La gallinella saggia (1934). L’origine di Paperino 

Recensione, trama e cast de "La gallinella saggia" del 1934. Un classico cortometraggio Disney che introduce Paperino con humor e vivacità.
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Locandina de La gallinella saggia

La gallinella saggia

Titolo originale: The Wise Little Hen

Anno: 1934

Nazione: Stati Uniti d’America

Genere: Animazione, Commedia

Casa di produzione: Walt Disney Productions

Distribuzione italiana: N/A

Regia: Wilfred Jackson

Sceneggiatura: Non specificata

Fotografia: Non specificata

Montaggio: Non specificato

Musiche: Leigh Harline

Doppiatori originali: Clarence Nash (voce di Paperino), Florence Gill (voce della gallinella saggia), Pinto Colvig (voce di Meo Porcello)

Trailer de La gallinella saggia

Informazioni sul film e dove vederlo in streaming

Topolino è nato il 16 gennaio 1928, debuttando con il cortometraggio “L’aereo impazzito” insieme alla sua amata Minnie. Tuttavia, per vederlo insieme alla sua classica spalla ci vollero alcuni anni, perché Paolino Paperino (Donald Duck), uno dei personaggi più iconici del mondo Disney, fece la sua prima apparizione solo nel 1934 all’interno di un cortometraggio moralista dal titolo “La gallinella saggia”, per la regia di Wilfred Jackson e facente parte della serie animata Silly Symphonies. L’unione di questo personaggio con il mondo di Mickey Mouse non tardò ad arrivare, poiché già nel 1934, la Walt Disney Productions decise di promuovere il personaggio immettendolo all’interno della serie Mickey Mouse, facendolo debuttare nel corto corale “Orphan’s Benefit” del 1934, accanto a Topolino, Minnie, Clarabella e Chiquita. Da questo corto, il personaggio entrò ufficialmente all’interno del mondo Disney.

La sua origine storica proviene dal cortometraggio moralista “The Wise Little Hen”, prodotto da Walt Disney, e basato sul racconto russo “La gallinella rossa”, apparso per la prima volta in una raccolta americana di favole curata da Mary Mapes Dodge su St. Nicholas Magazine nel 1874. Il cortometraggio si rifà espressamente alla versione illustrata del racconto effettuata da Jessie Willcox Smith nel 1911.

Il cortometraggio venne distribuito per la prima volta il 3 maggio 1934 al Carthay Circle Theatre di Los Angeles per un programma di beneficenza, venendo successivamente proiettato dal 7 giugno dello stesso anno al Radio City Music Hall di New York City come cortometraggio d’apertura per la proiezione del film drammatico “Tramonto” (Sisters Under the Skin) del 1934 per la regia di David Burton. All’animazione troviamo Wolfgang Reitherman, che si è occupato della realizzazione della gallina, mentre Art Babbitt si è occupato della rappresentazione di Paperino e del maialino Meo Porcello (Peter Pig), anche lui alla sua prima apparizione in un cortometraggio. Il personaggio del maialino, però, non ottenne il successo del suo compagno di avventure, facendo la comparsa in soli tre cortometraggi: “The Band Concert” (1935), “The Riveter” (1940), e con un breve cameo in “Chi ha incastrato Roger Rabbit” durante “Smile, Darn Ya, Smile”.

In contemporanea all’uscita cinematografica del corto, venne effettuata anche una trasposizione della storia a fumetti, più incentrata sulle avventure di Meo Porcello e Paperino, attraverso un adattamento narrativo e per immagini realizzato da Ted Osborne e Al Taliaferro, che modificarono la storia in più parti. La striscia venne pubblicata in 14 tavole domenicali, scritte da Ted Osborne e disegnate da Al Taliaferro, con uscite settimanali, venendo distribuite dal 16 settembre al 16 dicembre 1934. Successivamente, nel 1952, venne effettuata un’altra trasposizione della fiaba animata a cura di Harvey Eisenberg, che venne distribuita sul primo numero della testata Silly Symphonies. In seguito, questa versione fumettistica (non quella del 1934) venne distribuita sul numero 62 di Topolino con il titolo “La chioccia saggia fa da sé”.

Trama de La gallinella saggia

Una gallinella saggia, insieme ai suoi piccoli pulcini, chiede aiuto per piantare e raccogliere il mais ai suoi vicini, Meo Porcello e Paperino, ma entrambi, fingendo un improvviso mal di pancia, si rifiutano di darle una mano, non avendo voglia di faticare ma solo di divertirsi. La gallinella, determinata, procede da sola alla semina e alla raccolta facendosi aiutare dai suoi poveri figli. Dopo lungo lavoro la gallinella ottiene un abbondante raccolto. Quando arriva il momento di mangiare il mais, Paperino e Meo Porcello si presentano sperando di ottenerne una parte, ma la gallinella saggia, ricordando il loro rifiuto di aiutarla, li punisce offrendo loro solo dell’olio di ricino per i loro “mal di pancia” inventati.

