Extraliscio Punk da Balera – Si ballerà finché entra la luce dell’alba (2020): la rinascita del liscio

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Extraliscio Punk da Balera

Titolo originale: Extraliscio Punk da Balera – Si ballerà finché entra la luce dell’alba

Anno: 2020

Paese: Italia

Genere: Documentario, musicale

Produzione: Betty Wrong Productions. In collaborazione con la Regione Emilia-Romagna

Distribuzione: Nexo Digital

Durata: 90 minuti

Regia: Elisabetta Sgarbi

Sceneggiatura: Ermanno Cavazzoni, Elisabetta Sgarbi, Eugenio Lio

Disegni e animazione: Igort

Montaggio:

Musiche: Extraliscio

Attori: Extraliscio (Mirco Mariani, Moreno Conficconi, Mauro Ferrara), Ermanno Cavazzoni. Con la partecipazione di Biagio Antonacci, Francesco Bianconi, Orietta Berti, Vasco Brondi, Roberta Cappelletti, Franz Cattini e Mario Andreose, Riccardo Casadei, Elio, Lodo Guenzi, Jovanotti, Bruno Malpassi, Leo Mantovani, Gli Omini, Antonio Rezza, Armando Savini, Michele Sganga.

Extraliscio Punk da Balera – Si ballerà finché entra la luce dell’alba è un film documentario/musicale diretto da Elisabetta Sgarbi. Il documentario, del 2020, è stato presentato in anteprima alle Giornate degli Autori, durante la 77esima Mostra del Cinema di Venezia, oltre che al Festival Internazionale del Cinema di Berlino e al Los Angeles Italia Film Fest.

A Mantova, al film Extraliscio Punk da Balera è stato attribuito il Premio FICE (Federazione Italiana dei Cinema d’Essai). Per la regista Elisabetta Sgarbi c’è stato, poi, il Premio SIAE per il talento creativo.

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Extraliscio Punk da Balera (2020)

Trama di Extraliscio Punk da Balera

Grazie a Riccarda Casadei, figlia di Secondo Casadei (esponente del liscio romagnolo e autore della celebre Romagna mia) Mirco Mariani e Moreno Conficconi si sono uniti per fare del liscio la loro arte.

Mirco Mariani è il frontman della band romagnola che rivisita il liscio, rispettandone l’origine e la storia mentre si fa trasportare da uno stile più moderno che tende verso un inaspettato rock/punk. Il frontman è sempre pronto al cambiamento: un polistrumentista che viene da tutt’altro universo musicale ma trova nel liscio il giusto modo di sfogare la poliedrica espressione musicale che lo caratterizza.

Proprio nel 2014, Mirco Mariani incontra Moreno il Biondo (Moreno Conficconi) il quale, negli anni ’90, era un tassello importante dell’Orchestra Casadei.

Nel gruppo Extraliscio presente anche Mauro Ferrara, che ha mille storie da raccontare per quanto riguarda il suo incontro con il mondo della musica e, nello specifico, del liscio, di cui è diventato grande esponente – e amante.

La loro storia viene vista, sentita e narrata, mentre si comprende attraverso vista e udito l’innovazione da loro apportata nel mondo del liscio. Un genere che si direbbe spacciato, ma gli Extraliscio hanno saputo unire sonorità più moderne e inaspettate che fanno del liscio un genere malleabile e inaspettatamente interessante anche per le nuove generazioni.

Un viaggio, dunque, nella storia di una band, nella storia della musica e della tradizione tipicamente romagnola e tipicamente italiana.

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Extraliscio – Mauro Ferrara, Mirco Mariani, Moreno il Biondo.

Recensione di Extraliscio Punk da Balera – Si ballerà finché entra la luce dell’alba

Tradizione e innovazione in un interessante vortice che celebra l’arte in tutte le sue forme fin dalla prima scena. Il liscio romagnolo in cui intrinseca si trova una delicata e vibrata nota di folklore è il grande protagonista del film diretto da Elisabetta Sgarbi.

