Countdown (2019). Scappare dal proprio destino

Recensione, trama e cast di "Countdown" del 2019. Un thriller tecnologico in cui una misteriosa app predice la morte degli utenti, creando tensione e suspense.
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Trailer di Countdown

Informazioni sul film e dove vederlo in streaming

Nel 2016 il cineasta e sceneggiatore Justin Dec scrisse e diresse il cortometraggio “Countdown”, una storia di genere horror soprannaturale della durata di cinque minuti con Anne Leighton ed Eric Jungmann. Il film racconta di una donna che installa sul suo telefonino un’applicazione che sostiene di prevedere il momento esatto della propria morte, dando il là a qualcosa di profondamente oscuro e sinistro che invaderà la sua vita. Dall’idea al centro di questo cortometraggio, Justin Dec trae l’ispirazione per la sceneggiatura del suo primo lungometraggio, che è stato poi prodotto dalla STX Films e distribuito nei cinema americani il 25 ottobre 2019, risultando il settimo film più visto al cinema in quella settimana. In Italia, il film è stato distribuito da Eagle Pictures il 21 novembre 2019.

Trama di Countdown

Durante una festa, un gruppo di adolescenti decide di installare, per gioco, sul proprio cellulare un’app alquanto misteriosa, chiamata Countdown, che dovrebbe prevedere quanto tempo ti resta da vivere, mostrandoti sullo smartphone un conto alla rovescia riguardo ai secondi, ai minuti e ai giorni che hai ancora da vivere. Nessuno di questi ragazzi però ci crede, neppure quando una delle loro amiche, Courtney, scopre che morirà tra tre ore. Questa notizia mette in tensione la ragazza che, per provare a sfuggire alla morte, decide di non salire in macchina con il fidanzato ubriaco alla guida, ma di dirigersi a casa a piedi. A causa di questa scelta, sul cellulare le compare una notifica che la informa che ha infranto le condizioni d’uso. La macchina, con il suo fidanzato, si schianta contro un albero, i cui rami trafiggono il sedile dove Courtney si sarebbe dovuta trovare. Ma per la ragazza non c’è scampo: una forza oscura penetra nella sua casa, uccidendola all’ora esatta prevista dall’app.

Qualche giorno dopo, Evan, il fidanzato di Courtney, si trova in ospedale per un’operazione. Il giovane sa perfettamente che non ne uscirà vivo, poiché l’app, che ha scaricato dopo i tragici eventi, gli informa che gli restano solo poche ore di vita. Confida le sue paure e la sua tragica storia all’infermiera Quinn Harris, che però non gli crede. Spinta dai suoi colleghi di lavoro, Quinn si ritrova a sua volta a installare l’app, scoprendo che le restano poco più di due giorni di vita. La ragazza è scossa da questa notizia, a cui però continua a non credere, almeno fino a quando non scopre che Evan è deceduto esattamente nel momento previsto dall’app. Per sfuggire alla morte, Quinn cambia i suoi piani. Questo evento però non fa altro che peggiorare la situazione: sul cellulare le compare la notifica riguardo al non aver rispettato gli accordi accettati con Countdown e contemporaneamente inizia a vedere e sentire degli spiriti inquietanti. La giovane riuscirà a sfuggire alla morte e al suo destino?

Elizabeth Lail in Countdown (2019)
Elizabeth Lail in Countdown (2019)

Recensione di Countdown

Nel 2000 James Wong IV ha realizzato il primo capitolo dell’horror adolescenziale Final Destination, una pellicola che giocava abilmente su un concetto originale e avvincente: è possibile fuggire al proprio destino e alla propria morte? Oppure questa non farà altro che inseguirti e raggiungerti quando meno te l’aspetti per riportare l’ordine del mondo in equilibrio? Justin Dec con il suo Countdown si rifà espressamente a questa domanda, realizzando una sorta di versione alternativa e maggiormente soprannaturale – demoniaca della saga Final Destination. Se in quella saga cinematografica un personaggio aveva una visione premonitrice che faceva deviare il corso del destino, salvando sé stesso e i suoi amici da morte certa, in Countdown la fuga e deviazione dal proprio fato avviene quando l’utente, scoperto che gli resta poco tempo di vita attraverso l’app, tenta di fregare la morte modificando i propri piani. Questa è una scelta che Courtney, Evan, Quinn e Matt Monroe effettueranno, nella speranza che la Morte non sia un punto fisso, ma qualcosa che può essere modificato e alterato per vivere una vita più piena. Anche voi, se sapeste il giorno esatto della vostra morte, non tentereste di scappare per vivere di più?

