Depp contro Heard (2023). Quando un processo diventa uno show d’intrattenimento 

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Locandina di Depp contro Heard

Depp contro Heard

Titolo originale: Depp V Heard

Anno: 2023

Paese: Regno Unito, Stati Uniti d’America

Genere: documentario

Casa di Produzione: Bitachon365, Empress Films

Distribuzione italiana: Netflix

Ideatore: Emma Cooper

Stagione: 1

Puntate: 3

Regia: Emma Cooper

Sceneggiatura:

Fotografia: Jeff Hutchens

Montaggio: Alistair Martin, Jonathan Stenton, Eloise Vanstone

Musica Edmund Butt

Attori: Johnny Depp, Amber Heard

Trailer di Depp contro Heard

Informazioni sulla serie e dove vederla in streaming

Una storia d’amore tra due personalità complesse e con un passato familiare piuttosto difficile. Una storia d’amore nata come una favola romantica ma che si è ben presto trasformata in un vero e proprio inferno, sia per Johnny che per Amber. La storia ha inizio nel 2012, quando Depp e Heard si conoscono sul set del lungometraggio d’avventura “The Rum Diary – Cronache di una passione” dove ricoprono i ruoli di protagonisti, girando numerose scene insieme, sia d’azione che sentimentali. Da questo momento nasce tra i due un profondo amore, che li condurrà a fidanzarsi all’inizio del 2014 e poi a sposarsi il 3 febbraio 2015 sulla spiaggia di Little Hall’s Pond Cay, l’isola delle Bahamas di proprietà del pirata Jack Sparrow. Tutto sembrava come una favola, ma ben presto le cose mutarono completamente prendendo una piega inattesa, sia per il pubblico sia per gli sposini, tanto che nel maggio 2016, dopo soli quindici mesi di matrimonio, Amber chiede il divorzio da Depp, a causa di ripetute violenze fisiche domestiche da parte dell’uomo, ottenendo perfino un ordine restrittivo temporaneo contro l’ex marito e dichiarando pubblicamente ciò:

Per tutta la durata della nostra relazione, Johnny mi ha maltrattato verbalmente e fisicamente. Ho sopportato un eccessivo abuso emotivo, verbale e fisico da parte di Johnny, che ha incluso aggressioni rabbiose, ostili, umilianti e minacciose nei miei confronti ogni volta che mettevo in discussione la sua autorità o non ero d’accordo con lui. 

Successivamente, i due, dopo vari accordi, tra cui quelli economici, rilasciarono una dichiarazione congiunta affermando che la loro “relazione era intensamente appassionata e a volte instabile, ma sempre legata dall’amore. Nessuna delle due parti ha mosso false accuse a scopo di lucro. Non c’è mai stata alcuna intenzione di fare del male fisico o emotivo“. La storia poteva sembrare conclusa ormai, ma ciò non accadde. Nel 2018, Depp intentò una causa di diffamazione nel Regno Unito contro la NGN, dato che The Sun, di sua proprietà, in un articolo dell’aprile 2018 lo aveva definito “un picchiatore di donne“. Heard partecipò personalmente al processo, affiancando la NGN. Il tribunale accettò come veritieri gli eventi raccontati da Amber, mentre le affermazioni di Depp vennero considerate come delle menzogne. La storia però non finì qui. Nel 2019, Depp accusò l’ex moglie di diffamazione a causa di un articolo da lei scritto nel 2018 sulle pagine del Washington Post.

Nell’agosto del 2020, Amber Heard presentò una controdenuncia contro Depp, sostenendo che quest’ultimo aveva coordinato una campagna d’odio su Twitter contro di lei, oltre ad aver orchestrato una petizione per farla licenziare dal film Aquaman. Il processo, denominato Depp vs Heard, si svolse nella contea di Fairfax in Virginia, tra l’11 aprile e il 1 giugno 2022. Il verdetto capovolse tutto: Depp uscì dal tribunale innocente, mentre la sua ex moglie venne etichettata come bugiarda e “pazza”. Da questo evento di cronaca, Netflix trae una docuserie intitolata “Depp contro Heard,” disponibile dal 16 agosto 2023 sulla piattaforma on demand, diretta da Emma Cooper.

