Glass Onion – Knives Out (2022): the show must go on

Glass Onion - Knives Out: nel sequel di Cena con delitto - Knives Out (Rian Johnson), il detective Benoît Blanc va in Grecia per risolvere un mistero con un nuovo cast di stravaganti sospetti.
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Glass Onion - Knives Out locandina film

Glass Onion – Knives Out

Titolo originale: Glass Onion: A Knives Out Mystery 

Anno: 2022

Nazione: Stati Uniti d’America

Genere: Commedia, Giallo, Drammatico

Casa di produzione: Lionsgate, T-Street

Distribuzione italiana: Netflix

Durata: 149 min

Regia: Rian Johnson

Sceneggiatura: Rian Johnson

Fotografia: Steve Yedlin

Montaggio: Bob Ducsay

Musiche: Nathan Johnson

Attori: Daniel Craig, Dave Bautista, Kathryn Hahn, Edward Norton, Janelle Monáe, Leslie Odom Jr., Jessica Henwick, Kate Hudson, Ethan Hawke, Madelyn Cline, Noah Segan, Jackie Hoffman

Trailer ufficiale Glass Onion-Knives Out

Dopo una trionfale presentazione al Festival di Toronto (dove è arrivato terzo nella classifica del premio del pubblico, superato solo da Women Talking di Sarah Polley e da The Fabelmans di Spielberg, che ha vinto il prestigioso riconoscimento) arriva dal 23 Novembre in sale selezionate (per una sola settimana) Glass Onion-A Knives Out Mistery, sequel di quel Knives Out che nel 2019 stupì il mondo intero conquistando un notevole successo al box office (oltre 300 milioni a livello globale) e un ampio consenso critico (con una candidatura all’Oscar per la miglior sceneggiatura). Con queste premesse c’era un’attesa enorme per il sequel tra gli adetti ai lavori e il pubblico, ma sarà stata ripagata? Dopo l’uscita limitata nelle sale Glass Onion avrà poi il lancio globale su Netflix il 23 Dicembre.

Trama Glass Onion

Il detective Benoit Blanc torna a risolvere un nuovo mistero all’interno di una lussuosa proprietà su un’isola greca, ma il come e il perché sia giunto lì e solo il primo di tanti misteri da scoprire per l’investigatore. Blanc ben presto incontra un gruppo omogeneo di amici giunti lì su invito di Miles Bron, un miliardario, per svolgere la loro classica riunione annuale. Tra gli ospiti ci sono l’ex socio di Miles Andi Brand, la governatrice del Connecticut Claire Debella, l’innovativo scienziato Lionel Toussaint, la stilista ed ex modella Birdie Jay con la coscienziosa assistente Peg, l’influencer Duke Cody e la fedele fidanzata Whiskey. Come in tutti i gialli che si rispettino, ogni personaggio ha i propri segreti, bugie e motivazioni. Quando ci scappa il morto, sono tutti sospettati.

Da sinistra verso destra: Kathryn Han, Kate Hudson, Edward Norton, Leslie Edom Jr e Madelyn Cline

Scopri le dichiarazioni del cast rilascite alla conferenza stampa

Recensione Glass Onion

Il primo Knives Out fu un fulmine a ciel sereno, contro ogni aspettativa il giallo di Rian Johnson riuscì infatti a imporsi come successo a livello mondiale. In un panorama in cui i grandi numeri d’incasso sembravano divenire sempre più appannaggio esclusivo delle grandi saghe di franchise Knives Out sembrava dirci che ancora non era detta l’ultima parola. Il film, composto da un cast corale guidato da Daniel Craig (ma in cui a spiccare era Ana de Armas, che forse proprio con quel ruolo venne lanciata nello stardom hollywoodiano) era intelligente, sagace, riscriveva le regole del giallo classico nella contemporaneità, era fluido nel suo svilupparsi attraverso traiettorie narrative tortuose e soprattutto era ricco della capacità di Rian Johnson di stupire e spiazzare, muovendosi armoniosamente attraverso un caleidoscopio di personaggi inseriti forzatamente in una situazione pronta a esplodere. Knives Out conquistò più o meno tutti. Ed ecco che (in un plot twist in fondo prevedibile) a Marzo 2021 si infila Netflix e arriva la notizia: 450 milioni sborsati dalla multinazionale per ottenere in esclusiva i diritti per due sequel del film.

