Revenant – Redivivo (2015): l’uomo invincibile

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Trailer di Revenant – Redivivo

Informazioni sul film e dove vederlo

Ispirato a eventi realmente accaduti, ‘Revenant – Redivivo’ è un’epica storia di sopravvivenza e trasformazione che si svolge sullo sfondo della frontiera americana. Durante una spedizione in un territorio incontaminato e sconosciuto, il leggendario esploratore Hugh Glass (interpretato da Leonardo DiCaprio) viene brutalmente aggredito da un orso e successivamente abbandonato dai suoi compagni di caccia. Tuttavia, nonostante le ferite mortali e la solitudine, Glass affronta la sua sfida con una determinazione inarrestabile. Mossa dall’amore per sua moglie, di discendenza indiana, intraprende un viaggio durato oltre 300 chilometri, che assomiglia più a un’odissea, attraverso il vasto e selvaggio West, con un unico obiettivo: trovare l’uomo che lo ha tradito, John Fitzgerald (interpretato da Tom Hardy). Questo implacabile inseguimento si trasforma in un’epopea che sfida il tempo e le avversità, alimentata dal desiderio di ritorno e giustizia. Diretto, prodotto e scritto da Alejandro G. Iñárritu, ‘Revenant – Redivivo’ sarà nelle sale italiane dal 16 gennaio 2016, distribuito da 20th Century Fox Italia.

Trama di Revenant – Redivivo

Hugo Glass – Revenant – Redivivo

Io non ho più paura di morire ormai. Sono già morto

1823, Nord Dakota. Hugo Glass (interpretato da Leonardo DiCaprio) viene assunto come guida per condurre una battuta di caccia alla ricerca di pelli e pellicce per la vendita. Durante questa spedizione, il gruppo viene attaccato da nativi americani. Mentre gli uomini lottano per la sopravvivenza, trentatré perdono la vita nel conflitto, lasciando solo pochi superstiti tra cui il protagonista e suo figlio Hawk, nato da una donna Pawnee. Temendo di essere inseguiti dagli indiani, i superstiti decidono di intraprendere un percorso tortuoso e difficile.

La situazione si complica quando Glass viene coinvolto in un brutale scontro con un orso bruno, lasciandolo gravemente ferito e in condizioni critiche. Mentre alcuni compagni vorrebbero abbandonarlo alla sua sorte, suo figlio Hawk insiste affinché venga salvato. Tuttavia, le tensioni all’interno del gruppo aumentano e la situazione diventa sempre più precaria.

L'orso Bruno  - Revanant - Redivivo
L’orso Bruno – Revanant – Redivivo

Recensione di Revenant – Redivivo

Dopo il riconosciuto capolavoro ‘Birdman‘, Inarritu torna sul grande schermo con una storia che, seppur basata su eventi reali, è avvolta da leggende e un alone di improbabilità. Il film si ispira al romanzo del 2003 di Punke, una versione romanzata degli eventi vissuti dall’esploratore statunitense Hugo Glass. Glass divenne famoso sia ai suoi tempi che per le generazioni successive grazie a due imprese avvenute durante la medesima sfortunata spedizione, mirata alla caccia per ottenere pelli e pellicce. Durante questa spedizione, Glass fu attaccato dall’Orso Grizzly, avversario implacabile dell’uomo. Sopravvisse all’incontro con la bestia ma riportò ferite terribili, tanto che i suoi compagni, credendolo ormai al limite della vita, decisero di abbandonarlo nella foresta selvaggia. Tuttavia, Glass decise di abbracciare la vita e lottare per la propria sopravvivenza.

DiCaprio – Revenant – Redivivo

Riesci a sentirlo il vento, Padre? Ricordi quello che diceva la mamma del vento? Il vento non può sconfiggere un albero dalla forti radici.  Stai ancora respirando. Sarò qui… Sono qui…  Finché potrai fare ancora un respiro combatti. Respira, continua a respirare. Quando c’è una tormenta e sei in piedi difronte a un albero e guardi i suoi rami e giuri che cadrà. Ma, se guardi il tronco vedrai la sua stabilità


