Le dichiarazione di regista e cast su The Northman (2022)

Dal regista Robert Eggers, conosciuto al pubblico mondiale per i suoi film di successo The Witch (2015) e The Lighthouse (2019), apprezzati da pubblico e critico, ecco che nel 2022 esce la sua terza opera cinematografico: The Northman, un opera cinematografica con un cast stellare come Nicole Kidman, Claes Bang, Anya Taylor-Joy, Ethan Hawke, Bjork e Willem Dafoe che ci trascina entro il mondo Shakesperiano di Amleto e in quello epico – storico dei Vichinghi. Il regista e il cast cosa hanno dichiarato sul film?

Robert Eggers, da dove è nata l’idea di creare un film sui Vichinghi?

Non ho mai voluto fare un film sui Vichinghi. Pensavo che i Vichinghi fossero bruti violenti e massicci senza nulla d’interessante. Mia moglie al contrario, amava le Saghe Islandesi, le stimate storie medievali della tradizione Vichinga, ed era convinta che le avrei apprezzate. Ma anche su sua insistenza, non ho mai aperto uno di questi grandi libri. Quando siamo andati in Islanda nel 2015, i paesaggi epici e travolgenti mi hanno totalmente ispirato. Ho subito immaginato figure solitarie del X° secolo in sella a un cavallo, sovrastate da montagne, ghiacciai e cieli infiniti dai colori soprannaturali. C’era qualcosa negli elementi e nella forza della natura che emergeva dai paesaggi. Poi ho iniziato a pensare ai Vichinghi e ad apprendere cosa era realmente esistito nei primi decenni del X° secolo in Scandinavia, e allo stesso tempo sono stato attento alle reinterpretazioni e agli elementi imprecisi che erano stati proiettati sulla cultura Vichinga nei millenni successivi. Ho trovato una civiltà ricca e complessa, fatta di arte meravigliosa, fusione culturale e religiosa, tecniche evolute, costumi elaborati e codici di onore e giustizia. Ma era anche una cultura di estrema violenza e sottomissione, in cui gli orribili cicli di vendetta non conoscevano fine. L’umanità, a quanto pare, non cambia mai. Forse è per questo che sono attratto dal passato. È uno specchio oscuro e lontano. Dopo un pranzo fatale con Alexander Skarsgård, l’idea di realizzare un film sui Vichinghi si è concretizzata. Sapevo (scusate l’arroganza) che dovevo provare a fare il film sui Vichinghi: quello definitivo. Con l’aiuto del geniale scrittore e poeta islandese Sjón, ci siamo imbarcati nella realizzazione del film sui Vichinghi storicamente più accurato e radicato di tutti i tempi. Abbiamo lavorato con archeologi e storici, cercando di ricreare le minuzie del mondo fisico, tentando anche di catturare, senza giudizio, il mondo interiore della mente vichinga: le loro credenze, la mitologia e la vita rituale. Ciò ha significato che in questo film il soprannaturale è realistico quanto l’ordinario.

William Dafoe, cosa ne pensi di questa pellicola e cosa hai trovato di diverso dal film precedente The Lighthouse dove avevi già lavorato con il cineasta?

Questa è un’avventura grande e vigorosa, di dimensioni maggiori rispetto ai film che Robert ha realizzato in precedenza. Ma si avvicina con la stessa attenzione ai dettagli, creando scenografie, oggetti di scena e persino inquadrature realizzate con grande precisione e cura, che l’immaginazione da parte del pubblico diventa facile. All’interno di ogni ripresa c’è un ritmo, una storia e una dinamica bellissima. E’ tutto lì sullo schermo; non entri semplicemente nei mondi di Eggers, ti ci ritrovi dentro.

Da dove trae ispirazione il film e di cosa tratta?

