Deadpool (2016): Autobiografia di un antieroe

Trailer ufficiale del film

Deadpool è un film assolutamente fuori dagli schemi su cui casa Marvel ha scommesso e ha vinto, ottenendo un inaspettato successo grazie alla colonna sonora e all’interpretazione dell’attore protagonista (Ryan Reynolds), che gli hanno valso due nomination Golden Globe 2017. Un successo che, però, è dovuto anche alla, tanto esilarante quanto profonda, comicità su cui è basato, che ha piacevolmente colpito il pubblico di tutto il mondo.

Trama di Deadpool

Wade Wilson, ex membro delle Forze Speciali, congedato, e diventato mercenario, contrae una forma molto avanzata di cancro e ciò lo spinge, con la promessa di una cura, a sottoporsi ad alcuni esperimenti umani condotti dal perfido Ajax (alias Francis Freeman), che lo lasciano tremendamente sfigurato, ma gli conferiscono la capacità di guarire velocemente da qualunque tipo di ferita e malattia. Questo nuovo potere, unito alla sua grande esperienza nel combattimento e al suo dark humor, dà vita a un genere tutto nuovo di antieroe: Deadpool. Wade Wilson, però, non si arrende al suo nuovo aspetto e inizia una turbolenta ricerca di Ajax, nella speranza che egli possa far tornare il suo viso come prima dandogli, così, la possibilità di riconquistare Vanessa, il suo grande amore perduto. Nel corso della sua missione, Deadpool si farà degli improbabili nuovi amici, come due X-Man, una vecchietta ceca e un tassista pazzo e, forse, imparerà anche a convivere con le sue scelte e con quella nuova versione di se stesso.

Deadpool (Ryan Reynolds) in una scena del film
Deadpool (Ryan Reynolds) in una scena del film

Recensione di Deadpool

Nato come satira di Spider-Man nel febbraio del 1991 dalla penna di Fabian Nicieza e dalla matita di Rob Liefeld, Deadpool è poi diventato uno degli “eroi” più amati dei Marvel Comics, anche se sarebbe sicuramente più opportuno definirlo un antieroe. Anche nella sua trasposizione sul grande schermo, Deadpool è l’incarnazione di tutto ciò che un supereroe non dovrebbe essere eppure, non si può non amarlo, è un personaggio esilarante e il suo modo di fare e le sue battutine squallide fanno ridere davvero. E’ un personaggio che usa la superficialità e la parvenza di non avere alcuna preoccupazione al mondo, come maschera per nascondere il suo tormento interiore. Wade Wilson ha visto la morte in faccia e questo, volente o nolente, l’ha cambiato.

Gli altri personaggi sono tutti scritti molto bene, ma nessuno è caratterizzato quanto il protagonista, che tende a rubare la scena, relegandoli troppo ai margini. Inversamente l’antagonista del lungometraggio non appare un granché originale, possedendo un solo lato estremamente e profondamente cattivo. Il suo scopo è, in gran parte, quello di approfondire il personaggio principale tramite il confronto tra loro e ci riesce benissimo.

Deadpool dunque nonostante la trama piuttosto semplice e la gran maggioranza di scene ironiche/satiriche, presenta anche diversi momenti romantici e drammatici e, ovviamente, molte sequenze d’azione piuttosto violente, che contribuiscono a bilanciarlo e a renderne, nel complesso, la visione molto più emozionante. Anche la colonna sonora contribuisce a creare l’atmosfera giusta essendo, in alcune scene, talmente contraddittoria con quanto sta accadendo sullo schermo, da rendere comici anche momenti che non lo sono affatto. Insomma, una soundtrack che si identifica alla perfezione con il protagonista.

I combattimenti di questo sceneggiato sono un po’ diversi da quelli che il pubblico è abituato a vedere nelle altre produzioni Marvel. Presentano meno effetti speciali psichedelici e, la ripresa, si concentra principalmente sulla figura di Deadpool, che non perde mai un’occasione per dare sfoggio delle sue abilità e non abbandona mai la sua ironia tanto che, tali scene, vengono spesso interrotte sul più bello, per dare via ad un flashback o a uno dei monologhi del protagonista.

