Premi Oscar 2023 – The 95th Academy Awards – I vincitori e la serata

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Video sulla serata degli Oscar 2023

Gli Oscar 2023 probabilmente rimarranno nella storia, un po’ come quelli del 2020 dove Parasite ha scardinato ogni pronostico ottenendo l’ambita statuetta non solo come miglior film internazionale ma anche come miglior film, divenendo il primo lungometraggio asiatico e della corea del Sud a ottenere l’ambita statuina, risultando anche il primo film in lingua non inglese ad aggiudicarsi il premio. Un evento storico che ha segnato una rottura netta con ciò che è sempre stata l’acccademy. Un movimento di rottura che è presente anche nei 95th Academy Awards, che ci sono tenuti a Los Angeles presso il Dolby Theatre, il 12 marzo 2023 e che ha visto trionfare (nettamente) Everything Everywhere All at Once, la pellicola americana dei The Daniels prodotta dai Fratelli Russo, un film folle, multi genere, che solo pochi anni fa non sarebbe nemmeno stato considerato dalla manifestazione cinematografica americana per eccellenza, che scartava tutte queste pellicole definite b-movie [vedesi il genere horror], prediligendo opere serie e con tematiche narrate in maniera intensa. Everything Everywhere All at Once non è il classico film Oscar, non lo è assolutamente, ma ha ricevuto, sorprendentemente, l’applauso dei festival d’élite, ricevendo ben 11 nomination con ben sette statuine vinte, eguagliando dei cult movie del cinema: da Il ponte sul fiume Kwai (1957), fino a Balla coi lupi (1990), passando per Schindler’s List – La lista di Schindler (1993), Shakespeare in Love (1998) e Gravity (2013). Il risultato però non è stato inaspettato, ma dopo le nomination e i Golden Globe, tutti ci attendevano questo strapotere del lungometraggio che viaggia tra fantascienza, dramma, commedia, a tratti demenziale, e azione.

Everything Everywhere All At Once
Everything Everywhere All At Once

Ora andiamo con ordine all’interno dentro la serata dei The Accademy.

La serata, che vede nel ruolo di presentatore e mattatore Jimmy Kimmel, alla sua terza volta alla guida degli Accademy, propone una novità estetica assoluta, ma non riuscita. Il red carpet abbandona il suo classico tappetto rosso per abbracciare un tono champagne, una decisione alquanto poco fortunata poiché il tappeto delle star ha presentato, rapidamente, delle chiazze nere, dimostrando come quel colore sia poco adatto a questo tipo di utilizzo tendendo a sporcarci facilmente. Non a caso il red carpet è stato, man mano il procedere delle star, sostituito con quello classico rosso.

Dopo la classica sfilata delle star ha inizio lo spettacolo. Abbiamo una clip di Top Gun: Maverick con Tom Cruis in aereo insieme a Kimmel, quest’ultimo piomberà sul palco attraverso un paracadute creando un inizio iconico e ben realizzato. Il primo premio a essere stato annunciato è quello riguardante il Miglior film d’animazione che, come era prevedibile, è andato a Pinocchio di Guillermo Del Toro, che ottiene per la prima volta l’oscar in questa categoria, dopo averlo vinto alla regia e al miglior film nel 2018 per La forma dell’acqua. Il Pinocchio di Del Toro, disponibile su Netflix, è senza ombra di dubbio un’interessante versione cinematografica che si discosta fortemente dal romanzo di Collodi per abbracciare una critica alla guerra e alla dittatura, riprendendo però alcuni concetti chiave della fiaba italiana come la morte. Questo film ha avuto la meglio su Marcel the Shell, Il gatto con gli stivali 2 – L’ultimo desiderio, Il mostro dei mari e Red.

