Conferenza Stampa Incastrati – la serie di Ficarra e Picone

Incastrati è il nuovo prodotto italiano originale Netflix, ideato, scritto e interpretato da Ficarra e Picone, alle prese per la prima volta con una serie tv. La serie è totalmente ambientata in Sicilia, come la maggior parte dei prodotti realizzati dal duo comico e uscirà sulla piattaforma dal 1 Gennaio 2022. Ecco la conferenza stampa che ha visto protagonisti il cast, Ilaria Castiglioni (Manager per le serie originali italiane Netflix) e Attilio De Razza (produttore per Tramp Limited) al cast.

Da dove nasce l’idea di realizzare una serie tv?

Salvo Ficcara: “La responsabilità è di Ilaria Castiglione che un giorno con una telefonata ci ha proposto di realizzare questo prodotto”.

Valentino Picone: “La cosa che ci ha stimolato è stato il fatto di poterci misurare prima di tutto con un nuovo genere, una commedia crime e in secondo luogo con la serialità, perché eravamo affascianti dal poter approfondire i personaggi, sviluppare meglio la trama in tre ore rispetto ad un film”.

Come ha influito questo periodo di pandemia su voi due e sulla realizzazione della serie?

Salvo Ficarra: “Non ha influito particolarmente perché quando Netflix ci ha contattati per proporci questa serie ancora non eravamo in piena pandemia. Successivamente abbiamo sperimentato questa scrittura a distanza e ciò ci ha aiutati a superare anche quei giorni.

Durante le riprese abbiamo cercato di avere accortezze particolare, con tamponi e vaccini che via via la troupe ha fatto. Tutto sommato la serie ci ha distratti dalla pandemia”.

Perché avete optato per questa rappresentazione della mafia? E poi, in questo prodotto prendete in giro le serie tv, realizzandone una a vostra volta, qual è dunque il vostro rapporto con le serie sia da fruitori e da attori?

Salvo Ficarra: “A noi piace farvi ridere, non consolarvi. Nella serie parliamo di mafia partendo dal basso, inabissata ma a lavoro”.

Valentino Picone: “Il fondamento su cui ci siamo basati è quello di non dimenticare, perché noi c’eravamo ai tempi delle stragi mafiose e sappiamo la vergogna che abbiamo provato noi siciliani. La Sicilia è andata molto avanti e l’errore che si può fare oggi è quello di dimenticare e noi con questa serie abbiamo cercato di trasmettere ai giovani il ricordo.

Per quanto riguarda le serie tv, siamo grandi fruitori, ci piace guardarle, osservarle ma anche studiarle da un punto di vista comico. E nei nostri prodotti cerchiamo sempre di autoironizzare”.

Com’è stato tornare a girare a Palermo, anche se non viene mostrata molto spesso dall’esterno con immagini convenzionali?

Salvo Ficarra: “La storia non è ambientata a Palermo, ma in un paesino immaginario che poi nelle immagini totali è rappresentato da Sciacca. Abbiamo girato anche in diverse altre zone però, perché volevamo rappresentare tutta la zona palermitana.

Quando abbiamo girato a Palermo tutti si lamentavano dicendo “Ah… per colpa vostra c’è il traffico”, sembrava che il traffico l’avessimo portato noi e che a Palermo solitamente non c’è nessuno” (ndr ride).

Valentino Picone: “Ci siamo divertiti a mettere Sciacca come paese immaginario, perché lì Germi ha girato Sedotta e abbandonata. Come omaggio in una scena in cui suonano ad un citofono risponde la signora Ascalone, cognome che ritorna proprio nella sua pellicola”.

Come è stato scrivere una serie tv per voi che siete abituati al cinema? Siete partiti dall’idea di un film che poi avete trasformato in prodotto seriale?

Salvo Ficarra: “A dire il vero inizialmente abbiamo accettato quando ci hanno detto che sarebbero state circa tre ore di prodotto, proprio per un fatto economico perché eravamo convinti di prendere il doppio di un film. Ma poi abbiamo scoperto che non era così e nonostante fossero dell’estero (si riferisce a Netflix), hanno voluto pure loro le fatture, quindi ci è andata male sotto tutti i punti di vista” (ndr ride).

Le donne nei vostri film sono sempre quelle che poi vi tirano fuori dai guai e anche in questo caso le due donne della serie hanno caratteri forti. Avete sempre cercato di inserire nei vostri prodotti delle donne forti, cosa ne pensate dell’argomento? E le due attrici, si ritrovano nei personaggi interpretati?

Marianna Di Martino: “In questa occasione nei personaggi femminili vi è molta intraprendenza. Io e Agata (il suo personaggio) abbiamo moltissimo in comune: la corazza, se intendiamo l’insieme delle cicatrici per i dolori in amore, il legame con la propria terra, la rigidità o il desiderio di eccedere dal punto di vista lavorativo”.

Anna Favella: “Beh, io sono Ester anche nella realtà. Faccio yoga, sono attenta all’ambiente e sono allergica ai latticini proprio come Valentino all’interno della serie. Nella vita è bello mettersi in discussione e fare autoironia sulle proprie caratteristiche.

Quello che mi è piaciuto della scrittura è il fatto che due donne potessero finalmente avere respiro, con una propria personalità e che mettono lo zampino nella storia grazie al loro carattere”.

Salvo Ficarra e Valentino Picone: “Già in Nati Stanchi 20 anni fa, le nostre donne erano totalmente diverse dalle aspettative, due donne avanzate e con le proprie idee. Volevano avere una carriera imprenditoriale. Tutte le donne nei nostri film sono sempre state particolari e ben impostate”.

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