Les jeunes amants (2021): una love story ultragenerazionale

Les jeunes amants locandina film

Les jeunes amants

Titolo originale: Les jeunes amants 

Anno: 2021

Paese: Francia, Belgio

Genere: Drammatico

Produzione: Ex Nihilo, Karé Productions

Distribuzione:

Durata: 112 min

Regia: Carine Tardieu

Sceneggiatura: Carine Tardieu, Agnès de Sacy

Fotografia: Elin Kirschfink

Montaggio: Christel Dewynter

Musiche: Alisha Heng

Attori: Fanny Ardant, Melvil Poupaud, Manda Touré, Florence Loiret Caille, Cécile de France, Sharif Andoura

Fanny Ardant e Melvil Poupaud alla Festa del cinema di Roma 2021

Alla 16°edizione della Festa del cinema di Roma è stato presentato in selezione ufficiale, durante la terza giornata della manifestazione il nuovo film di Carine Tardieu con protagonisti Fanny Ardant e Melvil Poupaud.

Trama di Les jeunes amants

Pierre (Melvil Poupaud) è un oncologo di mezz’età che accompagnando l’amico e collega (Sharif Andoura) dall’amica della madre: Shauna (Fanny Ardant) s’innamora nuovamente di lei, dopo che i due s’erano già incontrati quindici anni prima in ospedale. Shauna però ora ha 70 anni e Pierre è un uomo sposato, perciò dovranno vivere la loro relazione come dei “giovani amanti” con tutte le difficoltà del caso. Un amore maturo che oltre a stravolgere le vite dei protagonisti, scatenerà anche il chiacchiericcio dei conoscenti.

Recensione de Les jeunes amants

Alla Festa del cinema di Roma 2021 Carine Tardieu presenta una love story ultragenerazionale, tra l’anziana Shauna (Fanny Ardant) e il padre di famiglia Pierre (Melvil Poupaud). Seppur il soggetto e la sceneggiatura non siano delle più originali, la cineasta francese ha avuto il merito d’inserire all’interno del lungometraggio dialoghi mai banali e uno humour che stimola lo spettatore, facendolo riflettere sui propri taboo. Questioni ancora lontane che smascherano il falso progressismo borghese rappresentato dalla moglie di Pierre (Cécile de France) la quale accetterebbe pure il tradimento del marito, qualora fosse avvenuto con l’affascinante e coetanea dottoressa Aisa Sissoko (Manda Touré) piuttosto che con la senile Shauna.

Il film possiede una regia essenziale e delicata portando il pubblico alla consapevolezza che si possa sempre amare fino a che si “respiri la stessa aria”. Fanny Ardant è sublime nell’interpretare un personaggio che a differenza del grandioso film precedente (La belle époque, Nicolas Bedos,2019) non ha la sicurezza di Marianne, ma è timorata dalla bellezza che Pierre riesca a vedere in un fiore che si sta per appassire. Un’attrice consapevole della propria vecchiaia che nonostante tutto riesce ancora a bucare lo schermo come nei tempi d’oro, in cui era la musa di Francois Truffaut (La signora della porta accanto,1981 – Finalmente Domenica, 1983). Forse perché in fondo tutti noi non vorremmo mai vederla lontana dal grande schermo.

Per concludere quindi Les jeunes amants non si candiderà sicuramente a film dell’anno e nemmeno a miglior rappresentazione della Festa del cinema di Roma, ciò nonostante rimane una riflessione libera e incondizionata sul presunto “recinto” delle nostre passioni.

Note positive

  • Interpretazione di Fanny Ardant
  • Intelligenza e raffinatezza dei dialoghi
  • Riflessione libera sui taboo sociali
  • Autoriflessività del personaggio di Fanny Ardant

Note negative

  • Soggetto e storytelling poco originali
  • Tempi troppo lunghi di alcune sequenze

Leave a Reply

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.