Ladies First (2026). Catapultato in un mondo femminista

Recensione di Ladies First (2026): una commedia leggera e scorrevole che ribalta i ruoli di genere per riflettere — in modo semplice e accessibile — sul patriarcato contemporaneo

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Ladies First. (L-R) Sacha Baron Cohen as Damien Sachs and Rosamund Pike as Alex Fox in Ladies First. Cr. Rob Youngson/Netflix © 2026.
Ladies First. (L-R) Sacha Baron Cohen as Damien Sachs and Rosamund Pike as Alex Fox in Ladies First. Cr. Rob Youngson/Netflix © 2026.

Ladies First

Titolo originale: Ladies First

Anno: 2026

Paese: Stati Uniti d’America

Genere: commedia

Casa di produzione: 3dot Productions

Distribuzione italiana: Netflix

Durata: 90 minuti

Regia: Thea Sharrock

Sceneggiatura: Natalie Krinsky, Katie Silberman, Cinco Paul

Fotografia: Haris Zambarloukos

Montaggio: Mark Everson

Musiche: Atli Örvarsson

Attori: Sacha Baron Cohen, Rosamund Pike, Charles Dance, Emily Mortimer, Tom Davis, Richard E. Grant, Fiona Shaw, Weruche Opia, Kathryn Hunter, Red Tennant

Trailer di “Ladies First”

Informazioni sul film e dove vederlo in streaming

Ladies First è una commedia del 2026 distribuita su Netflix a partire dal 22 maggio dello stesso anno come contenuto originale. L’opera rappresenta il remake del lungometraggio francese del 2018, Je Ne Suis Pas Un Homme Facile, diretto originariamente da Eléonore Pourriat. Alla regia del progetto troviamo la cineasta britannica Thea Sharrock, già nota per aver realizzato pellicole come Io prima di te (2016), Cattiverie a domicilio (2023) e The Beautiful Game (2024).

La sceneggiatura è stata affidata a un trio composto da Natalie Krinsky (La galleria dei cuori infranti), Cinco Paul (Pets – Vita da animali, Cattivissimo me 2) e Katie Silberman (Don’t Worry Darling). Riguardo alla genesi del film, la regista ha rilasciato la seguente dichiarazione:

“Sono stato contattato per la prima volta da Liza Chasin, la produttrice, una vera forza trainante nel dare vita a tutto questo e con la quale ho instaurato un solido rapporto di collaborazione. Sacha Baron Cohen era già coinvolto nel progetto e Katie Silberman stava lavorando alla sceneggiatura. Katie era una persona con cui desideravo molto collaborare e Sacha è una leggenda della commedia. Non avevo visto il film francese originale, ma l’idea alla base mi ha subito incuriosito. La commedia è il genere più difficile in cui lavorare, ma può essere anche il più gratificante. Ho avuto la fortuna di lavorare con molti grandi attori, e questo film non fa eccezione: sono entusiasta del cast. – Dichiarazione di The Sharrock.”

Il cast vanta interpreti di altissimo profilo, a partire dalla protagonista Rosamund Pike, più volte candidata ai Golden Globe per le sue interpretazioni in I Care a Lot, Saltburn e L’amore bugiardo – Gone Girl. Accanto a lei recita l’attore comico Sacha Baron Cohen, vincitore di due Golden Globe per i due capitoli di Borat. La produzione coinvolge inoltre attori del calibro di Charles Dance (Mank, Frankenstein), Emily Mortimer, Richard E. Grant, Fiona Shaw (vincitrice di un BAFTA nel 2019 per Killing Eve), Kathryn Hunter e l’attore scozzese Bill Paterson.

Le riprese del film si sono svolte nel novembre 2024, interessando principalmente gli Shepperton Studios nel Surrey e la località di Hampstead

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Trama di “Ladies First”

Damien Sachs (Sacha Baron Cohen) conduce un’esistenza all’insegna del successo: è un uomo facoltoso e influente, occupa una posizione di prestigio in un’importante agenzia pubblicitaria e vanta una lunga serie di conquiste occasionali. Sia la sua condotta personale che la cultura aziendale sono intrise di valori profondamente patriarcali, dove il potere decisionale è appannaggio esclusivo degli uomini, mentre le donne sono relegate a mansioni di segreteria e spesso sminuite o ignorate. Tuttavia, spinto dalla necessità di proiettare un’immagine societaria più inclusiva e al passo con i tempi, Damien decide di promuovere Alex Fox (Rosamund Pike) a un ruolo di rilievo. Si tratta però di una manovra puramente di facciata: nelle intenzioni di Damien, Alex non deve avere alcun potere reale, ma fungere da mera “immagine” per dare alla società un’apparenza femminista.

