Riabbracciare Parigi (2023). Il ricordo dei sopravvissuti 

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Trama di Riabbracciare Parigi

Informazioni sul film e dove vederlo in streaming

Lungometraggio francese “Revoir Paris”, diretto e co-scritto da Alice Winocour (conosciuta per “Proxima” del 2019 e “Mustang” del 2015), è stato presentato in anteprima mondiale in concorso alla Quinzaine des Réalisateurs del Festival di Cannes 2022. Nel corso dell’anno successivo, l’attrice protagonista Virginie Efira è stata premiata come migliore attrice alla 48ª edizione dei premi César per la sua straordinaria interpretazione nel film. Il film, noto come “Riabbracciare Parigi” in italiano, approderà nei cinema italiani il 9 novembre 2023 grazie a Movies Inspired.

Trama di Riabbracciare Parigi

Mia è una donna francese che conduce una vita apparentemente tranquilla e felice. Lavora come interprete russa e condivide la sua vita con Vincent, il direttore di un ospedale parigino. Una sera, durante una cena in un ristorante a Parigi, la loro serenità viene spezzata quando Vincent viene chiamato d’urgenza all’ospedale per affrontare una situazione critica. Rimasta sola, Mia decide di tornare a casa in moto. Tuttavia, il tempo si fa minaccioso, costringendola a cercare riparo in un ristorante fino a quando la pioggia non accenna a diminuire.

Poco dopo, il ristorante in cui si trova viene preso di mira da terroristi, che iniziano a sparare indiscriminatamente, seminando il terrore tra i clienti. Mia sopravvive, ma l’esperienza la traumatizza profondamente. Trascorre tre mesi con sua madre per riprendersi, ma quando torna a Parigi con Vincent, ritrovarsi nella sua vita precedente diventa un’ardua sfida. Mia, afflitta da amnesia parziale, fatica a ricordare i dettagli di quei momenti tragici. Nel tentativo di elaborare il trauma, decide di unirsi a un’associazione di supporto per le vittime, dove incontra altre persone devastate dallo stesso evento.

Mia - Riabbracciare Parigi
Mia – Riabbracciare Parigi

Recensione de Riabbracciare Parigi

Alice Winocour non poteva fare a meno di affrontare questo tema. Probabilmente, raccontare questa storia era per lei essenziale, come un atto profondamente introspettivo e terapeutico, che le permettesse di esaminare gli eventi che hanno segnato la notte del 13 novembre 2015. In quella tragica notte, suo fratello Jérémie è miracolosamente sopravvissuto alla strage avvenuta al Bataclan, durante una serie di attacchi suicidi di matrice islamica che hanno causato la morte, in tutta la capitale francese, di 130 persone e il ferimento di altre 413. Il lungometraggio “Riabbracciare Parigi” nasce da questo evento traumatico, dalle paure e dalle sensazioni di terrore e angoscia che sia Jérémie che Alice hanno dovuto affrontare quella notte e nei giorni successivi, in maniera divergente.

Alice Winocour

Mio fratello era al Bataclan il 13 novembre. Mentre era nascosto, ho continuato, per una parte della nottata, a comunicare con lui via SMS. Il film è stato costruito sulla base dei ricordi di quell’evento traumatico e dal racconto di mio fratello nei giorni successivi all’attentato. Ho sperimentato sulla mia pelle come spesso la memoria possa demolire e ricostruire ciò che è accaduto

