Maledetta Primavera (2020), teen drama dalle tinte sanremesi

Maledetta primavera (2020) locandina film

Maledetta Primavera

Titolo originale: Maledetta Primavera

Anno: 2020

Paese di Produzione: Italia

Genere: Commedia, sentimentale

Produzione: BiBi Film, Rai Cinema

Distribuzione: Bim Distribuzione

Durata: 94 minuti

Regia: Elisa Amoruso

Sceneggiatura: Elisa Amoruso

Fotografia: Martina Cocco

Montaggio: Chiara Griziotti

Attori: Micaela Ramazzotti , Giampaolo Morelli , Emma Fasano, Manon Bresch, Federico Ielapi

Trailer Maledetta Primavera

Trama di Maledetta Primavera

Anni 80, Nina (Emma Fasano) è una ragazza adolescente trasferitasi da una zona centrale di Roma alla periferia della capitale dove è cresciuta la madre Laura (Micaela Ramazzotti). Nell’istituto di suore, in cui sia lei che il fratellino (Federico Ielapi) saranno costretti a concludere l’anno scolastico, Nina inizierà una relazione unica e inaspettata con una ragazza proveniente dalla Guyana francese Sirley (Manon Bresch).

Recensione di Maledetta Primavera

Che resta di un sogno erotico se

Al risveglio è diventato un poema?

Se a mani vuote di te

Non so più fare

Come se non fosse amore

Se per errore

Chiudo gli occhi e penso a te

Maledetta Primavera,1981 Goggi-Casella-Savio

Oltre a essere il nuovo film distribuito da Bim Distribuzione dal 3 giugno 2021 diretto da Elisa Amoruso, Maledetta Primavera è prima di tutto il titolo del brano oramai cult della musica italiana cantato da Loretta Goggi, scritto da Amerigo Casella e musicato da Gaetano Savio. Una canzone che dopo essersi piazzata al secondo posto al festival di Sanremo 1981, spopola nel mercato discografico italiano e internazionale, arrivando a vincere addirittura un disco d’oro e uno di platino, divenendo così il pezzo più iconico dell’artista romana.

Tale premessa extra cinematografica risulta doverosa, dato che il film della regista “esordiente al lungometraggio” [prima dedita alla realizzazione di documentari come Fuoristrada (2013), Strane Straniere (2016), Bellissime (2020) e Ferragni Unposted (2020)] attinge molto dal pezzo sanremese, sia riprendendone l’ambientazione durante la stagione di massimo splendore della capitale sia nel passo citato (vedi sopra) in cui si parla di un sogno erotico insistente, nel caso specifico della pellicola quello della protagonista Nina nei confronti di Sirley, rendendo le parole intonate dalla Goggi un pensiero incessante che accompagna la giovane a iniziare a scoprire la propria sessualità e il proprio corpo, mentre viene continuamente trasportata avanti e indietro tra la nuova casa e la roulotte familiare, adibita a soggiorno per le vacanze estive.

In questo family drama misto a love story si cerca in tutti i modi di colpire la sensibilità dello spettatore, mettendo in scena un potpourri di clichès e luoghi comuni che se in un primo momento possano risultare funzionali alla narrazione, a una certo punto divengono stucchevoli ed esasperati, rimandando a un immaginario nazional popolare dove la sostanza viene costantemente scombussolata (proprio come la nostra Nina) verso svariate parentesi e archi narrativi, in molti casi mancanti di una degna risoluzione o di un origine chiara: il rapporto della protagonista con la musica, la dipendenza del padre Enzo, l’aborto di Laura

Macro e micro temi sbattuti in faccia allo spettatore attraverso un racconto di matrice “mucciniana”, un regista (Gabriele Muccino) che ancora oggi continua a seguire un intento prettamente formale, volto a nascondere nolente o volente continue carenze narrative. L’esordio di Elisa Amoruso sembra seguire tale scia sopratutto nella messa in scena, tanto da poter essere momentaneamente considerata discepola di tale “ondata cinematografica”.

Un lungometraggio family friendly , nè eccessivamente scandalizzante ma nemmeno fine a sé stesso grazie anche all’aiuto dato dall’idea del biopic familiare.

In conclusione gli anni 80′ della cineasta possiedono l’aspirazione di essere visti da un pubblico generalista, rischiando però di risultare una ripetizione di codici pienamente acquisiti dallo spettatore.

Note Positive

  • utilizzo del brano sanremese
  • messa in scena derivativa ma comunque efficace
  • prodotto nazional popolare con destinatario preciso

Note Negative

  • storytelling dal ritmo e sostanza altalenante
  • clichès e luoghi comuni esasperati
  • anni 80′ poco sfaccettati

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