Il cinema d’avanguardia. Quando il cinema diviene sovversivo

Il cinema dopo Griffith e l'industrializzazione americana, trovo in europa nuova linfa evolutiva grazie al Cinema d'avanguardia
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L’emergenza di una nuova arte

All’inizio del XX secolo, il cinema era ancora un mezzo giovane, in fase di esplorazione creativa, un mezzo che aveva appena scoperto come usare la macchina da presa per realizzare pellicole narrative, in grado di far emozionare e far riflettere il pubblico. Fu in questo contesto che emerse una potente ondata di anticonformismo, proveniente principalmente dall’Europa, che avrebbe trasformato radicalmente il panorama cinematografico. Molti artisti – pittori, letterati, musicisti e attori – si fecero pionieri, trasportando la settima arte verso nuovi orizzonti visivi. Seguendo la filosofia di Georges Méliès, che privilegiava l’aspetto visivo rispetto alla drammaturgia, questi creatori si distanziarono dal modello industriale americano, nato solo dieci anni prima, vedendo nel cinema non solo uno spettacolo, ma una forma d’arte in cui la fotografia e la composizione visiva erano elementi fondamentali. Questi gruppi di artisti, che detterò il via alle correnti avanguardistiche, consideravano la settima arte non come mero spettacolo, ma come una forma d’arte, in cui la fotografia era l’elemento più importante, strettamente legata al concetto di pittura. Il cinema era prediletto come forma di sperimentazione artistica grazie alla sua giovane età e alla sua capacità di racchiudere in sé tutte le altre arti esistenti, dalla musica al teatro, passando per la poesia e la pittura.

La società della macchina e il rinnovamento sociale

Le avanguardie europee abbracciarono la cultura del loro tempo, caratterizzata da una società in trasformazione, resa vivente dalle nuove tecnologie come i mezzi di trasporto meccanici e l’elettricità. Questo periodo di rinnovamento sociale e tecnologico influenzò profondamente gli artisti, che iniziarono a vedere il corpo umano e persino gli occhi come macchine. La maggiore velocità di trasporto e le nuove possibilità di osservare il mondo da prospettive diverse – dalla cima di una montagna, da un aereo o da un treno – mutarono il loro sguardo sul mondo, portandoli a sviluppare un’estetica cinematografica innovativa. Le avanguardie europee assorbirono la cultura del loro tempo, in cui la società stava diventando una macchina vivente, piena di nuovi lussi e tecnologie sconosciute fino ad allora, come i mezzi meccanici di trasporto e l’elettricità, che andarono a trasformare il mondo circostante.

Questi filosofi, poeti e pittori videro un rinnovamento sociale e sperimentarono su di loro il sogno della macchina, in cui lo stesso corpo e perfino gli occhi potevano essere considerati come delle macchine stesse. La società della macchina non solo influenzò l’estetica e le tematiche delle opere d’avanguardia, ma cambiò anche il modo in cui queste opere venivano prodotte e fruite. La rapidità e la mobilità della nuova era permisero agli artisti di viaggiare e collaborare in modi precedentemente impensabili, favorendo lo scambio di idee e tecniche innovative. L’impatto della tecnologia sulla vita quotidiana non si limitava ai mezzi di trasporto. L’elettricità, ad esempio, trasformò il modo in cui le persone vivevano e lavoravano, introducendo nuovi ritmi e stili di vita che gli artisti catturarono nei loro lavori. Questo cambiamento si rifletteva anche nella struttura delle città, che diventavano sempre più moderne e dinamiche, offrendo nuovi scenari urbani che ispirarono i cineasti d’avanguardia. L’architettura moderna, con le sue linee pulite e funzionali, trovò eco nei set cinematografici, contribuendo a creare un linguaggio visivo che esprimeva la tensione tra l’uomo e la macchina. Inoltre, l’avvento della macchina portò con sé una nuova concezione del tempo e dello spazio, influenzando profondamente la narrativa cinematografica e il montaggio. I cineasti d’avanguardia iniziarono a sperimentare con il montaggio e la struttura temporale dei loro film, frammentando la linearità tradizionale per creare una percezione più dinamica e complessa della realtà. Il cinema, con la sua capacità di manipolare il tempo e lo spazio, divenne il mezzo ideale per esplorare queste nuove dimensioni dell’esperienza umana. Il concetto di macchina, infine, estese la sua influenza alla rappresentazione del corpo umano nel cinema d’avanguardia. I movimenti dei personaggi erano spesso stilizzati e meccanici, riflettendo la fascinazione per l’automazione e la ripetitività della vita moderna. Questa visione meccanicistica si intrecciava con temi di alienazione e disumanizzazione, che erano al centro delle preoccupazioni degli artisti dell’epoca. La macchina, simbolo di progresso e innovazione, divenne anche un simbolo di oppressione e perdita di umanità, creando una dialettica complessa che permeava molte opere d’avanguardia.