La tematica su cui ruota l’intera pellicola è indubbiamente affascinante e intrigante, giocando con il tema del fato e dei punti fermi, immutabili, che appartengono al naturale corso della vita. All’interno del film Countdown non è l’app del male, non è un’entità realmente diabolica, ma semplicemente un’applicazione che mostra quanti giorni, minuti e secondi ti restano da vivere e nient’altro. L’app diventa qualcosa di profondamente oscuro, infernale e diabolico solo quando l’utente tenta di sfuggire alla propria morte; in questo caso, l’applicazione libera demoni e entità oscure per condurre comunque alla morte gli utenti, che non moriranno più per motivi naturali, ma per mano demoniaca. Il tema centrale della narrazione, proprio come in Final Destination, risulta dunque essere: è possibile scappare dalla morte o dobbiamo accettare il momento in cui questa ci raggiunge, senza temerla e senza tentare di fuggire?

La premessa di questo lungometraggio horror del 2019 è senza dubbio intrigante, con un concept che ha il potenziale per esplorare temi profondi e inquietanti legati al destino e alla morte. Tuttavia, nonostante le aspettative suscitate dalla trama, la realizzazione della sceneggiatura lascia a desiderare. Justin Dec, il regista, si attiene a formule già collaudate e non riesce a infondere nella storia quegli elementi di novità che avrebbero potuto rendere il film memorabile. Se il soggetto è avviencente, la sceneggiatura soffre di una mancanza di originalità che si traduce in una narrazione a tratti prevedibile e priva di momenti veramente sorprendenti, dove i personaggi si trovano in situazione che, invece di esplorare nuove direzioni, seguono percorsi già visti in numerose altre pellicole, con pochi momenti di suspense genuina. Il problema maggiore è senza ombra di dubbio che il film non riesce a sfruttare appieno le potenzialità offerte dal suo stesso concept. L’idea di un’app che predice la morte dei suoi utenti è certamente affascinante e avrebbe potuto aprire a una serie di riflessioni più profonde su temi come il libero arbitrio, la predestinazione e il fato, argomenti raccontati solo in maniera superficiale, sviscerando le questione solo dentro una connotazione demoniaca e priva di stratificazione. Anche a livello di regia a Justin Dec manca di quel tocco innovativo che avrebbe potuto distinguere il film dai molti altri del genere. Non ci sono sperimentazioni visive o narrative che possano catturare l’interesse dello spettatore in modo duraturo, rifacendosi all’uso costante di Jumpscare, molto utilizzati all’interno del genere horror.

Frame di Countdown (2019)
Frame di Countdown (2019)

L’utilizzo dell’app Countdown e delle tematiche inerenti al destino e al fato immerge lo spettatore in un lungometraggio incentrato su entità demoniache e fantasmi del proprio passato, che tornano dagli inferi per rendere gli ultimi giorni di vita alquanto insopportabili e brutali. Il problema è che queste entità non riescono a incidere efficacemente all’interno del racconto, risultando poco interessanti. Da un lato non donano profondità narrativa ai personaggi, dall’altro non riescono a spaventare e inquietare il pubblico a causa di una regia che non sa mostrarli bene all’occhio dello spettatore. Se il film inizialmente risulta alquanto interessante, ben presto si perde dentro una narrazione non dissimile a molti altri film spiritici, facendo perdere tutto l’interesse per la storia che inizialmente avevamo. Una storia che riusciamo a seguire bene, senza annoiarci, grazie a due elementi: un buon ritmo narrativo e una buona interpretazione attoriale di Elizabeth Lail, che veste i panni della protagonista Quinn, unico personaggio degno di nota della pellicola avendo una sua tridimensionalità.