La pellicola indaga il sentimento successivo, quello che rimane dopo essere sopravvissuti a un evento così drammatico e spaventoso, in cui la paura di morire era onnipresente. Alice Winocour ci offre una profonda riflessione sulla sensazione che permane nell’anima e nel cuore del sopravvissuto, costretto a convivere per tutta la vita con un trauma forse insuperabile, insegnandoci come questo dolore non va dimenticato, bensì trasformato e fatto proprio, parlandoci del cosiddetto “diamante al centro del trauma”, ossia di tutte quelle cose positive che si verificano intorno a un evento traumatico: le amicizie, le relazioni sentimentali e i forti legami che si instaurano e che non si sarebbero creati senza l’evento stesso. I personaggi che ci vengono presentati sembrano incapaci di tornare alla loro vita precedente, alla routine cui erano abituati. Si trovano in una costante ricerca, cercando di rintracciare una nuova normalità. Questo è il percorso che la protagonista Mia, così come gli altri personaggi, devono affrontare. Ognuno di loro è costretto a esaminare la propria esistenza alla luce di ciò che è accaduto, scrutando la vita quotidiana con occhi diversi. Mia si troverà a esaminare Parigi e il suo mondo familiare attraverso una nuova lente, cercando di comprendere e di creare una nuova quotidianità e routine. In questo viaggio interiore, i personaggi cercano disperatamente di dare senso al loro passato, cercando di trovare un modo per vivere con il peso del ricordo, trasformandolo in una forza per affrontare il futuro. Winocour ci presenta un’affascinante esplorazione della resilienza umana e della capacità di trovare significato anche nelle situazioni più difficili. La sua narrazione ci ricorda che, nonostante le prove devastanti che la vita ci riserva, c’è sempre la possibilità di trovare la forza per andare avanti e di creare una nuova normalità, anche se diversa da quella conosciuta in passato.

La necessità di ricordare

La storia ha una forte componente corale, pur concentrandosi su una protagonista che porta avanti la narrazione delineata da Marcia Romano, Jean-Stéphane Bron e Alice Winocour. Tuttavia, la tematica trattata può essere compresa appieno solo attraverso la presentazione di un gruppo eterogeneo di persone facenti parte dell’associazione di supporto per le vittime. Questo gruppo cerca di aiutare i sopravvissuti e i parenti di coloro che non ci sono più, unendo gli affetti e il ricordo di quegli istanti tragici.

Alice Winocour

Nelle settimane successive agli attentati ho iniziato a frequentare i forum delle vittime che si erano raggruppate per settore ed è stato davvero impressionante vedere centinaia di persone che si cercavano, che tentavano di ritrovarsi o di ritrovare gli oggetti persi durante gli attentati. Tutti cercavano informazioni sulle persone con cui si trovavano, con cui avevano scambiato anche solo uno sguardo o qualche parola di sostegno… Ho incontrato una comunità forte di persone che insieme provavano a riprendersi dal trauma, a volte ritornando sul posto. Mi ha molto toccato l’idea che non è possibile ricostruire la propria vita da soli, ma che c’è bisogno di almeno due persone e di uno sforzo collettivo. Da qui il mio desiderio di realizzare un film corale con molti personaggi provenienti da contesti diversi.

In questo contesto, Mia, la protagonista, incontra vari individui, tra cui un uomo che aveva festeggiato il suo compleanno quella notte, una donna che l’accusa di essersi barricata in bagno pensando solo alla propria incolumità e una ragazzina di nome Félicia. Quest’ultima ha perso i genitori nell’attacco e si è salvata solo perché aveva litigato con loro e aveva deciso di non accompagnarli al Louvre e alla brasserie quella sera, dove hanno trovato la morte. In un certo senso, senza conoscere nel dettaglio la storia di Jérémie e il suo percorso post-traumatico, si nota come i sopravvissuti ripercorrano il suo trauma, mentre il personaggio di Félicia rappresenta ciò che la regista ha provato sulla propria pelle. Come Félicia, Winocour ha dovuto affrontare l’angoscia dell’attesa nella propria casa, ricevendo notizie dal fratello solo attraverso sporadici messaggi SMS. Questi paralleli enfatizzano la potenza emotiva della storia, evidenziando le connessioni profonde tra i personaggi e le esperienze personali della regista.

Il film, con una regia classica che sa rendersi invisibile, si concentra sulle emozioni e le esperienze dei personaggi piuttosto che sui movimenti della macchina da presa. Non cerca di narrare gli eventi dell’attacco terroristico, ma si focalizza esclusivamente sul trauma dei sopravvissuti, mostrando come queste persone elaborano ciò che è loro accaduto. Ognuno dei personaggi elabora il proprio trauma in modo diverso e con tempistiche divergenti. Il film si concentra principalmente sul “fenomeno del flashback” e sul disturbo della “memoria ricorrente involontaria”, fenomeni psicologici comuni tra i sopravvissuti a eventi traumatici” e sul bisogno del sopravvissuto di rimettere a posto gli eventi di quella tragica notte, per poter andare avanti con la propria vita, in qualche modo.

