Hunters 2 (2023): un ritorno tanto sperato

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Hunters 2 locandina serie

Hunters 2

Titolo originale: Hunters

Anno: 2023

Paese: Stati Uniti d’America

Genere: drammatico, azione

Casa di Produzione: Amazon Studios, Monkeypaw Productions, Halcyon Studios

Distribuzione italiana: Prime Video

Ideatore: David Weil

Stagione: seconda

Puntate: 8

Regia: Tiffany Johnson, Sam Taylor-Johnson, David Weil

Sceneggiatura: David Weil, Charley Casler, Charley Casler, Haley Z. Boston, Tori Sampson, David Rosen, Tatiana Suarez-Pico

Fotografia: William Rexer, John Lindley, Tari Segal

Montaggio: Marta Evry, John Petaja, Adam Penn, Jake Roberts

Musica: Rupert Gregson-Williams

Attori: Al Pacino, Jennifer Jason Leigh, Logan Lerman, Jerrika Hinton, Lena Olin, Josh Radnor, Tiffany Boone, Carol Kane, Louis Ozawa, Kate Mulvany, Greg Austin

Trailer di Hunters 2

Trama di Hunters 2 (2023)

Gli Hunters sembrano essersi lasciati alle spalle la loro caccia, ma una rivelazione inaspettata li fa riunire: Hitler è ancora vivo. Alla missione si uniranno l’agente dell’FBI Millie Morris e una new entry, Chava. Intanto, con un occhio al passato, il falso Meyer Offerman ripercorre le tappe che lo hanno portato a formare la banda.

Recensione di Hunters 2 (2023)

Dopo tre anni di trepidante attesa, la final season di Hunters arriva su Amazon Prime Video. L’ultima stagione si sviluppa in otto episodi e viene introdotta già nella sigla. Se la prima stagione si apre con un gioco di scacchi tra i protagonisti, questa seconda sostituisce la scacchiera con un planisfero dove si muovono nuovamente le statuine (come fossero pedoni) dei personaggi, alle quali si aggiungono quella di Hitler e dei suoi complici. È interessante come le sigle si possono trasformare in una vera e propria introduzione alla trama e sono parte integrante dalla narrazione stessa (caso emblematico è quello di Game of Thrones). Da questi pochi secondi già si comprendono le parti e i luoghi che saranno coinvolti negli episodi.

Ci viene subito introdotta la new entry, Chava, interpretata da Jennifer Jason Leigh, nota ai più per la sua performance nella serie Netflix Atypical. A differenza di Elsa, Chava è una donna risoluta, sicura di sé e porterà una nuova dinamica all’interno del gruppo e nella vita personale di Joneah, infatti a lei è legato uno dei plot twist più interessanti della stagione. Il suo ingresso è trionfale, annunciando già la portanza di questa donna e di quanto condurrà un po’ le fila della trama.

Nuovo spessore lo ottiene anche Millie Morris, agente dell’FBI che nella prima stagione rincorre il gruppo, e che adesso si unisce alla causa. La donna corretta, eticamente irremovibile, legata a un senso di legalità indissolubile, viene spezzata. Il suo arco narrativo è ben sviluppato e assolutamente umano, forse è questa la bellezza del personaggio perché alla fine rappresenta un po’ gli effetti che la realtà narrata ha sul mondo ignaro di quanto accade. È il ritratto della donna che adesso ha perso tutto e che, in un qualche modo, vorrebbe tornare indietro per potersi allontanare da tutti e riconquistare chi ha perso. La disperazione la porta veramente in basso ma la redenzione non è più un’opzione.

Logan Lerman, è un piacere ritrovarlo per confermare le sue doti attoriali. Ha abbandonato l’aria da ragazzino spaesato per diventare un uomo consapevole di ciò che accade. In questa stagione rimane troppo ancorato al passato, dimenticandosi del presente e del futuro: vive in un nuovo Paese, ha nuove relazioni e tutto porterebbe a una vita lieta e felice, ma così non è. Questa volta porterà il peso di coinvolgere lui stesso chi ama nella lotta contro il nazismo, con tutte le conseguenze del caso. Mi aspettavo un po’ di più dalla sua evoluzione, portata avanti benissimo nella prima stagione, ma che si appiattisce nella corrente. Bonus per il suo look!

Sebbene la scrittura non eguaglia la prima stagione, Hunters 2 si difende bene a livello tecnico. La fotografia è brillante, come poi gli anni ’70, e assume toni caldi nelle aree del deserto dell’America del Sud, senza mai perdere luminosità, molto in contrasto con il tema cupo e violento che riserva sempre qualche azione sorprendente. C’è un omaggio al classico The sound of music e un richiamo all’Italia con l’inserimento di un brano dei Maneskin (tra l’altro una piacevole sorpresa). Il ritmo prende una bella piega dall’episodio quattro, aggiungendo l’azione tipica della stagione precedente, perciò abbiate un po’ di pazienza! La scelta di mantenere Al Pacino risulta un po’ confusa perché c’è un continuo back and forth tra presente e passato, a volte caotico. Tuttavia la sua presenza era la forza della serie quindi è stata sfruttata nuovamente.

In conclusione

La fine obbligata della storia dopo questa stagione ha accelerato un po’ le cose e probabilmente gli archi narrativi di alcuni personaggi sono stati un po’ affrettati o messi da parte. Peccato perché c’era veramente tanto potenziale. Rimane comunque un prodotto per certi aspetti accattivante e che da la spinta a volti come quelli di Lerman e di Josh Radnor.

Note Positive

  • Fotografia
  • Musica
  • Nuovi Personaggi

Note Negative

  • Alcune caratterizzazioni un po’ abbozzate
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