L’amica geniale 3 – Storia di chi fugge e di chi resta (2022): Il femminismo e le lotte operaie negli anni ‘70

margherita mazzucco e gaia girace in L’amica geniale 3 – Storia di chi fugge e di chi resta

L’amica geniale 3 – Storia di chi fugge e di chi resta

Titolo originale: L’amica geniale 3 – Storia di chi fugge e di chi resta

Anno: 2022

Paese: Italia, Stati Uniti d’America

Genere: Drammatico

Casa di Produzione: Fremantle

Distribuzione: Rai Fiction, HBO, 

Ideata: Saverio Costanzo

Stagione: 3

Episodi: 8

Regia: Daniele Luchetti

Sceneggiatura: Francesco Piccolo, Laura Paolucci, Saverio Costanzo

Attori: Margherita Mazzucco, Gaia Girace, Anna Rita Vitolo, Luca Gallone, Imma Villa, Antonio Milo, Alessio Gallo, Francesco Russo, Francesco Serpico, Clotilde Sabatino, Eduardo Scarpetta, Giovanni Buselli, Daria Deflorian, Matteo Cecchi, Gaia Buongiovanni, Giorgia Gargano, Alba Rohrwacher

Trailer di L’amica geniale 3 – Storia di chi fugge e di chi resta

Il 20 aprile 2020 Rai e HBO confermarono la produzione de L’amica geniale 3, tramite le dichiarazioni di Eleonora Andreatta, Direttore di Rai Fiction, e Francesca Orsi, Executive Vice President di HBO Programming, dichiarando che la serie si sarebbe nuovamente ispirata all’omonima saga di successo di Elena Ferrante, specialmente sul terzo romanzo intitolato Storia di chi fugge e di chi resta, libro edito nel 2013 per E/O, che riprende in mano la storia subito dopo gli eventi mostrati nel capitolo precedente riguardo la storia di Elena Greco (Margherita Mazzucco) e Raffaella Cerullo (Gaia Girace), dal titolo Storia del nuovo cognome.

Premiata dal pubblico italiano e internazionale, la grande sfida de L’amica geniale continua con l’annuncio di Rai e HBO della terza stagione, rafforzando l’ambizione di creare un racconto complesso e portare l’immaginario italiano nel mondo tenendo sempre al centro della narrazione il vissuto del nostro Paese. Il successo della seconda serie ha confermato la potenza della storia di Elena Ferrante e la sua capacità di tradursi in un avvincente racconto seriale amato in tutto il mondo con la ricchezza e il fascino della regia di Saverio Costanzo.

Eleonora Andreatta

Saverio Costanzo, colui che ha ideato e diretto L’amica geniale nelle passate puntate, decide di abbandonare le redini della regia per questa terza stagione passando il testimone al cineasta Daniele Luchetti (Chiamatemi Francesco – Il Papa della gente, Lacci) colui che va a dirigere la totalità degli otto episodi che compongono L’amica geniale 3 – Storia di chi fugge e di chi resta. Costanzo, però, non abbandona del tutto lo show, ma ne rimane come showrunner e sceneggiatore insieme a Francesco Piccolo, Laura Paolucci.

Il terzo capitolo, dopo ben due anni, di distanza dalla seconda stagione, viene trasmessa su Rai Uno e Rai Play dal 6 febbraio 2022 e riprende le storie di Elena e Lila, ormai adulte, durante il periodo storico degli anni ’70.

Trama de L’amica geniale 3 – Storia di chi fugge e di chi resta

Lila si è sposata a sedici anni, ha un figlio piccolo e, contrariamente a quanto avveniva alla fine degli anni ’60, aveva lasciato il marito e abbandonato la sua dimora e con essa tutta l’agiatezza economica che Stefano Carracci gli poteva donare. Scappata dal rione, Lila è andata a vivere con Enzo, un suo amico che nutre per lei un sentimento d’amore e che la supporta in tutto. Per vivere, colei che potenzialmente potrebbe far tutto, decide di “faticare” come operaia all’interno di una fabbrica di carne, svolgendo mansioni durissime in condizioni pessime, tanto da essere sfinita e stanca da quest’attività che lentamente la sta distruggendo fisicamente e mentalmente. Nel rione e a Napoli, ben presto giungono le prime rivolte operaie, dove le frazioni dei comunisti e dei fascisti, portano nuovo caos per le vie della città ma anche per le vie dell’Italia stessa che si sta infiammando per combattere le ingiustizie sociali, connesse alla lotta operaia.