L’animazione e’ il cinema, non e’ un genere. E’ improntante andare al prossimo livello. Mantenete viva l’animazione nelle vostre discussioni. Ringrazio Netflix per averci sostenuto. Lo dedico a mia moglie Kim, ai miei bimbi e ai miei genitori che non sono piu’ qui

Del Toro
Fotogramma di Pinocchio di Guillermo Del Toro

Il premio come miglior attore non protagonista invece è andato all’ex bambino prodigio Ke Huy Quan, conosciuto per la sua partecipazione a I predatori dell’arca perduta (1981). Un attore che non ha avuto una grande fortuna cinematografica finendo per molto tempo nel dimenticatoio. È proprio Everything Everywhere All at Once che lo rispolvera e gli consente una nuova occasione nella settima arte, occasione che l’attore non spreca. Non a caso il suo discorso si orienta sul “sogno americano”.

Il mio viaggio è cominciato su una barca, ho passato un anno in un campo profughi e sono finito qui sul palco più importante di Hollywood. Dicono che le storie così sono solo per il cinema, ma sono storie reali, è questo il vero sogno americano […] Bisogna credere nei propri sogni. Io avevo quasi rinunciato al mio, ma ora guardo il mio passato con gratitudine e guardo al futuro con speranza. A tutti voi là fuori, per favore, tenete vivi i vostri sogni

Ke Huy Quan

A mani vuote sono rimasti Brendan Gleeson e Barry Keoghan de Gli spirti dell’Isola, nonostante le loro grandi performance interpretative. La serata, subito dopo, dona un nuovo premio a Everything Everywhere All at Once facendoci comprendere, già dai primi verdetti, i favori della giuria. Jamie Lee Curtis, famosa per i suoi film horror come Halloween, ottiene il suo primo riconoscimento pubblico come miglior attrice non protagonista battendo nuovamente Gli spiriti dell’isola con Kerry Condon. Senza ombra di dubbio il grande sconfitto di questa edizione sarà proprio Gli spiriti dell’isola, che si è presentato all’evento con ben nove nomination e con speranze di vittoria, che ci sono dimostrate vane in tutte le categorie, tanto da ritornare a casa con 0 statuette.

Ho 45 secondi e ho promesso che sarei stata brava. Non sono qui da sola, ci sono centinaia di persone con me, i Daniels, la troupe, tutti quelli che hanno fatto questo film, il mio dream team: tutti abbiamo vinto questo Oscar. Dedico il premio a mio marito, alle nostre figlie, a mia sorella, a tutti quelli che hanno sostenuto i miei film di genere: tutti noi abbiamo vinto questo Oscar. E a mia madre e a mio papà, tutti e due hanno avuto la nomination per categorie diverse

Jamie Lee Curtis

Proseguendo rapidamente troviamo l’ambito premio oscar alla fotografia che va a James Friend di Niente di nuovo sul fronte occidentale, pellicola di guerra che ci catapulta nel conflitto della prima guerra mondiale trattando lo scontro tra Tedeschi e Francesi, attraverso gli occhi dei primi, degli invasori. Il regista ci mostra la morte dei soldati, facendoci notare come niente abbia senso e che ogni vita persa e persa inutilmente, il tutto con una fotografia e scenografia sorprendenti e impeccabili. Il lungometraggio Netflix, dopo l’oscar per la fotografia e scenografia, ottiene anche il premio come miglior film straniero, statuetta prevedibile dato che era candidato anche a miglior film, anche se, soggettivamente, avrei preferito una vittoria per The Quiet Girl, pellicola di ottima fattura che merita di essere visionata. Niente di nuovo sul fronte occidentale inoltre ha ottenuto anche l’oscar per la miglior colonna sonora originale, grazie alla composizione musicale del compositore Volker Bertelmann. Una vittoria amara e ingiusta, poiché il premio sarebbe dovuto andare a Babylon per la sua colonna sonora composta da Justin Hurwitz, capace di creare melodie che donano forza espressiva e ritmica al film.  Volker Bertelmann invece crea una buona melodia ma alquanto dimenticabile e che non risulta l’arma in più del proprio film.

