Hai mai avuto paura? (2023). L’incubo viene dal borgo

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Locandina di Hai mai avuto paura?

Hai mai avuto paura?

Titolo originale: Hai mai avuto paura?

Anno: 2023

Nazione: Italia

Genere: drammatico, fantastico, horror

Casa di produzione: Redvelvet, Vision Distribution

Distribuzione italiana: Vision Distribution

Durata: 95 minuti

Regia: Ambra Principato

Sceneggiatura: Ambra Principato

Fotografia: Davide Sondelli

Montaggio: Pietro Morana

Musiche: Vittorio Melloni

Attori: Justin Korovkin, Lorenzo Ferrante, Elisa Pierdominici, Mirko Frezza, Marta Richeldi, Mauro Marino, Claudia Della Seta, Maurizio Di Carmine, Sveva Mariani, Alessandro Bedetti, David Coco

Trailer di Hai mai avuto paura?

Informazioni sul film e dove vederlo

Nelle sale cinematografiche italiane dal 27 luglio 2023, grazie a Red Velvet in collaborazione con Vision Distribution, Hai mai avuto paura?, opera drammatica dalle tinte fantasy/horror diretta e sceneggiata da Ambra Principato e liberamente ispirata a una nota opera dello scrittore Michele Mari. Nel cast Justin Korovkin, Lorenzo Ferrante, Elisa Pierdominici, Mirko Frezza, Marta Richeldi, Mauro Marino, Sveva Mariani, Alessandro Benedetti, David Coco, Claudia Della Seta e Maurizio Di Carmine.

Trama di Hai mai avuto paura?

Italia, 1813. Un piccolo borgo italiano è scosso da inspiegabili episodi violenti che sembrano accadere ad ogni plenilunio: un animale selvatico sta uccidendo il bestiame e i contadini sono disperati. Il piccolo Orazio nota il comportamento misterioso del fratello maggiore Giacomo che ai suoi occhi appare molto strano. Giacomo nel pieno dell’adolescenza e della ribellione cerca il calore che non riesce a trovare nel freddo ambiente familiare. Quando la sete di sangue della “bestia” – così soprannominata dalla gente del villaggio – si scaglia sulla prima vittima umana, un cacciatore venuto dalle montagne si mette alla sua ricerca nei boschi e nel paese. Ricerca che, parallelamente, Orazio sta svolgendo nei confronti del fratello prima, e dei suoi antenati poi, riscoprendo il passato oscuro e nebuloso della sua famiglia. Intanto, a ogni luna piena, una morte si aggiunge andando ad ingrossare il fiume di sangue: è ormai una lotta contro il tempo per un’indagine che culminerà in una rivelazione che Orazio non è in grado di accettare.

Dichiarazioni della regista

Attraverso una narrazione dalle tinte horror/mistery, il film mostra un passaggio fondamentale nella vita e nella formazione di ogni individuo: l’accettazione di sé, della propria vera natura e delle proprie ombre. La storia è raccontata attraverso gli occhi di un bambino alle prese con una paura ancestrale e universale: la paura del buio, dell’oscurità e dell’ignoto. Orazio la rifugge, ma ne è fortemente attratto. Oscurità e ignoto esercitano su noi tutti un fascino magnetico, ed è esattamente ciò che viene indagato in questo racconto. (Ri)conoscere le proprie zone d’ombra è qualcosa che può far paura, un passaggio necessario e non certo privo di sofferenze: qualcosa deve morire perché qualcos’altro possa nascere.

La paura è più forte quando non sai bene che aspetto abbia, né da dove arrivi il pericolo. L’elemento sovrannaturale che si è abbattuto sul villaggio – “La Bestia” – rimarrà per lo più oscurata, nascosta nell’ombra, mai mostrata. Una minaccia costante e presente nella vita di tutti. Elementi di rimando costante alla vicinanza della Bestia alla comunità sono disseminati nel film: la intravediamo negli animali impagliati disseminati nell’austera dimora, nelle ombre che affollano la mente di Orazio e che il bambino disegna sul suo diario con inchiostro nero e denso. La percepiamo nell’ambiguo e malefico quadro dell’antenato, nei libri proibiti che il Conte si prodiga a nascondere. La riconosciamo nei riti pagani compiuti dal cacciatore – e nella cicatrice che porta sull’occhio: la bestia è antica e convive con l’uomo da immemore tempo.

“Non si scappa dalla paura. Non si fugge dall’ombra”, ricorda a tutti l’uomo.

L’Ombra che si nasconde in ognuno di noi, anche nel più insospettabile. E non va mai soffocata o ignorata, o andremo incontro a orribili conseguenze…

Recensione di Hai mai avuto paura?

Citando una delle poesie più celebri della letteratura italiana – L’infinito – il poeta Leopardi, in lotta per evadere dalla realtà per ricercare quella sensazione di profondissima quiete, provava a colmare con l’immaginazione cosa poteva nascondersi oltre la siepe che copre alla mia vista una buona parte dell’orizzonte più lontano. Quello stesso verde fitto che ritroviamo nel villaggio agricolo nella nuova pellicola firmata da Ambra Principato, protagonista di strane presenze e misteriose apparizioni da parte di una creatura denominata dagli abitanti “la Bestia”, molto più inquietante e terrificante della sensazione di vertigine enunciata dal poeta marchigiano nel suo poema.