I Protagonisti dell’Avanguardia Cinematografica

Tra i protagonisti dell’avanguardia cinematografica, si trovano figure chiave che hanno plasmato e definito questo movimento attraverso le loro opere rivoluzionarie e le loro idee innovative. In Italia, il movimento futurista, guidato da Filippo Tommaso Marinetti, fu fondamentale. Marinetti, con il suo “Manifesto del Futurismo” pubblicato nel 1909, proclamò un’arte che celebrava la velocità, la tecnologia e la modernità, rompendo con le tradizioni del passato. Questo manifesto non solo influenzò la letteratura e le arti visive, ma gettò anche le basi per un cinema futurista che esplorava nuove tecniche di montaggio e una narrazione frammentata.

Anton Giulio Bragaglia fu un altro esponente di rilievo del futurismo cinematografico italiano. Con film come “Thaïs” (1917), Bragaglia esplorò l’uso della luce e dell’ombra, e il concetto di “fotodinamismo”, che cercava di catturare il movimento in modo innovativo. Giacomo Balla, pittore e scultore futurista, contribuì anche lui con sperimentazioni visive che influenzarono il cinema dell’epoca, portando un’estetica dinamica e moderna.

In Russia, il cinema d’avanguardia trovò i suoi massimi esponenti in registi come Dziga Vertov, Sergej Ėjzenštejn, Vsevolod Pudovkin e Aleksandr Dovženko. Vertov, con il suo manifesto “Kinoglaz” (Cine-occhio), sosteneva che il cinema doveva documentare la vita reale con un approccio scientifico e obiettivo. Il suo film “L’uomo con la macchina da presa” (1929) è un capolavoro del cinema d’avanguardia, che utilizza tecniche innovative come il montaggio rapido, la doppia esposizione e riprese insolite per creare un’esperienza visiva unica.

Sergej Ėjzenštejn, celebre per il suo concetto di “montaggio delle attrazioni”, introdusse un nuovo modo di pensare il montaggio cinematografico. I suoi film, come “La corazzata Potëmkin” (1925) e “Ottobre” (1928), utilizzano il montaggio per creare un forte impatto emotivo e intellettuale sullo spettatore. Pudovkin, contemporaneo di Ėjzenštejn, sviluppò il concetto di “montaggio costruttivo”, focalizzandosi su come il montaggio potesse costruire il significato di una scena attraverso la giustapposizione di immagini. Dovženko, con opere come “La Terra” (1930), esplorò temi legati alla natura e alla collettività, combinando un’estetica poetica con una narrativa innovativa.

In Germania, il cinema espressionista ebbe figure di spicco come Fritz Lang e Friedrich Wilhelm Murnau. Lang, con film come “Metropolis” (1927) e “M – Il mostro di Düsseldorf” (1931), utilizzò scenografie elaborate e una forte stilizzazione visiva per esplorare temi di alienazione e ansia sociale. Murnau, noto per “Nosferatu” (1922) e “Aurora” (1927), portò un’innovazione tecnica e narrativa, utilizzando l’illuminazione e il movimento della macchina da presa per creare atmosfere suggestive e potenti.

In Francia, il movimento d’avanguardia trovò espressione attraverso il cinema surrealista, cubista e dadaista. Registi come Luis Buñuel, con il suo “Un chien andalou” (1929), realizzato in collaborazione con Salvador Dalí, sfidarono le convenzioni narrative tradizionali e esplorarono l’inconscio attraverso immagini provocatorie e simboliche. Il surrealismo francese cercava di liberare il cinema dai vincoli della logica e della ragione, creando opere che esploravano i sogni e le fantasie. Carl Theodor Dreyer, un altro protagonista di spicco, nonostante fosse danese, influenzò profondamente l’avanguardia europea con film come “La passione di Giovanna d’Arco” (1928). Dreyer utilizzò primi piani intensi e una messa in scena minimalista per esplorare la spiritualità e la sofferenza umana, creando un’esperienza cinematografica che trascendeva il realismo. Questi protagonisti, tra cui non possiamo non citare Robert Wiene con il suo “Il gabinetto del dottor caligari” (1920), con le loro idee radicali e le loro tecniche innovative, non solo ridefinirono il cinema del loro tempo, ma posero anche le basi per le future sperimentazioni cinematografiche.