Netflix punta tantissimo sul progetto. L’idea del film è vincente e replicabile, ha tutte le carte in regola per tenere incollati milioni di abbonati. Se commercialmente parlando Netflix ci ha visto lungo è opportuno però chiedersi quanto tutto questo sia andato a vantaggio del film stesso. Appare evidente infatti guardando Glass Onion quanto sia pervasiva “l’idea Netflix” del cinema. O è forse Rian Johnson ad aver fatto il passo più lungo della gamba? Occorre subito dire che tutto appare caricato all’inverosimile, eccessivo, forzato, in questo sequel. A partire dal cast: una parata di attori a cui risulta difficile affezionarsi. Funziona l’ecletticità di Edward Norton o di Kathryn Hahn (forse la vera rivelazione del film) e il Benoit Blanc di Daniel Craig (distante dalla maschera di 007, per fortuna) continua a vivere del carisma dell’attore ma per il resto il cast sembra più una parata scoordinata di camei che altro. Narrativamente, invece, il film è un turbinio di eventi che si affastellano l’un l’altro e anche registicamente Rian Johnson va forse troppo verso una bulimia d’immagini, di suoni e di stimoli (emblematica una scena in particolare sul finale del film). Eppure, nonostante tutto questo, Knives Out 2 sa quello che vuole. La ricerca dell’eccesso è voluta, il continuo travolgere lo spettatore con twist improvvisi e sequenze adrenaliche ai limiti dell’improbabile è la base stessa su cui poggia tutto il tessuto dell’opera. Rian Johnson si dimostra un direttore d’orchestra capacissimo di gestire un caos attentamente congegnato e studiato. Rilancia, rilancia, rilancia continuamente in un gioco che porta lo spettatore allo stremo. Fino a dove si può arrivare? Fino a che punto infrangere ogni qualsivoglia pretesa di linearità?

In Knives out 2 Rian Johnson sfida se stesso, abbraccia a pieno quel “sovvertire le aspettative” che accomuna tutti i suoi film (e che tanto richiama quel bellissimo The Last Jedi che polarizzò i fan di Star Wars proprio per le sue radicali svolte narrative) Tutto in Glass Onion è un ossessivo giocare col cinema, un esasperata (ed esasperante?) ricerca dell’esagerazione. Non conta quasi più arrivare alla risoluzione del mistero, ciò che conta è essere catapultati nel marasma delirante che il regista-giullare ha attentamente studiato e progettato.

Un demiurgo del disordine, Rian Johnson, che in una maniera o nell’altra porta a casa il risultato. Difficile che Knives Out 2 non soddisfi chi guarda. Viene da chiedersi però quanto di ciò che abbiamo visto sia genuina voglia di usare il cinema per travolgere (perché il cinema può essere anche beffardo come Knives Out 2) e quanto invece questo non sia un “prodotto” netflix in tutto e per tutto. L’eleganza del primo capitolo è in fondo svanita e ciò che rimane è una satira caciarona e continuamente sopra le righe (che ricorda Don’t Look Up). Se però il film di Adam McKay andava a senso unico e non riusciva a impostare un discorso realmente intelligente al contrario Rian Johnson ha comunque molto acume e forza di spirito e proprio dall’esasperazione di un cinema alla continua ricerca dello shock riesce a costruire un ritmo e a levigare un’opera che, piaccia o meno, nel caos vuole consciamente sguazzarci. Ecco che Knives Out 2 acquista un suo senso e una sua dimensione.

Sarebbe troppo facile (anche se forse sarebbe giusto) lamentare una ricerca forzata del plot twist continuo e del capovolgimento sistematico di qualsiasi aspettativa. L’idea di spettacolo messa in scena da Rian Johnson è infatti proprio questa: lo spettacolo DEVE continuare, lo spettacolo non deve mai fermarsi. Volenti o nolenti appare difficile non riconoscergli la capacità di congegnare un thriller così folle e adrenalinico. Per quanto si possa storcere il naso di fronte a una forma che diventa vezzo è indubbio che l’autore riesca ancora una volta a far parlare di sé tramite una sfrontatezza quasi senza pari nel suo approccio al fare un film. Rian Johnson è accusato di essere sopra le righe? E allora lui fa un film che vince la scommessa contro i detrattori proprio perché vive del suo essere “sopra le righe”. E mentre noi discutiamo di quanto tutto questo sia “opportuno” lui ha fregato tutti un’altra volta. Glass Onion dal 23 Dicembre prevedibilmente diventerà un fenomeno su Netflix e la strada verso la stagione dei premi pare spianata.

Edward Norton è una delle punte di diamante del cast
Edward Norton è una delle punte di diamante del cast

Scopri le dichiarazioni del regista sul film

In conclusione

Rian Johnson vince la scommessa, palla al centro. A questo punto il vero plot twist dovrebbe essere un terzo capitolo che sappia realmente innovare. E che non cerchi soltanto di replicare ed esasperare la formula vincente del primo capitolo. Probabilmente Rian l’avrà vinta ancora una volta, le carte non gli mancano.

Note positive

  • Rian Johnson è un grande direttore d’orchestra
  • Interpretazioni carismatiche di Edward Norton, Kathryn Hahn e Daniel Craig
  • Il film vive di un caos attentamente ricercato e pensato. Proprio per questo vince la scommessa….

Note negative

  • …. è opportuno chiedersi fino a che punto Rian Johnson possa continuare a spingere sull’acceleratore.
  • Il film non ha nè l’eleganza nè la perspicacia del primo capitolo.

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Marco D'Agostino
Marco D'Agostino

Nasco nel 1998, inizio fin da bambino ad amare il cinema, arte che mi permetteva di proiettarmi in mondi e storie lontane.
Da allora guardo continuamente film, provenienti da ogni parte del mondo, di ogni genere e epoca.
Amo perdermi nell'immaginario di Wong Kar Wai e ho continuamente in mente il cinema di Terrence Malick.
Mi piacciono anche tanti film brutti che eviterò di citare.

Articoli: 51

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