Italia, 1813. Un villaggio agricolo è turbato da inspiegabili episodi violenti che si verificano a ogni plenilunio: una misteriosa creatura denominata “la Bestia” uccide il bestiame degli abitanti senza divorare la loro carne, bensì nutrendosi del loro sangue. Questa sensazione di terrore avvolge anche una facoltosa famiglia di conti situata nel borgo, dove l’ultimogenito Orazio (Lorenzo Ferrante) nota il comportamento sempre più enigmatico del fratello maggiore Giacomo (Justin Korovkin). Il ragazzo è nel pieno dell’adolescenza e della ribellione, affascinato dalla poesia e dalla bella contadina Silvia (Sveva Mariani), alla continua ricerca di un calore familiare totalmente assente nella sua algida parentela. Quando all’improvviso la sete di sangue della creatura si scontra sulla prima vittima umana, lo “Zingaro dei boschi” Scajaccia (Mirko Frezza) si mette alla sua ricerca per porre fine agli incubi degli abitanti. Nel frattempo, a ogni luna piena, il fiume di sangue scorre sempre di più mentre è corsa contro il tempo per risolvere l’indagine, portando il piccolo Orazio a fare una sconcertante rivelazione sulla propria famiglia che non riuscirà ad accettare.

Hai mai avuto paura? segna il debutto sul grande schermo di Ambra Principato, regista il cui pregio è quello di essere riuscita a inserirsi all’interno di un gruppo di cineasti italiani con l’obiettivo di donare una ventata di freschezza all’interno della nostra industria cinematografica, come i più recenti The Nest (2019) di Roberto De Feo e A Classic Horror Story (2021)firmato ancora una volta da Roberto De Feo in collaborazione con Paolo Strippoli.

Frame di Hai mai avuto paura
Frame di Hai mai avuto paura

Adattamento (estremamente libero) del romanzo di Michele Mari dal titolo Io venìa pien d’angoscia a rimirarti pubblicato nel lontano 1990, Hai mai avuto paura? si configura come un lungometraggio di formazione contaminato dal genere horror e mistery, arricchito dalla presenza di elementi storici che rimandano alla gioventù di Leopardi. C’è molto, infatti, del celebre poeta marchigiano nel personaggio di Giacomo, quattordicenne afflitto dalla severa e fredda educazione dei suoi benestanti genitori che mal sopportano la sua più intima passione, ossia la poesia. Un minuto nobile sempre racchiuso all’interno della sua biblioteca, dal carattere solitario ma rivitalizzato dalla beltà splendea della dolce contadina Silvia.

Un comportamento ambiguo il suo, difficile da decifrare per il piccolo Orazio (l’esordiente Lorenzo Ferrante) che vede riflesso nell’ignoto e nel buio le sue paure più grandi – nonostante ne sia al contempo attratto. Una storia raccontata proprio dal punto di vista del più piccolo della casata per analizzare uno dei temi portanti della pellicola, la paura, proprio quella decantata nel titolo, una delle emozioni più antiche del mondo che sopraggiunge quando una persona affronta un qualcosa di ignoto. Ed è proprio sulla zona d’ombra che lavora Hai mai avuto paura?, insediandosi nella tranquilla comunità attraverso l’elemento della Bestia e nelle singole persone che dominano la scena.

Ed è proprio sull’elemento della paura che gioca la regista Principato, portandoci a domandare cosa effettivamente ci angoscia di più: il sovrannaturale caratterizzato dalla figura della Bestia, capace di mietere rapidamente le sue vittime nell’oscurità, o l’atteggiamento bigotto e fin troppo narcisista della famiglia nobile, preoccupati esclusivamente dei loro interessi e poco dediti ai bisogni o ai pensieri delle persone del villaggio. Ombre che non sembrano avvolgere il personaggio di Scajaccia (Mirko Frezza), allontanato dalla comunità per i suoi modi alternativi di porsi con l’altro e caratterizzato da un’arguzia che lo portano a comprendere una realtà che fatica a penetrare nelle menti del villaggio.

Il cast di Hai mai avuto paura
Il cast di Hai mai avuto paura

La regista Ambra Principato riesce a muoversi egregiamente in questa horror story, calibrando perfettamente i momenti di tensione che dominano principalmente la seconda parte della storia che culminano in un sorprendente (e ben studiato) colpo di scena. Un’opera capace di racchiudere nel suo insieme diverse argomentazioni come la paura del buio, l’accettazione di sé stessi e della propria vera natura fino ad arrivare al tema del doppio, racchiusi in una magnifica cornice dominata dall’oscurità grazie alla fotografia di Davide Sondelli e caratterizzati da lunghi e tormentati silenzi. A spiccare nelle performance sono proprio l’esordiente Lorenzo Ferrante e la maligna Marta Richeldi (L’uomo del labirinto) in una sceneggiatura originale e dominata da una grande personalità, basata principalmente sul non voler svelare mai del tutto l’orrore che attanaglia l’intera comunità.

In conclusione

Hai mai avuto paura? è un horror estivo firmato dall’esordiente Ambra Principato, un’opera capace di racchiudere diverse epoche – il passato grazie ai continui richiami alla gioventù del poeta Giacomo Leopardi e il nostro presente – all’interno di una sceneggiatura originale capace di indagare una delle emozioni più antiche del mondo, la paura e cosa/come si presenta. Una brillante regia sorretta da una magnifica fotografia confezionano una storia degna di attenzione.

Note positive:

  • Regia
  • Sceneggiatura
  • Performance Lorenzo Ferrante e Marta Richeldi
  • Fotografia
  • Tematiche

Note negative:

  • /
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