Questa particolarità nel montaggio non è stata apprezzata da molti fan che l’hanno trovata un po’ snervante. Però, bisogna tenere presente che, in questa pellicola, i monologhi e i flashback hanno un ruolo fondamentale, poiché sono indispensabili per comprendere il punto di vista di questo personaggio così singolare. Di conseguenza, la produzione ha dovuto trovare un modo efficace per inserirli aggiungendo al film un tocco di originalità senza, comunque, guastarne l’ironia. L’ironia è il filo conduttore di tutto lo sceneggiato, l’unica cosa che c’è sempre, in ogni scena e persino nella struttura stessa del prodotto, infatti, il protagonista sfonda spesso la quarta parete, ossia parla direttamente al pubblico, dimostrando di essere consapevole di trovarsi in un film.

Questa pellicola è così efficace e originale proprio perché tratta temi importanti e attuali con ironia senza, però, sminuirli. Vediamo l’amore, la paura della morte, la malattia, la virtù di saper andare oltre le apparenze, non come semplici concetti astratti, ma come qualcosa di concreto. Deadpool non ha tutti i grandi ideali declamati dagli altri supereroi, egli vive nel disprezzo della moralità e preferisce vedersela con il mondo reale che, la maggior parte delle volte, è tutt’altro che giusto e virtuoso.

In questo film il messaggio va scovato tra le righe. Prendiamo, per esempio, il rapporto a dir poco particolare che si crea tra il protagonista e Blind Al, l’anziana ceca con la quale andrà a vivere dopo essere diventato Deadpool. Lei non vede l’aspetto delle persone, perciò non gli attribuisce la minima importanza e riesce a percepire l’anima buona di Wade, nascosta sotto la maschera del suo alter ego, incarnando, così, quello che è il tema principale del film. Nonostante tutto, è sicuramente giusto che il prodotto, al suo debutto al cinema, sia stato vietato ai minori di quindici anni per via del linguaggio e delle battute piuttosto espliciti e della gran quantità di violenza presente. E’ quel tipo di film che o ami od odi, senza sfumature. L’unica parola adatta a descriverlo è semplicemente “Deadpool”, perché è questo che è, l’autobiografia di questo pazzo antieroe con il potere di rigenerarsi che, però, non è sempre stato così. E’ un viaggio alla scoperta di un uomo in tutte le sue sfaccettature. Un film che, per la Marvel, è stato un esperimento ben riuscito, un azzardo, una scommessa vinta. Non sarà la miglior pellicola uscita dagli studi di quella che è forse la più importante tra le odierne case di produzione dei cine-comic, ma è sicuramente una delle più grandi sorprese, un film che fa ridere fino alle lacrime e che, una volta finito, lascia una bella sensazione di allegria.

Ingresso ufficiale di Deadpool nell'MCU (canale Youtube ufficiale di Ryan Reynolds)
Ingresso ufficiale di Deadpool nell’MCU (canale Youtube ufficiale di Ryan Reynolds)

Il futuro di Deadpool

Questo film e il suo sequel non fanno parte dell’Universo Cinematografico Marvel (MCU), ma “Deadpool 3, che a detta dello stesso Ryan Reynolds dovrebbe uscire nel 2023, sì. Sarà molto interessante vedere come gestiranno il rapporto tra questo personaggio e i supereroi tradizionali senza stravolgere la sua personalità e, di conseguenza, senza abbassare l’“age-rating” (classificazione in base all’età) del contenuto.

Note positive

  • Accurata caratterizzazione del personaggio principale
  • Chiave ironica
  • Efficacia e concretezza nell’esposizione dei temi trattati
  • Montaggio particolare
  • Colonna sonora in linea con la personalità del protagonista

Note negative

  • Personaggi secondari un po’ eclissati dal protagonista
  • Trama un po’ troppo semplice

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