La notte del giudizio: quando il crimine diventa lecito

La notte del giudizio (2013)

La notte del giudizio

Anno: 2013

Paese di produzione: Stati Uniti d’America, Francia

Genere: thriller, orrore

Casa di produzione: Universal Pictures, Blumhouse Productions, Platinum Dunes, Why Not Productions

Distribuzione: Universal Pictures

Durata: 85 minuti

Regia: James DeMonaco

Sceneggiatura: James DeMonaco

Montaggio: Peter Gvozdas

Fotografia: Jacques Jouffret

Musiche: Nathan Whitehead

Attori: Ethan Hawke, Lena Headey, Adelaide Kane, Max Burkholder, Rhys Wakefield, Edwin Hodge

Trailer di La notte del giudizio (2013)

Trama di La notte del giudizio (2013)

Questo è il vostro sistema di trasmissione di emergenza che annuncia l’inizio dello Sfogo annuale. Al suono della sirena ogni crimine, incluso l’omicidio, sarà legale per le successive 12 ore. Il governo vi ringrazia per la vostra partecipazione.

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Nel 2022 gli Stati Uniti d’America sono una grandissima potenza, dovuta anche al fatto che la nazione è governata dai Nuovi Padri fondatori. Questi infatti hanno istituito “Lo Sfogo”, ossia un periodo annuale di soli dodici ore che permette a qualsiasi persona di sfogare i propri impulsi, e quindi di commettere tutte quelle attività considerate illegali, omicidio compreso. In quel lasso di tempo né polizia né medici interverranno per nessun motivo, le uniche due regole da rispettare sono quelle di non aggredire i funzionari governativi di livello 10 e di evitare armi da guerra. Lo Sfogo, infatti, ha uno scopo ben preciso: mantenere bassi i livelli di disoccupazione e criminalità.

James Sandin è un facoltoso imprenditore nel ramo della sicurezza domestica e insieme alla moglie Mary e ai figli Charlie e Zoey, vive in una lussuosa casa caratterizzata da un sistema di sicurezza di ultimo livello che serve a proteggere gli abitanti della famiglia nel momento in cui lo Sfogo prende vita. Durante la serata Charlie avvista, attraverso le camere di sorveglianza, un ragazzo di colore che cerca di scappare da un gruppo di ragazzi che gli sta dando la caccia. Per aiutarlo, il ragazzino disattiva il sistema di sicurezza, facendolo entrare nell’abitazione. Scoperto dove si è rifugiato, il branco citofona alla casa di James per chiedergli gentilmente di restituire a loro il ragazzo. James e la sua famiglia, quindi, si trovano di fronte a un bivio: dare il ragazzo di colore “in pasto” a quei ricchi ragazzi che lo vogliono morto o proteggere lo sconosciuto e rischiare loro stessi di morire.

Recensione di La notte del giudizio (2013)

La notte del giudizio è una pellicola scritta e diretta dal regista James DeMonaco e prodotta dalla Blumhouse Productions, casa di produzione di Jason Blum, famoso per aver sopratutto prodotto film horror a basso costo. Visto l’enorme successo al botteghino (con un budget di soli 3 milioni di dollari, la pellicola ne ha incassati 89 milioni) DeMonaco ha dato vita a quella che può essere definita una saga distopica: dopo La notte del giudizio del 2013, troviamo Anarchia – La notte del giudizio del 2014, La notte del giudizio – Election Year del 2016, La prima notte del giudizio e la serie TV The Purge del 2018 e The Forever Purge, programmato a luglio 2021. Tutte queste pellicole sono state scritte dallo stesso regista e solo quelle del 2013, 2014, 2016 e la serie TV del 2018 sono state da lui dirette.

Ritornando al film, distribuito nelle sale cinematografiche italiane il 1 agosto 2013, La notte del giudizio offre allo spettatore una trama del tutto originale. Ma partiamo dal principio. Come e quando viene istituita l’idea dello Sfogo?

Come spiegato a inizio articolo, l’idea era quella di contrastare la criminalità e la disoccupazione negli Stati Uniti, dal momento che nel 2010 i livelli erano veramente alti. Dopo un crollo economico, che ha portato la nazione nel caos, nel 2014 salgono al potere i Nuovi Padri Fondatori d’America, che decidono d’instaurare un regime totalitario. Per risollevare questa grande potenza, i nuovi governanti optano per appellarsi al 28º emendamento della Costituzione e avviare, una notte all’anno, quello che in inglese viene definito The Purge, lo Sfogo appunto. Con una durata di dodici ore (dalle 19 del pomeriggio alle 7 del mattino seguente) tutte le persone possono tranquillamente commettere ogni tipo di crimine, cosa che invece non è possibile per il resto dell’anno. In questo modo, col passare degli anni, si è visto come questa pratica sia riuscita ad abbassare il livello di disoccupazione al’1% e a rafforzare l’economia. In realtà questo non è nient’altro che un modo per sbarazzarsi, nel vero senso della parola, delle persone più povere, come per esempio i senzatetto, persone ritenute inutili e deboli per lo sviluppo del Paese.

Nella pellicola, ambientata nel 2022, vediamo come lo Sfogo sia una pratica ancora in voga e attuata da molte persone, sopratutto benestanti. La famiglia Sandin, che appoggia questo metodo ma che nella pratica non vogliono avere niente a che farci, si ritroveranno durante la serata ad essere i diretti interessati di questo processo a causa di un gesto impulsivo del figlio minore di James, che nella maniera più sconsiderata, decide di far entrare nella propria casa un perfetto estraneo per salvarlo da morte certa. La famiglia, quindi, durante queste dodici lunghe ore, dovrà capire di chi fidarsi e da che parte schierarsi. Perché se da una parte abbiamo un perfetto sconosciuto entrato nella loro dimora, le cui intenzioni non sono ben chiare, dall’altra parte abbiamo un branco di ragazzi pronti a distruggere la casa e a dichiarare guerra ai Sandin se non fanno come dicono loro. E non scordiamo i vicini di questa ricca famiglia, di giorno brave persone pronte ad aiutare il prossimo e di notte pronte a diventare il diavolo in persona.

Oltre alla sceneggiatura decisamente originale (come è originale ambientare l’intera pellicola all’interno di una casa), ho trovato geniale l’idea di servirsi non solo delle tipiche macchine da presa per inquadrare le scene: nel film, infatti, vengono utilizzati i video del sistema di sicurezza per mostrare il “mondo” fuori dall’abitazione dei Sandin. Oltre a questi, ricordiamo il piccolo drone radiocomandato di Charlie, usato dal ragazzino per avere una visuale e un pieno controllo sulle zone della casa. Sarà proprio questo drone che ci permetterà di scoprire, nel momento in cui l’abitazione piomberà nel buio più totale, dove si è rifugiato il ragazzo di colore.

Note Positive

  • Sceneggiatura originale
  • Geniale l’idea di usare vari apparecchi per registrare le scene

Note Negative

  • Niente di rilevante

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