La storia più famosa di vendetta familiare nella letteratura è Amleto. L’influenza chiave e antecedente di Amleto è la leggenda scandinava di Amleth, che è essenzialmente il film che abbiamo realizzato, infondendo i sapori degli antichi miti norreni con il linguaggio secco e laconico delle saghe islandesi, e conservando gli elementi soprannaturali della leggenda dell’Amleto. Abbiamo avuto difficoltà a capire esattamente dove entrare in questo mondo, perché l’era vichinga è andata avanti per oltre un secolo e si è espansa in tutto il mondo. Una cosa è rimasta costante fin dall’inizio: volevamo che la storia riflettesse l’atmosfera laconica delle saghe Islandesi

Alexander Skarsgård (Attore, produttore)

L’intenzione con The Witch era di rivitalizzare quella figura archetipica apparsa in Hocus Pocus e negli innumerevoli ornamenti di Halloween hanno reso le streghe non più spaventose. Nello stesso modo in cui The Witch ha chiesto al suo pubblico: Sapete cos’è una strega? Bene, ripensiamoci. Abbiamo cercando di esplorare e articolare i Vichinghi in modo simile.

Robert Eggers

Le saghe leggendarie, per lo più ambientate nell’era Vichinga, sono molto più fantasiose delle saghe familiari, in quanto presentano mostri, draghi ed eroi che salvano principesse. La storia di Amleto è emersa dalla leggendaria fine delle cose, in contrapposizione alle saghe familiari, e gli sceneggiatori hanno capito la differenza. Robert mi ha detto fin da subito che avrei dovuto basare questo film su una saga leggendaria: l’elemento fantasy era importante. Come ha fatto in altri suoi film, gli aspetti magici e visionari della storia possono essere interpretati dallo spettatore come realmente accaduti o come stati d’animo. Questa è di gran lunga la rappresentazione più accurata dell’era Vichinga che abbia mai visto. Ero sul set durante la pre-produzione assistendo a tutto ciò a cui stavano dando vita, e l’ho trovato travolgente: non avevo mai visto un tale livello di attenzione ai dettagli in un film storico.

Neil Price, professore di archeologia britannico e autore specializzato in magia, stregoneria e religione dell’era Vichinga, che ha fatto anche da consulente in The Northman.
The Northman - Alexander Skarsgård e Robert Eggers
The Northman – Alexander Skarsgård e Robert Eggers

Robert Eggers cosa ne pensi di Alexander Skarsgård, l’attore e produttore del film?

L’ho scelto dall’inizio della scrittura. “È stato intelligente a sviluppare un film sui vichinghi intorno a sé stesso, perché fisicamente è la persona più giusta per il ruolo. È un attore nordico alto 1 metro e 94, che può trasformare il suo corpo in una macchina da guerra. Per dare vita ad Amleth è stato impavido, e grazie al duro lavoro è diventato un Vichingo

I Vichinghi credevano che alcuni avessero uno spirito animale che viveva dentro di loro, e  che in determinate circostanze si sarebbe manifestato in modi diversi. Per le donne spesso si trattava di una creatura marina, mentre per gli uomini era una volpe o un lupo o un orso e nel caso di Amleth, è sia lupo che orso: un Orso-lupo, per così dire. Prima della grande incursione nel villaggio slavo, lo vediamo assumere la forza e la ferocia di un orso combinate con l’agilità di un lupo.

Skarsgård

Fisicamente volevamo che Alex questa volta fosse più grosso, più grasso di Tarzan e con spalle più grandi Dato che Amleth è un ibrido Orso-lupo come da leggende vichinghe, volevamo che Alexander fosse in grado di muoversi agevolmente mentre combatteva con spade e asce, ma allo stesso tempo avesse dimensioni e stazza imponenti. Alex mangiava cinque volte al giorno. Ogni giorno sul set era fisicamente impegnato in combattimenti, sprint e scariche emotive. Quindi ogni tre ore, durante le riprese, mi assicuravo che si fermasse a mangiare

Lygdback (Preparatore degli attori per l’interpretazione fisica dei loro personaggi)

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