
Immaculate – La Prescelta
Titolo originale: Immaculate
Anno: 2024
Nazione: Stati Uniti d’America – Italia
Casa di produzione: CatchLight Studios – Facet Films
Distribuzione italiana: Adler Entertainment – Leone Film Group
Durata: 89 minuti
Regia: Michael Mohan
Sceneggiatura: Andrew Lobel
Fotografia: Elisha Christian
Montaggio: Christian Masini
Musiche: Will Bates
Attori: Sydney Sweeney, Simona Tabasco, Benedetta Porcaroli, Rossella Fava, Alvaro Morte, Giorgio Colangeli, Dora Romano
Trailer di Immaculate – La prescelta
Informazioni sul film e dove vederlo in streaming
Nelle sale estive l’11 luglio 2024 arriva “Immaculate – La prescelta“, mistica storia di Sydney Sweeney che insieme all’attrice italiana Benedetta Porcaroli, intrattengono il pubblico di affezionati al genere horror/thriller, con una storia che si tinge di un religioso rosso sangue. Storia nel complesso divertente e piacevole, che cattura l’attenzione per un uso interessante della luce e i primissimi piani della giovane icona Sweeney.
La Trama di Immaculate – La Prescelta
Suor Cecilia (Sydney Sweeney) è una giovane novizia prossima a diventare la sposa di Dio. È sopravvissuta per miracolo a un annegamento in un lago ghiacciato e da quel momento tutto le è apparso molto più chiaro: la sua vita sarà destinata alla spiritualità e alla devozione totale. Cecilia prende i voti presso un convento di clausura italiano molto speciale e affascinante, come del resto lo sguardo di Padre Sal Tedeschi (Alvaro Morte).
All’interno del convento Cecilia stringe un rapporto confidenziale con Suor Gwen (Benedetta Porcaroli) tra le sorelle meno devote allo spirito religioso che inizialmente sembra pervadere il convento. In verità dietro un apparente stato di tranquillità, quiete e misticismo, sin da subito Cecilia avverte qualcosa di oscuro e nascosto. La certezza che nulla sia come sembra non tarda ad arrivare e uno strano miracolo sconvolge l’esistenza della piccola novizia che viene eletta per uno strano caso del “destino” a contemporanea vergine Maria. Da crederci? Bisogna guardare il film…

La recensione di Immaculate
“Immaculate- La prescelta“, che fa capolino nelle sale estive e promette di divertire gli spettatori senza eccessive pretese narrative. Da vedere? Spensieratamente parlando sì. Tra le curiosità non passa inosservata la scelta del cast attoriale, ben pensato e immaginato dalla regia di Michael Mohan e la scrittura di Andrew Lobel. Il film diretto da Michael Mohan, Immaculate – La prescelta ha un chiaro rimando alla saga forse più acclamata degli ultimi tempi, in materia di suore. Stiamo parlando di The Nun. Se effettivamente quella della più gettonata saga dopo “The Conjuring” aveva consacrato Taissa Farmiga alla parte, ora Sydney Sweeney conquista duramente la parte e si rivela sua competitors sportiva.
Immaculate non lascia spazio a ulteriori digressioni, tanto meno tempo a una reale descrizione dei personaggi che rendono progressivamente un incubo l’esistenza di Suor Cecilia. Nella prima parte si resta piuttosto affascinati dall’osservazione del convento di clausura che è stato creato dal direttore della fotografia Elisha Christian (“Columbus”).
C’era bisogno di nuovo film che parlasse di sorelle novizie unite contro il male? Forse sì e forse no, ma il è patto che se ne parli con originalità. La tematica religiosa assume spessore ma viene totalmente appiattita per far luce su risvolti purtroppo prevedibili. Immaculate diverte il pubblico come in qualsiasi grande classico horror estivo che si rispetti. Ottima la scelta della regia caratterizzata da primi piani e un uso della fotografia narrante e dinamica. A differenza però della saga diretta da Corin Hardy, Sydney veste i panni di una suora inizialmente a dir poco scafata. Suor Cecilia appare al suo pubblico, come un personaggio che evolve lentamente nel corso della trama tradita dalla sua stessa debolezza caratteriale; le azioni degli altri personaggi secondari muovono effettivamente le fila dell’azione che fortunatamente si surriscalda nella seconda parte della vicenda.
Immaculate diverte molto eppure, malgrado le numerose potenzialità che si possono avvertire da alcune sequenze, non riesce ad affascinare come potrebbe. La sceneggiatura di Andrew Lobel sembra mancare di un tema saliente e caro al genere: una maggiore introspezione della protagonista, una digressione sulla sua vita precedente e un focus sul motivo per cui assistiamo a ciò a cui assistiamo durante tutta la durata filmica.
Chi è Suor Cecilia? Perché si avvicina in modo particolare alla giovane Suor Gwen a cui viene dato un ruolo minore? Michael Mohan non fornisce risposte fondamentali per fidelizzare il pubblico con una storia che potrebbe catturare decisamente l’attenzione, un vero peccato. Mohan sembra prediligere solo apparentemente e per mero gusto estetico, le tinte della saga prodotta da James Wan e Peter Safran. Si discosta, forse sbagliando, dalla tematica paranormale, con l’intento probabilmente di assecondare tinte analoghe a quelle del genere thriller. L’idea potrebbe apparire una scelta molto audace, eppure ciò non basta a rendere “l’horror movie “Immaculate”, più di un semplice horror di intrattenimento.
Il lungometraggio corre per gran parte del tempo alla ricerca di una spiegazione razionale rispetto a quello a cui il pubblico è chiamato ad assistere, ma la concretezza della tematica finisce per sminuire l’essenza della storyline stessa. Sydney diviene a questo punto la vera mattatrice dell’opera distribuita da Adler Entertainment e prodotta da Black Bear e Fifty-Fifty Films. È colei che sola sarà in grado di sprigionare davanti alla macchina da presa, un forte spirito di animo ed energia, oltre che una certa dose di catarsi. Il film di Mohan aggiusta dunque “il tiro” nel suo momento di massima tensione grazie a una recitazione perfetta della protagonista che dovrà assolutamente risolvere il problema che le è stato inesorabilmente inflitto. La caparbietà di Suor Cecilia consente una buon riuscita complessiva dell’opera trasformando “Immaculate – La prescelta” in un thriller profano sulla resilienza come atto di consacrazione e senza indulgere in alcuni spoiler, un rito goliardico di sconsacrazione estrema! Buon happy ending.

In conclusione
“Immaculate – La prescelta” si presenta come un horror estivo capace di intrattenere senza grandi pretese narrative. La regia di Michael Mohan e la sceneggiatura di Andrew Lobel offrono una trama che, sebbene priva di profondità, riesce a mantenere l’attenzione dello spettatore con una buona dose di suspense e momenti di tensione. Sydney Sweeney brilla nel ruolo di Suor Cecilia, conferendo al personaggio una dimensione di resilienza e determinazione che riscatta il film nei suoi momenti più critici. Tuttavia, la mancanza di un maggiore sviluppo dei personaggi e di una trama più incisiva limita il potenziale di “Immaculate”, rendendolo un prodotto di puro intrattenimento, senza lasciare un segno duraturo.
Note Positive
- Regia
- Direzione della Fotografia
- Cast attoriale
- Recitazione della protagonista
- Finale
Note Negative
- Sceneggiatura scarna e poco approfondita
- Musiche
- Originalità della storyline



