La conferenza stampa del film Tv Califano (2024)

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Questo film racconta la storia di un giovane Franco Califano, negli anni che vanno dalla Dolce vita alla metà degli anni ottanta. L’aspetto originale del progetto è l’aver cercato di raccontare questi venti anni ponendo l’artista, l’uomo e il bambino di un tempo sullo stesso piano, in un dialogo costante tra loro.

Leo Gassman ha saputo entrare nella parte nel personaggio e vestire i panni di un’icona senza diventarne l’imitatore, a incarnare due anime contrapposte; quella del ragazzo di strada “affamato di vita” e quella malinconica di chi porta con sé i graffi di un’infanzia vissuta tra collegi e perdite. Leo si è avvicinato con grande delicatezza a Califano, studiandone i gesti e i modi ma soprattutto “ascoltandolo”. Non ne ha solo vestito i panni ma gli ha dato vita, voce, reso evidenti le fragilità e quel bisogno di solitudine, quel “se scrive libertà ma se legge solitudine” che ha caratterizzato la sua intera esistenza.

Fotogramma di Califano (2024)
Fotogramma di Califano (2024)

Il 26 gennaio 2024 si è tenuta a Roma la conferenza stampa del lungometraggio, dove il cast, il regista, e i produttori hanno dichiarato ciò:

Maria Pia Ammirati – Direttrice Rai Fiction

Franco Califano è stato un personaggio unico e controverso della canzone italiana. Non solo un grande interprete, ma anche un prolifico paroliere che ha scritto per artisti del calibro di Ornella Vanoni e Bruno Martini. Ha inoltre scoperto i Ricchi e Poveri, contribuendo a fondare la grande musica italiana degli anni ’70, ’80 e ’90.

Considerato il Pasolini della canzone, Califano ha attirato l’attenzione su di sé non solo per le sue oltre mille canzoni, ma anche per la sua vita turbolenta. Le sue esperienze, tra cui la carcerazione, hanno ispirato la sua musica e lo hanno reso un personaggio iconico. Per il ruolo di Califano nel film, abbiamo scelto un esordiente, Leo Gasman. Un attore laureato che, pur non avendo esperienza recitativa, ha interpretato il personaggio in modo magistrale. Gasman ha saputo cogliere la forza e il carisma di Califano, non solo fisicamente, ma anche vocalmente.

Califano era un vero conoscitore della musica e un maestro della parola. Raccontare la sua storia non è stato facile, data la sua complessità. Il film affronta anche il periodo difficile della sua vita, segnato dal carcere, un’esperienza che ha segnato profondamente l’uomo e l’artista. Con questo film, abbiamo voluto rendere omaggio a un grande talento e a una figura controversa che ha lasciato un segno indelebile nella storia della musica italiana.

Marco Belardi – Produttore Greenboo Production

È stata la mia prima volta con Rai Fiction e devo dire che si è rivelata un’esperienza molto complessa, ma allo stesso tempo gratificante. Abbiamo lavorato in grande sintonia con tutta la troupe e il cast. Per il ruolo di Califano abbiamo fatto dei casting molto impegnativi. Eravamo alla ricerca di un attore che potesse rendere omaggio al talento e alla complessità di questo personaggio iconico. Quando abbiamo provinato Leo Gassman, che era alla sua prima esperienza da attore, eravamo tutti un po’ timorosi. Ma Maria Pia Ammirati, Direttrice di Rai Fiction, ha subito avuto la certezza che fosse lui il Califano perfetto per il nostro film. E devo dire che aveva ragione: Leo ha dimostrato un talento straordinario, sia come attore che come cantante.

Alessandro Angelini – Regista

È stato un grande privilegio poter raccontare la storia di un giovane Califano. Il film si concentra su un periodo cruciale della sua vita, dagli anni ’60 agli anni ’80, un periodo che ha forgiato l’uomo e l’artista che conosciamo. A dieci anni dalla sua scomparsa, questo film vuole contribuire a restituire a Califano il giusto posto nella storia della musica italiana. Negli ultimi anni, la sua figura era stata un po’ offuscata da ospitate televisive, reality e parodie come quella di Fiorella. Con questo film, invece, ci concentriamo sulla sua grandezza poetica e sul suo talento di cantautore. Realizzare questo film è stato un lavoro complesso. Abbiamo dovuto ricreare un’epoca passata e dare vita a un personaggio multiforme come Califano. Ma la sfida più grande è stata trovare un interprete all’altezza. Leo Gassman si è rivelato una scelta eccezionale. Non ha semplicemente imitato Califano, ma si è avvicinato a lui con umiltà e rispetto, studiando la sua voce, le sue parole e il suo modo di essere. Il risultato è una performance davvero emozionante.