Il panorama in “Revenant – Redivivo” agisce quasi come un personaggio stesso, un elemento narrativo cruciale che contribuisce in modo significativo all’atmosfera e all’esperienza emotiva del film. I vasti paesaggi offrono non solo uno sfondo scenico, ma diventano parte integrante della storia, trasmettendo l’imperscrutabile maestosità e la brutalità della natura selvaggia. Le terre ghiacciate e selvagge diventano un elemento visivo potente, instillando nel pubblico un senso di meraviglia mista a timore per la durezza e l’imprevedibilità dell’ambiente. La presenza di DiCaprio in questo scenario è essenziale. Il suo volto, spesso ravvisabile tra le terre inospitali, accentua il contrasto tra la fragilità umana e la vastità selvaggia della natura circostante. Questo contrasto aumenta il coinvolgimento emotivo degli spettatori, immergendoli nella lotta di Glass per la sopravvivenza e permettendo loro di provare empatia e connessione con il personaggio.

La fotografia del film si dimostra eccezionale nel catturare la grandiosità e l’asprezza di questi paesaggi, offrendo scene visivamente mozzafiato che catturano l’essenza stessa dell’ambiente. La scelta di adottare lunghi piani sequenza, simili a quelli visti in ‘Birdman‘, consente una narrazione cinematografica fluida e coinvolgente. Particolarmente impressionante è la scena d’apertura, un vero capolavoro tecnico che sottolinea la maestria di Inarritu nel guidare lo spettatore attraverso un’esperienza visiva avvincente e coinvolgente. Questa costante abilità registica si perpetua lungo l’intera durata del film, contribuendo a far emergere la storia con dettaglio e intensità. La capacità di Inarritu di utilizzare la regia come strumento per trasmettere emozioni e connettere il pubblico alla storia è evidente in ogni inquadratura, trasformando il paesaggio selvaggio in un elemento narrativo e non solo visivo.

Nella scena d’apertura, assistiamo a uno scontro intenso tra i Cowboy e i nativi americani, strutturato in modo impeccabile. La telecamera non si concentra esclusivamente su Glass; infatti, il suo coinvolgimento è minimo durante lo scontro. Siamo catapultati direttamente nel campo di battaglia mentre la telecamera si muove con rapide panoramiche, catturando ogni angolo dell’azione. Questo dinamismo visivo trasmette l’intensità e la drammaticità della lotta per la sopravvivenza, dove la vita e la morte sono appese a un filo. Tuttavia, questo ritmo serrato e coinvolgente è presente solo in poche scene, il che è un peccato considerando l’effetto coinvolgente che genera. L’eccessivo spazio dedicato alla sofferenza del protagonista, isolato in un ambiente selvaggio, potrebbe diluire l’energia iniziale della narrazione eccessivamente concentrata sulla sua solitudine e tormento emotivo.

L’uomo immortale di Revenant – Redivivo

Hugo Glass è rappresentato come un uomo dallo spirito inarrestabile, un eroe determinato che canalizza tutte le sue energie mentali e fisiche verso un unico obiettivo: la vendetta. È un individuo determinato a sopravvivere, ma soprattutto brucia di una feroce sete di vendetta. Questo desiderio vendicativo è alimentato dalla morte del figlio, ucciso da un suo ex amico, e dalla sensazione di essere stato tradito e abbandonato dagli uomini con cui condivideva un tempo.

La sua sete di vendetta diventa la forza trainante dietro ogni passo doloroso che compie, nonostante le ferite e le difficoltà incontrate lungo il cammino. Glass, pur con le ossa spezzate, si rialza costantemente, spinto dalla ferma convinzione che l’obiettivo finale sia alla portata delle sue mani. Questa sete di vendetta si trasforma in un combustibile per la sua volontà di vivere: le sofferenze fisiche diventano sopportabili solo per il desiderio irrefrenabile di giustizia.

La vendetta diventa quindi la sua ragione di vita, conferendo uno scopo alla sua esistenza. È attraverso questo obiettivo che Glass trova la forza per continuare, poiché comprende che senza uno scopo, senza un obiettivo, la vita perde il suo significato, lasciandoci privi di motivazioni per continuare a lottare.