Alex, tuttavia, non accetta di essere una pedina e, dopo una prima riunione in cui viene derisa dai colleghi maschi e non viene presa sul serio, decide sdegnata di rassegnare le dimissioni. Nel tentativo di inseguirla per impedirne la partenza, Damien sbatte violentemente contro un lampione, perdendo i sensi. Al suo risveglio si ritrova in un universo parallelo capovolto: in questa nuova realtà sono le donne a detenere il comando, mentre lui sperimenta sulla propria pelle la discriminazione e la pressione che caratterizzavano la vita delle donne nel suo mondo d’origine.

In questa società dominata da una visione fortemente femminista e anti-maschile, Felicity Chase (che nel mondo ordinario era una semplice centralinista) riveste il ruolo di CEO, mentre il suo vecchio ufficio è ora occupato da Alex Fox, la quale ha assunto i medesimi atteggiamenti spietati e arroganti che appartenevano a Damien. L’uomo comprende che l’unica via per tornare alla propria realtà è scalare le gerarchie e conquistare il posto di CEO nonostante le disparità di genere. Per riuscirci, dovrà scontrarsi con la ferocia professionale e la determinazione di una Alex Fox che ora occupa una posizione di potere assoluto

Recensione di “Ladies First”

Ladies First si presenta come una pellicola indubbiamente gradevole, che ha il merito principale di risultare estremamente scorrevole e priva di momenti stantii. La narrazione mantiene un ritmo costante, evitando cali di tensione che potrebbero compromettere l’attenzione dello spettatore. Questo risultato è frutto di una regia solida e dinamica, caratterizzata da un approccio minimalista e quasi “invisibile”, capace di gestire efficacemente sia le successioni di inquadrature che la costruzione scenica complessiva. Uno dei punti di forza del film risiede nell’ottima alchimia tra i membri del cast, composto da interpreti di primo piano come Sacha Baron Cohen, Rosamund Pike e Fiona Shaw. Nonostante la presenza di attori di tale caratura non garantisca automaticamente la riuscita di un’opera, in questo caso la mano di Thea Sharrock si dimostra fondamentale ed estremamente competente nel dirigerli sulla scena, rendendo Ladies First un vero e proprio “film d’attori”. La regista riesce a costruire un efficace climax drammaturgico puntando sulla caratterizzazione dei personaggi piuttosto che su virtuosismi tecnici, il tutto supportato da un montaggio fluido.

I protagonisti si muovono costantemente su un sottile equilibrio tra realismo, eccesso e macchiettismo, un rischio intrinseco alla natura stessa della storia trattata. Però nonostante il pericolo di scivolare in interpretazioni eccessivamente esasperate — specialmente nei ruoli di Felicity Chase e Damien Sachs — la direzione della Sharrock impedisce alla pellicola di valicare il confine del puro eccesso. Sebbene siano presenti espressioni facciali accentuate, tipiche del genere comico, le performance rimangono efficaci e gradevoli nella costruzione dell’impatto drammatico. Grazie a questa sinergia tra cast e regia, i personaggi riescono a superare i limiti di una scrittura che sulla carta li avrebbe resi delle semplici macchiette stereotipate, acquisendo invece una dignità scenica che ne mitiga le mancanze strutturali.

Femminismo e patriarcalismo 

La pellicola non propone un’impostazione realmente originale, non solo perché si tratta di un remake, ma poiché si fa portatrice di una struttura drammaturgica ampiamente rodata nel mondo del cinema. Visionando il lungometraggio, è inevitabile che il pensiero vada a opere come The Family Man (a sua volta ispirato a La vita è meravigliosa di Frank Capra), la cui struttura di partenza è praticamente identica a quella di Ladies First. In entrambi i casi, troviamo protagonisti maschili materialisti ed egoisti, Jack Campbell e Damien Sachs, focalizzati esclusivamente sulla carriera e sul potere a discapito della gentilezza e dell’amore.

