Love, Death + Robots Volume 2: Grande animazione ma poca originalità

Love, Death + Robots Volume 2 locandina serie netflx

Love Death and Robots Volume 2

Anno: 2021

Paese: Stati Uniti d’America

Genere: Animazione, Fantascienza

Casa di produzione: Blur Studio, Netflix

Distribuzione: Netflix

Prodotto da: Tim MillerDavid Fincher

Ideato da: Tim Miller, David Fincher

Stagione: 2

Puntate: 8

Trailer ita di Love, Death + Robots Volume 2

Non avremmo potuto essere più felici della risposta allo spettacolo. Era esattamente il tipo di accoglienza appassionata da parte dei fan dell’animazione. David e io lo speravamo, ma per molti lunghi anni era stato detto che non sarebbe successo

Tim Miller

Dopo il successo di critica e di pubblico per Love, Death + Robots Volume 1 Netflix decide di puntare nuovamente sulla serie antologica d’animazione ideata da David Fincher e Tim Miller, affiancati per questa seconda stagione da Jennifer Yuh Nelson, regista di Kung Fu Panda 2 e Kung Fu Panda 3, qui in veste di Supervising Director.

In Love, Death + Robots 2, composto da otto episodi contrariamente alla prima di ben 18, immette lo spettatore entro nuovi mondi fatti di giganti, robot impazziti e senso d’immortalità. È già in fase di sviluppo il terzo volume sempre composto da otto episodi.

Trama di Love, Death + Robots Volume 2

Servizio clienti automatizzato (10 Minuti) di Meat Dept, compagnia d’animazione Atoll Studio da una storia di John Scalzi. In questo episodio siamo in compagnia di un’anziana che sta vivendo i suoi ultimi anni all’interno di un centro di anziani assistiti dalla tecnologia, ma cosa succede quando una di queste macchine si ribella?

Ghiaccio (10 minuti) di Robert Valley, compagnia d’animazione Passion Pictures, tratto da una storia di Rich Larson. In un futuro in cui gli esseri umani sono potenziati, ottenendo una grande forza fisica, siamo immersi nel conflitto sociale attraverso due fratelli, uno potenziato e uno no. Cosa accadrà quando vanno nel mare ghiacciato per vedere le balene di questo pianeta?

Pop Squad (15 minuti) di Jennifer Yuh Nelson, compagnia di animazione: Blur Studio, basato sul racconto di Paolo Bacigalupi. In un futuro in cui la vita eterna è possibile, i ricchi gestiscono il mondo vietando alla prole di avere dei loro figli. Seguiamo un agente di polizia incaricato di far rispettare la legge e di uccidere i bambini.

Neve nel deserto (15 minuti) di Leon Berelle, Dominique Boidin, Remi Kozyra, Maxime Luere, compagnia di animazione d’immagine unità, tratto dal racconto di Neal Asher. In un pianeta arrido ai margini della civiltà galattica, un albino chiamato Snow è braccato da dei cacciatori di taglie. L’uomo nasconde un segreto: lui è quasi immortale, tanto che le sue cellule e i suoi tessuti si riformano rapidamente.

L’erba alta (8 minuti) di Simon Otto, compagnia di animazione Axis Animation, basato su una storia di Joe Lansdale. Quando un treno si ferma inaspettatamente in mezzo al nulla ecco che un viaggiatore in solitaria esce fuori dal vagone per fumare; qui la sua curiosità viene colpita da un illuminazione all’interno di un campo con un erba molto alta.

Era la notte prima di natale (4 minuti) di Elliot Dear, compagnia di animazione: Blink Industries, basato su una storia di Joachim Heijndermans. La vigilia di Natale, una giovane ragazza e il suo fratellino giacciono svegli, troppo eccitati per dormire. Quando un tintinnio di campane annuncia l’arrivo di babbo natale, si intrufolano al piano di sotto per vederlo, ma rimarranno sbalorditi

La cabina di sopravvivenza (10 minuti) di Meat Dept, dello studio d’animazione Atoll Studio, tratto dalla storia di John Scalzi. Quando la sua nave viene danneggiata in battaglia, un pilota da combattimento si schianta al suolo di un pianeta desolato. In quel luogo c’è un rifugio automatizzato ma al suo interno niente va come spera, poichè il robot medico è danneggiato e lo inizierà ad attaccarlo.

