Giuseppe Tornatore – Premio Sguardo Senza Confini a Lucca Film Festival 2022

Il regista e sceneggiatore Premio Oscar Giuseppe Tornatore, nato a Bagheria il 27 maggio del 1956, riceve il nuovo Premio Sguardo Senza Confini 2022 al Lucca Film Festival 2022
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Il regista e sceneggiatore Premio Oscar Giuseppe Tornatore, nato a Bagheria il 27 maggio del 1956, riceve il nuovo Premio Sguardo Senza Confini 2022 al Lucca Film Festival 2022. La serata è organizzata da Cristina Puccinelli, con un incontro dedicato a Ennio Morricone (che ha diretto il  suo ultimo concerto proprio a Lucca). Per l’occasione suoneranno alcuni elementi dell’Orchestra del Conservatorio Boccherini e, a seguire, la proiezione del documentario “Ennio”.

Per fare questo documentario ci sono voluti moti anni, tantissimo materiale e so che il primo montaggio era di tipo sei ore e mezzo e quindi come sei riuscito a tagliare più di quattro ore di film, quante cose hai dovuto sacrificare, cosa hai scelto di sacrificare e perché. Qual è stato il percorso per arrivare a questo risultato finale.

È stato molto fatico, in genere il primo montaggio di qualunque cosa viene sempre lungo, poi c’è una fase di lavoro che è molto interessante che è, appunto di sintesi, che in questo caso fino a un certo punto è stata di sintesi, poi ho dovuto eliminare dei capitoli, quindi ho dovuto rinunciare, non potendo fare un documentario eccessivamente lungo, in realtà è già lungo e ciò è abbastanza anomalo… Non si poteva andare oltre e quindi ho proceduto scegliendo, talvolta, anche con la logica che mi ero imposto fin dall’inizio: montare il film rispettando più la legge della musica che non delle immagini, così talvolta alcune eliminazioni sono state abbastanza naturali, anche se erano capitoli che in sé erano molto interessanti, ma per l’equilibrio complessivo una certa logica mi ha portato a praticare una serie di scelte.

Parlando del suo legame con Morricone ha asserito:

Ho frequentato Morricone per molto tempo per più di 30 anni e sapevo che a dispetto in qualche maniera dell’immagine pubblica di lui che esisteva, ovvero di uomo molto introverso e molto chiuso, sapevo che in realtà era molto empatico, simpatico, ironico, auto ironico e molto generoso nella capacità di raccontare la propria vita perché nei nostri innumerevoli incontri, spesso mi aveva raccontato e mi ero fatto raccontare cose interessanti della sua vita, quindi volevo un po’ ricostruire questo clima, abbastanza privato. Quando lui ha accettato di non tanto essere intervistato ma di fare una lunga chiacchierata, molto lunga, ho cercato di ricreare questo tipo di rapporto che c’era tra me e lui, cioè di amici che ci raccontano esperienze della propria vita.

Tornatore al Lucca Film Festival 2022
Tornatore al Lucca Film Festival 2022

Morricone sembra aver un suo tormento nel non essere riconosciuto come compositore di musica assoluta ma soprattutto, grazie al successo che ho ottenuto, esclusivamente come compositore di musica per film.

Non era tristezza, assolutamente, un compositore tormentato si, ma non perché non era riconosciuto come musicista puro, questo era un problema interiore suo, lui nasceva dal mondo della musica assoluta poi lei possibilità che la tecnologia e il mercato gli hanno richiesto, lo hanno portato a confrontarsi con diverse applicazioni della musica, in questo lui è stato modernissimo, perché alla fine degli anni ’50, lui capì che c’era una separazione troppo drastica tra la musica di consumo, la musica popolare e la musica colta. Lui capì che questo steccato andava in qualche maniera abolito, rendendo più colta e raffinata la musica popolare e più accessibile la musica pura, che doveva essere necessariamente noiosa, difficile. Lui in questo è stato illuminato, questa sua convinzione, ovviamente, lo ha portato per molti anni ad essere quello che rompeva gli equilibri, la musica per il cinema, fatta da lui, era un’opportunità di sperimentazione. Ennio non è mai stato un compositore di musica da cinema passivo, mai. Ha sempre sperimentato, anche quando si trattava di comporre la colonna sonora di un film umile, che lui stesso sapeva in partenza che non avrebbe avuto successo. Anche in quei casi, lui si impegnava come se da quella esperienza e composizione dovesse dipendere tutta la sua esistenza, ma anche nel campo della musica assoluta, questo cercare di non scambiare e confondere la profondità dell’Opera con la sua inaccessibilità, spesso questo equivoco c’è stato, anche nel cinema, il film più è difficile meno gente lo va a vedere, e più è semplice è più pubblico ottiene, Questa cosa ha fatto dei danni storici culturali terribili, quindi lui rompeva le regole in tutti i campi in cui si trovava ad applicare la sua musica, ma questo suo sforzo gli è stato utile, perché questa sua schizofrenia da compositore, come la definisce Nicola Piovani, in realtà poi si rimargina. Lui lo dice, la sua anima di compositore popolare, compositore di arrangiamenti di musica leggera di canzoni, di cinema, la sua anima di compositore assoluto ci contagiano e quindi questo suo tormento è un tormento attivo, positivo che gli dà la possibilità di crescere sempre di più. Credo che dal film venga fuori questo, non era il mondo accademico che non lo voleva riconoscere, ovviamente il mondo accademica guardava le musica da cinema dall’alto in basso, ma questo era un giudizio generale e non personale sul lavoro di Morricone. Era lui.

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Stefano Del Giudice
Stefano Del Giudice

Laureatosi alla triennale di Scienze umanistiche per la comunicazione e formatosi presso un accademia di Filmmaker a Roma, nel 2014 ha fondato la community di cinema L'occhio del cineasta per poter discutere in uno spazio fertile come il web sull'arte che ha sempre amato: la settima arte.

Articoli: 927

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