Entrambi gli uomini vengono catapultati in un universo alternativo che funge da specchio critico, ponendoli dinanzi ai propri difetti e ai propri preconcetti. Questo viaggio in una vita differente costringe i protagonisti a rivalutare radicalmente il proprio agire nel “mondo ordinario”, portandoli verso una trasformazione e una rigenerazione interiore. Ciò che distingue i due film è il cuore della narrazione: se The Family Man ruota attorno a un climax natalizio sull’importanza degli affetti familiari, Ladies First adotta un approccio culturale contemporaneo, affrontando uno dei problemi cardine del XXI secolo: la cultura patriarcale.

Il film esplora come tale cultura sia ancorata al nostro pensare quotidiano, manifestandosi sia in forme visibili che in quegli aspetti invisibili a cui solitamente non diamo importanza. Attraverso una commedia a tratti “sporca” e anti-perbenista, la storia esaspera gli atteggiamenti maschili e femminili per raccontare cosa significhi per una donna vivere in un sistema patriarcale. Lo strumento utilizzato è quello dello “switch” di prospettiva: ribaltando la società odierna in una realtà profondamente femminista e anti-patriarcale, l’esperienza di Damien Sachs porta a galla le criticità sistemiche, evidenziando cosa voglia dire abitare un mondo basato sul genere e non sulla reale competenza dell’individuo.

La pellicola veicola questa tematica in maniera estremamente chiara, rinunciando a una stratificazione drammaturgica complessa per rendersi di facile comprensione a un pubblico generalista. Tuttavia, è possibile muovere una critica alla seconda parte del film, dove viene messo in scena uno scontro tra Damien Sachs e Alex Fox per il ruolo di CEO; una scelta narrativa che appare evitabile e che fa scivolare il racconto nel banale e nel macchiettistico. In questa fase, la tendenza allo stereotipo si fa più marcata, limitandosi a invertire meccanicamente i ruoli e attribuendo alle donne gli atteggiamenti arroganti tipicamente maschili e viceversa.

Nonostante questi limiti, e pur non essendo un’opera eccelsa o ricca di momenti realmente comici capaci di suscitare risate genuine, il film dimostra di funzionare nel suo complesso. Si rivela un prodotto funzionale e scorrevole, ideale per chi cerca una serata di intrattenimento tranquillo tra le mura domestiche

In conclusione

Ladies First è una commedia leggera, scorrevole e ben confezionata, che riesce a intrattenere grazie a una regia pulita, un cast di alto livello e un ritmo narrativo senza cedimenti. Pur non innovando davvero il genere e appoggiandosi a una struttura già vista — quella del “mondo alternativo” che ribalta ruoli e poteri — il film funziona perché sa dosare ironia, macchiettismo e riflessione sociale senza mai appesantire la visione. La Sharrock dirige gli attori con mano sicura, trasformando personaggi potenzialmente stereotipati in figure godibili e coerenti con il tono della storia. Certo, la seconda parte indulge in qualche banalità e semplificazione, ma Ladies First rimane un prodotto piacevole, immediato e perfetto per una serata leggera, capace di far riflettere — anche se solo in superficie — sulle dinamiche patriarcali del nostro presente.

Note positive

  • Regia scorrevole
  • Interpretazioni attoriali
  • Montaggio

Note negative

  • Struttura narrativa già vista
  • Seconda parte più debole, con perdita di focus narrativo
  • Pochi momenti realmente comici

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Review Overview
Regia
Fotografia
Sceneggiatura
Colonna sonora e sonoro
Intepretazione
Emozione
SUMMARY
3.4
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Stefano Del Giudice
Stefano Del Giudice

Laureatosi alla triennale di Scienze umanistiche per la comunicazione e formatosi presso un accademia di Filmmaker a Roma, nel 2014 ha fondato la community di cinema L'occhio del cineasta per poter discutere in uno spazio fertile come il web sull'arte che ha sempre amato: la settima arte.