La protagonista è una giovane infermiera con un passato traumatico che non è riuscita a superare e che l’ha allontanata dalla sua famiglia. Anni prima, sua madre è morta a causa di un pirata della strada che l’ha investita. Quinn si sente colpevole di ciò, perché sua madre è uscita di casa per cercarla, dato che lei, quella sera, era scappata di casa per recarsi a una festa con degli amici senza dire nulla ai suoi genitori. Accanto a questo personaggio troviamo davvero il nulla assoluto, partendo da Matt Monroe e Jordan Harris, due personaggi con un background appena accennato e una scrittura che non li rende interessanti, fino a padre John, un personaggio fin troppo sopra le righe da apparire grottesco, stonando con l’intero impianto drammaturgico. Anche il Dr. Sullivan, una sorta di villain oscuro della storia, introduce la tematica dello stupro, trattata con estrema superficialità e che poteva tranquillamente essere evitata.

In conclusione

“Countdown” è un film che parte da un concetto affascinante e moderno, ma che fatica a mantenere le promesse iniziali a causa di una sceneggiatura prevedibile e una regia poco incisiva. Nonostante il buon ritmo narrativo e la convincente interpretazione di Elizabeth Lail, il film non riesce a distinguersi nel panorama degli horror contemporanei. Le entità demoniache e i personaggi secondari non riescono a contribuire in modo significativo alla trama, lasciando una sensazione di incompletezza. “Countdown” riesce comunque a intrattenere, soprattutto grazie al suo tema centrale e alla sua rilevanza tecnologica, ma manca di quella scintilla innovativa che avrebbe potuto renderlo memorabile.

Note positive

  • Tematica affascinante: Il film esplora un concetto intrigante e inquietante: è possibile sfuggire al proprio destino e alla propria morte? Questo tema centrale, condiviso con la saga di “Final Destination”, mantiene alta l’attenzione del pubblico e aggiunge un livello di profondità alla trama.
  • Buon ritmo narrativo: “Countdown” riesce a mantenere un ritmo narrativo avvincente, che permette agli spettatori di seguire la storia senza annoiarsi. La suspense e l’anticipazione di ciò che accadrà tengono gli spettatori incollati allo schermo.
  • Performance di Elizabeth Lail: L’interpretazione di Elizabeth Lail nel ruolo della protagonista Quinn è convincente e aggiunge tridimensionalità al suo personaggio. Quinn è ben caratterizzata, con un passato traumatico che la rende interessante e complessa, differenziandola dagli altri personaggi meno sviluppati.

Note negative

  • Mancanza di originalità: Nonostante il concetto intrigante, “Countdown” non riesce a sviluppare la sua trama in modo originale. La sceneggiatura è prevedibile e non introduce elementi innovativi che possano distinguere il film da altre pellicole simili del genere horror.
  • Entità demoniache poco efficaci: Le entità demoniache e i fantasmi del passato non riescono a lasciare un’impronta significativa nella narrazione. Non solo non aggiungono profondità ai personaggi, ma mancano anche dell’impatto visivo e emotivo necessario per spaventare e coinvolgere il pubblico.
  • Superficialità dei personaggi secondari: La caratterizzazione dei personaggi secondari è debole. Personaggi come Matt Monroe, Jordan Harris e padre John sono appena abbozzati e non riescono a suscitare interesse o empatia nel pubblico. Inoltre, il Dr. Sullivan, introdotto per esplorare la tematica dello stupro, è trattato in modo superficiale e non necessario alla trama.
  • Regia poco incisiva: La regia di Justin Dec non riesce a sfruttare appieno il potenziale della storia. Le scene che dovrebbero creare tensione e paura risultano piatte e poco memorabili, e il film scivola rapidamente in una narrazione simile a molti altri horror spiritici, perdendo l’interesse iniziale.
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Stefano Del Giudice
Stefano Del Giudice

Laureatosi alla triennale di Scienze umanistiche per la comunicazione e formatosi presso un accademia di Filmmaker a Roma, nel 2014 ha fondato la community di cinema L'occhio del cineasta per poter discutere in uno spazio fertile come il web sull'arte che ha sempre amato: la settima arte.

Articoli: 930

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