Radiograph of a family (2020): Un documentario familiare

Radiograph of a family (2020): Un documentario familiare 1

Radiograph of a family

Titolo originale: Radiograph of a family

Anno: 2020

Paese: Norvegia, Iran, Svizzera

Genere: Documentario

Produzione: Bård Kjøge Rønning & Fabien Greenberg, Antipode Films AS, Norway

Distribuzione: Taskovski films

Durata: 80 minuti

Regia: Firouzeh Khosrovani

Sceneggiatura: Firouzeh Khosrovani

Fotografia: Mohammad Reza Jahanpanah

Montaggio: Farahnaz Sharifi

Musiche: Peyman Yazdanian

Attori: Soheila Golestani, Christophe Rezai, Farahnaz Sharifi

Trailer di “Radiograph of a family”

Trama di Radiograph of a family

Questa pellicola ha vinto il premio IDFA (International Documentary Film Festival di Amsterdam) nel 2020 per il miglior lungometraggio documentario e racconta la storia del conflitto familiare della regista Firouzeh Khosrovani, divisa tra un padre laico di stampo occidentale e una madre musulmana estremamente religiosa.

Radiograph of a family (2020): Un documentario familiare 2

Recensione di Radiograph of a family

Firouzeh Khosrovani mette a nudo la sua vita attraverso un poetico montaggio fatto di fotografie della sua famiglia e immagini d’archivio. Racconta del matrimonio dei suoi genitori, avendo come sfondo storico la rivoluzione islamica del ’79, e mostra come questa ha influito sulla relazione tra la madre e il padre e di conseguenza anche Firouzeh stessa. La figlia infatti, è cresciuta in questo grande conflitto che è stato particolarmente difficile, ma nonostante tutto i suoi genitori fanno parte della sua identità.

Il film rappresenta una radiologia della sua famiglia (come dice il titolo stesso) che riprende il pensiero del padre, radiologo di professione. Firouzeh sente la mancanza di affetto da parte della madre, perchè sembra dividersi dal pensiero della famiglia; nonostante ciò, la ricorda con nostalgia.

Il montaggio è formato da una successione d’immagini e filmati appartenenti alla sua famiglia; questo rende il tutto molto nostalgico e porta lo spettatore a fare un viaggi tra i ricordi della ragazza. La pellicola è accompagnata per intero dalla voce della narratrice che rappresenta la regista (doppiata però dalla montatrice) e in alcuni casi è presente la ricostruzione dei discorsi dei genitori. Un’idea che può sembrare alquanto personale e poetica ma che nel risultato appare soporifero. il film non scorre quindi molto velocemente e la storia raccontata, pur profonda ed estremamente delicata, non riesce a catturare il pieno interesse.

Resta comunque una storia molto toccante, che ripercorre la storia dell’Islam e della rivoluzione iraniana del 1979, ed esplora la difficile relazione tra i due genitori e la difficoltà di Firouzeh a vivere divisa tra una madre profondamente religiosa che vedeva il pensiero del marito come sbagliato e cercava di portare in casa la tradizione mentre lui accoglieva il pensiero più moderno.

Note positive

  • Storia raccontata
  • utilizzo delle immagini
  • Montaggio

Note negative

  • Conversazioni ricostruite
  • Eccessiva lentezza

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