La rivoluzione del linguaggio cinematografico avvenuta durante l’era dell’avanguardia fu una delle trasformazioni più profonde e significative nella storia del cinema. Questa rivoluzione non solo cambiò il modo in cui i film venivano realizzati, ma anche il modo in cui venivano percepiti e interpretati dal pubblico. Gli artisti dell’avanguardia cinematografica rifiutavano le convenzioni narrative tradizionali, che erano prevalentemente lineari e basate su una struttura causale chiara e coerente. Invece, essi abbracciarono una narrazione frammentata e non lineare, che rifletteva meglio le complessità e le ambiguità della vita moderna. Questa frammentazione narrativa era spesso ottenuta attraverso tecniche di montaggio innovativo, che consentivano di manipolare il tempo e lo spazio in modi nuovi e sorprendenti. Una delle tecniche più rivoluzionarie fu il “montaggio delle attrazioni” di Sergej Ėjzenštejn. Questo approccio al montaggio non mirava semplicemente a raccontare una storia, ma a creare una serie di shock emotivi e intellettuali nel pubblico. Ėjzenštejn utilizzava il montaggio per creare contrasti forti tra le immagini, generando un impatto emotivo che poteva essere tanto potente quanto la narrazione stessa. Il suo film “La corazzata Potëmkin” è un esempio classico di come il montaggio possa essere utilizzato per intensificare l’emozione e l’ideologia di una scena, come nella famosa sequenza della scalinata di Odessa. Dziga Vertov, con il suo concetto di “cinema-occhio” (Kino-Glaz), portò la rivoluzione del linguaggio cinematografico in una direzione ancora più radicale. Vertov vedeva la macchina da presa come uno strumento per esplorare e rivelare la realtà in modi che l’occhio umano non poteva percepire da solo. Nei suoi film, come “L’uomo con la macchina da presa”, Vertov utilizzava una vasta gamma di tecniche innovative, tra cui la doppia esposizione, il rallentatore, le riprese nascoste e il montaggio rapido, per creare un’esperienza cinematografica che fosse al contempo documentaria e profondamente estetica. In Francia, i cineasti d’avanguardia come Luis Buñuel e Salvador Dalí esplorarono le possibilità del cinema surrealista, rompendo ulteriormente con le strutture narrative tradizionali. “Un chien andalou” (1929), con la sua sequenza di immagini apparentemente slegate e oniriche, sfidava lo spettatore a trovare connessioni e significati al di là della logica razionale. Questo approccio non solo liberava il cinema dalle restrizioni narrative convenzionali, ma permetteva anche un’esplorazione più profonda dell’inconscio e delle emozioni umane. Anche il cinema espressionista tedesco contribuì in modo significativo alla rivoluzione del linguaggio cinematografico. Registi come Fritz Lang e Friedrich Wilhelm Murnau utilizzarono scenografie stilizzate, ombre fortemente contrastate e composizioni visive distorte per creare atmosfere di tensione e inquietudine. Film come “Il gabinetto del dottor Caligari” (1920) di Robert Wiene sfruttavano queste tecniche visive per riflettere temi di alienazione e follia, trasmettendo una realtà soggettiva e psicologica piuttosto che oggettiva. Inoltre, il concetto di “tempo e spazio cinematografico” fu completamente ridefinito.

Prima delle avanguardie, il cinema tendeva a seguire una rappresentazione lineare del tempo e uno spazio realistico. Con l’avvento delle avanguardie, il tempo poteva essere dilatato, contratto o addirittura frammentato, mentre lo spazio poteva essere riorganizzato in modi non convenzionali. Questo permise ai registi di esplorare nuove dimensioni narrative e di espressione, creando esperienze visive che sfidavano le percezioni tradizionali. In Italia, il Futurismo portò una nuova estetica dinamica al cinema, con un’enfasi sul movimento, la velocità e l’energia. Film futuristi come quelli di Anton Giulio Bragaglia sperimentarono con tecniche di ripresa e montaggio che enfatizzavano la sensazione di velocità e cambiamento continuo. Questi esperimenti non solo influenzarono il linguaggio visivo del cinema, ma anche il modo in cui il tempo e il movimento potevano essere rappresentati sullo schermo. In sintesi, la rivoluzione del linguaggio cinematografico durante l’era delle avanguardie fu caratterizzata da un rifiuto delle convenzioni narrative tradizionali, una sperimentazione radicale con il montaggio e le tecniche di ripresa, e una nuova concezione di tempo e spazio cinematografico. Questa rivoluzione non solo arricchì il linguaggio del cinema, ma aprì anche nuove possibilità espressive che avrebbero influenzato profondamente il cinema moderno. L’eredità di questa rivoluzione è visibile ancora oggi, nelle opere di registi che continuano a sperimentare con le forme narrative e visive, mantenendo vivo lo spirito innovativo delle avanguardie cinematografiche.

I Movimenti Cinematografici e le Correnti Artistiche nel dettaglio

I movimenti cinematografici e le correnti artistiche durante l’era delle avanguardie rappresentarono una vera e propria esplosione di creatività e sperimentazione, che influenzò profondamente il modo in cui il cinema veniva concepito, prodotto e consumato. Questi movimenti non si limitavano a una singola nazione, ma si diffusero in tutto il mondo, contribuendo a creare una diversità di stili e approcci che caratterizzarono il periodo.

Futurismo Italiano

Il Futurismo italiano, fondato da Filippo Tommaso Marinetti nel 1909, fu uno dei primi movimenti artistici a riconoscere il potenziale del cinema come mezzo di espressione. Il manifesto futurista di Marinetti esaltava la velocità, la tecnologia, il dinamismo e la modernità, valori che i cineasti futuristi cercarono di riflettere nei loro film. Il Futurismo rappresentò un tentativo di rompere con il passato e celebrare il futuro, esprimendo una visione del mondo incentrata sulla trasformazione e l’innovazione.

