La Caduta (2022): basta un pensiero felice?

La Caduta

Titolo originale: La Caduta

Anno: 2022

Nazione: Italia

Genere: drammatico

Casa di Produzione: Barera Studios, Artesettima, Psicofilm

Distribuzione: EmeraFilm Distribution

Durata: 20 minuti

Regia: Luca Barera

Sceneggiatura: Luca De Boni

Fotografia: Angelo D’Auria

Montaggio: Luca Barera

Musiche: artisti vari

Attori: Rosanna Griffini, Cristina Quarti, Selene Demà, Giovanni Santoro, Giacomo Valdameri, Matteo Baratto, Khaled Balti, Natascia Verza, Luca Setaccioli, Giorgia Graziano, Alessandra Viganò.

EmeraFilm casa di distribuzione che si occupa della presentazione ai festival del film “La Caduta”, ha portato ottime notizie al cortometraggio, con ben quattro selezioni ufficiali in festival internazionali come: Clapperboard Golden film Festival, Festival del cinema di Cefalù, Social Film Festival Artelesia, MonaCorti film festival. Il corto di Barera ha inoltre ottenuto due menzioni speciali.

Trama de La Caduta

Mariuccia è un’anziana signora che scandisce la sua routine con piccole mansioni e piaceri. Ma la sua libertà è a rischio. Continui tremori le fanno temere che i figli la vogliano mandare in un ospizio. La situazione precipita quando scivola nella doccia rompendosi un braccio.

“A volte basta un pensiero per essere felici”.

Testo all’inizio del film
Rosanna Griffini nel ruodo di ‘Mariuccia’

Recensione de La Caduta

Fino a che punto è giusto soffrire in silenzio? Quando è lecito cercare aiuto? E quando finalmente si trova il coraggio di chiedere una mano, si è ancora in tempo per farsi sentire?

Mariuccia (Rosanna Griffini) trascorre le giornate nella tranquillità di casa sua. A farle compagnia ci sono solo la foto del defunto marito, una vicina maleducata e le occasionali telefonate dei figli, ormai adulti, e le ancor più rare visite degli stessi. Vive con poco e con poche pretese, non chiedendo mai niente a nessuno. Un conto è l’isolamento che si crea da sé col passare del tempo. I figli crescono, escono di casa, si fanno la loro vita, i compagni di vita muoiono prima di noi. Un conto sono le mura di solitudine che nel tempo ci creiamo noi stessi aggrappandoci al passato. Queste sono solo alcune delle tematiche che “La Caduta” riesce a racchiudere nei suoi venti minuti e riesce a farlo senza correre, dedicando a ogni elemento il giusto ritmo.

Una storia di alienazione e isolamento, raccontata dal punto di vista dell’anzianità, ma che coinvolge direttamente ogni membro della famiglia a qualunque punto della sua vita. Così tragica nella sua semplicità e familiarità.

“Mi auguro che il film aiuti le persone a riflettere sulla precarietà della vita rivalutando il loro rapporto con i propri genitori e nonni, quindi condividere qualche momento con loro, che a noi potrebbe risultare irrilevante, può dare un senso alla loro giornata. Il lavoro, la famiglia, i figli, gli amici rappresentano un impegno, ma se sei e hai tutto questo è grazie alle persone che ti hanno cresciuto, i tuoi genitori”

il regista Luca Barera

I momenti più efficienti, narrativamente, si trovano negli attimi di silenzio in casa e nei dialoghi di confronto fra chi si propone di aiutare e chi quell’aiuto lo rifiuta. Quell’atmosfera d’intimità si perde purtroppo quando un’invasiva colonna sonora – che pare tratta da uno slasher-horror – si sovrappone a scene che, data la natura del film, avrebbero beneficiato da effetti audio più attenuati e meno melodrammatici.

La caduta - Cortometraggio
La caduta – Cortometraggio

In conclusione

Tuttavia, gli effetti sonori melodrammatici a tratti eccessivi non tolgono qualità della scelta tematica, né riguardo l’ottima esecuzione ritmica, né dalla eccellente struttura narrativa coronata da un finale col giusto livello di tragica ambiguità. Una conclusione che lascia gli spettatori a chiedersi: ‘è davvero solo un pensiero felice tutto ciò che basta?’.

Note positive

  • Ottimo insieme di tematiche e ben trattate
  • Atmosfera intima e familiare che crea empatia
  • Finale tragicamente ambiguo, perfettamente azzeccato

Note negative

  • Colonna sonora a tratti eccessiva e invasiva che influisce sull’intimità di alcune scene importanti

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