Madre! – La metafora esistenziale

Madre! locandina film

Madre!

Titolo originale: Mother!

Anno: 2017

Paese: Stati Uniti d’America

Genere: Mistero

Produzione: Protozoa Pictures

Distribuzione: 20th Century Fox

Durata: 121 min

Regia: Darren Aronofsky

Sceneggiatura: Darren Aronofsky

Fotografia: Matthew Libatique

Montaggio: Andrew Weisblum

Musiche: Jóhann Jóhannsson

Attori: Jennifer Lawrence, Javier Bardem, Domhnall Gleeson, Ed Harris, Michelle Pfeiffer, Brian Gleeson, Jovan Adepo, Emily Hampshire

Trama di Madre!

Una donna sta bruciando, le fiamme avvolgono tutto il suo corpo mentre una lacrima gli scende dagli occhi severi ma privi di qualsiasi gioia. Un uomo, con grande devozione, appoggia con dolcezza e tranquillità un grande diamante prezioso su una fessura che lo mantiene immobile impedendogli di distruggersi al suolo. Dalla gemma si propaga un energia magica che va a ridare nuova linfa all’abitazione distrutta dall’incendio, il legno si ricompone e le tracce della cenere svaniscono, il letto si ricompone e al suo interno si forma la sagomo di un essere umano che dorme, una giovane ragazza che si sveglia ricercando il suo uomo assente di fianco a lei.

La storia si sofferma su una coppia anonima che vive in una casa paradisiaca in mezzo alla natura e isolata dal mondo. Lui è un poeta in crisi d’ispirazione mentre lei ha come unica attività quella di andare a ristrutturale la gigantesca abitazione. La loro serena esistenza viene disturbata dall’arrivo di uno sconosciuto, che viene invitato a restare dal marito senza il consenso della sua amata. Poco dopo giungerà anche la moglie dell’uomo e ben presto si comporteranno come se l’abitazione fosse loro, da questo istante la vita della padrona di casa non sarà più la stessa come il rapporto con il proprio marito. Nel mentre la giovane sembra sentire il cuore della casa pulsare come se fosse un essere vivente.

Recensione di Madre!

Dopo aver visto il film non riuscirete più a guardarmi in faccia

Darren Aronofsky

Tre anni dopo il più che deludente Noah, il cineasta dei rumori Darren Aronofsky presenta alla 74ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, un film che ha fatto discutere e storcere il naso a gran parte della critica cinematografica ma che possiede quella forza caratteriale e simbolica che solo i grandi registi e scrittori riescono a donare alle loro opere. Madre! abbandona la classica strutturale a tre atti cinematografica per andare a disturbare l’inconscio dello spettatore che si ritrova ad assistere a una grande metafora sull’esistenzialismo dell’umanità andando a richiamare molteplici elementi biblici, in primis la creazione e la parabola di Adamo ed Eva per giungere infine verso uno scopo filosofico elevato, andando a dare un giudizio stesso sull’evoluzione della società e del rapporto tra Dio e gli esseri umani stessi, un legame intrinseco alla ricerca continua e sfrenata di amore e di senso al vivere stesso. Il regista con quest’opera cinematografica non si risparmia minimamente ma intende sporcarsi le mani passando da tematiche universali e filosofiche fino al senso più intimo della terminologia Madre!, ovvero di madre natura colei che dà la vita al creato.

Il costrutto narrativo, seppur con imperfezioni di sceneggiatura, si regge benissimo sulla sua protagonista femminile Jennifer Lawrence che, come aveva già fatto Darren Aronofsky con Natalie Portman nel Cigno nero, diviene il punto di vista centrale dell’intera storia, risultando onnipresente all’interno di ogni inquadratura del lungometraggio. Il regista, sfruttando ottimamente l’uso della macchina a mano, rendendo la casa uno dei personaggi del film stesso, adotta per la giovane protagonista di Hunger Games uno stile diverso dagli altri personaggi andandola a mostrare attraverso mezze figure e dei primissimi piani molto stretti ponendo su di essa tutta la concentrazione dello spettatore. L’unica grande pecca riguardante questo personaggio è la sua mancanza di tridimensionalità risultando piuttosto bidimensionale e priva di una reale forza femminile, che sembra ottenere solo nel finale. Ugualmente il poeta e marito della giovane, appare un personaggio piuttosto interessante e misterioso all’interno di Madre!, viaggiando tra un binario di oscurità e di bontà interiore, il tutto è reso ancor più evidente dall’interpretazione dell’attore Javier Bardem che dona quel senso di follia al personaggio donandogli un fascino intenso, benché anche questo risulta alquanto bidimensionale essendo mosso solo da una sete di egocentrismo in cui adora sentirsi acclamato.

Senza dubbio il ritmo risulta uno dei punti di forza della pellicola, essendo, la sceneggiatura stessa, un crescendo di tensione continuo che viene reso ancora più potente grazie a una splendida colonna sonora di Jóhann Jóhannsson che si unisce perfettamente alla visione.

Note positive

  • Attori
  • Fotografia
  • L’uso della casa come metafora

Note negative

  • Qualche difetto di sceneggiatura, soprattutto nei personaggi che appaiono bidimensionali e nella presenza di alcuni personaggi inseriti all’interno della storia come la polizia stessa che mal si addicono a una storia di questo tipo.

Leave a Reply

7 + uno =