Film significativi:

1. “Thais” (1917) di Anton Giulio Bragaglia

“Thais” è uno dei pochi esempi sopravvissuti di cinema futurista. Diretto da Anton Giulio Bragaglia, il film esplora temi di amore e morte attraverso una serie di immagini surreali e simboliche. Utilizzando tecniche di ripresa innovative, come le sovrimpressioni e il montaggio rapido, Bragaglia crea un’opera che riflette la sensibilità futurista verso il dinamismo e l’energia. Anche se il film ha una trama più convenzionale rispetto ad altri esperimenti futuristi, le sue tecniche visive avanzate lo rendono un esempio significativo del movimento.

2. “Vita futurista” (1916) di Arnaldo Ginna e Bruno Corra

Anche se oggi il film è perduto, “Vita futurista” rappresenta uno degli sforzi più ambiziosi del cinema futurista. Diretto da Arnaldo Ginna e Bruno Corra, il film era un’opera collettiva che cercava di rappresentare la vita attraverso l’estetica futurista. Utilizzava una serie di episodi che esploravano diversi aspetti della vita moderna, dalla città in movimento alla velocità delle macchine. La sua importanza storica risiede nel tentativo di trasporre i principi futuristi dalla pittura e dalla scultura al cinema.

3. “Il canto dell’amore” (1914) di Anton Giulio Bragaglia

“Il canto dell’amore” è un altro film diretto da Anton Giulio Bragaglia che, come “Thais”, riflette l’influenza del Futurismo. Il film utilizza un montaggio rapido e una composizione dinamica delle immagini per creare un senso di movimento e di energia. Anche se meno noto rispetto a “Thais”, “Il canto dell’amore” contribuisce a illustrare come i cineasti futuristi cercassero di esplorare nuove tecniche visive per rappresentare la modernità.

Il cinema futurista si distingue per alcune caratteristiche chiave che riflettono i principi del movimento:

  • Velocità e Dinamismo: I film futuristi spesso utilizzano tecniche di montaggio rapido e riprese dinamiche per catturare il senso di velocità e movimento che era centrale alla visione futurista del mondo.
  • Sperimentazione Visiva: I cineasti futuristi esplorano tecniche innovative come le sovrimpressioni, l’uso di luci e ombre estreme, e composizioni visive non convenzionali per creare un’esperienza visiva unica.
  • Temi Moderni: I film futuristi spesso si concentrano su temi moderni come la tecnologia, la città e la vita urbana, esaltando gli aspetti meccanici e industriali della società moderna.
  • Rottura con il Passato: Come il movimento artistico più ampio, il cinema futurista cerca di rompere con le convenzioni artistiche del passato, creando opere che sono innovative e radicali nel loro approccio.

Cinema Espressionista

L’Espressionismo tedesco emerse negli anni 1910 e 1920 come una risposta artistica alla devastazione della Prima Guerra Mondiale e alle turbolenze sociali della Repubblica di Weimar. Il cinema espressionista era caratterizzato da scenografie stilizzate, ombre fortemente contrastate e atmosfere cupe e surreali. Film come “Il gabinetto del dottor Caligari” (1920) di Robert Wiene e “Nosferatu” (1922) di Friedrich Wilhelm Murnau esploravano temi di alienazione, paranoia e follia, utilizzando scenografie distorte e angoscianti per riflettere lo stato mentale dei personaggi. Fritz Lang, con opere come “Metropolis” (1927) e “M – Il mostro di Düsseldorf” (1931), utilizzò il linguaggio visivo espressionista per esplorare temi sociali e politici, anticipando molte tecniche che sarebbero state adottate dal cinema noir negli anni successivi.

Esempi significativi filmici:

  1. “Il gabinetto del dottor Caligari” (1920) di Robert Wiene: Considerato il capolavoro del cinema espressionista, questo film utilizza scenografie distorte e un’illuminazione inquietante per creare un’atmosfera di incubo.
  2. Nosferatu” (1922) di Friedrich Wilhelm Murnau: Una delle prime trasposizioni cinematografiche del mito del vampiro, caratterizzata da un uso magistrale delle ombre e delle ambientazioni gotiche.

Kammerspiel

Il Kammerspiel, o teatro da camera, si concentrava su storie intime e psicologiche, spesso ambientate in spazi chiusi con un numero limitato di personaggi. Questo stile si opponeva ai grandi spettacoli del cinema epico, preferendo una messa in scena più realistica e dettagliata.

Film significativo:

  1. “La strada” (1923) di Karl Grune: Questo film rappresenta il meglio del Kammerspiel, con una storia semplice e una forte attenzione ai dettagli emotivi e psicologici dei personaggi.

