Shang Chi e la leggenda dei dieci anelli (2021): La Marvel nella fase quattro

Trailer di Shang Chi e la leggenda dei Dieci Anelli

Basato sul personaggio Shang Chi apparso per la prima volta nei fumetti Marvel nel 1973 e anche noto come Maser of Kung Fu, questo film si inserisce all’interno della Fase 4 del Marvel Cinematic Univers, dopo le serie WandaVision e Falcon and the Winter soldier e Loki, e dopo il film Black Widow (tutti del 2021). L’uscita era inizialmente programmata per il Febbraio 2021 e sarebbe dovuto uscire dopo The Eternals, l’altro film della nuova fase che avrebbe dovuto introdurre nuovi personaggi non ancora esplorati nei film precedenti. Shang Chi, con il primo protagonista marvel di etnia asiatica, segue la strada già intrapresa nel film Crazy & Rich del 2018 (in cui tra l’altro ha recitato anche l’attrice Awkwafina, che in questo nuovo film interpreta la migliore amica del protagonista) con un cast interamente asiatico.

Shang Chi
Shang Chi

Trama di Shang Chi e la leggenda dei dieci anelli

Shang Chi, ragazzo trasferitosi da anni a San Francisco dove si è rifatto una vita con il nome di Sean, si ritrova costretto a tornare in patria e a confrontarsi con il padre dopo esser stato trovato dall’associazione criminale dei Dieci Anelli. Deve così affrontare dolori che credeva essersi lasciato alle spalle ed un destino a cui sperava di sfuggire ad ogni costo.

Recensione (senza spoiler) di Shang Chi e la leggenda dei dieci anelli

Shang Chi e la leggenda dei dieci anelli si apre con una breve sequenza di azione che ha la funzione d’inquadrare immediatamente la pellicola nell’atmosfera classica dei film Marvel; in sottofondo una voce femminile (si scopre poco dopo essere la madre del ragazzo) racconta la leggenda dei dieci anelli e le origini del protagonista Shang Chi, raccontando nello specifico la storia di suo padre, di come ha gestito l’immenso potere degli Anelli, e di come le vicende riguardo la moglie lo abbiano poi cambiato. Questa lunga introduzione è necessaria dal momento in cui il questo nuovo eroe non era mai stato neppure nominato nei lungometraggi precedenti; è quindi importante non solo spiegare la sua storia e le sue origini, ma soprattutto introdurre lo spettatore in uno scenario, quello orientale, tanto diverso da ciò a cui ci avevano abituati i precedenti film dei Vendicatori, proprio come era stato fatto all’inizio del film Black Panther (2018) per introdurre il regno di Wakanda, con i suoi miti e leggende. E di fatti si è pescato a piene mani nell’immaginario orientale, tanto per quanto riguarda le arti marziali e i ninja, quanto per le sue leggende più fiabesche, con regni incantati e creature fantastiche. Sotto questo punto di vista il film è ben riuscito, le scenografie e i setting sono ben studiati nei dettagli, senza però apparire fittizi o eccessivamente costruiti, permettono quindi di calarsi nella vicenda senza come se i luoghi mostrati non ci fossero completamente nuovi ma anzi ci fossero già familiari.

Dopo le dovute introduzioni si fa finalmente la conoscenza del vero protagonista della storia, Shang Chi, che viene presentato come un ragazzo trasferitosi a San Francisco per costruirsi una nuova vita ma che non ha ancora trovato la sua strada e il suo posto nel mondo e che nel mentre si mantiene con un lavoretto come parcheggiatore d’hotel. Assieme a lui viene presentata la sua collega e migliore amica, Katy, che al contrario suo invece è nata e cresciuta negli Stati Uniti. Una breve contestualizzazione della vita americana del ragazzo e poi inizia la prima grande scena d’azione, quella dell’autobus che era stata mostrata anche nei trailer: qui l’esercito dei Dieci Anelli attacca Shang Chi per rubargli il ciondolo che porta al collo regalatogli dalla madre e questo lo costringe a risvegliare quella parte di lui che aveva soppresso trasferendosi negli Usa. Con questo combattimento scopriamo le straordinarie doti nelle arti marziali del giovane, con chiari riferimenti alla tradizione dei film del genere, a partire da quelli di Jackie Chan (a cui è probabilmente anche ispirato l’abbigliamento del protagonista in questa scena). La scena, se pur forse un po’ troppo lunga, è assolutamente coinvolgente e degna dei confronti a cui la Marvel ci ha abituati, e le coreografie dei movimenti incantano e catturano lo sguardo dello spettatore dal primo all’ultimo istante. Questa è forse infatti la caratteristica in più di questo film, ciò che allo stesso tempo lo accomuna e lo differenzia dagli altri film della saga: ogni duello è una danza ammaliatrice coreografata alla perfezione, che è accompagnata e accompagna le musiche in sottofondo (non sempre d’azione, anzi spesso chiaramente di stampo orientale).

In generale comunque è forse proprio la colonna sonora (di J. P. West) a essere l’anello (per restare in tema) di congiunzione con gli altri film Marvel, la sua potenza nelle scene d’azione è chiaramente riconoscibile come in ognuno degli altri film pur essendo a modo suo unica.

