Ride with the Guilt

Ride With The Guilt (2020): Il viaggio oscuro di Monica Caravan

Ride with the Guilt locandina film

Ride Whit The Guilt

Titolo originale: Ride Whit The Guilt

Anno: 2020

Paese: Regno Unito

Genere: Mistero

Produzione: PhoenixWorks Films

Distribuzione: PhoenixWorks Films

Durata: 10 minuti

Regia: Dario Bocchini

Sceneggiatura: Dario Bocchini

Fotografia: Archie Guinchard

Montaggio: Tiago Teixeira

Musiche: James Peter Moffatt

Attori: Rebecca Calienda, Cecile Sinclair, Harris Vaughan

Cortometraggio Ride With The Guilt

Ride With The Guilt ha ricevuto due prestigiosi premi al Lonely Wolf: London International Film Festival 2020 come il Best Short Film e l’Outstanding Achievement in Cinematography

Trama di Ride With The Guilt

Monica Caravan (Cecile Sinclair) si risveglia sul sedile posteriore di un’auto in piena notte, confusa e smarrita, con le mani coperte di sangue. In macchina, oltre a lei, è presente un’altra donna, Clarice (Rebecca Calienda) alquanto misteriosa e oscura. Come mai Monica si trova in quel luogo? Il sangue di chi è? Che cosa è successo in precedenza?

Recensione di Ride With The Guilt

Ride With The Guilt, primo cortometraggio del cineasta e produttore Dario Bocchini, originario di Benevento ma trasferitosi a Londra, si dimostra un’opera audiovisiva di assoluto interesse registico impregnata di una valida e azzeccata crudezza estetica che ben si confà con la storia narrata, che conduce lo spettatore entro un mondo onirico quasi Lynchiano (pur con le notevoli divergenze stilistiche) in cui è l’inconscio stesso a entrare maggiormente in gioco attraverso una struttura di sceneggiatura che non segue quei classici tre atti già enuncianti nella Poetica di Aristotele ma crea una narrazione non lineare seppur poco compressa nello sua struttura.

Le due attrice, tanto diverse tra loro e con due personaggi visivamente agli antipodi, sono ben interpretate da Rebecca Calienda e Cecile Sinclair, sopratutto quest’ultima riesce a incarnare in maniera impeccabile il suo personaggio trascinando lo spettatore entro il suo mondo fato di apatia, angoscia e depressione. Monica Caravan e la misteriosa Clarice risultano contrapposti: la prima, caratterialmente instabile e in preda all’ansia, appare assolutamente semplice nell’abbigliamento e priva di qualsiasi trucco, inversamente Clarice, ripresa a lungo solo attraverso particolari degli occhi o della bocca o attraverso alcuni dettagli, come lo spegnimento della sigaretta, risulta vistosamente truccata mostrandosi come ciò che Monica non è. Tale elemento di netta diversificazione se da un lato è interessante e funzionale rischia però di svelare fin troppo velocemente il gioco narrativo (che non sveliamo per non rovinarvi la visione).

Indubbiamente l’estetica e la fotografia con quelle tonalità rosse e blu risultano l’arma in più del cortometraggio che gioca con un regia attenta e capace nel trasmettere quella sensazione di suspense e pathos tipica dei film thriller, permettendo così allo spettatore di non distaccarsi dalla visione ma di voler sapere cosa sia realmente accaduto. Scenograficamente e simbolicamente risulta una chicca la presenza in macchina del pupazzetto di Alice de Il Paese delle Meraviglie, che già da sola fa già capire in quale contesto di genere siamo entro Ride With The Guilt, che possiede un finale misterioso e intrigante.

Note positive

  • Scenografia
  • Fotografia
  • La performance di Cecile Sinclair

Note negative

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