Caratteristiche del Kammerspiel

  • Intimità: Storie ambientate in spazi chiusi e focalizzate su pochi personaggi.
  • Dettaglio Psicologico: Attenzione ai dettagli psicologici ed emotivi dei personaggi.
  • Realismo: Rappresentazioni realistiche e dettagliate della vita quotidiana.
  • Messa in Scena Minima: Scenografie semplici e ridotte, con enfasi sulla recitazione e sulla storia.
  • Tematiche Sociali: Spesso esplorano problemi sociali e morali in contesti quotidiani.

Nuova Oggettività

La Nuova Oggettività, o Neue Sachlichkeit, fu un movimento artistico e culturale tedesco che enfatizzava un approccio realistico e pragmatico alla rappresentazione della realtà, spesso con un occhio critico verso la società contemporanea.

Esempi significativi:

  1. “M – Il mostro di Düsseldorf” (1931) di Fritz Lang: Questo film utilizza uno stile realistico e un’attenzione ai dettagli della vita urbana per raccontare la storia di un serial killer, esemplificando l’approccio della Nuova Oggettività.
  2. “Kuhle Wampe” (1932) di Slatan Dudow: Scritto da Bertolt Brecht, questo film esplora i problemi sociali della Repubblica di Weimar, utilizzando un approccio documentaristico e realista.

Caratteristiche della Nuova Oggettività:

  • Realismo Critico: Approccio realistico e critico verso la rappresentazione della realtà contemporanea.
  • Dettaglio e Precisione: Attenzione ai dettagli e precisione nella rappresentazione degli ambienti e dei personaggi.
  • Temi Sociali e Politici: Esplorazione di tematiche sociali e politiche della Repubblica di Weimar.
  • Stile Documentaristico: Uso di tecniche documentaristiche per rappresentare la vita urbana e le condizioni sociali.
  • Contrasto con l’Espressionismo: Reazione contro l’esagerazione espressionista, favorendo una visione più sobria e concreta.

Cinema Dadaista

Il dadaismo, nato come movimento anti-arte durante la Prima Guerra Mondiale, trovò nel cinema un mezzo ideale per esprimere la sua ribellione contro le convenzioni artistiche e sociali. I film dadaisti erano caratterizzati da un’ironia dissacrante e un rifiuto delle narrazioni logiche.

Esempi significativi:

  1. Entr’acte” (1924) di René Clair: Creato per essere proiettato tra gli atti di un balletto dadaista, questo film presenta una serie di scene assurde e non sequitur, incarnando lo spirito anarchico e giocoso del dadaismo.
  2. “Anémic Cinéma” (1926) di Marcel Duchamp: Questo corto sperimentale utilizza giochi ottici e giochi di parole per creare un’opera che sfida le aspettative del pubblico.

Caratteristiche del Cinema Dadaista:

  • Anti-Narrativa: Rifiuto delle strutture narrative convenzionali e logiche.
  • Assurdità e Ironia: Utilizzo di immagini e situazioni assurde e ironiche per sfidare le convenzioni sociali e artistiche.
  • Montaggio Casual: Tecniche di montaggio non lineare e casuale per creare disorientamento.
  • Sperimentazione Visiva: Uso di sovrapposizioni, collages e immagini dissonanti.
  • Critica Sociale: Spesso un sottotesto di critica sociale e politica.

Cinema Cubista

Il cinema cubista si sviluppò principalmente in Francia negli anni ’20, ispirato dal movimento pittorico omonimo che scomponeva oggetti e figure in geometrie astratte. I film cubisti esploravano la frammentazione della realtà attraverso tecniche di montaggio innovative e visualizzazioni astratte.

Esempio significativo:

  1. Ballet Mécanique” (1924) di Fernand Léger e Dudley Murphy: Questo film è una delle opere più rappresentative del cinema cubista. Combina immagini di oggetti quotidiani scomposti e ripetuti in sequenze ritmiche, creando un’esperienza visiva che sfida le convenzioni narrative tradizionali.
Fotogramma di Ballet mécanique
Fotogramma di Ballet mécanique

Caratteristiche del Cinema Cubista:

  • Frammentazione della Realtà: Utilizzo di tecniche di montaggio per scomporre oggetti e figure in geometrie astratte.
  • Prospettive Multiple: Presentazione di una stessa scena da diverse angolazioni e punti di vista.
  • Composizione Geometrica: Predominanza di forme geometriche e scomposizione dei movimenti in segmenti visivi.
  • Astrazione: Enfasi su linee, forme e colori piuttosto che su una narrativa tradizionale.
  • Ritmo e Simmetria: Uso del ritmo visivo e della simmetria per creare dinamismo.

Cinema Astratto

Il cinema astratto si concentrava su forme pure, colori e movimenti, spesso senza una narrazione tradizionale. Questo approccio era simile alla pittura astratta, cercando di creare un’esperienza estetica attraverso il movimento e la composizione visiva.

