
Manipulation
Titolo originale: Manipulation
Anno: 2026
Paese: Italia, Germania, Repubblica Ceca
Genere: drammatico, thriller
Distribuzione italiana: Mescalito Film
Durata: 128 minuti
Regia: David Balda
Fotografia: David Balda
Musica: Jakub Kudlác
Attori: Féodor Atkine, James Faulkner, Arnaud Binard, Predrag Bjelac
Trailer di “Manipulation”
Informazioni sul film e dove vederlo in streaming
Le riprese di Manipulation, seconda opera del giovane regista ceco David Balda, si sono svolte nel maggio 2023 tra Bologna e Ferrara, grazie al sostegno della Emilia-Romagna Film Commission e alla collaborazione di un solido team artistico e tecnico locale. Le atmosfere medievali e le architetture storiche dell’Emilia-Romagna hanno contribuito a definire l’identità visiva del film, che ha poi completato la produzione in Repubblica Ceca, chiudendo un percorso creativo a cavallo tra due Paesi e due culture cinematografiche. Girato tra suggestive location italiane ed europee, Manipulation intreccia la tensione del thriller con una riflessione psicologica sul potere, sostenuto da una fotografia curata e da una regia elegante. L’Italia non è stata soltanto uno dei principali set del film, ma ha ospitato anche la premiere mondiale a Roma il 5 maggio 2026, prima dell’uscita nazionale prevista per il 14 maggio.
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Trama di “Manipulation”
Matteo, giovane ragazzo di buona famiglia, entra a fare parte di un gruppo segreto che sostiene di agire per un bene supremo. Tuttavia, non tutto è come appare, e ben presto deve scegliere tra la verità e la sua stessa vita.
Recensione di “Manipulation”
Non si può parlare di Manipulation senza raccontare chi è il regista, David Balda. Classe 2000, un film di successo già in curriculum (Narusitel, 2019), e la capacità di raccontare storie intriganti quanto intricate. La potenza di una storia che parla di un conflitto tra verità e menzogna, realtà e manipolazione, ha convinto un cast d’eccezione, tutto europeo: Féodor Atkine (attore francese conosciuto anche per aver recitato in Ogro di Gillo Pontecorvo); Arnaud Binard (che ha recitato recentemente nella serie tv Emily in Paris); Predrag Bjelac (attore serbo che ha recitato in Harry Potter e il calice di fuoco e in Le cronache di Narnia); Heino Ferch (uno degli attori televisivi tedeschi più noti); l’attore britannico James Faulkner (Il Trono di Spade); i polacchi Pawel Lawrynowicz e Pawel Delag e l’attore ceco Pavel Kriz (le cui scene sono soprattutto state girate in Italia).
Tra verità e bugie
Il film si concentra sulle sfaccettature sociali e politiche di un mondo dove prevale la legge del più forte, senza sconti per nessuno. Il potere è il mezzo attraverso cui si manipola la realtà dei protagonista, i quali diventano le pedine di un gioco troppo grande e complesso, anche per chi comanda.
La vita di Matteo, non è altro che una stratificazione di verità manipolate in cui si trova avvolto e travolto senza via di scampo: a partire dal padre, fino al suo professore, ogni persona nella sua vita si è stratificata di bugie che ha portato con sé, con convinzione e sicurezza. Ognuno di loro è anche rappresentante di una elitè, sia società che religiosa, che interagiscono per creare una rete di manipolazione che si estende per tutta l’Europa.
Ogni personaggio porta con se i propri demoni che lo rendono unico, anche in maniera negativa. Tra di questi spicca un brillante Heino Ferch, interprete di Padre Vitius, forse la figura più interessante del film: uomo di chiesa dilaniato tra la sete di potere e il fare la cosa giusta.
E quale migliore luogo dell’Italia per dare sfondo a questa storia, dove il simbolismo e l’arte hanno un ruolo di rilievo. I portici scuri di Bologna si fondono perfettamente con le strade cupe di Praga. L’atmosfera misteriosa della città emiliana, con i suoi 7 segreti, ha ispirato fin da subito il regista e il contributo dell’Emilia-Romagna Film Commission ha permesso di ospitare sul territorio un film internazionale.
Il ruolo dei media
Se all’inizio sembra che Matteo non abbia via di scampo da questa rete di dolore e menzogne, ben presto si rende conto che c’è ancora un modo di dire la verità. Fa uso del mezzo più antico con cui si è sempre tramandata la verità, ossia la carta stampata, nella forma più nobile che si conosce oggi giorno, ossia il giornalismo. E’ un giornalismo puro, coraggioso e dedito. David Balda decide di farne lo strumento principale per sconfiggere i potenti, ma non lo idealizza: è consapevole che non basta un buon articolo per cambiare l’opinione pubblica, ma che è sufficiente per smuovere qualcosa. Tuttavia, appunto, non ne fa l’arma vincente in modo assoluto, ma ne riconosce l’importanza, soprattutto nella società contemporanea. La figura dei media è impersonata da bravissimo attore francese Arnaud Binard.
La regia si muove perfettamente nell’oscurità della città, infatti la maggior parte del film è ambientato in notturna e le scelte scenografiche sono perfette per ridare la pubblico quella sensazione di oppressione (i portici) e di gabbia (le labirintiche strade ferraresi che sono protagoniste di un inseguimento) in cui Matteo è rinchiuso.
In conclusione
Si tratta sicuramente di una sfida produttiva quasi unica del panorama del cinema indipendente europeo, mostra come una buona storia sia un’aggregante per una crew e una cast invidiabile. Se dobbiamo trovare una pecca, forse, è la sceneggiatura: a tratti risulta un po’ confusa e introduce in maniera repentina molti personaggi, dando poco tempo per abituare chi guarda ai vari filoni narrativi. Il punto assolutamente a favore è il finale: non tutto va sempre come ci si aspetta…
Note positive
- Cast
- Produzione
- Scenografie/Location
Note negative
- Si poteva eliminare qualche scena superflua, dando un ritmo migliore al film
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| Regia | |
| Fotografia | |
| Sceneggiatura | |
| Colonna sonora e sonoro | |
| Intepretazione | |
| Emozione | |
| SUMMARY | 3.5 |
