John Wick 4 (2023): l’epilogo frenetico glorifica il leggendario killer d’altri tempi

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John Wick 4 2023 poster locandina

John Wick 4

Titolo originale: John Wick: Chapter 4

Anno: 2023

Nazione: Stati Uniti d’America

Genere: azione, thriller

Casa di produzione: Thunder Road Films87North Productions

Distribuzione italiana: 01 Distribution

Durata: 169 minuti

Regia: Chad Stahelski

Sceneggiatura: Shay Hatten, Michael Finch

Fotografia: Dan Laustsen

Montaggio: Nathan Orloff

Musiche: Tyler BatesJoel J. Richard

Attori: Keanu Reeves, Laurence Fishburne, Bill Skarsgård, Hiroyuki Sanada, Rina Sawayama, Lance Reddick, Ian McShane, Natalia Tena

Trailer italiano del film John Wick 4

A distanza di quattro anni dal suo ultimo film dedicato al famigerato sicario che uccide in nome della libertà individuale, John Wick 3 – Parabellum, Chad Stahelski (stuntman, attore, regista conosciuto per aver diretto tutta la saga dedicata al belligerante John Wick) dirige in grande stile il quarto (e ultimo?) capitolo dell’epopea di Jonathan Wick che le tenta tutte pur di firmare il contratto di pace con la Gran Tavola. Keanu Reeves è tornato, in forma smagliante e pronto a uccidere i nuovi rivali in giro per il mondo.

Trama di John Wick 4

In fuga e con una taglia sopra la testa da milioni di dollari, John Wick (Keanu Reeves) trova il modo per eliminare la Gran Tavola. Decide di allearsi con una nuova famiglia per fronteggiare il temibile nemico con potenti alleanze in tutto il mondo, il Marchese de Gramont (Bill Skarsgård). Presto, però, John Wick si renderà conto che i suoi vecchi amici diventeranno i nuovi nemici da annientare per guadagnarsi la tanto agognata libertà.

Scena del film John Wick 4 (2023)
Scena del film John Wick 4 (2023)

Recensione di John Wick 4

“C’era una volta John Wick…”. Potrebbe essere questo l’inizio della favola nera lunga quasi un decennio del leggendario killer che aveva sepolto per sempre le armi sotto il pavimento della sua bellissima villa. Una casa, una moglie che amava tantissimo, un cane fedele. John Wick aveva scritto la parola “fine” agli omicidi da soldato al servizio della Gran Tavola. Aveva rinunciato a tutto per amore. Il motore della vita. Suggellato da un anello d’oro che luccicava sull’anulare sinistro. Voleva essere un uomo comune John, con la sua vita perfetta per confondersi in mezzo a tanti altri.

Nove anni dopo, John Wick (Keanu Reeves) è ben lontano da quella vita. Il pensiero della moglie che vaga come un bel ricordo nella sua mente lo stringe in un abbraccio caldo. E corre Mr. Wick ‒ ancora una volta (l’ultima?) Keanu Reeves indossa il suo completo nero elegantissimo antiproiettili, con il corpo ben allenato come se l’età per lui fosse solo un numero ‒ alla ricerca della libertà che non ha mai assaporato. Una libertà sulla soglia della irrealtà, in un orizzonte bianco come la luce divina all’alba di un nuovo giorno. La sua camicia macchiata di un rosso acceso, il colore del sangue e dell’amore che ha dovuto sacrificare per vendetta.

Keanu Reeves in un fotogramma di John Wick 4 (2023) di Chad Stahelski
Keanu Reeves in un fotogramma di John Wick 4 (2023) di Chad Stahelski

John Wick 4 è adrenalina pura. Azioni e reazioni violente. Un vortice di esasperate inquadrature in piano-sequenza dal basso verso l’alto e viceversa sul fil rouge della buona lezione di cinema sudcoreano che insegna e mette alla prova. Scenari di lotta corpo a corpo e a mani nude, come in un addestramento da cintura nera di karate, che si mescolano a pistole, pugnali, spade, fucili e auto usate come vere e proprie armi per uccidere. Per fuggire in tutto il lungo vorticoso minutaggio che azzera le parole e dà voce ai sospiri. Di surrealismo. Di incredulità mista a nere pennellate di cinema fantascientifico. Perché John Wick non deve morire. Il suo mito eroicizzato deve vivere dentro ognuno di noi, in ogni forma possibile.

John Wick 4 non lascia scampo a (pre)giudizi. Magnetico, come il suo protagonista che non può e non deve fermarsi un attimo pena la sua testa servita su un piatto d’argento. Come i suoi amici che si trasformano in nemici dominati dai ghiribizzi sadici della nuova temibile leva della Gran Tavola, il Marchese De GramontBill Skarsgård scelta azzeccata con il suo charme da innato cattivo. Come i suoi effetti speciali, a tratti fin troppo accentuati dalla cinepresa, che riconfermano il regista Chad Stahelski il visionario del racconto epico post-moderno. È il tempo, però, a cui John Wick nel suo epilogo va incontro. Giusto il tempo di far scorrere l’ultimo granello di sabbia nella clessidra prima che tutto abbia inizio e fine. Il tempo per massacrare, lungo e inesorabile come i 169 minuti di girato. Il tempo per premere il grilletto un’ultima volta a distanza di trenta passi a mo’ di western degli anni d’oro e piantare le ultime pallottole prima di vedere la luce del sole ‒ e di Dio.

Che si raccontino pure le gesta del Signor Wick con i suoi eccessivi espedienti cinematografici, scavalcando il limite della realtà. Se è giunta davvero l’ora della sua fine, ci mancherai tanto John.

In conclusione

John Wick 4 è l’epilogo vorticoso della saga dedicata a John Wick firmata dal regista Chad Stahelski che scrive la parola “fine” alle gesta del leggendario killer che ha portato avanti la sua vendetta con onore e omicidi cruenti. Ancora una volta, forse l’ultima, Keanu Reeves si riconferma all’altezza delle aspettative senza mai deludere lo spettatore in un mix tra azioni e reazioni violente e nuovi amici-nemici che entrano in scena per ostacolare Mr. Wick che combatte per la libertà. E a sorpresa Bill Skarsgård che regge bene il confronto con il suo charme da innato cattivo. Il tutto impreziosito da inquadrature in piano-sequenza dal basso verso l’alto e viceversa degne di una lezione di cinema sudcoreano ed effetti speciali che a tratti spingono troppo sull’acceleratore. Il finale si mescola al genere western degli anni d’oro per arrivare a glorificare il più noto sicario che ha lottato per carpire la libertà che da sempre ha cercato per raggiungere il suo amore più grande.

Note positive

  • Ottima interpretazione di Keanu Reeves
  • Ottima interpretazione di Bill Skarsgård
  • Inquadrature raffinate
  • Buon uso degli effetti speciali
  • Ottima regia di Chad Stahelski

Note negative

  • Uso degli effetti speciali a tratti troppo esagerato
  • Lungo minutaggio
  • Scene girate ai limiti del surrealismo
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