Film significativo

  1. “Symphonie diagonale” (1924) di Viking Eggeling: Questo film è un’opera pionieristica del cinema astratto, in cui forme geometriche si muovono in un ritmo musicale, creando una danza visiva che esprime pure emozioni attraverso il movimento.

Caratteristiche del Cinema Astratto:

  • Forme Pure: Enfasi su forme geometriche, colori e movimenti piuttosto che su una trama narrativa.
  • Sincronizzazione con la Musica: Spesso accompagnato da musiche sperimentali che si sincronizzano con le immagini.
  • Movimenti Ritmici: Coreografie di forme e colori che si muovono in modo ritmico.
  • Assenza di Personaggi: Mancanza di figure umane o personaggi tradizionali.
  • Esperienza Estetica: Creazione di un’esperienza visiva che mira a stimolare sensazioni ed emozioni attraverso il visivo puro.

Surrealismo Francese

Il Surrealismo, nato come movimento letterario e artistico negli anni ’20 sotto l’influenza di André Breton, trovò nel cinema un mezzo perfetto per esplorare l’inconscio, i sogni e le pulsioni irrazionali. Luis Buñuel e Salvador Dalí sono i nomi più rappresentativi del cinema surrealista, con il loro cortometraggio “Un chien andalou” (1929) che divenne un manifesto del movimento. Questo film, caratterizzato da immagini scioccanti e oniriche, sfidava la logica narrativa tradizionale e invitava lo spettatore a esplorare i propri stati emotivi e psicologici. Il Surrealismo continuò a influenzare molti registi, contribuendo a ridefinire i confini della narrazione cinematografica.

Film significativi del cinema surrealista:

  1. Un chien andalou” (1929) di Luis Buñuel e Salvador Dalí: Forse il film surrealista più famoso, noto per le sue immagini scioccanti e la narrazione non lineare. La scena dell’occhio tagliato con un rasoio è particolarmente iconica.
  2. “L’âge d’or” (1930) di Luis Buñuel: Un altro film fondamentale di Buñuel, che continua l’esplorazione del subconscio umano e critica la società borghese con immagini provocatorie e satiriche.
  3. “Le sang d’un poète” (1930) di Jean Cocteau: Questo film è il primo della trilogia di Orphée di Cocteau e utilizza una serie di immagini oniriche e simboliche per esplorare il processo creativo dell’artista.
  4. “Meshes of the Afternoon” (1943) di Maya Deren e Alexander Hammid: Un cortometraggio sperimentale che utilizza una struttura circolare e immagini simboliche per esplorare i sogni e l’inconscio.
  5. “The Seashell and the Clergyman” (1928) di Germaine Dulac: Considerato uno dei primi film surrealisti, segue un prete che è ossessionato da una donna. La narrazione è frammentata e piena di immagini simboliche.
  6. Dreams That Money Can Buy” (1947) di Hans Richter: Una serie di episodi surrealisti che esplorano i sogni, creati con la collaborazione di vari artisti d’avanguardia come Max Ernst e Marcel Duchamp.
  7. “Anémic Cinéma” (1926) di Marcel Duchamp: Un cortometraggio che utilizza immagini rotanti e giochi di parole per creare un effetto ipnotico e riflettere sulla natura dell’arte e del cinema.
Simone Mareuil in Un chien andalou (1929)
Simone Mareuil in Un chien andalou (1929)

Caratteristiche del Cinema Surrealista:

  • Onirismo: Rappresentazioni visive che evocano sogni e stati di coscienza alterati.
  • Associazione Libera: Uso di tecniche narrative che imitano il flusso di coscienza e l’associazione libera di idee.
  • Simbolismo: Ricchezza di simboli e immagini che rimandano a significati nascosti e all’inconscio.
  • Irrazionale: Sfidare la logica e la razionalità attraverso situazioni e immagini surreali.
  • Provocazione: Spesso mira a provocare e sconvolgere lo spettatore, sfidando le convenzioni morali e sociali.

Cinema d’Avanguardia Sovietico

Dopo la Rivoluzione d’Ottobre del 1917, il cinema d’avanguardia sovietico emerse come uno strumento di propaganda politica e di sperimentazione artistica. I registi sovietici, sostenuti dal nuovo regime bolscevico, svilupparono tecniche innovative di montaggio per comunicare idee rivoluzionarie e sociali. Sergej Ėjzenštejn, con il suo concetto di “montaggio delle attrazioni”, creò sequenze potenti come la famosa scena della scalinata di Odessa in “La corazzata Potëmkin” (1925), utilizzando il montaggio per creare un impatto emotivo e intellettuale. Dziga Vertov, con il suo movimento “Kino-Pravda” (Cinema-verità), cercò di documentare la realtà quotidiana e di esplorare le potenzialità del cinema come mezzo di espressione visiva. Il suo film “L’uomo con la macchina da presa” (1929) è un esempio di cinema sperimentale che combina documentario e arte visiva.

