I fratelli De Filippo (2021): Teatro e Napoli nel film di Rubini

I fratelli De Filippo poster locandina

I fratelli De Filippo

Titolo originale: I fratelli De Filippo

Anno: 2021

Paese: Italia

Genere: Biografico

Casa di produzione: Pepito Produzioni, Rai Cinema, Nuovo Teatro

Distribuzione: 01 Distribution

Durata: 142 min

Regia: Sergio Rubini

Sceneggiatura: Sergio Rubini, Carla Cavalluzzi, Angelo Pasquini

Fotografia: Fabio Cianchetti

Montaggio: Giorgiò Franchini

Musiche: Nicola Piovani

Attori: Mario Autore, Domenico Pinelli, Anna Ferraioli Ravel, Biagio Izzo, Susy Del Giudice, Giancarlo Giannini, Marisa Laurito, Vincenzo Salemme, Maurizio Casagrande, Augusto Zucchi, Marianna Fontana, Maurizio Micheli, Luciana De Falco, Nicola Di Pinto, Giovanni Esposito

I fratelli De Filippo – Trailer italiano

Prodotto da Pepito Produzioni e Rai Cinema, viene distribuito in sala per tre giorni, dal 13 al 15 dicembre 2021, I fratelli De Filippo, la pellicola di Sergio Rubini, attore – regista – sceneggiatore del cinema italiano. Il lungometraggio uscirà, contemporaneamente in oltre 290 sale cinematografiche, e sarebbe un film ideale per il prima time televisivo.

Trama de I fratelli De Filippo

I fratelli De Filippo, seguiti sempre dalla madre Luisa, imparano a recitare con lo zio Scarpetta, in sottofondo la storia degli anni ’20 in Italia, il teatro di Pirandello, il primo cinema americano che arriva con pellicole indimenticabili, ma protagonista assoluto è il varietà. Eduardo viene notato da subito per il suo talento fuori dal comune, è forse lui il vero erede diretto di Scarpetta, ma Eduardo ha voglia di cambiare il teatro, scrive commedie, e scrive un teatro che guarda al futuro, in cui non trovano più posto le soubrette, ma che invece porta sul palco la femminilità verace di sua sorella Titina, amata e scelta artisticamente dal grande Totò. Un percorso non semplice, nella miseria e nell’incomprensione del pubblico.

Recensione de I fratelli De Filippo

Scritto e diretto da Sergio Rubini, la pellicola racconta in maniera poetica e profonda la dolorosa e affascinante storia di vita della famiglia De Filippo, dei tre figlio Eduardo, Peppino e Titina, della madre – mai sposata – Luisa De Filippo e della famiglia allargata dei famosi Scarpetta, dinastia del già noto attore e regista teatrale Eduardo – sposato con una zia di Luisa, donna Rosa – che con Luisa ha avuto una lunga relazione d’amore, sempre clandestina, ma conosciuta da molti, dalla quale sono nati i tre figli mai riconosciuti. Per tutta la giovinezza i tre piccoli De Filippo vivono all’ombra degli Scarpetta, con i quali iniziano ben presto a recitare, ma dai quale vengono spesso e volentieri maltrattati. Al punto da non venir loro permesso di usare l’ascensore, che potevano utilizzare soltanto gli Scarpetta appunto. Grazie al teatro di Scarpetta – lo zio per tutti, in realtà padre naturale – i tre s’innamoreranno del palcoscenico, ma da quel teatro imparano ben presto a prendere le distanze.

Fotogramma de I fratelli De Filippo
Fotogramma de I fratelli De Filippo

Peppino e Titina

Come lo stesso regista ha sottolineato in un’intervista, I fratelli De Filippo esplora un periodo molto intenso della storia italiana e napoletana, passando un messaggio assoluto di speranza e di passione. Le due figure apparentemente minori della famiglia, Peppino e Titina, hanno nel film lo stesso valore narrativo, Peppino come maschera comica e divertente, sempre un po’ fuori le righe, e Titina con il suo fascino, la determinazione e l’affettuosità di madre, donna e artista molto apprezzata. I personaggi sono ben tratteggiati e Napoli di quegli anni è magicamente raccontata attraverso immagini e sequenze suggestive, capaci di trasmettere l’amore che registi e sceneggiatori devono aver messo in questo lavoro.

Sergio Rubini parla del trio De Filippo come stesse parlando di una band rock famosa, e vuole trasmettere il messaggio per cui nonostante le avversità, chiunque abbia del talento deve insistere per coronare i propri sogni e farli avverare. Mentre dietro al personaggio di Titina c’è la volontà di rompere con gli stereotipi di bellezza femminili, rivalutare la donna da anni di giudizi grossolani, e restituire a una grande attrice la ribalta che spesso le è mancata perché offuscata dall’ingombrante fratello. Il montaggio del film è intenso e drammatico, i primi piani e i movimenti di macchina sempre esteticamente ricchi.

Anna Ferraioli Ravel in I fratelli De Filippo
Anna Ferraioli Ravel in I fratelli De Filippo

Napoli

Una commedia amara, ma biografica, che forse ricorda un po’ la poetica di Eduardo, sempre divisa tra tragico e comico, che incanta ed emoziona, piena di napoletanità in ogni battuta, frame e citazione. Uno spaccato storico, pieno del grottesco e del surreale di cui è intrisa la cultura partenopea, anche quella contemporanea, e che certo Rubini conosce bene. Sullo schermo porta due attori alla prima esperienza cinematografica, eccezionali, incredibili, delle maschere affascinanti ed eccezionali interpreti, Mario Autore e Domenico Pinelli, assieme a decine di altrettanto eccezionali attrici come Anna Ferraioli Ravel, Susy Del Giudice e Marisa Laurito, oltre che importanti attori e personaggi del mondo dello spettacolo e della cultura napoletana come Salemme, Casagrande, Biagio Izzo, ma altrettanti hanno partecipato dietro le quinte alle ricerche per la realizzazione del film. Una commedia in qualche modo corale quindi con le musiche dal tono dolce di Nicola Piovani che incorniciano una storia dal grande tempo.

La Napoli che si scorge è quella dei palazzi signorili dell’epoca, ricca, barocca e a tratti cupa. Mentre i vicoli vengono mostrati in tutta la reale e consueta vivacità, ricca di vite ai margini, ma allegra, scanzonata e divertente. Nelle retrovie il primo cinema, in lingua originale, americano, il cinematografo, quel mondo d’immagini e immaginazioni al quale anche Napoli e i napoletani hanno tanto contribuito negli anni. Il film si chiude al 1931, ma potrebbe essere il primo di una serie, che racconterà l’intera vita della famiglia De Filippo. Il periodo storico, la nascita e la diffusione del fascismo, il dopoguerra, vengono raccontati dalle storie personali, dall’architettura, dalla morale dei protagonisti e dai movimenti culturali, uno su tutti Pirandello che in quegli anni affascinava l’elite culturale italiana.

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