Il Corvo (The Crow 1994): l’amore oltre la morte.

Trailer del film Il Corvo (The Crow)

Film del 1994 diretto da Alex Proyas, basato sul fumetto di James O’Barr “Il corvo”, racconta la storia di Eric Draven, un musicista rock che viene resuscitato per vendicare la propria morte, lo stupro e l’omicidio della sua fidanzata, uccisa un anno prima alla vigilia di Halloween da una banda di teppisti. “Il corvo – The Crow” fu distribuito negli Stati Uniti dalla Miramax il 13 maggio 1994, e nonostante i numerosi contrattempi produttivi, dovuti alla morte di Brandon Lee, il film fu ben accolto dalla critica per l’originale stile visivo, la premessa e la profondità emotiva e per l’omaggio all’attore defunto. Il film, oggi un cult, ebbe molto successo, dando origine a un franchise che include tre sequel e una serie televisiva.

Trama de Il Corvo

Eric Draven e Shelly Webster sono due giovani innamorati in procinto di sposarsi. Ma la notte prima delle nozze, la terribile Notte del Diavolo, così chiamata a causa della puntuale esplosione di violenze in città, quattro balordi chiamati T-Bird, Skank, Funboy e Tin Tin irrompono nel loro appartamento e a turno picchiano e violentano selvaggiamente Shelly dopo averla aggredita. Nel frattempo rientra in casa Eric che viene accoltellato e lanciato dalla finestra, dopo che due dei quattro gli sparano una pallottola nel petto. Shelly morirà, dopo 30 ore di sofferenze, in ospedale.

Allerta Spoiler

Un anno dopo la sua morte, un misterioso corvo si posa sulla tomba di Eric ed il giovane resuscita. Grazie al corvo un’antica leggenda diventa realtà ed Eric può preparare la vendetta contro coloro che hanno portato tanto dolore nella sua vita da farlo tornare dal regno dei morti. Reso invulnerabile dalla sua nuova natura ultraterrena, Eric si aggira silenzioso e rapido nei vicoli della città. Il corvo è il tramite tra il regno dei vivi e quello dei morti, i suoi occhi sono gli occhi di Eric, che in questo modo può avere una veduta aerea dal punto in cui il corvo si trova. Ritroverà, in questo modo, Sarah, la giovanissima amica che sente molto la loro mancanza, e sarà aiutato da un coscienzioso agente di polizia, Albrecht, che era rimasto al fianco di Shelly in quelle 30 ore di agonia e che Draven percepirà, attraverso gli occhi del poliziotto, grazie ai suoi poteri. Così il giovane scova uno ad uno i quattro balordi di cui si vendicherà. Tornato nella sua abitazione, Eric vive gli istanti della sua morte e della violenza a Shelly; quindi si trucca come Pierrot, si veste di nero ed inizia a vendicarsi uccidendo il primo teppista, Tin Tin. Poi si reca da Gideon, titolare di un banco dei pegni, per recuperare l’anello di fidanzamento. Eric commissiona a Gideon di mettere all’erta i suoi aguzzini e, dopo una provocazione del negoziante, fa esplodere la sua attività e se ne va per continuare la sua vendetta. Eric, che frattanto ha liberato Darla (la madre di Sarah) dalla prostituzione e dalla schiavitù della droga, elimina Funboy, il secondo carnefice. La stessa sorte toccherà a T-Bird, il capo dei balordi, eliminato davanti agli occhi di Skank, ultimo obiettivo del protagonista. Skank viene sorvegliato dagli uomini di Top Dollar, poiché potrebbe fornire informazioni importanti sul conto di Eric. Draven giunge nel covo dell’organizzazione, chiedendo a Top Dollar di lasciargli solamente Skank per concludere la sua vendetta ma, davanti al suo rifiuto, lo provoca e il boss ordina ai suoi uomini di freddarlo. A questo punto, Eric stermina tutti i criminali del boss, il quale riesce a scappare con Myca, amante nonché sorella carnale, e Grange, suo fidato subalterno. Compiuto il massacro, Eric acciuffa Skank e, dopo un breve scambio di battute, lo uccide; la sua vendetta sembra terminata e Draven può ricongiungersi con la sua amata Shelly. Recandosi al cimitero, incontra Sarah dandole il suo estremo saluto ma la ragazzina, tornando a casa, viene rapita da Grange per ordine di Top Dollar, costringendo Eric a ritardare il suo ritorno nell’aldilà. Lo scontro con Top Dollar è molto difficile, perché Myca scopre che la forza di Eric risiede nel corvo. Infatti, ferito il corvo, il protagonista perde la sua invulnerabilità ma, con l’aiuto di Albrecht, fa sì che i tre vengano sgominati e Eric alla fine riuscirà a eliminare anche il capo della banda, dopo avergli fatto provare tutta la straziante agonia che Shelly aveva provato nelle 30 ore trascorse in ospedale prima di morire. Completata la sua opera, Draven torna a ricongiungersi alla sua amata, per sempre. Il film inizia e finisce con i pensieri personali di Sarah sulla vita, sulla morte e sull’amore.