A portare alto un genere musicale che dondola in equilibrio all’apice di un precipizio ci sono loro, i personaggi che animano i film e su cui il documentario si concentra: gli Extraliscio. Sulla loro storia la pellicola si concentra, mentre è la loro musica ad accompagnare il susseguirsi di scene recitate e non, ospiti “inaspettati” e racconti in prima persona.

Ermanno Cavazzoni sorprendente e affascinante, nei panni di voce narrante, esperto paroliere ma anche ingenuo e travolto spettatore di uno spettacolo solo da vivere e sentire.

Parola d’ordine del e nel racconto musicale di cui si è spettatori è… Genuinità. “Nella musica non puoi dire una bugia” e se la musica è specchio e riflesso di un amore sincero, fatto anche di un legame alla terra e alle origini, si ballerà davvero fino all’alba.

“Vedere” un film in questo caso potrebbe sembrare riduttivo, perché la pellicola firmata Elisabetta Sgarbi è una continua sinestesia. Non solo per il pubblico ma per coloro coinvolti, per i protagonisti, per la regista. Ognuno è se stesso nella maniera più vicina alla purezza, perché a essere rappresentata non è la semplice storia di una band, ma la complessa storia di una musica “semplice” (che semplice non è).

Il liscio viene dalla terra, è la musica della terra e da coppia. Per questo è una musica vera e, quando la musica è vera, non può finire. L’aria romagnola vive e viene colta come reale energia perché si ripercorrono luoghi e tradizioni da cui la regista stessa proviene. Ecco come il tutto non è un semplice guardare il luogo in una scena, ma vivere la scena come un turista che viene preso per mano dall’abitante del luogo. Solo così è possibile guardare gli scorci unici, scoperti solo da chi nel luogo vive.

Ecco l’aria che si respira nell’incurabile autenticità di un documentario volto a mostrare sì, la storia di un gruppo musicale, ma la storia di tutta una tradizione – e di una terra. Un gruppo che la stessa Elisabetta Sgarbi ha detto essere “indefinibile” come indefinibile allora sarebbe dovuto apparire nel film; e così è stato. Spontaneità e sana allegria, alternate da grande lavoro e dedizione, per far sì che la tradizione potesse intersecarsi nella maniera più libera possibile ma professionalmente impeccabile con l’innovazione.

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Extraliscio ed Elisabetta Sgarbi

Lo stile filmico non è altro che esatto riflesso dello stile musicale: è come se il film non solo voglia rappresentare la storia della band, ma essere parte del gruppo stesso. Il racconto degli Extraliscio diviene così personificato, un decorato alter ego degli Extraliscio, nel moderno susseguirsi di qualcosa apparentemente già visto ma mai davvero osservato.

In un rosso preponderante spuntano momenti nebbiosi, una nebbia che è un fumo, il fumo che caratterizzava, una volta, le balere (nelle quali il fumo delle sigarette creava un effetto nebuloso). Da quel fumo disperso in un poetico per sempre nell’aria, rischiava di perdersi anche il tipico stile musicale delle balere. Invece, c’è chi ha voluto guardare indietro per guardare avanti, rappresentando il passato per crearne un futuro.

In questo modo nella pellicola si alternano svariati momenti artistici, musica, luoghi romagnoli e luoghi italiani, artisti storici della musica italiana che duettano con giovani artisti. Un padre che suona con la figlia, una figlia che canta una storia.

Proprio come una figlia d’arte ha permesso l’incontro di chi avrebbe potuto dare nuova vita al genere di cui il padre era grande esponente.

Sembra proprio che Secondo Casadei avesse ragione e che il documentario musicale realizzato da Elisabetta Sgarbi nasca dalle parole del violinista italiano: “La musica romagnola non tramonterà mai, finché ci sarà una sola persona che avrà voglia di ballare”.