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Il protagonista nella scena sul bus

Dopo questa parentesi iniziale in America il protagonista torna assieme all’amica in Cina, prima dalla sorella e poi dal padre, dove si ritrova a fare i conti con ciò che aveva abbandonato quando aveva deciso di scappare lasciandosi dietro il dolore per la morte della madre, che ognuno dei suoi familiari ha gestito a proprio modo. E’ soprattutto come lo ha fatto il padre a rivelarsi il problema: decisosi a indossare per sempre i Dieci Anelli, si è abbandonato al lato malvagio che solo la moglie era riuscita a fargli accantonare.

Per tutta la durata del film si assiste a una continua dimostrazione di forza da parte dei tre membri della famiglia, con un susseguirsi di scene d’azione e di combattimenti in cui nessuno prevale davvero, è qui che si nota la forte componente femminile di questo film: le tre donne più importanti della storia (la sorella, la migliore amica e la zia del protagonista) sono tre esempi di girl power ognuna con le proprie caratteristiche e i propri ruoli, ma allo stesso tempo ugualmente forti, testarde e soprattutto assolutamente necessarie per aiutare il protagonista nella sua missione. In questo senso si evidenzia quello che forse è il problema principale di questo film: la performance del protagonista, interpretato da Simu Liu. Purtroppo l’attore rende davvero poco al suo personaggio, risulta troppo impassibile e viene sovrastato da tutti gli altri personaggi che invece dovrebbero solo essergli da spalla. Awkwafina è briosa e spumeggiante, Fala Chen è algida e magnifica, soprattutto nelle scene di combattimento molto più di quanto non lo sia lui, che risulta invece troppo spesso legato quasi come se non si sentisse del tutto a suo agio, ed infine Michelle Yeoh, che anche lei nella scena in cui insegna le sue tecniche al nipote cattura tutta l’attenzione del pubblico con la sua grazia di movimenti.

Al contrario invece la performance dell’antagonista, interpretato da Tony Leung Chiu-Wai, perfetto sia nel ruolo di padre amorevole che viene mostrato inizialmente, che come spietato allenatore del figlio adolescente, che come capo dell’esercito dei Dieci Anelli da lui fondato.

Shang Chi protagonisti
I protagonisti del film Simu Liu, Awkwafina, Fala Chen

Conclusione

Nel complesso il film si posiziona perfettamente in linea con lo stile cinecomic a cui appartiene, e non fa nemmeno troppo sentire la mancanza dei personaggi “originari”. L’ambientazione è ottima, il ritmo è serrato e le scena d’azione sono ben equilibrate con quelle invece più riflessive e dal ritmo più lento. È sicuramente un film a sé stante, scollegato dal resto dell’universo ( i pochissimi riferimenti sono per lo più legati alle scene post credits) e forse proprio per questo di più facile comprensione e visione, si può godere della storia senza dover continuamente effettuare continui salti mentali per ricollegare personaggi, teorie, e avvenimenti di altri film. Anche se sicuramente è anche questa caratteristica fondamentale dell’universo Marvel, è quindi necessario vedere come ora si intende sfruttare e intrecciare questo nuovo personaggio all’interno della rete.

Molto divertente la battuta in riferimento all’anime Dragon Ball circa l’onda energetica Kamehameha che pronuncia Katy alla fine del film.

Commento spoiler:

Come già accennato prima, sono pochi i riferimenti all’universo Marvel ed ai personaggi che già conosciamo; in una breve scena si può vedere Wang, da Doctor Strange che combatte contro Abominio, le cui ultime notizie volevano che fosse tenuto imprigionato dallo Shield in ibernazione. In una battuta Wang rivela di starlo allenando, viene quindi da chiedersi cosa sia successo e perché lo stia facendo. Già è stato confermato che il mostro apparirà in She Hulk, quindi questo potrebbe essere un primo indizio.

Sempre Wang, nella prima delle due scene post credits dà ufficialmente il “benvenuto” a Shang Chi assieme a Captain Marvel ed a Bruce Banner, e fa sapere che si è messo al lavoro per studiare ed analizzare gli Anelli, la cui provenienza è sconosciuta.

Riguardo al film vero e proprio, è assolutamente degna di nota la scena dello scontro tra il drago Grande Protettore ed il mostro, forse l’unica scena che giustifica l’utilizzo del 3D nel film, che però è decisamente troppo sbrigativa. Dopo l’uccisione del padre di Shang Chi (anch’essa troppo frettolosa, se si considera che si tratta del vero Mandarino, e che ha vissuto come indiscusso invincibile per mille anni), sono i mostri i veri nemici, e lo scontro finale con il dragone doveva risultare assolutamente il clou dell’opera, non sarebbe stato male mostrarla quindi per qualche momento in più.

Un applauso infine per Morris, assolutamente adorabile e si potrebbe dire anche indispensabile guida per il gruppo dei protagonisti.         

NOTE POSITIVE

  • Le interpretazioni di tutte le attrici donne
  • L’interpretazione di Tony Leung Chiu-Wai
  • Le coreografie nelle scene di arti marziali
  • La colonna sonora
  • Gli effetti speciali

NOTE NEGATIVE

  • Interpretazione di Simu Liu
  • Alcune scene d’azioneconcluse troppo frettolosamente

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