Ghost in the Shell (1995): quando la filosofia incontra il cyberpunk

Ghost in the Shell (1995): quando la filosofia incontra il cyberpunk 1

Ghost in the Shell

Titolo originale: 攻殻機動隊

Anno: 1995

Paese: Giappone

Genere: Animazione, fantascienza, azione, drammatico

Produzione: Production I.G, Kōdansha, Bandai Visual

Durata: 1hr e 29 (79 min)

Regia: Mamoru Oshii

Sceneggiatura: Yoshimasa Mizuo, Ken Matsumoto, Ken Iyadomi, Mitsuhisa Ishikawa, Kazunori Itō

Fotografia: Hisao Shirai

Montaggio: Shûichi Kakesu

MusicaKenji Kawai

Attori: Atsuko Tanaka, Yutaka Nakano, Akio Ôtsuka

Trailer originale (in giapponese) del film

Nato dall’omonimo manga del 1989, dello scrittore Masamune Shirow, Ghost in the Shell è un anime filosofico caratterizzato da una forma e contenuto impeccabili, che lo rendono una delle opere più influenti e apprezzate della storia dell’animazione giapponese.

Il prodotto è disponibile senza costi aggiuntivi sulla piattaforma streaming di Amazon Prime Video.

Trama del film d’animazione Ghost in the Shell

Anno 2029, il mondo è ormai totalmente informatizzato, gran parte degli uomini sono parzialmente cibernetici o totalmente sintetici, le nazioni sono in lotta tra loro e le guerre sembrano lontane dalla loro conclusione.

La trama ruota attorno ad alcuni membri della Sezione 9 della polizia giapponese, il maggiore Motoko Kusanagi, un essere quasi totalmente cibernetico dotato di grandi capacità belliche ed investigative, che con l’aiuto di Bato, anch’egli quasi totalmente robotizzato, devono trovare un misterioso hacker conosciuto con l’appellativo de “il Burattino” che sembra aver la capacità di prendere il controllo della mente di soggetti informatizzati.

Recensione del film d’animazione Ghost in the Shell

“Che siano esperienze simulate o sogni, le informazioni sono al tempo stesso realtà e fantasia. E, in ogni caso, tutti i dati che una persona accumula durante il corso della propria esistenza non sono che una goccia nel mare”

— Frase pronunciata da Bato

Ghost in the Shell è un prodotto estremamente visionario, unico, che al momento della sua uscita non riscontrò molto successo, ma che col tempo ha acquistato stima e fama internazionale rendendolo uno dei grandi capolavori dell’animazione. Dal punto di vista stilistico ci troviamo davanti un animazione 2D tradizionale notevolmente ben illustrata e caratterizzata, assolutamente innovativa e avanguardistica per l’epoca tanto da non stonare minimamente con i prodotti odierni 2021 di questo genere cinematografico.

La regia del regista nipponico Mamoru Oshii è di alto livello, sia nelle scene d’azione che nei momenti più quieti, dove la camera segue i volti dei personaggi per mostrarci i loro sguardi e farci percepire le loro emozioni. Ottima la fotografia di Hisao Shirai, che utilizza colori saturi, spenti dalla pioggia che spesso è presente negli ambienti del film e che sembra citare grandi classici della fantascienza come Blade Runner del 1982, il tutto possedendo una meravigliosa e iconica colonna sonora realizzata da Kenji Kawai, la quale aumenta l’intensità di una scrittura già di per sé intensa e focalizzata su dei personaggi perfettamente scritti.

Scena del film Ghost in the Shell
Scena del film Ghost in the Shell

Riflessioni filosofiche presenti nell’opera

Ciò che caratterizza maggiormente l’anime sono le riflessioni filosofiche presenti al suo interno. La tematica più volte trattata è quella del dualismo e della frontiera tra mente (anima, “Ghost”) e corpo (carne, “Shell”). La pellicola va a riflettere sull’anima, sulla volontà e come essa possa essere o no collegata con il corpo con il quale comunica, riprendendo quindi l’antica diatriba filosofica tra il dualismo cartesiano e le concezioni di tipo moniste.

L’opera sembra non abbracciare la tesi di Cartesio secondo cui la parte pensate, res cogitas, e distaccata dalla parte corporea res extensa, ma sembra seguire la teoria secondo cui corpo e anima sono collegati ed al variare di uno per causazione varia anche l’altro. Inoltre la pellicola non è esente da porre diverse critiche al transumanesimo, globalizzazione e sfruttamento eccessivo di tecnologie.

In conclusione, Ghost in the Shell è un prodotto eccezionale, che ha ispirato interi universi, tra cui Matrix del 1999, e continua ad affascinare i cineasti di tutto il mondo.

Note positive

  • Tematiche trattate
  • Animazione
  • Regia
  • Sceneggiatura
  • Colonna sonora

Note negative

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