FEUD: Bette and Joan (2017), la grande faida hollywoodiana degli anni ’60

FEUD: Bette and Joan (2017), la grande faida hollywoodiana degli anni '60 1

Feud

Titolo originale: Feud

Anno: 2017 

Paese: Stati Uniti d’America

Genere: drammatico, biografico

Produzione: Jaffe Cohen, Renee Tab, Michael Zam, Jessica Lange, Susan Sarandon

DistribuzioneFX

Ideatore: Ryan Murphy 

Stagione: 1

Episodi: 8

AttoriJessica Lange, Susan
Sarandon
, Judy Davis,
Kiernan Shipka, Jackie Hoffman,
Alfred Molina, Stanley Tucci,
Alison Wright

Trailer in di FEUD: Bette and Joan

Trama di FEUD: Bette and Joan

La storia ruota intorno all’accesa faida tra due delle più grandi dive hollywoodiane di tutti i tempi, Joan Crawford (interpretata da Jessica Lange) e Bette Davis (interpretata da Susan Sarandon), durante la loro vita professionale, specialmente nel dietro le quinte del film del 1962 “Che fine ha fatto Baby Jane?”.

Recensione di FEUD: Bette and Joan

Ryan Murphy non delude mai, soprattutto quando si tratta di prodotti ambientati nel passato; per questa miniserie assolda le immense Jessica Lange e Susan Sarandon per interpretare la rivalità, finora inedita nel campo cinefilo moderno, tra due dei colossi della Hollywood post-guerra. La serie mette in scena differenti tematiche che ruotano intorno alla figura femminile degli anni ’60 nell’ambito sociale ma soprattutto quello cinematografico; il contesto lavorativo gioca la parte essenziale nella sceneggiatura, che rappresenta la scintilla della faida. La componente storica viene analizzata scrupolosamente in primo luogo dalla fedeltà dei personaggi originali, descritti attentamente sia dalla caratterizzazione che dall’estetica, inoltre per l’accuratezza dei fatti storici di cui l’obiettivo è scoperchiare il vaso di Pandora, dando luce agli altarini dell’epoca; in questo senso vediamo una sorta di denuncia sociale in merito a un contesto che soltanto col passar degli anni si è rivelato virulento Una Hollywood dove regnava il patriarcato e poneva le donne in condizioni lavorative che celebrava non tanto il loro talento bensì la bellezza e una volta raggiunta l’età avanzata venivano subito rimpiazzate e scagliate in un profondo oblio dopo decenni di gloria. La mancanza di un fronte unito portò alla mancata solidarietà che sfociò alla nascita di diverse rivalità, una solidarietà che vediamo concretizzarsi unicamente alla fine del rapporto tra le due donne, tuttavia si scontreranno con la dura realtà della consapevolezza del loro destino già segnato da una società cinica.

FEUD: Bette and Joan (2017), la grande faida hollywoodiana degli anni '60 2
In basso le protagoniste Susan Sarandon e Jessica Lange, in alto le star Bette Davis e Jane Crawford

Un rapporto composto di amore e odio, in quanto ci viene mostrato, seppur tra le righe, il rispetto e l’ammirazione che le due donne provavano l’un l’altra, tuttavia che potevano esternare solo a discapito della loro carriera; per tutti e 8 gli episodi vediamo il backstage del celebre film dove assistiamo a scene che lascia lo spettatore incredulo per quanto risultino inizialmente inverosimili. Una tensione che reca tristezza, la visione di due donne che inconsapevolmente vanno incontro all’autodistruzione psicologica che le porterà in un vicolo cieco fatto di solitudine e rammarico, un rapporto talmente assurdo che al finale ci si pone la domanda “davvero è successo tutto ciò?”

Il picco della scrittura viene raggiunto nell’episodio 5 “And the Winner is… (The Oscars of 1963)“, il quale esamina il punto di rottura della serie, dove la malignità la fa da padrone e mette in risalto quanto un mondo come Hollywood, all’apparenza magico, sia in realtà colmo d’infamia e disonore. Una sceneggiatura vincente anche grazie ai momenti satirici e taglienti tipici di Ryan M. (come il personaggio di Mamacita interpretato da Jackie Hoffman) la quale viene accesa da una fotografia vivace e da costumi minuziosi e legata da un ottimo montaggio che unisce perfettamente la ricostruzione storica, giocando egregiamente con i flashback senza tuttavia lasciare percepire la distinzione tra la realtà e la fantasia. Ryan non si smentisce e recluta un cast mozzafiato; le due protagoniste riescono perfettamente ad entrare nel ruolo e nel clima hollywoodiano del dopo guerra facendo cogliere ogni sfumatura del rapporto che ha contraddistinto la famosa faida, un plauso anche alle interpretazioni di Judy Davis (che interpreta Hedda Hopper) e Alfred Molina (che interpreta Robert Aldrich).

Una miniserie eccellente e coraggiosa che mette in campo tutte le carte per un prodotto vincente, che non ha paura di raccontare la verità denunciando un mondo che ancora oggi è un cumulo d’imperfezioni e di abusi di ogni genere; tuttavia la serie è rimasta di nicchia forse per via del genere affrontato e priva d’importanti premi in quanto ha avuto la sfortuna di scontrarsi con Big Little Lies, ciò nonostante credo che la sua uscita a mani vuote sia stata ingiusta. Un piccolo gioiello che va a esplorare un mondo inconsueto nel panorama televisivo e che è stato purtroppo frainteso, nonostante ciò merita sicuramente la visione per il suo stile tagliente e ricco di pathos.

Note positive:

  • Recitazione
  • Sceneggiatura
  • Fotografia
  • Montaggio

Note negative:

Leave a Reply

20 − diciassette =