Escape Room (2019): un’unica via di fuga da scovare per sfuggire alla morte

locandina escape room

Escape Room

Titolo originale: Escape Room

Anno: 2019

Paese di produzione: Stati Uniti d’America, Sudafrica

Genere: horror, thriller, azione

Regia: Adam Robitel

Sceneggiatura: Bragi F. Schut, Maria Melnik

Montaggio: Steve Mirkovich

Fotografia: Marc Spicer

Musiche: John Carey, Brian Tyler

Durata: 100 min.

Produzione: Original Film

Distribuzione: Warner Bros.

Attori: Taylor Russell, Logan Miller, Jay Ellis, Tyler Labine, Deborah Ann Woll, Nik Dodani, Yorick van Wageningen

Trailer ita del film Escape Room (2019)

Escape Room (stanza di fuga) è un gioco che mette a dura prova i partecipanti stimolando la loro capacità logica, la velocità di pensiero e l’intuito. Si diffonde inizialmente in Asia per mano di Takao Katoee e nel 2008 diverse stanze allestite a tema attecchiscono a Pechino, Shangai e Singapore per poi, nel 2012, prendere piede anche negli Stati Uniti. In Italia le prime Escape Room si vedono nel 2015 dove Torino ne è la città promotore. Robitel, che dirige l’omonimo lungometraggio, trasforma questo gioco di fuga in test che mettono seriamente a repentaglio la vita umana. I concorrenti infatti si trovano sempre sul filo del rasoio.

Il film esce nelle sale cinematografiche statunitensi il 4 gennaio 2019, mentre in quelle italiane il 14 marzo del medesimo anno. Viene candidato al Saturn Award 2019 come migliore film d’azione.

Escape Room
L’ambientazione glaciale che incombe sui partecipanti

Trama di Escape Room

Zoey, studentessa di fisica; Ben, magazziniere; Jason, trader; Amanda, reduce di guerra; Mike, camionista e Danny, unico appassionato di Escape Room si ritrovano catapultati in ambienti ostili dopo aver ricevuto tutti lo stesso invito. Chi sopravvive a tutte le stanze, scappando via in tempo, riceve diecimila dollari. Ci riusciranno?

Recensione di Escape Room

Un misto tra Cube (1997) e Saw (2004), Escape Room è una sorpresa horror-thriller del 2019. L’opera cinematografica di Robitel, il quale nel 2018 diresse con risultati soddisfacenti Insidious – L’ultima chiave (quarto capitolo della saga Insidious), punta sulla “curiosità tensiva”. Da un lato, infatti, il film suscita interesse per la caratterizzazione delle stanze che ostentano apparentemente tranquillità ma da cui si esce solo risolvendo enigmi. Dall’altro invece scatena apprensione per il tempo che scorre e incombe sui concorrenti i quali, a ogni errore nel seguire gli indizi, sono attesi da una trappola mortale. La chiave è un elemento principale che ritorna sia nel quarto capitolo d’Insidious sia appunto in Escape Room. In entrambe le pellicole, Robitel assegna a questo oggetto un ruolo primario, lo assurge ad accessorio fondamentale, rendendolo protagonista delle sue storie. Messi in pericolo e costretti a fuggire, in Escape Room i protagonisti devono trovare il sistema per uscire da una stanza ed entrare nella successiva. All’interno delle camere si verifica l’inaspettato, trasformando così l’apparente gioco di logica in un incontro con la morte che si può evitare solo non commettendo errori. La regia evita di andare deciso sull’horror tout court, discostandosi inoltre dal torture porn o comunque dalle atrocità alla Saw.

Escape Room
I concorrenti alle prese con la prima stanza del gioco. La temperatura sale sempre di più

Lo spettatore viene conquistato da ciò che potrebbe accadere da un momento all’altro e dalle repentine sorprese che sbucano fuori dalle stanze a tema. Ogni ambientazione mette a dura prova le prestanze fisiche dei partecipanti: dal caldo bollente al freddo glaciale, e ancora: dal cadere nel vuoto alla morte per asfissia. La scenografia dei luoghi è ben realizzata e perfettamente adeguata anche se la fotografia avrebbe potuto offrire un contributo maggiore in termini di dettaglio d’immagine. In linea di massima la dinamicità delle scene presenta una buona resa cinematografica, tuttavia l’ultima stanza mette in evidenza una confusione eccessiva restituendo parti caotiche poco definite, complici altresì le inquadrature ravvicinate che non agevolano la visuale. Nel complesso, Escape Room mette in tavola le carte di un gioco spietato calibrandone l’efferatezza. La visione cinematografica risulta coinvolgente, concisa e in grado d’instillare un livello equilibrato di adrenalina.

Note positive

  • Scenografia e ambientazione
  • Coinvolgimento

Note negative

  • Adrenalina dosata
  • Ultima stanza con scene un po’ confuse. Si poteva sfruttare meglio.

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