un adolescente. Ovviamente sono un ragazzo ma avrei potuto benissimo essere lei, anche perché possediamo il medesimo punto di vista in bianco e nero, direi e poi lei è sempre stata rappresentata come una bambina, mentre io volevo cercare di vedere come potesse diventare a scuola, come reagirebbe da adolescente alla famiglia, agli insegnanti, alla terapia. Da questi pensieri è partito il progetto.

La tua opera ricrea la magia dei vecchi libri illustrati, in cui c’è sempre un mix tra malinconia ma anche grande comicità. Secondo te Tim Burton cos’è che rende la famiglia Addams così universalmente amata, ancora oggi, e perché appare sempre così attuale. Visto che sei stato un fan della serie animata, perché dopo così tanti anni risulta ancora così attuale.

Credo che sia così perché sono per definizione la famiglia di strani, anche perché la maggior parte delle famiglie è fatta di strani o possiede dei componenti di questo tipo qui. Ognuno di noi trova un modo per identificarsi con gli Addams. Anche perché la maggior parte dei ragazzini e ragazzine che conosco ci sentono imbarazzati dai propri genitori, quindi immaginatevi averte Mortisia come madre, che imbarazzo…. Uno da fuori di matto.

Infatti è un opera anche sul conflitto genitoriale… come pensi che Jenna Ortega abbia attribuito a dare vita a questa Mercoledì, poiché questa è diversa da tutte le altre.

È assolutamente vero, perché Mercoledì è un personaggio iconico, quindi era molto difficile trovare un attrice che potesse interpretarlo. Credo che senza Jenna non ci sarebbe stata la serie perché non era assolutamente facile trovare chi potesse impersonare e incarnare tale personaggio in quella maniera. Nella serie lei interpreta con i suoi occhi, bellissimi, e traspare la sua forza di carattere perché lei è una persona molto forte e aveva ciò che il nostro personaggio aveva bisogno. Senza di lei la serie avrebbe avuto grandi difficoltà, anche perché il suo lavoro è stato quello di trasferire, trasmettere, questo personaggio in bianco e nero facendo intravedere qualche sfumatura di lato umano sempre senza tradire quel nucleo fondamentale che è lei.

Tim Burton alla conferenza stampa di Mercoledì - Lucca Comics & Games
Tim Burton alla conferenza stampa di Mercoledì – Lucca Comics & Games

Jenna frequenta nella serie la scuola di Nevermore, una scuola per diversi. Ecco è troppo facile dire che la tua filmografia è legata al tema del diverso, ma è fantastico vedere come hai costruito Nevermore, un luogo ancora ai social media come TikTok, Instagram, Facebook, Snapchat… elementi che si scontrano con Mercoledì, per cui i social sono un buco nero vuoto di gratificazioni. Per lei macchina da scrivere e violoncello mentre per la sua coinquilina l’emoticon servono per trasmettere le proprie emozioni che non sa esprimere. Ecco si dice che tu hai trasmesso la tua visione del mondo con Mercoledì, che lei dica quello che tu pensi. Cosa pensi del rapporto tra i social e il mondo reale.

Per quello che mi riguarda io ho paura d’Internet, perché ogni volta che vado sul Web per cercare qualcosa finisco di ritrovarmi dentro qualche buco nero o video strano di qualche gatto particolare… Credo che sia uno strumento nato con un intento positivo ma che finiscono per essere utilizzati per il male. Ovviamente ne ho paura del web e dei social, li  temo, ci sono, esistono, sicuramente saranno anche positivi ma io sono come Mercoledì.

Com’è stato realizzato per lo schermo il personaggio “Mano”?

Diciamo che essendo appunto un personaggio particolare volevo donargli una vita un po’ più ampia, più vissuta. Per questo motivo la mano sembra un più consunta, consumata. Mi piaceva nelle passate trasposizioni e mi dava l’idea che fosse un personaggio proveniente da quei vecchi film dell’orrore o di “La bestia dalle cinque dita”. Ho cercato di dargli una storia, un suo passato, come se fosse stato una specie di magico… Lo possiamo definire come il Dustin Hoffman delle mani.

Visto che lei si ritrova molto nel personaggio di Mercoledì come ha affrontato la rappresentazioni delle tematiche come la solitudine, la salute mentale, l’accettazione di sé stessi di quando non ci si sente a nostro agio con gli altri.

Sono tematiche che capisco molto bene avendo avuto problemi di salute mentale per metà della mia vita. Ovviamente mi identifico molto nel personaggio di Mercoledì, per me lei è fonte d’ispirazione, essendo sempre molto chiara e diretta. Dice quello che pensa, quello che prova, a volte ciò ti mette nei guai, nei confronti degli altri. Lei possiede una sua forza semplice, tranquilla e silenziosa che io trovo molto importante.

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Stefano Del Giudice
Stefano Del Giudice

Laureatosi alla triennale di Scienze umanistiche per la comunicazione e formatosi presso un accademia di Filmmaker a Roma, nel 2014 ha fondato la community di cinema L'occhio del cineasta per poter discutere in uno spazio fertile come il web sull'arte che ha sempre amato: la settima arte.

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