L’amante dell’astronauta (2024). Film queer ironico e romantico decisamente mainstream

Pedro, in vacanza nella casa di famiglia in Argentina, ritrova il suo amico d’infanzia Maxi, con il quale instaurerà un legame particolare, fra gioco e attrazione.
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L'amante dell'astronauta - Locandina del film

L’amante dell’astronauta

Titolo originale: Los amantes astronautas

Anno: 2024

Nazione: Argentina, Spagna

Genere: Commedia, Drammatico, Sentimentale

Casa di produzione: Mr Miyagi Films, Sombracine

Distribuzione: Circuito Cinema, Wildstar International

Durata: 116’

Regia: Marco Berger

Sceneggiatura: Marco Berger

Fotografia: Mariano De Rosa

Montaggio: Marco Berger

Scenografia: Aixa Torres

Costumi: Macarena García

Musiche: Pedro Irusta

Attori: Javier Orán, Lautaro Bettoni, Mora Arenillas, Ivan Masliah, Ailín Salas

Trailer di L’amante dell’astronauta

Informazioni sul film e dove vederlo in streaming

L’amante dell’astronauta è il nuovo film del regista argentino Marco Berger, da sempre impegnato a raccontare storie a tematica queer. L’autore, classe 1977, si era già fatto conoscere con il suo cortometraggio di debutto, El reloj (2008), presentato al Festival di Cannes. Berger si è aggiudicato il Teddy Award – premio per il miglior film a tematica lgbtqi+ – alla Berlinale 2011 con il film Ausente.

L’amante dell’astronauta è la prima sua opera a essere distribuita nelle sale italiane, grazie a Circuito Cinema che ha realizzato un focus sul regista argentino all’interno della rassegna Orgoglio e Pregiudizio. La traduzione del titolo in italiano è forviante: nel film si usa il termine astronauta per definire una persona omosessuale e si gioca con tutti i riferimenti del caso per i doppi sensi (razzo, mettere la bandiera, ecc.). Il film verrà proiettato a partire dal 20 giugno 2024.

Ho voluto raccontare una storia spudoratamente felice. … succede che due persone, etero o gay non importa, si conoscano e si riconoscano immediatamente … Quell’amicizia a volte si trasforma in amore e può durare tutta la vita.

Marco Berger dalle sue note di regia

Trama di L’amante dell’astronauta

Pedro, giovane uomo apertamente gay, decide di raggiungere gli amici per passare insieme a loro le vacanze estive. Qua ritrova una sua conoscenza di gioventù, Maxi, con il quale instaura da subito un bel legame fatto di gioco e complicità. Maxi si dichiara eterosessuale ma, nonostante ciò, non disdegna di divertirsi allusivamente con Pedro fino a fingere, con i propri amici e con la ex ragazza di Maxi, di essere realmente una coppia.

Una situazione intricata in cui Pedro, nonostante cerchi di mantenere una distanza di sicurezza, finirà per mettere in gioco anche dei sentimenti. Ciò avviene a causa dell’avvicinamento fisico fra i due, che li porterà non solo a condividere dei baci ma anche a una notte di sesso.

Il gioco regge finché Pedro non scopre che, in realtà, era tutto un piano di Maxi per riconquistare la sua ex compagna Sabrina. In realtà, Maxi ha incominciato a provare dei sentimenti reali per Pedro e pare deciso a viverseli, a dispetto delle etichette imposte da amici e società.

L'amante dell'astronauta - Bettoni e Orán in una scena del film
L’amante dell’astronauta – Bettoni e Orán in una scena del film

Recensione di L’amante dell’astronauta

Con L’amante dell’astronauta il regista Marco Berger – che è anche sceneggiatore e montatore della pellicola – vuole raccontare la storia di due giovani che si avvicinano l’un l’altro per un magnetismo che i fortunati hanno provato almeno una volta nella vita. Un riconoscersi che, poco a poco e complice l’ironia, porta i due protagonisti a conoscersi e innamorarsi.

L’autore argentino lascia moltissimo al testo, tanto che il suo lavoro potrebbe richiamare molto la transmedialità, essendo appropriato anche per un palcoscenico teatrale. Dialoghi a tutto spiano, tante parole, mentre il resto diventa secondario. Alcuni paragonano Berger al Maestro Éric Rohmer, per la naturalezza usata e i contenuti delicati. Un confronto impari, in realtà, perché l’autore sudamericano pecca in ingenuità.