I tre personaggi del cortometraggio Disney La gallinella saggia
I tre personaggi del cortometraggio Disney La gallinella saggia

Recensione de La gallinella saggia

Il cortometraggio “La gallinella saggia” possiede il sapore delle fiabe educative e formative dell’antica Grecia, come quelle di Esopo, che utilizzava gli animali per parlare dei comportamenti e delle attitudini umane. Effettivamente, la fiaba da cui il corto è tratto, ovvero “The Little Red Hen” di Mary Mapes Dodge del 1874, fa esattamente ciò che Esopo faceva millenni fa: sfrutta il mondo degli animali per trasmettere un messaggio ai bambini, un messaggio che non è molto diverso da quello di “La cicala e la formica”, scritta proprio da Esopo e poi ripresa da Jean de La Fontaine, Trilussa e Gianni Rodari. Nella fiaba di Esopo, la cicala, durante l’estate, canta e si diverte spensieratamente, ignorando il lavoro e rifiutandosi di aiutare la formica, che invece sgobba per tutta la stagione. Quando però arriva l’inverno, la cicala inizia a sentire i morsi della fame e si vede costretta a recarsi dalla formica laboriosa per chiederle del cibo, trovando il rifiuto di quest’ultima, che motiva così il suo diniego:

La cicala e la formica – Esopo

“La formica le chiese: «Io ho lavorato duramente per accumulare tutto ciò; tu invece, che cosa hai fatto durante l’estate?» «Ho cantato» rispose la cicala. La formica allora esclamò: «E allora adesso balla!»”

La storia di Esopo non è così lontana, per contenuto e messaggio, da quella della fiaba del 1874. Ciò che le distingue è la crudeltà. Esopo è molto più duro e crudo nel suo finale, mentre quello della fiaba “The Little Red Hen” e del corto Disney “La gallinella saggia” appare più buonista, seppur intriso di moralità e insegnamento educativo. Difatti, se in “La cicala e la formica” il finale ci conduce verso un destino infausto per la cicala, che si dirige verso la morte, per Paperino e Meo Porcello l’insegnamento è indubbiamente meno traumatico e tragico. I due personaggi vengono ricambiati con la loro stessa moneta, imparando una lezione: se non aiuti con il lavoro chi ti chiede una mano, preferendo ballare e cantare, perché questo dovrebbe darti i frutti del suo duro lavoro? La gallinella saggia (la formica), doppiata originariamente da Florence Gill, insegna ai suoi due vicini (che richiamano la cicala) il valore del lavoro. Senza lavorare non si ottiene nulla, neppure ciò che è necessario per sopravvivere all’inverno e per nutrirsi durante l’anno.

Questo è probabilmente il vero significato del cortometraggio, ma va sottolineato che forse questo corto, apparentemente infantile e per bambini, racchiude anche uno sguardo più sociale e di supporto alle politiche americane. Forse non è un caso che Walt Disney abbia realizzato la trasposizione animata di questa storia proprio nel 1934, in un momento di grande depressione americana, quando il presidente Roosevelt aveva intrapreso un percorso di sostentamento del settore agricolo. In questo senso, rifacendomi al pensiero della dottoressa Tracey Mollet, si potrebbe vedere nelle azioni di Peter Pig e Paperino, che rifiutano di aiutare a coltivare e raccogliere i raccolti, una rappresentazione del rifiuto della politica di autosufficienza agricola iniziale del New Deal. Il cortometraggio rafforza la fiducia in questa politica mostrando che Donald e Peter subiscono una conseguenza per il loro individualismo: vengono nutriti con olio di ricino mentre la gallina e i suoi pulcini mangiano i raccolti.

I personaggi e la struttura narrativa

L’intero cortometraggio si muove sulle note della canzoncina allegra “Would You Help Me Plant My Corn” che funge anche da sceneggiatura all’interno della narrazione, immettendo informazioni importanti nel racconto audiovisivo. La grafica e l’animazione sono assolutamente pregevoli per l’epoca, con una caratterizzazione visiva e uditiva efficace dei tre personaggi: la Gallinella, Meo Porcello e Paperino, dove gli ultimi due costituiscono il “The Idle Hour Club”. Alla fine, Meo Porcello e Paperino sono presentati come due grandi fannulloni, interessati al divertimento e non alla fatica del lavoro, in contrasto con la Gallinella. Peccato però che, dopo questa apparizione del circolo dei fannulloni, che ha continuato a vivere nella striscia a fumetti del 1934, si sia persa qualsiasi traccia. Walt Disney ha preferito sviluppare il personaggio di Paperino insieme a Topolino, piuttosto che trattare la storia d’amicizia e di avventura tra Meo e Paperino.