Esempi significativi di film dell’Avanguardia Sovietica:

  1. “La Corazzata Potëmkin” (1925) di Sergei Eisenstein: Questo film è famoso per la sequenza della scalinata di Odessa, un esempio classico di montaggio intellettuale. La narrazione enfatizza la rivolta dei marinai come simbolo della lotta rivoluzionaria.
  2. “Ottobre: Dieci giorni che sconvolsero il mondo” (1928) di Sergei Eisenstein: Ricostruzione della Rivoluzione d’ottobre del 1917, questo film utilizza tecniche di montaggio avanzate per rappresentare il caos e l’entusiasmo della rivoluzione.
  3. “L’Uomo con la macchina da presa” (1929) di Dziga Vertov: Un esperimento di cinema-verità che documenta la vita quotidiana nella città sovietica. Vertov utilizza tecniche come il montaggio rapido, la sovrimpressione e l’inversione delle immagini per esplorare la relazione tra cinema e realtà.
  4. “La Madre” (1926) di Vsevolod Pudovkin: Basato sul romanzo di Maksim Gor’kij, questo film utilizza il montaggio per rappresentare le emozioni e il dramma della rivoluzione. La storia segue la trasformazione di una donna da madre sottomessa a combattente rivoluzionaria.
  5. “La Terra” (1930) di Aleksandr Dovženko: Un’opera poetica che celebra la collettivizzazione agricola in Ucraina. Il film è noto per la sua bellezza visiva e il suo uso simbolico della natura.

Caratteristiche del Cinema d’Avanguardia Sovietico:

  • Montaggio Intellettuale: Uso del montaggio per creare connessioni intellettuali e emotive tra le scene.
  • Temi Rivoluzionari: Enfasi su temi socialisti e rivoluzionari, propaganda politica.
  • Documentarismo: Tecniche di ripresa che documentano la vita quotidiana e i cambiamenti sociali.
  • Sperimentazione Tecnica: Innovazioni nel montaggio, angolazioni di ripresa e uso di effetti speciali.
  • Narrazione Collettiva: Focus sulle masse piuttosto che sui singoli individui.

Avanguardia Giapponese

In Giappone, l’avanguardia cinematografica si sviluppò negli anni ’20 e ’30, influenzata sia dalle tradizioni artistiche locali che dalle innovazioni occidentali. Registi come Teinosuke Kinugasa realizzarono film sperimentali come “A Page of Madness” (1926), che utilizzava tecniche di montaggio rapide e immagini oniriche per esplorare temi di follia e alienazione. Questo periodo vide anche una crescente influenza del cinema europeo, con cineasti giapponesi che adottavano e adattavano tecniche sperimentali per riflettere le proprie esperienze culturali e sociali.

Esempi Significativi di Film dell’Avanguardia Giapponese:

  1. “A Page of Madness” (1926) di Teinosuke Kinugasa: Questo film è uno degli esempi più celebri del cinema d’avanguardia giapponese. Esplora la follia e la percezione alterata attraverso tecniche di montaggio frenetiche, angolazioni inusuali e una narrazione non lineare. La storia si svolge in un manicomio, con un forte focus sulla psiche dei personaggi.
  2. “Kurutta ippēji” (1926) di Yasunari Kawabata e Teinosuke Kinugasa: Basato su un’idea del celebre scrittore Yasunari Kawabata, il film utilizza tecniche sperimentali per rappresentare stati mentali alterati e soggettività. È conosciuto per la sua estetica visivamente ricca e per la sua audacia narrativa.
  3. “Jujiro” (Crossroads) (1928) di Teinosuke Kinugasa: Questo film esplora la tragedia e la lotta umana attraverso una narrazione visivamente sperimentale, con un uso innovativo delle ombre e delle composizioni visive. La storia segue un giovane uomo coinvolto in una serie di eventi drammatici e violenti.

Caratteristiche dell’Avanguardia Giapponese:

  • Influenza del Teatro Tradizionale: Forte influenza del teatro Nō e Kabuki, con enfasi su gesti simbolici, maschere e costumi elaborati. Questo ha portato a una stilizzazione unica nella recitazione e nella messa in scena.
  • Realismo Poetico: Come in Scandinavia, anche in Giappone si è sviluppato un realismo poetico che mescola narrazioni realistiche con un’estetica lirica, spesso legata alla natura e alla cultura giapponese.
  • Temi Filosofici e Spirituali: Esplorazione di temi filosofici e spirituali, con attenzione particolare al buddismo, shintoismo e alle questioni esistenziali. Questo ha permesso di creare opere profonde e meditative.
  • Innovazioni Tecniche: Uso pionieristico delle tecniche di montaggio, angolazioni di ripresa sperimentali e giochi di luce e ombra per creare atmosfere suggestive e ricche di significato.
  • Minimalismo Narrativo: Narrazioni spesso minimaliste e simboliche, con una forte enfasi sulla suggestione e l’interpretazione personale dello spettatore.
  • Critica Sociale: Attraverso l’avanguardia, molti cineasti hanno esplorato e criticato le dinamiche sociali e le trasformazioni della società giapponese, in particolare durante il periodo Taishō (1912-1926).