Se la base della storia è interessante e gli interpreti sono decisamente funzionali, avere una sceneggiatura che punta per più di tre quarti del film sulle continue battute a doppio senso e sui trastullamenti fra Pedro e Maxi diventa controproducente. Prima di tutto, perché alla lunga diventa una trama oramai nota e abusata ma soprattutto perché si perde lo spessore intimista che Rohmer portava senza remore sullo schermo.

Personaggi che non vanno mai in profondità

Non sappiamo nulla del vissuto di Pedro e del perché decida di usare questa ironia con il suo amico Maxi. Non ci è dato sapere se cela un innamoramento da colpo di fulmine o semplicemente una visione più godereccia della vita. Stesso discorso vale per Maxi, il quale si presenta come eterosessuale con una ragazza che vuole riconquistare ma che forse ha una curiosità che è qualche cosa di più di un interesse momentaneo.

Anche il ruolo di Sabrina, inserito nel contesto come a sublimazione di un aspetto eterosessuale forte, non viene sviluppato e rimane solo un espediente per una narrazione che rimane ancorato al non detto e non visto. Una vacuità che hanno anche gli amici di Pedro e Maxi, marcatamente caratterizzati: chi eterosessuale gay-friendly finché sta alla larga dalle terga di un omosessuale e chi con idee apertamente queer che però non lasciano spazio a un confronto reale ma a una accettazione imposta.

Ci si capisce al volo, si diventa indispensabili l’uno all’altro. Diventa un’amicizia che racchiude un segreto inspiegabile …. È quanto succede tra Pedro e Maxi: hanno lo stesso senso dell’umorismo, la stessa percezione delle cose. E questo permette loro di superare le barriere erette per dividere gli etero dai gay.

Marco Berger dalle sue note di regia

Un finale che limita il racconto

L’amante dell’astronauta viene sovrastato dalla finalità dell’autore, il quale però perde di vista tutto l’aspetto più emozionale. Nonostante ciò, Berger imbastisce una commedia gradevole, aiutato decisamente dai due protagonisti. Javier Orán porta sullo schermo un Pedro ironico ma anche con sfaccettature più intense, mentre Lautaro Bettoni regala a Maxi una ingenuità quasi fanciullesca riconosciuta nel gioco e nel finale.

Ma la cosa che funziona più di tutte è l’alchimia che Orán e Bettoni riescono a trasmettere. È proprio questa loro forza che riesce ad alleggerire le continue battute e i doppi sensi e a portarci, ineluttabilmente, verso una partecipazione empatica di cui la sceneggiatura è manchevole.

L'amante dell'astronauta - I protagonisti Javier Orán e Lautaro Bettoni
L’amante dell’astronauta – I protagonisti Javier Orán e Lautaro Bettoni

In conclusione

L’amante dell’astronauta è un film discreto, meno attrattivo per quanto riguarda l’esplicitazione – a cui siamo abituati e in cui pure registi come Ferzan Özpetek si sono cimentati – ma decisamente reale, soprattutto se si riesce a ridimensionare il gioco verbale prolungato. Il finale è banale, anch’esso non esplorato e pure contraddittorio – l’affermazione di Maxi agli amici poco prima di raggiungere Pedro è contrastante con quanto poi farà.

Marco Berger ha voluto discostarsi da tematiche più forti ed esplicite e proporre un film più adatto a un contesto mainstream. Nulla a che vedere con il collega canadese Xavier Dolan, così come è poco attinente il paragone con Andrew Haigh, regista inglese di Weekend (2011) e Estranei (2023), il quale invece ha spogliato i suoi protagonisti fino all’animo, esplicitandone eccitazione e paure. In questo caso, l’autore argentino è stato meno coraggioso, ma il risultato è comunque apprezzabile.

Note positive

  • L’alchimia dei due protagonisti
  • Una buona ironia
  • Rappresentazione reale

Note negative

  • Mancanza di approfondimento dei personaggi
  • Poco coraggio figurativo e di narrazione
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Renato Soriano
Renato Soriano

Mi occupo di spettacolo ed eventi culturali dal lontano 1991. Nasco come attore per diventare poi regista e autore teatrale. I miei studi mi hanno portato a specializzarmi verso la rappresentazione omonormativa nel cinema, italiano e non. Inoltre, sono ideatore del progetto TeatRealtà, legato alla consapevolezza delle nuove tecnologie usando il teatro come realtà.

Articoli: 41

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