Come la regista si è abbandonata a seguire la libertà musicale degli Extraliscio e ha fatto una progressiva scoperta, così il pubblico si trova a scoprire la tradizione di cui alla fine è figlio… però, in quanto tradizione, è stata data – forse – per scontata.

Una vera scoperta di ciò che, in fin dei conti, è la rappresentazione di persone con una reale e intima passione mentre fanno ciò che fa stare bene loro e chi “ballerà finché entra la luce dell’alba”.

Un’esplosione dell’Emilia-Romagna, della sua tradizione, della musica e dell’italianità. In un momento dove l’arte musicale sembra spesso essere correlata al profitto che potrebbe portare, grazie al film di Elisabetta Sgarbi, si coglie la rappresentazione di chi vuole fare musica per il gusto di fare musica.

L’improvvisazione serve perché quando improvvisi ai soldi non ci pensi” e alla fine, ciò che trionfa nel gruppo (e di conseguenza nel riuscito documentario) è la voglia di trasmettere con grande autenticità e professionalità, retta da una filosofia di sperimentazione dove non ci si vuole mai “prendere troppo sul serio” – un po’ come nella musica, nell’arte e… nella vita.

Rassegna stampa 09 giugno 2021- Anteo Palazzo del Cinema

Mercoledì 9 giugno 2021, presso Anteo Palazzo del Cinema di Milano, c’è stata la proiezione in anteprima del nuovo film di Elisabetta Sgarbi: Extraliscio Punk da Balera – Si ballerà finché entra la luce dell’alba. Durante la proiezione, presente anche l’ospite d’onore, Amadeus. Il presentatore, all’inizio della rassegna stampa – che ha preso il via dopo uno scrosciante applauso dedicato al film appena concluso – è stato invitato a fare un intervento. Quel che ha fatto Amadeus è stato infatti definito una specie di “miracolo”. Portare un gruppo come gli Extraliscio a Sanremo è stato visto come un modo per scavalcare barriere, un inaspettato ma lieto “miracolo”.

L’intervento di Amadeus è stato di elogio tanto per il gruppo musicale tanto per la regista e tutti coloro coinvolti nella realizzazione della pellicola. Alla rassegna stampa sono intervenuti i protagonisti, Elisabetta Sgarbi, Ermanno Cavazzoni ed Eugenio Lio. Presente anche la giovanissima attrice Gilda Mariani, figlia di Mirco.

Grande spazio è stato lasciato a Mirco Mariani, Moreno Conficconi, Mauro Ferrara, protagonisti del film. La regista stessa era desiderosa di lasciare spazio al gruppo che lei stessa ha detto, durante la rassegna, di avere scoperto man mano che il documentario prendesse vita.

Per la Sgarbi è stato un film molto diverso perché si è “abbandonata” agli Extraliscio, ascoltandoli e capendoli. Elisabetta Sgarbi ha anche sottolineato quanto per lei questo sia un film in un certo senso autobiografico, perché ripercorre i luoghi della sua infanzia. Come detto da Eugenio Lio, non tutto si ferma al film. Anzi, il progetto è “transmediale” perché coinvolge la musica, un film, i concerti, un libro, un album.

Alla domanda di una percepibile sottile malinconia nel documentario, nonostante il clima preponderante fosse opposto, Elisabetta Sgarbi ha risposto riprendendo alcune parole spese da Jovanotti proprio nel documentario: la grande gioia dei romagnoli viene invece da un grande lavoro. Dietro l’apparente spensieratezza che poi è reale e viene colta, c’è molta serietà, dedizione e lavoro. Insomma, per accendere la luce c’è stato prima il cercarla nel buio.

Molte domande quelle rivolte agli Extraliscio, riguardo Sanremo, la musica, il liscio e la loro storia. Per quanto loro tre siano diversi, quando la musica si realizza qualsiasi distanza viene accorciata e di questo si sono resi sempre meglio conto loro stessi nel rivedersi nel documentario. Il racconto è stato dunque sorprendente anche per loro stessi, per ordinarsi e avere più consapevolezza.


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