Lontana da Napoli e dal mondo mafioso del Rione, Elena ha terminato i suoi studi alla normale e ha pubblicato il suo primo romanzo, un libro che le ha donato un buon successo portandola alla ribalta e aprendole le porte di un mondo benestante e colto, riuscendo a scappare da quel mondo da cui è nata e cresciuta, fatto di miserie e ignoranza, ma quel mondo del rione è pronto sempre a ritornare con prepotenza nella sua vita, vuoi per la costante dipendenza e lotta nei confronti di Lila o per la presenza di Pasquale Peluso, colui che lotta per i diritti dei lavoratori, oppure del suo amato Nino, che può ancora far breccia nella sua vita. Elena, distaccata non del tutto dal mondo da cui proviene fatto di soprusi, violenze e ingiustizie, diviene la signora Airota sposando Pietro, un giovane docente proveniente da una famiglia benestante. Lei con l’uomo si trasferisce a Firenze dove andrà a mettere su famiglia.

Margherita Mazzucco nella 3x01 di L’amica geniale 3 – Storia di chi fugge e di chi resta
Margherita Mazzucco nella 3×01 di L’amica geniale 3 – Storia di chi fugge e di chi resta. Photograph by Eduardo Castaldo / HBO

Recensione de L’amica geniale 3 – Storia di chi fugge e di chi resta

Maturità, questa è la parola adatta per trattare questa stagione. Lila e Lenù non sono più le bambine della prima stagione che doveva conoscere e comprendere il rione e non sono neanche più quelle dell’estate a Ischia, dove pensieri d’amore e di amicizia basati su un forte legame tra amicizia e invidia le contraddistingueva, ora sono donne divise, distanti più che mai, due specchi della medesima vita, di due donne segnate dal loro passato, un passato che a una è stato più benevolo e all’altra più maligno. Lila e Lenù, il loro rapporto, non può più essere sintetizzato attraverso la parola amicizia all’interno di Storia di chi fugge e di chi resta, perché il loro legame è falsato, segnato da misteri e gelosie che le due nutrono l’una verso l’altra, invidie che le connettono creando una sorta di filo conduttore tra l’una e l’altro dove il loro rapporto è ben lontano dal significato del lemma amicizia. Elena in verità a mai voluto realmente bene a Lila, si è mai aperta a lei? Lenù vive il tormento, l’angoscia di sentirsi inferiore alla sua ex compagna di classe, studiava per lei e non per studiare, il suo intento era sempre stato quello di superarla in tutto e per tutto. L’invidia caratterizza l’anima di Lenù ma forse anche è la parola cardine anche del carattere autentico di Lila, di una donna falsamente forte che prova gioia nell’insuccesso dell’amica, tanto da rimproverarla di sprecare il suo tempo e di non evolversi ma di essersi relegata nel classico ruolo di donna – madre casalinga, perdendo interesse stesso per il mondo, medesimo rimprovero ottiene dall’amico Pasquale che si reca da lei, ma asserisce di non trovare più l’amica Lenù ma la signora Elena Airota, una persona molto diversa da quella che era in passato. Tra Lila e Lenù, è la prima che sta ottenendo dei progressi veri e propri indirizzando la sua vita verso qualcosa d’importante. Lila ed Enzo studiano e grazie alle loro fatiche e notti insonne sui libri e nel lavoro riescono a diventare dei capi programmatori all’IBM. Tale premio conquistato da Lila, però è realmente un premio? Oppure è una sconfitta, dato che quell’azienda è in mano ai Solara, in special modo a Michele, il boss mafioso che vuole possedere Lila stessa. Per comprendere bene le spaccature tra le due donne è funzionale la scena della cena a casa dei Solara, in cui troviamo la famiglia Greco al completo pranzare con Enzo e Lila, in compagnia dei mafiosi del rione. Pietro si trova qui in una situazione insolita e comprende immediatamente la vera natura di quelle persone, soprattutto di Lila che giudica come una ragazza intelligente ma cattiva e rotta al suo interno.

