Doctor Who 13: Flux (2021). Niente è più come prima

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Trailer di Doctor Who 13: Flux

Informazioni sulla serie e dove vederla in streaming

Trasmessa nel Regno Unito dal 13 ottobre al 5 dicembre 2021, Doctor Who 13, con il sottotitolo Flux, rappresenta il culmine del ciclo narrativo guidato da Chris Chibnall, showrunner della serie dal 2018 e artefice dell’evoluzione dell’arco narrativo di Jodie Whittaker, la prima donna a interpretare il misterioso viaggiatore spaziale proveniente da Gallifrey. Durante il suo mandato come capo sceneggiatore e produttore esecutivo, Chibnall ha riformulato profondamente l’universo narrativo della storia del Dottore, portandolo in territori misteriosi e intriganti.

La tredicesima stagione, composta da soli sei episodi, concepiti come un grande lungometraggio, segna il congedo di Jodie Whittaker, affiancata da Yasmin Khan (Mandip Gill) e dal nuovo compagno di viaggio Dan Lewis, insieme a Jacob Anderson nel ruolo di Vinder, Thaddea Graham nei panni di Bel e Annabel Scholey nel ruolo di Claire Brown. La regia della stagione è stata affidata a Jamie Magnus Stone e Azhur Saleem, seguita da tre speciali distribuiti nel 2022 nel Regno Unito sulla BBC: “Eve of the Daleks”, “Legend of the Sea Devils” e “The Power of the Doctor”.

In Italia, la serie è attualmente inedita, non essendo stata acquisita dalla Rai dopo aver trasmesso la dodicesima stagione. La decisione della Rai di non rinnovare l’acquisto dei diritti di doppiaggio e distribuzione per le stagioni successive è risultata sorprendente. Il 25 novembre 2023, Disney Plus ha distribuito in Italia l’episodio speciale “The Star Beast”, senza ancora aver reso disponibili la tredicesima stagione e i relativi episodi conclusivi della saga di Jodie Whittaker. Attualmente, il pubblico italiano può accedervi solo tramite lo streaming sul sito della BBC, nella lingua originale. È probabile che Disney Plus includerà presto anche la stagione 13 nel suo catalogo.

Trama di Doctor Who: Flux

Il Dottore e Yaz sono sulle tracce di Karvanista, un Lupari, che sembra minacciare l’umanità. Durante l’inseguimento con il TARDIS che li conduce a Liverpool, il Dottore ha una visione psichica spaventosa riguardante Swarm, una figura misteriosa che sostiene di avere un passato in comune con lei, un passato che il Dottore non riesce a ricordare. Arrivati a Liverpool, il Dottore e Yaz scoprono che il Lupari ha rapito un umano di nome Dan Lewis, una persona comune e semplice. Mentre le due viaggiatrici sono sull’orlo di rientrare nel TARDIS, incontrano Claire, una donna che potrebbe provenire dal loro futuro. Purtroppo, nel momento in cui Claire lascia il Dottore e Yaz, viene attaccata da un Angelo Piangente e trasportata indietro nel tempo, fino al 1965.

Nel frattempo, usando il TARDIS, il Dottore e il suo gruppo raggiungono la nave dei Lupari. Qui, Yaz libera Dan mentre il Dottore affronta nuovamente Karvanista, discutendo del suo coinvolgimento con la misteriosa Divisione e affrontando il presunto piano d’invasione della Terra da parte dei Lupari. Tuttavia, in modo sorprendente, Karvanista svela che i Lupari non intendono affatto conquistare la Terra, ma piuttosto salvarla e proteggerla da una catastrofe imminente: il misterioso fenomeno chiamato Flux, che minaccia di annientare la Terra, infrangendo le regole dello spazio e del tempo.

Nel frattempo, il Flux sta devastando tutto ciò che trova nel cosmo, distruggendo innumerevoli pianeti e vite. In un futuro lontano, Vinder è l’unico residente di un avamposto spaziale remoto e quando si rende conto dell’arrivo del Flux, è costretto ad abbandonare la sua postazione e fuggire. Mentre il Flux diventa sempre più pericoloso, alcuni nemici del Dottore, intenti alla guerra, cercano di sfruttare questa distruzione dello spazio e del tempo a loro vantaggio. I Sontaran, ad esempio, mirano ad alterare la storia della Terra per sottometterla al loro controllo. Nel frattempo, la minaccia del Flux diventa sempre più grave, mentre Swarm e la sua alleata Azure ingaggiano un gioco mortale con il Dottore, costringendolo a riscoprire il suo passato perduto.