Alice Winocour

Non era tanto l’attentato in sé a interessarmi, quanto le tracce che ha lasciato sulle vittime. Nessuna di loro ha una visione complessiva dell’attacco, ma ne possiede solo frammenti, immagini disordinate simili ai cocci di uno specchio in frantumi. A causa del mio coinvolgimento personale mi sono concentrata sui sopravvissuti, con l’idea che Mia indagasse nella propria memoria. È questo il soggetto del film. Ciò che più mi ha colpito quando ho incontrato le vittime è che tutte loro desideravano ricostruire la propria vita e ritrovare la felicità. Il film doveva riflettere questo desiderio di resilienza. Gli psicologi spiegano che la memoria decostruisce gli eventi traumatici e che è molto difficile per i sopravvissuti ricollocare gli avvenimenti nel giusto ordine. Questa è stata la preoccupazione centrale nella realizzazione del film: si dovevano percepire naturalmente i flash di memoria, i falsi ricordi, le amnesie… La stessa Mia crede di ricordare di essersi chiusa in bagno. Abbiamo lavorato molto sui suoni, che sono fondamentali nei processi mnemonici

In quest’opera, l’elemento dell’attacco terroristico serve come sfondo per raccontare la sindrome dei sopravvissuti. Gli eventi brutali non sono descritti in dettaglio, nemmeno quando la protagonista ricorda ciò che è accaduto. La narrazione si focalizza su Mia e sul suo percorso di ricerca della memoria perduta e di persone che possano ricordare ciò che è accaduto a lei durante quella tragedia. Questo è fondamentale per mettere insieme i pezzi del puzzle del suo passato. Per rendere questo complesso processo emotivo credibile al pubblico, Virginie Efira, nel ruolo di Mia, offre una performance incredibilmente emotiva, dentro questo viaggio alla ricerca della memoria personale. L’attrice è in grado di immergersi completamente nel personaggio, portando al pubblico un’emozionalità intensa e autentica. La sceneggiatura del film è altrettanto interessante, delineando il personaggio di Mia e degli altri sopravvissuti all’attacco. Mia non può più vivere la sua vita come prima, ma riesce a rileggere la sua esistenza, vedendo il mondo da una prospettiva completamente nuova, capendo cose che prima ignorava e che prima non voleva affrontare. Il film di Winocour è una potente esplorazione del processo di guarigione e di accettazione del trauma, rappresentando la resilienza umana e la forza interiore di fronte all’orrore.

Frame di Riabbracciare Parigi
Frame di Riabbracciare Parigi

In conclusione

La pellicola è un’opera cinematografica straordinaria che affronta il tema del trauma e della resilienza con una profondità emozionale sorprendente. La regista Alice Winocour ha trasformato un’esperienza personale traumatica in un potente racconto sulla forza dell’animo umano di fronte alla tragedia. La performance straordinaria di Virginie Efira nel ruolo di Mia trasmette il peso emotivo del personaggio in modo autentico e coinvolgente. La narrazione innovativa basata su flashback e memoria ricorrente involontaria offre agli spettatori una visione unica dell’impatto duraturo degli attacchi terroristici sulle vite delle vittime. L’uso sapiente del suono contribuisce a creare un’atmosfera coinvolgente, immergendo gli spettatori nella prospettiva di Mia.

Note Positive:

  • Profondità Emotiva: Il film offre un ritratto autentico e commovente delle emozioni dei sopravvissuti agli attacchi terroristici, mostrando il modo in cui il trauma influisce sulla memoria e sulla vita quotidiana.
  • Performance Straordinaria: Virginie Efira offre una performance eccezionale nel ruolo di Mia, trasmettendo con intensità l’impatto emotivo del personaggio.
  • Innovativa Narrazione: L’uso di flashback e memoria ricorrente involontaria offre una prospettiva unica sulla memoria umana e sull’elaborazione del trauma.
  • Atmosfera Coinvolgente: L’uso attento del suono contribuisce a creare un’atmosfera avvolgente che aiuta gli spettatori a immergersi completamente nella storia.

Note Negative:

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