Ernest e Celestine – L’avventura delle 7 note (2022) – un’animazione per parlare a grandi e piccini

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Trailer ufficiale del film Ernest e Celestine

Dopo la candidatura agli Oscar come miglior film di animazioni nel 2014, le avventure di Ernest e Celestine tornano al cinema a Dicembre. La storia si basa nuovamente sulla serie di libri scritta dalla disegnatrice Gabrielle Vincent, ma questa volta la sceneggiatura non è affidata a Daniel Pennac. A Natale, lasciatevi incantare da questo piccolo gioiello di animazione.

Immagine dal film Ernest e Celestine
Immagine dal film Ernest e Celestine

Trama di Ernest e Celestine, L’avventura delle 7 note

Per riparare il violino rotto di Ernest, i due amici partono per ritornare alla terra natale dell’orso, l’Ostrogallia, un luogo colorato e ricco di musica. Al loro arrivo, si trovano davanti uno scenario molto diverso: la musica è stata bandita e solo la nota DO è permessa. Davanti a questa situazione preoccupante, Ernest e Celestine cercheranno di riportare la gioia della musica con l’aiuto della resistenza.

Recensione di Ernest e Celestine, L’avventura delle 7 note

Non è una novità vedere film di animazioni che parlano più agli adulti che hai bambini, almeno a quegli adulti che vogliono ascoltare. Alcuni nomi sono il classico Disney Ratatuille o film più ricercati quali Jack e la meccanica del cuore o La Sposa Cadavere. Il film qui in esame non è esente da questa affermazione, anzi, sviluppa in maniera semplice ed efficace alcuni degli argomenti più caldi che stanno coinvolgendo le nuove generazioni.

Immagine dal film Ernest e Celestine
Immagine dal film Ernest e Celestine

Libertà e legami

Una delle prime battute di Ernest è il motto del suo Paese di origine e recita “Così è e sempre sarà”, una frase apparentemente semplice e che ha suscitato il riso in sala per via del suo uso spropositato, di solito in situazioni in cui i personaggi non sapevano cosa dire. In realtà sono parole molto forti e riportano immediatamente a situazioni tipiche della società di oggi. In primo luogo, è il cuore del sistema giuridico dell’Ostrogallia, ma il corpo di polizia viene sempre messo in ridicolo dai musicisti (un po’ come succede nella famosa sequenza de The Blues Brothers), quindi già si percepisce una formazione poco funzionale.

In seconda battuta, fin da subito si capisce che i mestieri si tramandano obbligatoriamente di generazione in generazione, nessuno può sfuggire da questa tradizione, nessuno si ribella. Al giorno d’oggi i giovani hanno sicuramente molta più libertà di scegliere il loro futuro, ma la società ha delle preferenze verso determinati percorsi, così si finisce ad abbandonare le proprie aspirazioni. Tutto questo viene amplificato nel campo dell’arte, infatti Ernest deve lasciare la sua realtà per poter intraprendere la sua carriera da musicista (evento che sicuramente rispecchia molte storie di ragazzi).

Immagine dal film Ernest e Celestine
Immagine dal film Ernest e Celestine

Al di là delle tematiche sociali, c’è una prominente focus sui rapporti umani, declinati nello specifico in rapporti familiari. La famiglia di Ernest è complicata (come molte delle famiglie di oggi): i genitori sono divorziati, la sorella è combattuta sul suo futuro, le dinamiche padre-figlio sono estremamente delicate. Il rancore e le cose non dette sono la prerogativa per uno scontro tra la figura paterna/genitoriale (o autorità, in quanto riveste il ruolo di giudice) e il figlio. Sono dinamiche familiari che rispecchiamo molto la realtà, soprattutto quando si tratta di decidere per il futuro: quante volte, anche nel mondo di oggi, i figli fanno il lavoro dei genitori, un po’ per passione e un po’ per inerzia.

Punto cardine è ancora l’amicizia che lega Ernest, un orso, e Celestine, una topina, nemici per natura ma amici per scelta. Si esplora ancora più a fondo il rapporto tra due mondi diversi che si relazionano con rispetto, senza rivalità. Lo step successivo lo descrive perfettamente il produttore Didier Brunner:

Con questa nuova storia abbiamo voluto spingerci oltre e parlare del diritto di indignarsi e di non essere d’accordo con comandamenti assurdi.

Simbolo di libertà è proprio la musica. Dove c’è musica che gioia, armonia ed è questo il ricordo che Ernest ha dell’Ostrogallia. Da quanto la musica viene bandita, il luogo è molto più grigio, quasi pauroso e i musicisti sono diventanti dei clandestini che suonano in spazi simili agli speakeasy americani.

Immagine dal film Ernest e Celestine
Immagine dal film Ernest e Celestine

Colori, paesaggi e suoni

Al fianco delle tematiche sopra citate, c’è un progetto visivo che lascia incantati. Il regista Jean-Christopher Roger dice:

[…] ho usato i ricordi di un viaggio che avevo fatto sulla Via della Seta, nei territori del Pakistan settentrionale e della Cina. Credo che il motivo per cui mi è venuto in mente questo disegno sia perché il mondo di ERNEST e CELESTINE è radicato in un certo realismo. […]
[…] ho usato i ricordi di un viaggio che avevo fatto sulla Via della Seta, nei territori del Pakistan settentrionale e della Cina. Credo che il motivo per cui mi è venuto in mente questo disegno sia perché il mondo di ERNEST e CELESTINE è radicato in un certo realismo. […] Per i paesaggi mi sono ispirato alle valli Kalasha del Pakistan settentrionale e al fiume Gilgit nell’estremo nord, dove le case sono aggrappate ai fianchi di alte montagne. Per l’architettura, invece, abbiamo scelto forme più elaborate e più colorate che ricordano la Turchia o i vecchi quartieri di Tbilisi, la capitale della Georgia.

I colori sono ricchi, i dettagli dello sfondo sono curati e richiamano veramente un luogo reale come se i personaggi fossero inseriti in immagini reali, fotografie. L’ispirazione al Medio-Oriente si rispecchia nelle musiche, con suoni e temi che richiamano quelle culture.

Immagine dal film Ernest e Celestine
Immagine dal film Ernest e Celestine

Conclusione

Nonostante il pubblico di riferimento siano i bambini, Ernest e Celestine si impegna a coinvolgere una fetta di pubblico molto più ampio. Come si è letto sopra, ci sono temi impegnativi ma sono posti con un occhio all’altezza dei più piccini. Agli adulti non dispiacerà immergersi in una narrazione ricca ma con la leggerezza della risata.

Note Positive

  • Disegni e Animazione
  • Musiche

Note Negative

  • Ritmo un po’ scostante

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Federica Buonaiuto
Federica Buonaiuto

Fin da bambina il cinema mi ha sempre affascinato profondamente. Proprio per questo ho intrapreso i miei studi presso il Dams di Bologna e in parallelo ho messo un po' le mani in pasta! Sto ancora seguendo corsi di recitazione e nel frattempo ho girato qualche corto.
Scrivere recensioni è un campo che ho scoperto relativamente da poco ma è estremamente stimolante!

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