Frame di Doctor Who 13 Flux
Frame di Doctor Who 13 Flux

Recensione di Doctor Who: Flux

Matt Strevens

Quindi Flux è il titolo della serie, infatti questa è la prima volta che intitoliamo questa serie perché è una storia epica. È una specie di più grande nemesi che il Dottore abbia mai affrontato. È un’enorme forza distruttiva, ma di cosa si tratta e perché si è scatenata diventerà evidente mentre guardi lo svolgersi della serie. È piuttosto impressionante e terrificante e il modo in cui viene realizzato sullo schermo sarà, credo, davvero mozzafiato per il pubblico mentre si rende conto di cos’è il Flux e cosa fa il Flux.

Tutto è cambiato radicalmente. Chris Chibnall ha rivoluzionato completamente il personaggio del Dottore, riscrivendo interamente la storia di questo enigmatico protagonista e conferendo una nuova profondità al titolo della serie. I compagni di avventura del Dottore si pongono ora la stessa domanda che ha sempre accompagnato il personaggio: “Dottore chi?”, un interrogativo che ora anche il Tredicesimo Dottore dovrà affrontare, mettendo in discussione ogni certezza fino ad ora consolidata. Se già Moffat aveva innovato il personaggio, creando una connessione coinvolgente e sorprendente tra la serie classica e quella moderna, con la così detta “Guerra del Tempo” e l’introduzione del War Doctor, interpretato dal monumentale John Hurt, Chris Chibnall va oltre. Egli crea una frattura netta tra il periodo pre-Jodie Whittaker e quello post-Jodie Whittaker, delineando una linea narrativa da cui è impossibile tornare indietro, che ridefinisce completamente il significato dell’intera storia. Il Dottore non è più solo un “Signore del Tempo”, ma altro, un essere infinito proveniente da un universo sconosciuto, dalle radici misteriose e completamente da esplorare. Inoltre, i “Signori del Tempo” non sono ciò che si è sempre creduto che fossero; essi sono piuttosto degli Shobogan, che hanno acquisito dall'”infante perduto”, ossia il Dottore, l’abilità di rigenerarsi.

Chris Chibnall – Showrunner

La mia visione per la serie era quella di creare una storia enorme, più grande di quanto abbiamo mai raccontato con Il Dottore di Jodie. E iniziare con un episodio che sembri un finale e proseguire da lì e mettere in scena il resto della storia. Volevo che fosse davvero epico, divertente con molti cliffhanger, sorprendente e che facesse davvero cose che non avevamo ancora fatto con il Tredicesimo Dottore.

“Doctor Who: Flux” rappresenta una stagione che si propone come ponte tra passato e futuro, senza stravolgere eccessivamente l’intera trama su cui si basa la serie. Mentre con “The Timeless Children” Chibnall aveva rivoluzionato e riscritto l’intera mitologia in un colpo solo, questa tredicesima stagione mette in luce solo alcuni fatti, situazioni e qualche informazione, senza approfondirli appieno. Lo showrunner sembra voler creare qualcosa di nuovo a livello di struttura narrativa e sviluppi, ma allo stesso tempo sembra trattenersi, incapace di esplorare appieno l’estro della fantasia e della crudeltà. La stagione si sofferma su situazioni interessanti e nemici inquietanti che sembrano essere nemesi del Dottore stesso, personaggi con una malvagità interiore, ma il loro sviluppo e approfondimento risultano carenti, culminando in un finale deludente con una risoluzione troppo semplice, in cui il ruolo del Dottore non è centrale ma vittima degli eventi e della sua salvezza.

Chris Chibnall – Showrunner

Riportare in vita i Sontaran era una storia che volevo davvero realizzare… sentivo che non c’era stata una grande storia sui Sontaran da molto tempo. Hanno un ottimo mix di minaccia e umorismo, sono molto identificabili, sono anche dei personaggi fantastici – una brillante creazione di Robert Holmes. Sono fantastici perché hanno una portata. Sono pericolosi, sono violenti, sono anche divertenti e questo è un ottimo mix per Doctor Who. Con gli Angeli Piangenti, volevo davvero che Jodie si scontrasse con loro e stavamo pensando a una storia per lei da molto tempo, testando le idee. Sono davvero spaventosi e sono una brillante creazione di Steven Moffatt e non compaiono in una storia principale di Doctor Who da nove anni, quindi sarebbero dovuti tornare anche loro. Ci sono molte idee che puoi esplorare riguardo a Weeping Angels, quindi ci siamo divertiti molto con loro.

