Nino (2025). Un weekend per affrontare il presente e il passato.

Recensione, trama e cast di Nino (2025), un lungometraggio francese diretto da Pauline Loquès

Nino (c) Blue Monday Productions - France 2 Cinéma
Nino (c) Blue Monday Productions – France 2 Cinéma

Trailer di “Nino”

Informazioni sul film e dove vederlo in streaming

Nino, opera prima di Pauline Loquès, ha debuttato a Cannes alla Semaine de la Critique del 2025, dove è stata premiata con il Louis Roederer Foundation Rising Star Award. Nello stesso anno ha vinto il Gran Premio della Giuria alla XX edizione della Festa del Cinema di Roma. Nel 2026 ha vinto i premi Miglior Opera Prima e Migliore Promessa Maschile, per Théodore Pellerin, ai Premi César.

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Trama di “Nino”

Nel weekend del suo compleanno, Nino giovane parigino, scopre di avere un tumore alla gola. Il lunedì successivo potrà iniziare la terapia per curarsi, ma prima di quel giorno le strade di Parigi e gli incontri con amici del presente e del passato si riveleranno un modo per affrontare il cambiamento inaspettato all’interno della sua vita.

Recensione di “Nino”

È un venerdì. Nino, ragazzo sulla trentina, sta parlando con la receptionist di un ospedale, deve ritirare il referto di un analisi. Quasi con distacco, la receptionist risponde al ragazzo facendogli intuire che è malato, che le analisi lo hanno rilevato, ma questo a Nino ancora nessuno lo aveva comunicato. Tumore alla gola, scaturito da un papilloma virus non curato, glielo spiegherà successivamente una dottoressa.

È così che inizia Nino, opera prima di Pauline Loquès. La storia si sviluppa in un weekend, dal venerdì al lunedì, giorno in cui Nino inizierà la chemioterapia. Un fine settimana in cui vediamo il protagonista girare per Parigi, incontrare persone del suo presente e del suo passato, portando dentro di sé il peso e l’incognita data dalla scoperta del tumore.

Lo sguardo che segue Nino è distante, non invasivo, una scelta registica che evidenzia il focus sullo stato emotivo del personaggio. Per questo motivo il film può essere diviso in due parti. La prima, subito dopo la scoperta, in cui Nino sta elaborando la notizia, quello che arriva allo spettatore è una distanza emotiva col personaggio, data dallo sguardo distante che lo lascia respirare ed elaborare. La seconda è quella dell’accettazione, in cui Nino riesce a dire ad alta voce di avere un tumore e, come conseguenza, si riescono a percepire maggiormente le emozioni sia del protagonista che dei personaggi intorno a lui.

Tutto questo riesce ad arrivare anche grazie all’interpretazione degli attori, un approccio che si rifà al realismo e che permette allo spettatore di entrare all’interno della storia, di sentirsi parte integrante.

Tutto il film, dalla regia alla sceneggiatura al montaggio, si regge sulla creazione di una storia che vuole avvicinarsi il più possibile alla realtà, anche attraverso la scelta di inserire elementi evocativi che si ricollegano alle apparenti coincidenze che riempiono la vita di ognuno di noi.

In conclusione

Nino è un film che si focalizza sullo stato emotivo del protagonista, sul suo processo di accettazione e questo riesce ad arrivare allo spettatore, a toccarlo emotivamente anche grazie all’interpretazione di Théodore Pellerin, che riesce a mostrare un personaggio vulnerabile, chiuso in sé stesso e che al tempo stesso soffre per questa sua chiusura. L’approccio verso il realismo, scelto per raccontare la storia, riesce nel suo intento e trasforma la storia personale di Nino anche in un monito a diventare più consapevoli sui rischi legati a il papilloma virus.

Note positive

  • Interpretazione degli attori.

Note negative

  • Alcune scelte di montaggio.

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Review Overview
Regia
Fotografia
Sceneggiatura
Colonna sonora e sonoro
Interpretazione
Emozione
SUMMARY
3.7
Emanuele Igbinomwanhia
Emanuele Igbinomwanhia

Regista e Autore con anche un interesse verso la sperimentazione video. Dopo gli studi in cinema gira un documentario e si diletta nella scrittura di storie.