La docuserie copre il processo con l’obiettivo di presentare una panoramica neutrale su ciò che accade quando il tribunale dell’opinione pubblica inizia a mettere in ombra la realtà. Per la prima volta, la serie in tre parti presenta le testimonianze di Depp e Heard fianco a fianco, utilizzando 200 ore di copertura del processo in diretta streaming dai principali notiziari e dai commentatori cittadini su TikTok e Twitter. In definitiva, “Depp contro Heard” interroga il ruolo dei social media nel processo, sollevando domande provocatorie e scomode su come le conversazioni che avvengono al di fuori dell’aula di tribunale possano aver influenzato il risultato.

Trama di Depp contro Heard

Nel 2018, Amber Heard scrisse un articolo di opinione per il Washington Post sulla sua esperienza nel parlare pubblicamente contro gli abusi sessuali. Non menzionò esplicitamente l’ex marito Johnny Depp, ma dopo la pubblicazione del pezzo, il team legale di Depp sostenne che aveva causato danni irreparabili alla carriera dell’attore. Così, Depp decise di citare in giudizio Heard per 50 milioni di dollari di danni. In risposta, Heard presentò una controdenuncia di 100 milioni di dollari. Nell’aprile del 2022, a Fairfax, in Virginia, iniziò il processo Depp vs. Heard e, a differenza della maggior parte dei casi di alto profilo, le telecamere furono ammesse in aula. Ciò scatenò sei settimane di frenetica copertura mediatica, speculazioni pubbliche e appassionate campagne sui social media per sostenere l’innocenza di una delle due parti.

Johnny Depp in Depp contro Heard. Cr. Courtesy of Netflix © 2023
Johnny Depp in Depp contro Heard. Cr. Courtesy of Netflix © 2023

Recensione di Depp contro Heard

La docuserie Netflix in tre episodi risulta essere un prodotto estremamente interessante per la sua analisi sociologica rivolta alla società attuale del 2023, in cui viene dimostrata l’importanza fondamentale dei nuovi mezzi di comunicazione nella creazione e formazione dell’opinione pubblica. In passato, vi erano i giornali, poi la radio e successivamente la televisione, tutti mezzi di “propaganda” e manipolazione mediatica per creare un pensiero collettivo, un pensiero predominante che viene percepito come opinione pubblica. Tuttavia, è importante fare attenzione, come ci insegna il sociologo Walter Lippmann nel suo libro “L’opinione pubblica” (un testo che consiglio vivamente di leggere, specialmente per comprendere il nostro mondo odierno, all’interno di una realtà interconnessa e sovraccarica di informazioni mediatiche, tra notizie affidabili e fake news), esiste una notevole differenza tra verità oggettiva e opinione pubblica: la prima è un fatto concreto, mentre la seconda è, in sostanza, l’opinione della maggioranza, che può avvicinarsi più a un lavaggio del cervello che alla reale verità dei fatti. Anche se ciò non è sempre detto, avvolte l’opinione pubblica può combaciare anche la verità oggettiva degli eventi.

Walter Lippmann – Estratto dal libro “L’opinione pubblica”

La creazione del consenso non è un’arte nuova. È un’arte vecchissima, che era stata data per morta quando apparve la democrazia, ma non è morta. La persuasione è diventata un’arte deliberata e un organo regolare del governo popolare. Nessuno di noi è in grado di vederne tutte le conseguenze, ma non è azzardato pensare che la conoscenza dei modi per creare il consenso altererà tutti i calcoli politici e modificherà tutte le premesse politiche. 