DiCaprio - Revanant - Redivivo
DiCaprio – Revanant – Redivivo

Non un film perfetto

Revenant è un film che, seppur notevole, presenta diverse lacune che lo rendono difficile da paragonare alla magnificenza di Birdman. Tuttavia, la sua solidità non affonda soprattutto grazie alla straordinaria performance degli attori. Leonardo DiCaprio, in particolare, riesce a trasmettere con maestria la profonda sofferenza del suo personaggio. Il suo ruolo non richiede molte parole; la sua espressività è veicolata principalmente attraverso il volto, incarnando in modo impeccabile le emozioni e le sensazioni provate da Glass. Il suo sguardo, carico di durezza e sofferenza, riesce a penetrare lo schermo, raggiungendo gli spettatori e coinvolgendoli in una storia leggendaria. Tuttavia, la trama appare essenzialmente molto basica e si basa principalmente sul potente legame tra padre e figlio, trascurando forse altri elementi che avrebbero potuto arricchire ulteriormente la narrazione

Revenant – Redivivo rappresenta una straordinaria dimostrazione delle capacità di regia, fotografia, montaggio, recitazione, riprese, scenografia e costumi nel creare un’opera cinematografica di altissima qualità. Tuttavia, il film soffre di una narrativa lenta e un’eccessiva lunghezza, protratta di almeno mezz’ora in più rispetto al necessario. Inarritu, con il suo stile unico caratterizzato da carrelli in inseguimento degli attori e panoramiche suggestive, offre un’esperienza visiva straordinaria, creando però più un lungometraggio di stile che di sostanza.

La scena del combattimento con l’orso in Revenant è straordinariamente potente ed impattante. Durante questa sequenza, lo spettatore rimane con il fiato sospeso, incollato allo schermo, completamente rapito dall’intensità dell’azione. Nonostante sappiamo che il personaggio di DiCaprio non può morire, il dubbio rimane vivo. Come può sopravvivere ad un attacco così brutale e devastante? Questo momento cinematografico incarna ancora una volta la capacità del cinema di sospingere i confini dell’impossibile, offrendo al pubblico un’esperienza coinvolgente e straordinaria

In conclusione

Questo film, seppur con i suoi difetti, si distingue per la sua potente rappresentazione visiva e per la straordinaria performance degli attori, trasportando gli spettatori in un viaggio emotivo attraverso la selvaggia determinazione di un uomo a sopravvivere e vendicare.

Note positive

  • Il panorama e la fotografia
  • Il rapporto Padre – Figlio è costruito alla meraviglia. Sappiamo tutto su di loro e di quello che gli è accaduto. Entrambi non possono fare a meno dell’altro.  I Flashback – sogni – allucinazione ci fanno entrare dentro i loro cuori. Unica pecca è che questi sono troppi e alla fine risultano ripetitivi, un allungamento del brodo.
  • La scena che vede i “Cowboy” contro i “Pelle Rossa”
  •  Gli attori sono Super, tutti. E’ solo per loro e per la fotografia che il film non precipita. Si vede che dietro al prodotto ci sono dei grandissimi professionisti ma forse il risultato è troppo perfetto, troppo privo di sbavature e in alcuni tratti ci sente una mancanza d’anima o di contenuto. Molte scene appaiono ripetitive o inutili per lo sviluppo della trama
  • Lo spettatore prova simpatia e tenerezza per Glass, per la sua sfortuna. Si immedesima in lui e fa il tifo per lui.

Note negative

  • Il ritmo dopo i primi 40 minuti è piatto. Non accade quasi nulla. Sentiamo esclusivamente l’agonia del povero Glass che cammina e si trascina come peso morto sulla nave e sul terriccio.Per venti minuti ciò è sopportabile ma dopo Inarritu esagera e non poco. Il film perde ritmo divenendo monotono tanto che durante la visione mi chiedevo ” Ma quando termina?”. Ciò non è un buon segno.
  • Film da una visione… non invoglia ad essere rivisto.
  • La musica non dà niente di più al film, non aggiunge nulla né da il ritmo.
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2 commenti

  1. Film troppo sopravvaluto, sicuramente è fatto bene…ma la storia è trita e ritrita.

    Per quanto mi riguarda Alejandro fa un passo indietro rispetto a Birdman (capolavoro).

    Leo non meritava l’oscar, Eddy in The Danish Girl è stato perfetto. Ovviamente è solo la mia opinione.

  2. Film bello con una gran cifra nel montaggio e nella fotografia, venti minuti di troppo ad inizionsecondo tempo e – va detto – un Di Caprio forse troppo sovraesposto che ha messo in ombra molte qualità del film!

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