Recensione de Il Corvo

Brandon Lee

La prima cosa che viene in mente parlando del film è il suo protagonista: Brandon Lee; icona indiscussa di una generazione che non smetterà mai di ricordarlo con amore, anche leggendo semplicemente le pagine del fumetto da cui è tratto il film, “The Crow” di James O‘Barr. L’attore, figlio della leggenda delle arti marziali Bruce Lee, è riuscito a entrare nell’immaginario collettivo con il ruolo affidatogli da Proyas. La forte caratterizzazione del suo personaggio, mista a un‘interpretazione matura ed emotiva e a dei dialoghi immortali, rendono l‘angelo della morte, da lui interpretato, un character iconico e senza tempo in perfetta corrispondenza con un film memorabile e irripetibile. Inoltre è bene ricordare che il personaggio di Eric Draven ha ispirato caratterizzazioni di altri soggetti, come per esempio il trucco del Joker di Heath Ledger ne “Il Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan”.
Brandon Lee rimase ferito accidentalmente sul set durante le riprese da un colpo di pistola e successivamente morì in ospedale durante l’intervento chirurgico. A soli otto giorni dalla fine della produzione, le scene incomplete che dovevano essere interpretate da lui vennero gestite riscrivendo la sceneggiatura e grazie a una controfigura e a effetti digitali. Il film è dedicato a Lee e alla sua fidanzata, Eliza.
Lee diede tutto se stesso al progetto, portandolo al successo mondiale e trasformandolo in un vero e proprio cult tutt’oggi visto, rivisto e acclamato dal pubblico. Un’opera maestosa, inimitabile e solenne.

Amore e Morte

Sono tante le chiavi di lettura del film, e a ogni visione compare un dettaglio in più da aggiungere al puzzle. La dicotomia tra amore e morte risulta l‘argomento principale, e O‘Barr la mette in risalto tramite una sua stessa idea che vorrebbe l’amore, nella sua pura essenza, più imponente della morte, sconfiggendola persino oltre il tempo, oltre il legame terreno. Questa dualità viene rappresentata nel film tramite il rapporto tra i protagonisti Shelly Webster, interpretata da Sophia Shinas, ed Eric Draven di Brandon Lee; una coppia innamoratissima che si vede portar via la possibilità di vivere e amarsi da un gruppo di balordi che stupreranno lei e poi li uccideranno la notte prima del loro matrimonio, durante la famosa Notte del Diavolo in cui fuoco e fiamme sono concesse a tutta la città: una tragedia che si trasformerà in massacro pur di raggiungere la pace eterna.

Il corvo

Un tempo, la gente era convinta che quando qualcuno moriva, un corvo portava la sua anima nella terra dei morti. A volte, però, accadevano cose talmente orribili, tristi e dolorose che lanima non poteva riposareCosì, a volte ma solo a volte, il corvo riportava indietro lanima perché rimettesse le cose a posto.”

Il Corvo

Con questo passo si apre il film, una battuta che dice tutto della pellicola; il corvo, in alcune culture, è un’entità che accompagna le anime dei morti nell’oltretomba, ma in alcuni casi, quando il cuore della persona defunta è colmo di rabbia e dolore, ne fa resuscitare l’anima donandole forza e immortalità, per darle modo di regolare i propri conti e tornare a riposare serena. Questo è quello che accadrà a Eric Draven, il quale cercherà vendetta nei confronti degli assassini che hanno messo fine alla vita della sua amata Shelly e hanno disturbato, ma non spezzato, il loro amore.
La fazione degli assassini guidati da Top Dollar e quella di Eric in compagnia dell’agente Derryl Albrecht, delineano quella che è la giustizia dell’amore di Eric e l’anarchia di Top Dollar e della sua banda.

Il Corvo: scena del film

Il reparto tecnico: Il trucco, l’ambientazione

Il trucco del personaggio di Brandon Lee, Eric, è ispirato alle maschere del teatro drammatico inglese e a Pierrot; ciò impreziosisce e denota le varie sfaccettature oscure di Eric, il quale è in caduta libera in un oblio di dolore e disperazione, rappresentate da un‘ironia di fondo piuttosto macabra nel suo essere metaforica e baudelairiana come suggerisce il suo modo poetico di relazionarsi agli altri e l’intera sceneggiatura del film.

La regia de Il Corvo è al servizio di una sceneggiatura impeccabile, scritta magistralmente e mette in mostra sia lo stato d’animo di Eric sia il forte messaggio di amore che vive oltre la morte. Una fotografia sporca, buia evidenzia la disperazione di Eric, ma diventa più soave e sfumata nei momenti in cui è l’amore a emergere sulla disperazione. Dark e tetra per gli eventi del presente e rosso sangue nei flashback che ripercorrono la tragica notte. Anche le ambientazioni e le atmosfere sono perfette per il tipo di racconto, esaltate da una colonna sonora azzeccatissima e dove domina “Burn” dei The Cure, presente in una delle scene più belle del lungometraggio; perfettamente calzante, evidenzia i momenti principali del film rendendolo avvincente dall’inizio alla fine.

Conclusione

Per tutto quello che il film rappresenta è sicuramente uno dei film più amati e affascinanti degli ultimi anni, tenendo conto della sua data d’uscita risalente al 1994. Il Corvo è una pellicola da un grande impatto emotivo, incentrato sull’amore e sulla violenza, dove un’ambientazione grottesca di Detroit immerge lo spettatore nella tragica storia del protagonista. A fine visione la pellicola lascia un messaggio importante allo spettatore, oltre a quelli già citati: insegna a difendere le persone care, a rispettarle e onorarle nel nome dell’amore che sia esso terreno o ultraterreno; questo grazie a una capacità di raggiungere alte vette poetiche sia aggressive che romantiche; e come recita un passo del film:


“Un palazzo viene dato alle fiamme, tutto ciò che rimane è cenere. Prima pensavo che valesse per ogni cosa, famiglia, amici, sentimenti. Ora so che se lamore è amore nessuno potrà dividere due persone fatte per stare insieme.”

“Se le persone che amiamo ci vengono portate via, perché continuino a vivere, non dobbiamo mai smettere di amarle. Le case bruciano, le persone muoiono, ma il vero amore è per sempre”

Note Positive

  • Regia, Sceneggiatura e Fotografia
  • Trucco e Ambientazioni
  • Colonna sonora
  • Temi trattati
  • Attore Protagonista

Note Negative

  • /

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