Ritornando al cortometraggio animato, la vicenda si svolge in un paesaggio bucolico dal sapore di fattoria, con una sceneggiatura che procede per tappe, creando una struttura drammaturgica funzionale al racconto. La narrazione inizia con la presentazione dei singoli personaggi (tutti originali e nuovi), mostrando i loro nomi tramite insegne e le loro abitazioni, per poi unirli e farli interagire tra di loro. Il primo personaggio che incontriamo è Gallinella, il cui aspetto non è così distante da quello di Chiquita (Clara Cluck) nel suo primo corto “Orphan’s Benefit”, suggerendo che la realizzazione di Gallinella sia stata fondamentale nel concept visivo di Chiquita. Il secondo personaggio è Meo Porcello, che interagisce con Gallinella. Meo ricorda visivamente e anche caratterialmente, sotto alcuni punti di vista, i tre porcellini del corto Disney del 1933. Il terzo personaggio è Paperino, il cui nome è scoperto tramite una scritta su un salvagente che recita “Donald Duck”, situato davanti alla sua dimora. Paperino vive in una malconcia barca ormeggiata su uno stagno, presentandosi come un aspirante marinaio amante del divertimento e con un atteggiamento scanzonato.

La particolarità del corto è che ogni personaggio trasforma il suo verso in frasi alquanto compiute. Così, attraverso i versi della gallina, comprendiamo le parole di Gallinella, come quelle di Peter Pig, che grugnisce, e quelle di Paperino, che starnazza. Lo starnazzare di Paperino diverrà un elemento iconico del personaggio, tanto da diventare nel seguito un suo tratto distintivo, rendendolo un personaggio con una parlata alquanto incomprensibile, mescolando sapientemente lo starnazzare con il parlato umano. In questo corto, però, le parole di Paperino sono abbastanza comprensibili e intuibili. Le prime parole che pronuncia sono “Chi, io? Oh no, io ho il mal di pancia!”, frase usata per evitare di lavorare e continuare a divertirsi.

In questo cortometraggio, Paperino possiede una versione giovanile e divergente del suo character disneyano. Troviamo diverse differenze visive rispetto al papero che conosciamo oggi. In “La gallinella saggia” ha un aspetto più giovanile e meno adulto, con un becco e un collo più lunghi e simili alla sua controparte animale. A livello di costume, indossa la classica casacca marinaresca, che ancora oggi lo contraddistingue, rifacendosi a un tipo di abbigliamento dell’epoca, utilizzato soprattutto dai giovani. La voce di Paperino è quella del cantante americano Clarence Nash, che ha doppiato il personaggio in più di 130 cortometraggi animati e film, terminando il suo lavoro con “Il Canto di Natale di Topolino” (1983).

La prima apparizione di Paperino in La gallinella saggia
La prima apparizione di Paperino in La gallinella saggia

In conclusione

“La gallinella saggia” rappresenta un cortometraggio significativo nella storia dell’animazione Disney, mantenendo viva la tradizione delle fiabe educative e introducendo uno dei personaggi più iconici dell’universo Disney, Paperino. Nonostante alcune limitazioni nella complessità narrativa, il corto si distingue per la qualità dell’animazione, il valore educativo e l’approccio musicale coinvolgente.

Note positive

  • Fedeltà alla tradizione fiabesca: Il corto mantiene la tradizione delle fiabe educative utilizzando animali per veicolare messaggi morali, come facevano Esopo e La Fontaine.
  • Animazione pregevole: La qualità dell’animazione è notevole per l’epoca, con una caratterizzazione visiva e uditiva efficace dei personaggi principali: Gallinella, Meo Porcello e Paperino.
  • Valore educativo: Il corto trasmette un messaggio chiaro e importante ai bambini, sottolineando l’importanza del lavoro e della cooperazione.
  • Approccio musicale: La canzone “Would You Help Me Plant My Corn” funge da sceneggiatura musicale, rendendo il corto allegro e coinvolgente.
  • Personaggi iconici: Introduce Paperino, che diventerà uno dei personaggi più amati e riconoscibili di Disney, con un carattere già ben definito.
  • Contexto storico: Potenziale riflesso delle politiche del New Deal e sostegno al settore agricolo, conferendo al corto una dimensione storica e sociale interessante.

Note negative

  • Semplicità narrativa: La trama è molto semplice e lineare, il che può risultare poco coinvolgente per un pubblico più adulto o per chi cerca storie più complesse.
  • Somiglianza con opere precedenti: La somiglianza visiva e caratteriale di Meo Porcello con i tre porcellini di un altro corto Disney può dare un senso di ripetitività.
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Stefano Del Giudice
Stefano Del Giudice

Laureatosi alla triennale di Scienze umanistiche per la comunicazione e formatosi presso un accademia di Filmmaker a Roma, nel 2014 ha fondato la community di cinema L'occhio del cineasta per poter discutere in uno spazio fertile come il web sull'arte che ha sempre amato: la settima arte.

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