Giulia Mazzarino e Bruno Orlando nella 3x01 di L’amica geniale 3 – Storia di chi fugge e di chi resta
Giulia Mazzarino e Bruno Orlando nella 3×01 di L’amica geniale 3 – Storia di chi fugge e di chi resta. Photograph by Eduardo Castaldo / HBO

Maturità è ancora la parola che riguarda l’atmosfera stessa della serie dove quei toni di Costanzo regista, che aveva immesso nella narrazione un clima adolescenziale e solare con una vivacità energetica di ritmo, scompaiono con l’entra in scena di Daniele Luchetti che realizza una storia visivamente cupa, dal passo oscuro e lento, dove la brillantezza e solarità di Costanzo lasciano spazio a un introspezione malinconica dei personaggi. Il cambio di registro si sente nella serie e questo tocco drammatico, che entra con prepotenza nella storia, risulta corretto e giustificato dagli anni in cui la storia si svolge, quelli del ’70, mostrati attraverso le riflessioni di Elena sulla figura del maschio autoritario (tematica mostrata con troppa superficialità) e il mondo operaio e le sue lotte (argomento ben mostrato solo nelle prime puntate e poi completamente trascurato), ma questa malinconia ricercata nel volere dare spazio alle emozioni dei personaggi non riesce, perché proprio i personaggi della serie, se escludiamo Lenù e Lila (che si vede in maniera molto sporadica all’interno de L’amica geniale 3) vengono trattati con fin troppa superficialità e molte scene, a causa di troppi tagli dal romanzo, appaiono poco comprensibili, come gli eventi riguardanti Franco, colui che viene pestato a morte, una scena che scritta nei modi scelti in sceneggiatura ha poco senso per lo spettatore, dato che non ne comprendiamo minimamente i motivi alla base: se di natura politica o privata o se siamo dinanzi a un pestaggio immotivato. Un altro personaggio trascurato nella stagione è il marito di Elena, Pietro Airota, un uomo figlio dei suoi tempi, a cui non ci dà minimamente profondità volendolo relegare nel ruolo autoritario di padre – padrone, di uomo che impedisce alla moglie di vivere al di fuori di lui. Il rapporto di Pietro ed Elena è alla base della terza stagione ma gli sceneggiatori lo analizzano in maniera blanda eliminando spesso alla vicenda, soprattutto la storia di Viareggio viene mal usata e non si crea mai un intimita, se non delle prime puntate, tra i due individui.

Matteo Cecchi in L'amica Geniale 3
Matteo Cecchi in L’amica Geniale 3. Photograph by Eduardo Castaldo / HBO

L’amica geniale 3 funziona essenzialmente grazie a una storia interessante e che cattura, anche se narrata con una regia fin troppo da fiction in svariati momenti, e grazie alle interpretazioni del cast, che pur giovanissimo, grazie a un uso discreto del trucco, reggono bene la scena, tanto che la scelta di mantenere Margherita Mazzucco e Gaia Girace nei rispettivi ruoli per questa stagione risulta una mossa azzeccata poiché, riescono a interpretare delle trentenni verosimili e credibili: la Mazzucco mostra tutta l’apatia e insoddisfazione di Elena mentre la Girace mostra la furbizia e la cattiveria di Lila, una cattiveria nascosta da una facciata di bontà e d’interesse verso l’altro.

Conclusione

La serie è ben fatta? Non del tutto, ha dei lati interessanti ma è vittima di un tono drammatico pesante che appiattisce gli eventi narrati e il ritmo a tratti è fin troppo lento, forse anche a causa di una stagione non così ricca di eventi come quelle passate e che mostra esclusivamente la vita di Elena all’interno delle mura domestiche, relegata al ruolo di madre. Le interpretazioni la salvano ma la stagione è al di sotto delle potenzialità che una produzione HBO – Rai potrebbe dare, soprattutto quando i due colossi sanno che L’amica geniale è una serie di punta e di grande interesse in Italia ma anche all’estero.

Note positive

  • Interpretazione delle protagoniste

Note negative

  • Ritmo a tratti piatto
  • La regia troppo da fiction
  • Le tematiche immesse nella serie sono trattate troppo superficialmente
  • I personaggi, a eccezione di Lila e Lenù, sono bidimensionali.

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