Gli episodi, dal sapore fantascientifico, si immergono in un caos narrativo temporale, viaggiando avanti e indietro tra futuro e passato in modo discontinuo, presentando una serie di villain storici e nuovi: il temibile Swarm, i Sontaran, i Cyberman, i Dalek, gli Angeli Piangenti, il Gran Serpente, la Divisione e il misterioso Tempio del pianete Tempo. Accanto a questi individui, la serie introduce numerosi personaggi positivi come Yaz, Claire, Bel, Vinder, Dan Lewis, Karvanista, Kate Stewart, Williamson e Jericho. Tuttavia, il gran numero di personaggi, elevati a co-protagonisti, non consente un adeguato sviluppo in soli sei episodi, sia per quanto riguarda i nemici sia per gli “amici del Dottore”. Alcuni di questi personaggi sembrano superflui alla trama principale, come Kate Stewart o il Gran Serpente, risultando una distrazione dalla storia fondamentale che riguarda il Flux e il passato del Dottore legato a Swarm.

La tredicesima stagione si rivela interessante per la rappresentazione inedita del Dottore, mostratoci in una situazione di estrema difficoltà, trovandosi per lungo tempo privato del suo Tardis. Jodie Whittaker, nel ruolo del Dottore in questi sei episodi, presenta una nuova sfaccettatura del personaggio, diversa da quanto visto finora. Questo richiama l’episodio speciale “Revolution of the Daleks”, successivo a “The Timeless Children”, in cui avevamo intravisto un Dottore più riflessivo e introspettivo, che inizia a scrutare dentro se stesso per scoprire la sua vera identità. Whittaker non incarna più l’avventuriera intraprendente o il Dottore esplosivo e bizzarro della sua 12° rigenerazione; è ora riflessiva, cupa e profondamente spaventata come mai prima d’ora. Swarm e Azure emergono come villain spietati, mettendo in crisi tutte le certezze del nostro eroe, che si ritrova impotente nel gestire paure ed emozioni, incapace di salvare veramente l’umanità e persino l’universo stesso. I due antagonisti svolgono egregiamente il loro ruolo nel costringere il Dottore a esaminare il proprio passato, tuttavia, peccano nell’essere sfruttati in modo superficiale, non raggiungendo il pieno potenziale. Il punto debole principale di questa stagione risiede nel finale, eccessivamente affrettato e nell’eccesso di personaggi e di una sceneggiatura che ci concentra troppo, nei singoli episodi, sulla guerra per la salvezza della Terra piuttosto che nel tentativo di bloccare il Flux, un elemento non narrato a sufficenze e in maniera interessante, come il “Tempo”, reso personaggi e protagonista in maniera poco chiara e dettagliata.

I Villans di Doctor Who: Flux
I Villans di Doctor Who: Flux

In conclusione

“Doctor Who: Flux” segna un’evoluzione radicale nel percorso narrativo del Dottore, ridefinendo completamente il suo passato e il suo futuro. Sebbene sia un’epoca di cambiamenti epocali, la stagione si divide tra l’introduzione di nuovi elementi narrativi e la reticenza nell’approfondire situazioni e personaggi, culminando in un finale affrettato che delude per la risoluzione semplificata della storia principale.

Note Positive:

  • Rivoluzione della Narrazione: Chris Chibnall ridefinisce il concetto del Dottore, offrendo una prospettiva innovativa e misteriosa sul personaggio e sul suo universo.
  • Caratterizzazione Profonda del Dottore: Jodie Whittaker offre un’interpretazione riflessiva ed emozionante del Dottore, mostrandoci una versione vulnerabile e impotente, una novità nell’evoluzione del personaggio.
  • Villain Intriganti: Swarm e Azure si presentano come antagonisti spietati, mettendo in crisi le certezze del Dottore e contribuendo alla sua crescita narrativa.

Note Negative:

  • Sviluppo Superficiale dei Personaggi: Troppi personaggi, sia protagonisti che antagonisti, non vengono adeguatamente approfonditi, risultando poco sfruttati e spesso inutili al racconto principale.
  • Finale Sbrigativo: Il climax della stagione delude per una risoluzione troppo semplicistica della storia principale, non sfruttando appieno il potenziale dei villain e dei temi introdotti.
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