Locandina Premio Oscar 2023
Locandina Premio Oscar 2023

Rimanendo sulla musica che dire delle esibizioni musicali? L’unico forma di spettacolo presente nella cerimonia che per il resto è stata piuttosto fiacca, anche a causa di discorsi molti brevi da parte dei vincitori degli Oscar. Tra queste esibizioni è da evidenziare la performance di Lady Gaga, colei che non voleva, inizialmente, esibirsi. La star di Hollywood si è presentata struccata sul palco per donare al pubblico un intensa interpretazione intimistica di Hold My Hand di Top Gun: Maverick.  Un esibizione che le è valsa la standing ovation. Da apprezzare è stata anche l’esibizione di Rihanna (altra standing ovation) che con la sua performance ha scosso il palco degli Oscar cantando Lift Me Up di Black Panther: Wakanda Forever. Il premio però è andato al film RRR di S. S. Rajamouli, lungometraggio indiano. La canzone s’intitola Naatu Naatu ed è stato cantato da Rahul Sipligunj, Kaala Bhairava e M.M. Keeravani, una canzone assolutamente ben realizzata.

Nei film ciò che conta maggiormente è la sceneggiatura, arma fondamentale per arrivare al cuore del pubblico. Per quanto riguarda la miglior sceneggiatura originale va a Everything Everywhere All at Once, scelta che mi lascia qualche perplessità, poiché se il film appare interessante non sono così sicuro che la trama funzioni alla perfezione e che la sceneggiatura non ricada in qualche errorino e buco di trama soprattutto lato fantascientifico, onestamente avrei dato il premio a Edward Berger, Lesley Paterson e Ian Stokell per Niente di nuovo sul fronte occidentale. Un film che a livello di sceneggiatura funziona perfettamente. La sceneggiatura non originale, va a mani basse, a Sarah Polley per il suo Women Talking – Il diritto di scegliere. L’oscar alla regia invece viene vinto dai Daniels per il loro Everything Everywhere All at Once, premio giusto poiché riescono a creare un dinamismo visivo molto intenso che ci tiene incollati per tutta la visione del film, sfruttando una regia sopra le righe che risulta il vero collante del lungometraggio, anche Spielberg avrebbe meritato ma il suo The Fabelmans, nel complesso, risulta meno riuscito difronte alla pellicola dei Daniels, che fa del montaggio e della regia il suo punto di forza, non a caso anche il montaggio va a loro.  

Dopo il successo del dimenticato Ke Huy Quan arriva anche il premio oscar come miglior attore per Brendan Fraser in The Whale, grazie alla sua eccellente interpretazione in un ruolo assolutamente difficile e complesso. Un premio che potrebbe rilanciare la carriere dell’attore de La Mummia, dopo un passato difficile.

Avete un cuore da balena: è possibile vedere nelle vostre anime. Un onore essere qui con voi”. Così un emozionatissimo ringrazia tutti. “Ho iniziato trent’anni fa a fare film e non sempre le cose sono andare come dovevano. Ora sono qui. Ritornare in superficie non è facile ma ce l’ho fatta, ci sono persone che me l’hanno permesso, i miei figli

Brendan Fraser

L’oscar alla miglior attrice protagonista va, a mani basse, a Michelle Yeoh un’altra attrice proveniente dal mondo underground del cinema che l’ha relegata spesso in interpretazioni di film puramente action. Per il suo ruolo di Evelyn nel film Everything Everywhere All at Once dà prova di una grande varietà attoriale, passando senza problemi da un tono più drammatico e cupo a uno più scanzonato da commedia, una commedia quasi assurda e priva di logica. Il film ovviamente va al film Everything Everywhere All at Once, una scelta un pizzico discutibile e che non mi trova pienamente d’accordo, ma questa vittoria si dimostra come un messaggio forte e chiaro al mondo dell’industria cinematografica. Vince un film che sa trattare un tema (abusato nel cinema) in maniera originale, un lungometraggio che sa giocare con i generi del cinema usando un linguaggio che spazia dal mondo dei videoclip a quello del videogioco, passando da un tono fantascientifico a uno orientale – comico demenziale.

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