Nel processo Depp contro Heard, l’elemento comunicativo ha svolto un ruolo fondamentale. Piattaforme come TikTok, Instagram, YouTube, Facebook e Twitter, insieme ai loro influencer, hanno trasmesso un’unica linea di pensiero: Johnny Depp è stato accusato falsamente, il nostro Jack Sparrow non avrebbe potuto commettere violenze domestiche contro Amber Heard, mentre lei è stata responsabile di violenze psicologiche e fisiche nei suoi confronti. Durante quei giorni del processo, gli Stati Uniti erano scossi dall’hashtag #justiceforjohnnydepp, ma allo stesso tempo i social media non erano indulgenti nei confronti dell’ex moglie dell’attore. Anzi, Amber Heard fu vittima di attacchi verbali e psicologici sui social media, con molti americani che gli auguravano il peggio, facendo accuse spudorate, andando oltre le normali critiche che le persone civili dovrebbero fare.

La società americana era pervasa da un fervido credo in cui Depp era sicuramente la vittima, mentre Heard era il carnefice. Questa opinione pubblica era così radicata nelle menti dei cittadini americani e non solo, che qualsiasi cosa Amber avesse dichiarato in tribunale o qualsiasi prova avesse presentato, sarebbe stata considerata dalla platea come falsa. Amber, in pratica, sembrava aver già perso prima ancora dell’inizio del processo, specialmente in un caso di violenza domestica in cui non esistono prove tangibili, ma solo la parola di uno contro l’altra.

Depp contro Heard pone delle domande rilevanti: perché si è verificato questo spettacolo mediatico? Perché le vite di Depp e Heard sono state trasformate in uno show? La risposta è semplice: è stata una decisione di Johnny Depp. È lui che ha voluto che il processo venisse trasmesso in streaming e in televisione, è lui che ha scelto di trasformare un processo privato e intimo in un grande spettacolo, consapevole del suo potere come star del cinema e della sua influenza sulla cultura americana, sapendo che Amber non godeva dello stesso seguito di fan che lui possiede. Tuttavia, il vero problema sorge qui: come mai il tribunale ha permesso tutto ciò? Come mai il giudice ha dato il via a questo circo mediatico e stravagante? La docuserie cerca di rispondere a questa domanda, avanzando delle ipotesi (non confermate) che dipingono Depp come l’artefice della situazione, un abile manipolatore dell’opinione pubblica che riesce a influenzare e a creare il suo narrativo attraverso la creazione di falsi account sui social media. Va notato anche che la serie “Depp contro Heard” non adotta un punto di vista oggettivo dei fatti, ma si schiera dalla parte di Heard, specialmente nella parte finale, presentando fatti che, stranamente, durante il processo non sono stati considerati prove.

Il documentario risulta interessante per la sua analisi sociologica, ma ha un difetto significativo: non riesce a raccontare adeguatamente il processo. Non è in grado di farci comprendere appieno gli eventi, né di narrare in modo esauriente la storia e la vita dei due imputati. La docuserie soffre di eccessiva rapidità nel mostrare il processo, a favore di un focus costante sui social media e sugli influencer, risultando talvolta ripetitiva nel corso del suo sviluppo. Se uno spettatore non è del tutto familiare con la storia di Depp e Amber, potrebbe avere difficoltà a comprendere appieno gli eventi, specialmente nel contesto temporale. La serie avrebbe potuto e dovuto esaminare più approfonditamente le vite dei due attori prima del processo, al fine di creare una prospettiva narrativa più completa e coinvolgente.

Amber Heard in Depp contro Heard. Cr. Courtesy of Netflix © 2023
Amber Heard in Depp contro Heard. Cr. Courtesy of Netflix © 2023

In conclusione

Una docuserie che funziona a livello sociologico ma che pecca nel modo narrativo di presentarci i fatti. Indubbiamente per chi ha adorato il processo la serie risulterà interessante, mostrando il processo Depp vs Amber in maniera originale e non banale.

Note positive

  • Analisi sociologica

Note negative

  • La mancanza di un racconto ben costruito sui due attori
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