Avanguardia Scandinava

In Scandinavia, il cinema d’avanguardia fu caratterizzato da un approccio poetico e naturalistico. Registi come Victor Sjöström e Carl Theodor Dreyer esplorarono temi di spiritualità, natura e conflitto interiore. Dreyer, in particolare, con film come “La passione di Giovanna d’Arco” (1928), utilizzò primi piani intensi e un’estetica minimalista per creare opere di grande intensità emotiva e spirituale.

Esempi Significativi di Film dell’Avanguardia Scandinava:

  1. “La Stregoneria attraverso i Secoli” (1922) di Benjamin Christensen: Conosciuto anche come “Häxan”, questo film esplora la storia della stregoneria attraverso una serie di vignette visivamente sperimentali e ricche di simbolismo. È noto per i suoi effetti speciali innovativi e per la sua narrazione audace.
  2. “Il Carretto Fantasma” (1921) di Victor Sjöström: Basato su un romanzo di Selma Lagerlöf, questo film mescola realismo e elementi fantastici per raccontare una storia di redenzione e di riflessione morale. È famoso per l’uso pionieristico delle doppie esposizioni.
  3. “Il Prigioniero del Mondo” (1917) di Mauritz Stiller: Questo film esplora temi esistenziali e morali attraverso la storia di un uomo che lotta contro il destino. È apprezzato per la sua profondità psicologica e la sua narrazione intensa.
Fotogramma di Häxan
Fotogramma di Häxan

Caratteristiche dell’Avanguardia Scandinava:

  • Realismo Poetico: Mentre esploravano temi universali, i cineasti scandinavi spesso adottavano un realismo poetico che mescolava la bellezza naturale dei paesaggi nordici con una narrazione lirica e meditativa.
  • Ambientazioni Naturali: Ampio utilizzo di ambientazioni naturali, sfruttando i paesaggi mozzafiato della Scandinavia come sfondi evocativi per le storie raccontate. Questo elemento è stato particolarmente influente nel creare atmosfere uniche e immersive.
  • Temi Esistenziali e Mitologici: Forte enfasi su temi esistenziali, morali e mitologici, riflettendo l’interesse per la condizione umana e le leggende nordiche. Questo approccio ha portato a narrazioni profonde e riflessive.
  • Stile Visivo Spericolato: Utilizzo di tecniche di ripresa innovative, tra cui angolazioni inusuali, giochi di luce e ombra, e sperimentazioni con la profondità di campo. Questo stile visivo ha contribuito a creare un’esperienza cinematografica distintiva.
  • Influenza del Teatro e della Letteratura: Il cinema d’avanguardia scandinavo ha spesso tratto ispirazione dal teatro e dalla letteratura locale, integrando elementi drammatici e poetici nelle sue opere cinematografiche.
  • Minimalismo Narrativo: Narrazioni spesso minimaliste, con un focus sull’essenziale e una riduzione degli elementi superflui. Questo approccio minimalista ha permesso di concentrare l’attenzione sugli aspetti più profondi e significativi delle storie.
  • Esplorazione Psicologica: Forte attenzione alla psicologia dei personaggi e alle loro dinamiche interne. Questo ha portato a ritratti complessi e dettagliati delle emozioni e delle motivazioni umane.

L’inizio e la fine del cinema muto d’avanguardia

Storicamente, il cinema muto d’avanguardia si estende dal 1909 al 1929, sviluppandosi principalmente in Europa, Giappone e Scandinavia. Il Giappone, grazie alla sua forza industriale, riuscì a creare un cinema simile a quello europeo, con autori come Yasunari Kawabata e Riichi Yokomitsu che produssero lungometraggi significativi. Tuttavia, la corrente d’avanguardia nacque in Italia, con il manifesto futurista del 1909 che decretò i nuovi lidi artistici da seguire. Opere come “Metropolis” (1926) in Germania e “Il gabinetto del dottor Caligari” (1919) sono testimonianze emblematiche di questo movimento rivoluzionario.

Questi registi risultano totalmente liberi da ogni pressione sociale andando a mostrare e a raccontarci tutto ciò che desideravano e volevano. Il tutto viene ottenuto attraverso un’importante ricerca tecnica collegata all’idea di macchina andando a sperimentare nuovi modi narrativi per poter giungere all’inconscio stesso dello spettatore e per fare ciò hanno condotto il montaggio visivo su nuovi lidi fin qui inesplorati e che hanno avuto un importante peso nella carriera cinematografica di molti registi moderni, uno dei quali David Lynch.

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Stefano Del Giudice
Stefano Del Giudice

Laureatosi alla triennale di Scienze umanistiche per la comunicazione e formatosi presso un accademia di Filmmaker a Roma, nel 2014 ha fondato la community di cinema L'occhio del cineasta per poter discutere in uno spazio fertile come il web sull'arte che ha sempre amato: la settima arte.

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