Franco Califano è venuto al mondo a diecimila metri di altezza, mentre l’aereo che riportava sua madre a Roma dal Sud Africa, sorvolava la Libia. Per certi versi, questo suo primo gesto improvviso e vitale, gli ha lasciato in dote la patente per l’esistenza libera e fuori dagli schemi che ha vissuto. Ė stato venditore di enciclopedie e aspirapolveri, attore di fotoromanzi e impiegato all’Inail. Poi è stato paroliere per Ornella Vanoni, Mina, Edoardo Vianello e Mia Martini, prima di iniziare a scrivere per sè stesso e cantare le sue canzoni. Come un eroe della tragedia greca ha conosciuto la gloria e la polvere, rialzandosi e pagando sulla propria pelle, sempre fedele a sé stesso e alla sua libertà. Raccontare la storia del giovane Califano, è stato un percorso affascinante, per certi versi unico e straordinario, fatto di sfide. Quella del cast in primis. Credo che il merito di Leo nell’incarnare il ruolo di Franco Califano sia quello di aver trovato un equilibrio, facendo convivere sullo stesso piano stati d’animo opposti; il sorriso seducente di chi non accetta mai un “no” come risposta e le fragilità del giovane uomo. Leo non ha semplicemente vestito i panni di Califano ma ha reso evidente la sua “fame” e il suo bisogno di solitudine. Di pari passo il mio intento è stato quello di raccontare l’uomo oltre la maschera, mettendo in un dialogo costante l’uomo, il bambino, l’artista. Da regista ho amato subito questo progetto, complicato e ambizioso, la bella sceneggiatura di Isabella Aguilar e Guido Iuculano che non sarebbe stato possibile realizzare senza il supporto di tutti i compagni di viaggio. A tutti loro va il mio ringraziamento di regista ma soprattutto di uomo, per l’intensa esperienza umana vissuta; un ringraziamento particolare va ad Antonello Mazzeo e Alberto Laurenti, amici e collaboratori di Califano, che ci hanno guidati e consigliati con affetto e fiducia. Un grazie di cuore alla signora Mita Medici, per i suoi preziosi racconti che ho cercato di mettere in scena con delicatezza. Alla fine di questo percorso così ricco, solo una domanda rimarrà senza risposta. Sapere se questo film sarebbe piaciuto a Franco. O forse no. Perché sincero e diretto come ce lo hanno raccontato, chissà che il Maestro non trovi il modo di farcelo sapere.

Leo Gassmann – Attore

Non mi aspettavo di essere scelto. Devo dire che ho empatizzato subito con Franco e spero che siamo riusciti a raccontare ciò che non è mai stato narrato, come il suo lato umano, che era la cosa che lo rendeva speciale agli occhi delle persone che gli volevano bene. Poi viene raccontato anche durante la storia con Mita Medici, che è stata una storia importante per Franco e sappiamo che lui era molto legato alla figura femminile che era la sua forma di più grande fonte d’ispirazione oltre che al concetto d’amicizia e devo dire abbiamo avuto la possibilità di conoscere Mita, anche lei è stata molto generosa nel raccontarci la sua versione della storia, quindi la ringraziamo.

Angelica Cinquantini – Attore

Mita Medici, che ho avuto la fortuna d’incontrare di persona insieme a Leo, mi ha dato molti consigli. Lei ha sempre descritto la loro storia d’amore come una parentesi di luce nella vita di Califano e lo ha sempre descritto come un gentiluomo, venendo colpita dal suo sorriso, dal suo modo di corteggiare, di farla sentire anche al sicuro, coccolata. Interpretare questo ruolo è stato veramente un regalo per me. 
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