Il gigante affogato (10 minuti) di Tim Miller, compagnia di animazione: Blur Studio, basato su una storia di: JG Ballard. Un uomo viene inviato a controllare e studiare il ritrovamento di un gigante annegato spiaggiato sulla riva di una piccola cittadina marina. Questo evento attirerà molti turisti sul luogo, ma tutto è sempre effimero.

Love, Death + Robots Volume 2
Fotogrammi di Love, Death + Robots Volume 2

Recensione di Love, Death + Robots Volume 2

Il secondo volume della serie antologica animata si presenta al pubblico in un formato più snello, se paragonato alla prima stagione, e proprio per questo motivo lo spettatore si sarebbe aspettato delle puntante maggiormente iconiche e sorprendenti sia dal punto di vista d’animazione che di originalità narrativa ma proprio quest’ultima appare assente all’interno dei singoli corti che appaiono andare a ricalcare i classici cliché del cinema di genere fantascientifico e distopico senza apportare quella vena di novità all’interno delle storie. Indubbiamente la brevità narrativa scelta come formato alla base della serie Love, Death + Robots non rende semplice la vita agli sceneggiatori ma ciò che ci viene mostrato in questo secondo volume appare narrativamente parlando superficiale, se escludiamo solo alcuni episodi come Il gigante affogato, realizzato proprio dal co – creatore della serie Tim Miller, che mostra un interessante riflessione sul senso effimero della vita e della sua fragilità oltre a porre una critica sociale sull’umanità stessa che distrugge e dimentica tutto ciò che gli sta attorno spostando sempre l’attenzione sulla novità e dimenticandosi o stufandosi ben presto del passato o della notizia non più di tendenza. Per fare ciò il regista mostra il decadimento fisico, sia a causa naturale che umana, di un giovane gigante di cui in realtà non sappiamo nulla. Appare, inoltre, carino e degno di nota l’escamotage sceneggiativo su cui si basa Era la notte prima di natale che fa del colpo di scena il suo punto di forza oltre a fare un evidente citazione al Fauno de il Labirinto del fauno di Del Toro. Inversamente troviamo assai poco ispirata la scelta di mostrare in soli 8 episodi ben due basati sulla lotta tra robot guasti e umani come Servizio clienti automatizzato o La cabina di sopravvivenza e altri tre sul senso d’immortalità, che non sviluppano la tematica in maniera divergente come Pop Squad, Ghiaccio e Neve nel deserto, corti che ripropongono le ambientazioni piovose alla Blade Runner divenute ormai un classico dei film fantascientifici noir. La scelta però dell’assenza d’originalità non è causata esclusivamente dagli sceneggiatori ma dalle scelte fatte in pre – produzione da Tim Miller, colui che scegli le storie tratte de dei racconti di genere da rielaborare in corti d’animazioni, ecco il cineasta di Deadpool poteva scegliere un materiale di partenza più accattivante o almeno più variegato e ovviamente gli sceneggiatori potevano metterci qualcosa in più in sceneggiatura.

Il problema di questa stagione sta esclusivamente in questa assenza di originalità delle storie dove sembra che i creatori siano più interessanti a trovare delle storie che possano risultare accattivanti a livello d’immaginario e di atmosfere, permettendogli di giocare con l’animazione a discapito della narrazione stessa che passa nettamente in secondo piano. In Love, Death + Robots Volume 2 troviamo ovviamente delle animazioni efficaci e ben svolte che possiamo solo elogiare ma anche qui non troviamo una così ampia varietà di stili così la quasi totalità dei corti possiedono un animazione in computer grafica piuttosto fotorealistica e solo Erba alta e Servizio clienti automatizzato, pur essendo in CGI si allontanano da quelle tonalità realistiche. Unico corto invece ad abbracciare l’animazione classica è Ghiaccio dove troviamo un buon mix tra disegno e 3D

In conclusione possiamo dire che Love, Death + Robots Volume 2 risulta una mezza delusione sia a livello narrativo che nella poca varietà d’animazione, si spera che nei prossimo volumi i creatori osino di più in tutti i sensi.

Note positive

  • La resa visiva

Note negative

  • Poca varietà di animazione e di temi narrativi
  • Storie superficiali

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